Primo maggio

Art. 1 L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

Oggi celebriamo la giornata dedicata al lavoro ed ai lavoratori. C’è ancora tanto da fare sul fronte dei diritti, delle uguaglianze e della sicurezza.

Troppe sono ancora le mancanze ed i vuoti burocratici e legislativi relativi a chi, ogni giorno, si dedica con serietà e dedizione alla professione.

Bisogna garantire la possibilità di accesso al lavoro a tutti, indipendentemente dall’età, dal titolo di studio e dal genere.

Necessario appare combattere contro tutte le barriere fisiche ma anche mentali che possono fungere da ostacolo al diritto personale ed individuale di esprimere se stessi e di dare voce alla propria dignità.

Soprattutto in questo giorno appare doveroso ricordare tutte quelle persone che subiscono sopraffazioni e mobbing sul posto di lavoro ma soprattutto coloro che hanno perso la propria vita svolgendo la propria professione.

È fondamentale garantire soprattutto la sicurezza perché di lavoro non si può morire.

Il lavoro è un diritto e va garantito in tutte le sue forme e manifestazioni.

N. B. Tutte le immagini sono tratte da pixabay.com

Maria Domenica Depalo

Giornata mondiale della terra

Qual è la nostra casa comune? Qual è il luogo sempre pronto ad accoglierci anche se, spesso e volentieri, viene bistrattato, sfruttato e calpestato senza alcun riguardo?

Si chiama Gaia, dal greco γῆ, parola a sua volta derivante dal verbo γεννάω (generare), proprio ad indicare la sua forza generativa e vitale.

foto tratta da pixabay.com

Madre ma talvolta anche matrigna – come ci insegna Leopardi – per sua difesa e per riaffermare la sua forza ed il suo diritto alla vita, oggi viene celebrata.

foto tratta da pixabay.com

Lo faremo anche noi attraverso una poesia del mio amatissimo Gianni Rodari.

Buona lettura e buona giornata, Terra!

Storia Universale
di Gianni Rodari

In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
Ti volevi sedere?
Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno?
Non esisteva il letto.
Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni.
Anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente.
Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare
e agli errori più grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti.

foto tratta da pixabay.com

Maria Domenica Depalo

Momento relax

photo©MariaDomenicaDepalo

Era solo e abbandonato e non potevo lasciarlo in quello stato. Non ho avuto altra scelta che comprarlo e mangiarlo.
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Maria Domenica Depalo

Buona Pasqua!

Celebriamo le festività pasquali con una poesia non molto nota ma ricca di significato di Giovanni Pascoli, “Gesù”.

Incentrata sulla divinità ma anche sull’umanità del figlio di Dio, essa coglie appieno paure e speranze di noi tutti.

Buona Pasqua a tutti!

Gesù

Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: “Ave, Profeta!”
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: “Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta”.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste.

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
Il figlio Giuda bisbigliò veloce –
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ’piedi:
“Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.”

Ma il Profeta, alzando gli occhi
“No”, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Maria Domenica Depalo

Tutte le immagini sono tratte da pixabay.com

Oroscopo filosofico di aprile 2022

Siamo nel pieno della primavera: fiori, luce e clima temperato ormai sono una costante delle nostre vite. Le belle giornate influenzano il nostro umore e ci guidano. Ma il mese di aprile cosa ci riserverà di speciale? Scopritelo in questo oroscopo filosofico. Leggetelo e commentatelo ma soprattutto ricordate sempre che non saranno dei segni a determinarvi ma solo voi stessi. Sempre.

Ariete:

Non abbiate paura a lasciarvi travolgere da un’ondata inaspettata ma straordinaria di emozioni. Novità per chi progetta viaggi e trasferimenti.

Toro:

Avete tutte le carte in regola per affrontare gli imprevisti, soprattutto in amore. Si prevedono novità sul piano lavorativo.

Gemelli:

Avete bisogno di ricongiungervi con voi stessi. Tenete lontane le influenze negative e meditate mezz’ora al giorno.

Cancro:

Ascoltatevi di più. Per troppo tempo vi siete trascurati. Vi consiglio un finesettimana in una spa: vedrete che un bel massaggio vi aiuterà a vedere le cose con occhi diversi.

Leone:

Un po’ di leggerezza non guasta: aiuta infatti a vedere le cose ed ad affacciarsi alle difficoltà con occhi nuovi. Vi consiglio l’acquisto della saga di Harry Potter (ovviamente mi riferisco ai romanzi).

Vergine:

Ritroverete amicizie che credevate perdute da tempo. Saranno un balsamo prezioso per i momenti di difficoltà che inevitabilmente incontrerete nel corso della vita.

Bilancia:

La parola chiave per voi è “adattamento”. Soltanto facendo vostro il significato di questo termine infatti, sarete in grado affrontare e di superare le difficoltà inaspettate.

Scorpione:

Non lasciate che le ferie rifiutate rovinino i vostri progetti. Piuttosto considerate questo rifiuto come un’occasione per ideare nuovi percorsi e viaggi alternativi.

Sagittario:

Una bella vacanza: ecco quello che ci vuole. Ve la meritate dopo questo periodo di riorganizzazione sul posto di lavoro che sembra aver mescolato e rimescolato tutte le carte.

Capricorno:

Siete esigenti e fate bene. Considerato l’impegno che mettete in ogni cosa, dalla famiglia al lavoro, è giustissimo che aspiriate al meglio.

Acquario:

Fuggite lontano da chi vi soffoca e da ciò che vi rinchiude e costringe in una morsa senza scampo. Non lasciate che vi tarpino le ali. Novità sul fronte viaggi.

Pesci:

Avete capito che l’ironia e la simpatia sono gli strumenti più giusti per affrontare anche le situazioni più bizzarre ed assurde. Siete quindi pronti a vivere momenti folli sia sul lavoro che in famiglia.

Maria Domenica Depalo

Festa della donna

Festa della donna

Quali parole migliori per celebrare noi donne se non quelle pronunciate da Roberto Benigni:

“State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché dovesse essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale, un po’ più in basso del braccio per essere protetta, dal lato del cuore per essere amata”.

Fratelli di Giuseppe Ungaretti

Fratelli

Mariano il 15 luglio 1916

Di che reggimento siete

fratelli?

Parola tremante

nella notte

Foglia appena nata 

Nell’aria spasimante

involontaria rivolta

dell’uomo presente alla sua

fragilità

Fratelli

Quanta attualità e verità in queste parole, così lontane ma allo stesso tempo così vicine. Mai avremmo immaginato una scenario come quello attuale, in Europa, a pochi passi da noi.

Uomini, donne e bambini ucraini nascosti in bunker sotterranei, in fuga, feriti o uccisi dalle bombe e dalle armi hanno bisogno del nostro aiuto. Doniamo cibo, vestiti e medicine, accogliamo e preghiamo perché le ragioni della pace possano prevalere su quelle di chi, in nome di interessi politici ed economici, è disposto a distruggere ogni cosa.

#nowar #peace #ukraine #stopwar #supportukraine #stopputin

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di marzo 2022

Ariete:

Ricordatevi di chi era con voi nei momenti di difficoltà. L’amicizia non può essere a senso unico.

Toro:

Ogni canzone che ascoltate esprime aspetti del vostro stato d’animo. Solo chi vi è realmente vicino li coglie nel loro insieme.

Gemelli:

Niente scherzi: le cose belle arriveranno…prima o poi. L’importante è perseverare.

Cancro:

Godetevi il tempo a disposizione. Le cose cambiano e spesso l’inaspettato è dietro l’angolo.

Leone:

C’est la vie, come dice Achille Lauro. La vita è questa e va amata per quella che è, anche nelle sue negatività.

Vergine:

Le giornate si allungano e si riempiono di sole. Lasciate che entri anche nel vostro cuore illuminandolo.

Bilancia:

Le sfide non vi spaventano. Ed è questo l’atteggiamento giusto con cui affrontare le difficoltà.

Scorpione:

Fate come volete. Basta accontentare tutti rischiando di deludere se stessi. Pensa un po’ di più a voi.

Sagittario:

Di cosa avete bisogno? Pensateci bene. Tutti quegli acquisti sono proprio necessari oppure esprimono un malessere più profondo?

Capricorno:

Studiate, studiate e studiate. Soltanto la conoscenza potrà preservarvi dalle brutte sorprese.

Acquario:

Il periodo è quello che è. Passeranno le nuvole e tornerà il sereno. Nel frattempo preparate il piano B.

Pesci:

Le apparenze ingannano e l’abito non sempre fa il monaco. Ricordate questi due detti la prossima volta che pensate di conoscere bene qualcuno.

Maria Domenica Depalo

Il tempo e l’amore

Abbiamo deciso di celebrare la giornata dedicata all’amore con un componimento scritto da Luigi Pirandello. Nella loro essenzialità, le sue parole mostrano il carattere ineffabile ma al contempo inafferrabile di un sentimento quale l’amore che supera il tempo pur essendovi legato. Il tempo potrebbe anche svanire ma l’amore vero ed essenziale mai.

Photo by Karolina Grabowska on Pexels.com

Il tempo e l’amore

E l’amore guardò il tempo e rise,

perché sapeva di non averne bisogno.

Finse di morire per un giorno,

e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore

per un tempo che non esisteva.

Fuggì senza allontanarsi,

ritornò senza essere partito,

il tempo moriva e lui restava.

Luigi Pirandello

Giorno del ricordo

Giorno del ricordo

In occasione di questo giorno, riproponiamo l’articolo pubblicato su freewordsmagazine.

Oggi 10 febbraio ricordiamo i martiri innocenti delle foibe della Venezia Giulia e della Dalmazia, uccisi dai partigiani jugoslavi e dai membri dell’OZNA (una sezione dei servizi segreti slavi) durante la seconda guerra mondiale.

Moltissime persone, colpevoli solo di essere italiane, venivano legate e buttate nelle foibe, profondissime cavità carsiche tipiche della geografia di quel territorio. Molte di loro, per sfuggire alle persecuzioni, fuggirono emigrando in massa dai territori slavi prima appartenenti al Regno d’Italia, occupati quindi dal maresciallo Tito e successivamente annessi alla Jugoslavia.

Di Dans – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45853747

Portiamo alla memoria questa pagina drammatica della nostra storia attraverso le parole di un testimone diretto perché non accada mai più che un popolo perseguiti un altro macchiandosi di un orrore senza tempo e senza parole sufficienti a descriverne la portata.

“Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k. Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca. Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola. E solo allora potei dire di essere veramente salvo”.
Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe

Maria Domenica Depalo