Mercatini di Natale a Bari

Se amate i mercatini di Natale, allora non dovete assolutamente perdere quelli del centro storico di Bari. Tra il 6 ed il 26 dicembre infatti, dopo ben un anno di attesa, sarà possibile camminare tra gli stand e le piccole casette dal tema prettamente natalizio che conferiranno alla “città vecchia” il calore ed i colori caratteristici di questo periodo.

Luci, Negozio Natalizio, Natale
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Camminando lungo la “Muraglia”, in particolare tra “Piazza del Ferrarese” ed il “Fortino di Sant’Antonio”, nonché in “Piazza Mercantile” sarà possibile ammirare i mercatini e pensare ai regali respirando lo spirito natalizio.

Mercatini Di Natale, Stalla, Lettone
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Ci saranno stand dedicati non solo al cibo, ma anche a creazioni originali e suggestive, nonché ad iniziative sociali e di volontariato.

Mercatino Di Natale, Natale, Gioco
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Per questo, non perdete l’occasione di visitare una delle città più belle del Sud Italia e di rilassarvi in attesa di un anno nuovo e portatore di novità.

Per saperne di più, cliccate sul seguente link:

https://bari.repubblica.it/

Maria Domenica Depalo

Festa del cioccolato a Bari

Festa del cioccolato a Bari

Delicato e deciso, ricco di gusto, unico nelle sue forme e peculiarità, cibo ideale in cui affogare i propri dispiaceri o frustrazioni, peccato della gola per eccellenza, il cioccolato rappresenta l’essenza stessa di un piacere irrinunciabile. Da gustare pian piano, inebriante del profumo di cacao, esso non va morso avidamente ma assaporato lentamente e senza fretta in modo da permettere alle nostre papille gustative di poterne cogliere le caratteristiche essenziali.

Cioccolatini, Cioccolato, Confiserie
foto tratta da pixabay.com

Forti di questa verità, celebrata da poteri e autori di tutto il mondo, non possiamo non ricordare uno straordinario e golosissimo momento da vivere a Bari tra il 19 ed il 21 novembre in Piazza Libertà. Parliamo della Festa del Cioccolato.

Cioccolatini, Rasatura
foto tratta da pixabay.com

Nel corso di queste tre giornate sarà possibile non soltanto passeggiare tra le strade del meraviglioso capoluogo pugliese ma anche ammirare la fantasia e la bravura dei maestri cioccolatieri in grado di regalare forme e fogge sempre diverse a questo cibo così incredibile.

Pralina, Dolce, Cioccolato, La Pittura
foto tratta da pixabay.com

Sarà possibile non soltanto camminare tra gli stand dedicati al cioccolato e degustarne i vari tipi. I più piccolini in particolare potranno infatti partecipare a dei laboratori e lezioni di pasticceria divertenti ed istruttive.

“Si tratta di un evento culturale che ha lo scopo di diffondere sempre più la cultura del cioccolato artigianale e l’arte della sua lavorazione – aggiungono – Fulcro della manifestazione è il cioccolato a 360 gradi, non solo come prodotto puramente commerciale, ma valorizzato come prodotto artigianale”. (cit. https://bari.repubblica.it/cronaca/2021/11/05/news/a_bari_torna_la_festa_del_cioccolato_stand_e_laboratori_per_esaltare_la_lavorazione_artigianale-325179028/ ).

Cioccolato, Scuro, Caffè, Confiserie
foto tratta da pixabay.com

Non perdete quindi questa incredibile occasione per conoscere Bari e camminare tra le sue vie assaggiando e degustando tale bontà ma senza esagerare: mi raccomando!

link:

https://bari.repubblica.it/cronaca/2021/11/05/news/a_bari_torna_la_festa_del_cioccolato_stand_e_laboratori_per_esaltare_la_lavorazione_artigianale-325179028/

Maria Domenica Depalo

Il Parco dei Mostri

Chi di voi ha paura dei mostri? Perché questa domanda? Beh, semplicemente perché oggi visiteremo un parco dedicato esclusivamente a delle creature strane e fantastiche, enormi ed impetuose, fatte di pietra e proprio per questo minacciose nel loro sguardo. Niente paura però: esse appaiono in un certo modo ma in realtà non lo sono affatto. Esse infatti risultano estremamente affascinanti nel loro apparire. Anche Salvador Dalì che le vide nel 1948 ne fu così colpito da farsi fotografare tra alcune di loro.

Stiamo parlando del Parco dei Mostri di Bomarzo, in provincia di Viterbo. Chiamato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie, nacque nel 1547 dalla fantasia dell’architetto Pirro Ligorio per volere del Principe Pier Francesco Orsini che lo volle dedicare alla defunta moglie Giulia Farnese.

Esteso per ben tre ettari, il parco ospita enormi statue grottesche e mitologiche in basalto che sembrano non rispettare alcuna regola prospettica o logica. A rendere il tutto ancora più “strano” è la presenza di iscrizioni ricche di mistero ed inquietudine che inducono alla riflessione, come ad esempio quella presente sulla bocca dell’Orco. Varcandone le labbra, è possibile entrare al suo interno, sedersi sulla panchina e parlare allegramente…ops in realtà al suo interno le voci echeggeranno in modo terribile e pauroso.

Monster in Parco dei Mostri (Bomarzo).jpg
opera di Livioandronico2013 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=64111105

Affascinante, vero? Osservate ora quest’altra statua che raffigura una tartaruga gigante sormontata dalla dea Nike, personificazione della vittoria. Bella, vero?

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Turtle_-Parco_dei_MostriBomarzo,_Italy-_DSC02476.jpg

Che dire di questa balena che, pur essendo una creatura marina, emerge dalla terra?

Di Daderot – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79950700

Ecco qui un drago che maestoso combatte contro tre leoni. Chi sarà il vincitore della lotta?

Di Alessio Damato – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4633632

Continuando a camminare tra le vie del parco, non potremo evitare di imbatterci anche in questa incredibile statua raffigurante un elefante che accoglie nella sua proboscide un soldato romano. Ma quali sono le intenzioni dell’animale?

Di Alessio Damato – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4633645

Non avete notato anche voi una stranezza? Osservate il corpo del legionario: è enorme, spropositatamente grande se messo a confronto con il corpo dell’elefante.

Concludiamo il nostro tour virtuale ammirando la casa pendente che sicuramente non potrà non colpire per la sua stranezza il visitatore.

Di Daderot – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79978388

Per saperne di più ed organizzare una gita, cliccate sui link sottostanti. Buoni mostri!

Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_dei_Mostri

http://www.bomarzo.net/

https://www.facebook.com/pages/Parco-dei-Mostri/159468810744669

Maria Domenica Depalo

Il Museo Delle Illusioni

Il Museo Delle Illusioni

Illusioni ottiche, fenomeni sorprendenti ed incomprensibili, “mirabilia”: gli ingredienti ci sono tutti per visitare il “Museo delle Illusioni“, aperto recentemente a Milano. Intendiamoci però: tutto quello che vi appare come impossibile da spiegare in realtà può essere descritto mediante delle leggi fisiche. Quindi non si tratta di magia ma di applicazione della scienza al divertimento.

Ma cerchiamo prima di tutto di capire di che cosa parliamo. Facendo riferimento a wikipedia, leggiamo che un’illusione ottica è una qualsiasi illusione che inganna l’apparato visivo umano, facendogli percepire qualcosa che non è presente o facendogli percepire in modo scorretto qualcosa che nella realtà si presenta diversamente. (cit. tratta da wikipedia). Le tipologie di illusioni possono essere molteplici e di vario tipo. Osservate le foto seguenti: nell’immagine immediatamente sottostante c’è una barra dal colore apparentemente non uniforme. In realtà però esso non muta mai.

di Dodek – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1529278

E questo strano triangolo? Non notate qualcosa di inusuale nei suoi lati? Provate a seguirne il percorso.

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Le illusioni ottiche divertono, fanno pensare e stimolano l’immaginazione. Probabilmente è proprio con questo spirito che è stato portato a Milano questo museo che non vedo l’ora di visitare. Inaugurato a metà luglio, a pochi metri dalla stazione centrale, il museo delle illusioni fa parte dei trentatré musei presenti un po’ ovunque nel mondo ed ideati da Roko Zivkovic dopo il primo che ha visto la luce nel 2015 a Zagabria. Esso presenta numerosissime attrazioni come ad esempio la mitica stanza di Armes che ci permette di sembrare piccolissimi oppure enormi (è tutta una questione di prospettiva).

https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/25/news/museo_delle_illusioni_milano_via_settembrini-311671804/

A quanto pare anche l’illusione della testa sul vassoio è davvero molto apprezzata (ovviamente si tratta di un gioco di specchi, non preoccupatevi!).

https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/25/news/museo_delle_illusioni_milano_via_settembrini-311671804/

Non resta allora che fare pazientemente la fila per addentrarci in un mondo che sicuramente ci divertirà e ci farà pensare a quanto il reale possa trarci in inganno, se pur solo per diletto.

Per saperne di più, cliccate sui link sottostanti:

http://milan.museodelleillusioni.it/

https://www.facebook.com/museodelleillusioni.milano/

https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/25/news/museo_delle_illusioni_milano_via_settembrini-311671804/

https://www.msn.com/it-it/notizie/milano/a-milano-il-museo-delle-illusioni-camere-delle-meraviglie-giochi-di-specchi-e-trucchi-anti-gravit-c3-a0/ar-AAMxkSQ?ocid=uxbndlbing

https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale

Maria Domenica Depalo

Mare e poesia

Mare e poesia

Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano.
A volte coloro che l’amano ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna.
Alcuni fra i pescatori più giovani, di quelli che usavano gavitelli come galleggianti per le lenze e avevano le barche a motore, comprate quando il fegato di pescecane rendeva molto, ne parlavano come di el mar al maschile.
Ne parlavano come di un rivale o di un luogo o perfino di un nemico.
Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvage era perché non poteva evitarle
” (brano tratto da “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway)

Amiche ed amici, quest’estate la rubrica “Orizzonti vicini e lontani” inizia con un brano tratto da “Il vecchio e il mare” di Hemingway e non poteva essere altrimenti visto quello che il mare rappresenta per me e non solo.

La nostra rubrica a partire da questo mese e per tutta l’estate sarà dedicata ai luoghi di vacanza più suggestivi e ricchi di significato per voi. Attenzione: non necessariamente parliamo delle Hawaii, del Louvre o degli Uffizi. Anche la spiaggia più vicina e la semplice sdraio sul balcone di casa possono esserlo. Ogni luogo non è infatti solo un luogo fisico ma si correda di ricordi, sensi e significati che lo rendono prezioso a noi. Il mio personale ed unico “luogo” è il mare: non ne posso fare a meno.

photoby©MariaDomenicaDepalo

Ecco perché invito ognuno di voi a parlare liberamente dei vostri luoghi “personali” spiegando perché sono i vostri luoghi, cosa significano per voi e perché siete legati ad essi. Lo potete fare pubblicando su instagram una foto del vostro “luogo” aggiungendo il tag #fuoritempofuoriluogo”, scrivendo nei commenti sottostanti oppure inviando una mail a fuoritempofuoriluogo@libero.it. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Link: https://www.instagram.com/fuoritempofuoriluogo/

Maria Domenica Depalo

Giornata mondiale della Terra

“Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso”. Con queste parole pronunciate dal grande capo Sealth, oggi celebriamo la giornata mondiale della Terra.

“This we know: the earth does not belong to man, it is man who belongs to the earth. All things are connected, like the blood that unites a family. It was not man who weaved the web of life, he it is only a thread. Whatever he does to the canvas, he does it to himself “. With these words spoken by the great chief Sealth, today we celebrate World Earth Day.

“Das wissen wir: Die Erde gehört nicht dem Menschen, es ist der Mensch, der zur Erde gehört. Alle Dinge sind miteinander verbunden, wie das Blut, das eine Familie vereint. Es war nicht der Mensch, der das Netz des Lebens gewebt hat, er ist es nur ein Faden. Was auch immer er mit der Leinwand macht, er macht es mit sich selbst “. Mit diesen Worten des großen Häuptlings Sealth feiern wir heute den Welttag der Erde.

#giornatamondialedellaterra
#earthday
#welttag
#22aprile
#fuoritempofuoriluogo #destinazioneblogger #progettoblog #scambisocial #ilsalottodeiblogger #bloggercommunity

photoby©Pixabay

Maria Domenica Depalo

Orizzonti vicini e lontani: Parc Güell

Frutto della mente creativa di Antonio Gaudí, il Parc Güell di Barcellona è uno dei luoghi più belli della Spagna in cui suggestione, colori e architetture si mescolano armoniosamente.

Ubicato nel quartiere Gràcia, il Parc Güell venne ideato agli inizi del Novecento. Inizialmente avrebbe dovuto ospitare ben 60 abitazioni ma in realtà ne furono costruite solo due, colorate e dal tetto dalla curiosa forma di fungo.

Con il tempo, il parco avrebbe poi acquisito la fisionomia con cui oggi lo conosciamo.

Passeggiando tra le sue costruzioni e strutture, notiamo come l’artista abbia fatto ricorso alla tecnica del trencadìs già usata nella Casa Battlò. In cosa consiste? Tale tecnica “unisce frammenti di ceramica e pezzi di vetro colorati, riproducendo una sorta di mosaico con materiali di scarto” (cit. da https://www.greenme.it/viaggiare/europa/parc-guell/ ).

Gaudí è sicuramente un artista unico nel suo genere. Riservato e misterioso, egli unisce fantasia, intelligenza e colori in sculture e rappresentazioni mai banali e dal significato mistico e profondo.

https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Antoni_Gaudi_1878.jpg#mw-jump-to-license

Camminando tra le panchine e le curiose figure mitologiche del parco, è possibile imbattersi nella “Casa Museu Gaudí“, cioè la casa di Gaudí, oggi adibita a museo che ci permette di scoprire ulteriori aspetti della sua vita personale e delle tecniche da lui usate.

Prima però di solcare il pavimento della sua casa, conosciamo alcune delle opere del parco. Pronti?

1. Come non restare ammirati ed abbagliati dalla maestosità della Scalinate del Parc Güell? I suoi gradini attendono solo di essere solcati.

2. Se vi piacciono gli animali fantastici, sicuramente non potrete non notare questa suggestiva Salamandra, decorata con frammenti colorati di ceramica.

3. Non dimenticate di aguzzare la vista e di scorgere i numerosi mosaici che adornano colonne e pareti.

Se poi vi stancate, potete riposarvi su questa panchina dalla suggestiva forma serpentina (ne mostriamo solo una parte riccamente decorata) da cui poter continuare ad ammirare il parco.


Per saperne di più e scoprire come raggiungere e visitare questo luogo incredibile, cliccate qui:

https://www.greenme.it/viaggiare/europa/parc-guell/

https://www.casabatllo.es/it/antoni-gaudi/park-guell/

https://www.barcellona.org/parc-guell/

N.B. Tutte le immagini, tranne quella che riproduce l’immagine dell’architetto catalano, sono tratte da http://www.pixabay.com

Maria Domenica Depalo

Parole su carta:…che Dio perdona a tutti

Parole su carta:…che Dio perdona a tutti

Pif has been a beautiful and pleasant discovery. I knew about him and his “Caro Marziano” on RaiTre, the film “La mafia uccide solo d’estate” and his work with “Le Iene” on ItaliaUno.

Discovering him as a writer was an extraordinary revelation. With a funny but never banal story, it led me to rethink some aspects of my life that I have put aside for too long, forgetting them or pretending they never existed.

“… Dio perdona a tutti” is the story of Arturo, an estate agent whose life is similar to many others but with a great passion: sweets and candies. He has no particular vices apart from stopping in front of the shop windows of pastry shops and trying to start speeches (mostly monologues) on the techniques to make “sciù” and pastries with “ricotta” in the most correct way.

His life seems to run smoothly at least until he meets Flora, a beautiful pastry chef, with whom he falls madly in love and for whom he decides to take the big step, even if only for three weeks … No, no. I’m not talking about that big step but about another one: living as a true Catholic. You will see some good ones but I don’t want to add more than necessary.

The language flows quickly, the images follow one another in an alternation between sweets, soccer games, apartments and sprightly elderly. What emerges is the depth of a thought that highlights a double moral that belongs to all of us, some more and some less.

But I don’t want to add anything else. If you want, read it and let me know what you think.

See you soon, until the next book.

Maria Domenica Depalo

Parole su carta:… che Dio perdona a tutti

Parole su carta:… che Dio perdona a tutti

Pif è stato una bellissima e piacevole scoperta. Di Pif conoscevo il suo “Caro Marziano” su RaiTre, il film “La mafia uccide solo d’estate” ed il suo lavoro con “Le Iene” su ItaliaUno.

Scoprirlo però come scrittore è stata una vera e propria rivelazione. Con una storia divertente ma mai banale e ricca di spunti di riflessione mi ha indotto a ripensare ad alcuni aspetti della mia vita che per troppo tempo ho messo da parte dimenticandoli o facendo finta che non fossero mai esistiti.

“… che Dio perdona a tutti” è la storia di Arturo, agente immobiliare dalla vita simile a tante altre ma con una grande passione: i dolci.

Non ha particolari vizi a parte quello di fermarsi davanti alle vetrine delle pasticcerie e tentare di intavolare discorsi (più che altro monologhi) sulle tecniche per realizzare nel modo più corretto gli “sciù” ed i pasticcini con la ricotta.

La sua vita sembra scorrere tranquilla almeno fino a quando incontra Flora, pasticcera bellissima, di cui si innamora perdutamente e per la quale decide di compiere, se pur per sole tre settimane, il grande passo… No, no. Non parlo di quel grande passo ma di un altro: vivere da vero cattolico. Ne vedrete delle belle ma non voglio aggiungere altro.

Il linguaggio scorre velocemente, le immagini si susseguono in un alternarsi tra dolci, partite di calcetto, appartamenti e anziani arzilli. Ciò che emerge è la profondità di un pensiero che evidenzia una doppia morale di cui spesso tutti, chi più e chi meno, siamo portatori.

Non voglio aggiungere altro. Se vi va, leggetelo e fatemi sapere cosa ne pensate.

Alla prossima.

Maria Domenica Depalo

Alla scoperta di Otranto

Alla scoperta di Otranto

Un tempo nota come Hydruntum, Otranto è una splendida città della penisola salentina. Ubicata in provincia di Lecce, diventata nel 2010 Patrimonio Culturale dell’UNESCO, essa è stata prima centro nevralgico di tradizione greco-messapica, quindi successivamente realtà romana, bizantina ed aragonese. La forza e la determinazione caratterizzano da sempre Otranto. Essa è stata infatti protagonista attiva della storia avendo subìto dominazioni, conquiste, devastazioni ma anche risalite.

Al centro di numerose vicende storiche, essa presenta numerose testimonianze architettoniche e storiche oltre che un’incredibile e meravigliosa bellezza del territorio.

Ma partiamo proprio da alcuni dei suoi luoghi più belli come la Cattedrale Normanna dedicata a Santa Maria Annunziata ed  il Castello Aragonese.

Cattedrale Normanna:

Foto della “Cattedrale di Otranto” di Berthold Werner, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=61335107

Costruita tra il 1080 e 1088, essa presenta elementi tipici dell’arte bizantina, paleocristiana e romanica. Nel 1095 la cattedrale fu coinvolta nella “preparazione” della prima crociata. Ai piedi del suo altare infatti venne impartita la benedizione ai dodicimila crociati che, guidati dal principe Boemondo I d’Altavilla, sarebbero successivamente partiti in direzione del Santo Sepolcro.

Sempre la stessa Cattedrale di Otranto poi sarebbe tornata al centro degli eventi del tempo, divenendo custode dei resti dei Santi Martiri. Nel 1480 Otranto venne attaccata e devastata dai Turchi di Maometto II che catturarono, imprigionandoli, 800 uomini. Se si fossero convertiti all’Islam avrebbero avuto salva la vita. Invece rifiutarono non volendo rinnegare la propria fede cristiana e per questa ragione furono decapitati. Secondo la tradizione, dopo la decapitazione, il corpo del loro capo, Antonio Primaldo, rimase in piedi fino a quando l’ultimo dei suoi compagni non seguì il suo stesso destino. Nel 2013 sono stati tutti canonizzati.

Il castello di Otranto:

Foto del “Castello Aragonese” scattata da Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59326558

Fonte di ispirazione del romanzo gotico Il castello di Otranto di Horace Walpole pubblicato nel 1764, il castello racchiude in sé bellezza, storia e mistero. Dotato di quattro torri, esso presenta anche un fossato ed un ponte levatoio che furono strumento di difesa delle mura cittadine. Danneggiato  più volte a partire dalla seconda metà dell’XI secolo, della ricostruzione promossa nel 1228 da Federico II di Svevia rimangono […]tracce evidenti della torre del corpo mediano cilindrico, inglobata nel bastione a punta di lancia, e nella cortina muraria di nord-est. Un’analisi dei sotterranei lascia supporre che il Castello fosse impostato su una pianta con nucleo centrale quadrangolare, scandita agli angoli da torri cilindriche (cit. tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Otranto ).

Ma continuiamo il nostro viaggio tra le meraviglie di questa città, osservandone alcune delle località più belle e suggestive.

Laghetto di Bauxite:

Foto del “Laghetto di Bauxite”, Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59326649

Poco fuori dalla città è possibile ammirare il bellissimo Laghetto di Bauxite . Ubicato in prossimità della baia delle Orte, si tratta di un lago artificiale nato a causa di una falda freatica. In questo luogo infatti, fino agli anni settanta veniva estratta la bauxite, un minerale da cui si ottiene l’alluminio.

Baia dei Turchi:

Scorcio della “Baia dei Turchi”, Di Paride81 – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10370836

Come non citare lo splendido e trasparente mare che è stato premiato più volte con la Bandiera Blu, e la Baia dei Turchi, bellissima spiaggia non lontana dal centro cittadino che deve il suo nome proprio ai Turchi che vi sbarcarono nel 1480 per assediare e distruggere la città.

Capo d’Otranto:

Foto di “Capo d’Otranto”, Di Esposito Luciano – original uploader was Gabbiano64 at it.wikipedia – Trasferito da it.wikipedia su Commons. Original text : privata, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27884646

Last but not least, nominiamo Punta Palascìa o Capo d’Otranto. Caratterizzato dall’importante faro, luogo in cui il mare Adriatico e lo Ionio si sfiorano, esso si costituisce come realtà di suggestione, di bellezza ma anche di riflessione silenziosa.

Ed è con quest’ultima immagine che vi invito a visitare, appena sarà possibile, questo meraviglioso gioiello d’Italia. Per saperne di più, cliccate sui link sottostanti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_d%27Otranto

https://www.travel365.it/otranto-cosa-vedere.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Martiri_di_Otranto

https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Otranto

https://www.diocesiotranto.it

https://it.wikipedia.org/wiki/Baia_dei_Turchi

https://it.wikipedia.org/wiki/Otranto#Monumenti_e_luoghi_d’interesse

Maria Domenica Depalo