Parole su carta: recensione di Sex and The City di Candace Bushnell
Cosa mi ha portato a leggere questo libro? Il caso, solamente il caso. Stavo spulciando tra i libri della nostra bellissima Cittadella della Cultura quando mi sono imbattuta in un romanzo diverso da quelli a cui solitamente mi dedico e sicuramente fuoriluogo tra gli scritti di Pennac e di Zafon visti i temi trattati. Tuttavia, si sa, la curiosità è femmina e quindi non ho potuto far a meno di dare uno sguardo alle vite di Carrie, Charlotte, Miranda e Samantha.

Scritto dall’autrice Candace Bushnell nell’ormai lontano 1997 e pubblicato qualche anno dopo in Italia dalla Mondadori, il libro ha ispirato l’ononima serie tv andata in onda fino al 2004 (almeno così dice Wikipedia), senza contare le numerosissime repliche.

Forte di una buona dose di cinismo e di freddezza nonché di uno stile veloce se pur fin troppo sempliciotto per i miei gusti, l’autrice racconta degli amori e delle amicizie dei personaggi più in voga di Manhattan e dintorni con un tono tra il crudo ed il volgare, per quanto, in alcuni momenti, sembri cambiare registro porgendo l’accento sulle insicurezze di uomini e donne che cercano solo un loro posto (possibilmente di prestigio) nella New York che conta. E non importa a che prezzo. Il libro descrive quindi una società al limite, i cui attori sembrano scissi tra una voglia di conformismo “milionario” ed una tendenza a voler superare i limiti.
Contrariamente alla serie televisiva nella quale le protagoniste sembrano avere maggior contenuto e personalità oltre ad un’ironia ed autoironia evidentissime, il libro mostra disinibizioni e tendenze all’autodistruzione degne di un trattato di psicologia comportamentale, vista l’abitudine a droghe, alcolici, scambi di coppia e vite al limite. Persino Carrie appare come un personaggio minore non solo perché non è tra le protagoniste del romanzo ma anche perché è frivola, irrilevante e dipendente dal Mr Big in maniera ridicola oltreché banale mentre nella serie è una delle personalità più interessanti per quanto abbia sempre trovato più divertente Samantha.

Mi dispiace dirlo ma questo libro non mi ha particolarmente colpita. Non avrei mai pensato di dirlo ma molto meglio la serie. Tuttavia, buona lettura a chiunque voglia cimentarsi nella sua lettura.
Maria Domenica Depalo































