Giornata mondiale della Terra

“Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso”. Con queste parole pronunciate dal grande capo Sealth, oggi celebriamo la giornata mondiale della Terra.

“This we know: the earth does not belong to man, it is man who belongs to the earth. All things are connected, like the blood that unites a family. It was not man who weaved the web of life, he it is only a thread. Whatever he does to the canvas, he does it to himself “. With these words spoken by the great chief Sealth, today we celebrate World Earth Day.

“Das wissen wir: Die Erde gehört nicht dem Menschen, es ist der Mensch, der zur Erde gehört. Alle Dinge sind miteinander verbunden, wie das Blut, das eine Familie vereint. Es war nicht der Mensch, der das Netz des Lebens gewebt hat, er ist es nur ein Faden. Was auch immer er mit der Leinwand macht, er macht es mit sich selbst “. Mit diesen Worten des großen Häuptlings Sealth feiern wir heute den Welttag der Erde.

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Maria Domenica Depalo

“Ma che ridere!”

“Ma che ridere!”

Una delle modalità espressive più belle, incisive, dirette ma talvolta anche più incomprensibili è sicuramente la risata. Difficilmente controllabile, essa si caratterizza quale una delle forme più immediate mediante cui comunicare con i propri simili. Ridere è contagioso, coinvolgente, opportuno ma anche inopportuno. Si ride quando si è allegri e felici ma si può ridere anche quando si è tristi; si ride in occasione di festa ma anche per sdrammatizzare in situazioni difficili. Ridere non è soltanto una prerogativa umana: anche alcune specie ne sono capaci.

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La risata può nascere anche nella tragedia: d’altronde può capitare di scoppiare a ridere quando si assiste a qualche capitombolo oppure durante un funerale soprattutto se si è in presenza dell’inconsapevole sparabattute.

Le origini della risata sembrano risalire a più di quattro milioni di anni fa. Secondo il biologo evolutivo Matthew Gervais le scimmie cominciarono a ridere 4 milioni di anni fa, più o meno nel periodo in cui si misero a camminare in posizione eretta. E le due cose sono strettamente legate. Il passaggio dalle quattro zampe alla condizione di bipedi fu arduo. Gli scimmioni che ci provavano, barcollavano, scivolavano, inciampavano, ruzzolavano. E i loro colleghi, osservando i buffi tentativi, scoppiavano a ridere. Capivano che quei movimenti erano importanti per il futuro della specie. (tratto da https://www.lastampa.it/cultura/2006/05/07/news/e-la-risata-creo-l-uomo-1.37156121 )

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Ognuno di noi ha un suo modo personalissimo di ridere che lo distingue dagli altri. Infatti , per quanto i dodici muscoli legati alla risata siano gli stessi, in realtà il viso presenta più di trenta muscoli che permettono di costruire tutta una serie di sfumature che contribuiscono a dare un tocco personale al proprio ridere. (per saperne di più cliccate qui: https://www.focus.it/scienza/salute/quanti-muscoli-si-contraggono-quando-sorridiamo ).

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Ridere unisce e non divide, permette di rendere più saldi i rapporti nel gruppo umano (e non solo) ma soprattutto aiuta a superare difficoltà e problemi guardando ad essi con maggiore distensione. Tuttavia, per quanto la risata si caratterizzi come uno dei caratteri umani più personalizzanti ed aggreganti, c’è chi ha visto, se pur solo al modo della finzione letteraria, nell’atto di ridere qualcosa di nefasto come padre Jorge. In “Il nome della rosa” di Umberto Eco egli vede nella risata qualcosa di apocalittico, negativo e demoniaco tanto da provocare l’incendio dell’abbazia nel tentativo di distruggere il secondo libro della Poetica del filosofo Aristotele.

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Che valore ha per voi la risata? Quando avete riso per l’ultima volta?

Per sapere qualcosa in più su questo argomento, cliccate su questi link:

http://www.accademiadellarisata.it/ricerca.asp

https://www.lastampa.it/cultura/2006/05/07/news/e-la-risata-creo-l-uomo-1.37156121

https://www.focus.it/scienza/salute/quanti-muscoli-si-contraggono-quando-sorridiamo

Maria Domenica Depalo

Orizzonti vicini e lontani: Parc Güell

Frutto della mente creativa di Antonio Gaudí, il Parc Güell di Barcellona è uno dei luoghi più belli della Spagna in cui suggestione, colori e architetture si mescolano armoniosamente.

Ubicato nel quartiere Gràcia, il Parc Güell venne ideato agli inizi del Novecento. Inizialmente avrebbe dovuto ospitare ben 60 abitazioni ma in realtà ne furono costruite solo due, colorate e dal tetto dalla curiosa forma di fungo.

Con il tempo, il parco avrebbe poi acquisito la fisionomia con cui oggi lo conosciamo.

Passeggiando tra le sue costruzioni e strutture, notiamo come l’artista abbia fatto ricorso alla tecnica del trencadìs già usata nella Casa Battlò. In cosa consiste? Tale tecnica “unisce frammenti di ceramica e pezzi di vetro colorati, riproducendo una sorta di mosaico con materiali di scarto” (cit. da https://www.greenme.it/viaggiare/europa/parc-guell/ ).

Gaudí è sicuramente un artista unico nel suo genere. Riservato e misterioso, egli unisce fantasia, intelligenza e colori in sculture e rappresentazioni mai banali e dal significato mistico e profondo.

https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Antoni_Gaudi_1878.jpg#mw-jump-to-license

Camminando tra le panchine e le curiose figure mitologiche del parco, è possibile imbattersi nella “Casa Museu Gaudí“, cioè la casa di Gaudí, oggi adibita a museo che ci permette di scoprire ulteriori aspetti della sua vita personale e delle tecniche da lui usate.

Prima però di solcare il pavimento della sua casa, conosciamo alcune delle opere del parco. Pronti?

1. Come non restare ammirati ed abbagliati dalla maestosità della Scalinate del Parc Güell? I suoi gradini attendono solo di essere solcati.

2. Se vi piacciono gli animali fantastici, sicuramente non potrete non notare questa suggestiva Salamandra, decorata con frammenti colorati di ceramica.

3. Non dimenticate di aguzzare la vista e di scorgere i numerosi mosaici che adornano colonne e pareti.

Se poi vi stancate, potete riposarvi su questa panchina dalla suggestiva forma serpentina (ne mostriamo solo una parte riccamente decorata) da cui poter continuare ad ammirare il parco.


Per saperne di più e scoprire come raggiungere e visitare questo luogo incredibile, cliccate qui:

https://www.greenme.it/viaggiare/europa/parc-guell/

https://www.casabatllo.es/it/antoni-gaudi/park-guell/

https://www.barcellona.org/parc-guell/

N.B. Tutte le immagini, tranne quella che riproduce l’immagine dell’architetto catalano, sono tratte da http://www.pixabay.com

Maria Domenica Depalo

Parole su carta:…che Dio perdona a tutti

Parole su carta:…che Dio perdona a tutti

Pif has been a beautiful and pleasant discovery. I knew about him and his “Caro Marziano” on RaiTre, the film “La mafia uccide solo d’estate” and his work with “Le Iene” on ItaliaUno.

Discovering him as a writer was an extraordinary revelation. With a funny but never banal story, it led me to rethink some aspects of my life that I have put aside for too long, forgetting them or pretending they never existed.

“… Dio perdona a tutti” is the story of Arturo, an estate agent whose life is similar to many others but with a great passion: sweets and candies. He has no particular vices apart from stopping in front of the shop windows of pastry shops and trying to start speeches (mostly monologues) on the techniques to make “sciù” and pastries with “ricotta” in the most correct way.

His life seems to run smoothly at least until he meets Flora, a beautiful pastry chef, with whom he falls madly in love and for whom he decides to take the big step, even if only for three weeks … No, no. I’m not talking about that big step but about another one: living as a true Catholic. You will see some good ones but I don’t want to add more than necessary.

The language flows quickly, the images follow one another in an alternation between sweets, soccer games, apartments and sprightly elderly. What emerges is the depth of a thought that highlights a double moral that belongs to all of us, some more and some less.

But I don’t want to add anything else. If you want, read it and let me know what you think.

See you soon, until the next book.

Maria Domenica Depalo

Parole su carta:… che Dio perdona a tutti

Parole su carta:… che Dio perdona a tutti

Pif è stato una bellissima e piacevole scoperta. Di Pif conoscevo il suo “Caro Marziano” su RaiTre, il film “La mafia uccide solo d’estate” ed il suo lavoro con “Le Iene” su ItaliaUno.

Scoprirlo però come scrittore è stata una vera e propria rivelazione. Con una storia divertente ma mai banale e ricca di spunti di riflessione mi ha indotto a ripensare ad alcuni aspetti della mia vita che per troppo tempo ho messo da parte dimenticandoli o facendo finta che non fossero mai esistiti.

“… che Dio perdona a tutti” è la storia di Arturo, agente immobiliare dalla vita simile a tante altre ma con una grande passione: i dolci.

Non ha particolari vizi a parte quello di fermarsi davanti alle vetrine delle pasticcerie e tentare di intavolare discorsi (più che altro monologhi) sulle tecniche per realizzare nel modo più corretto gli “sciù” ed i pasticcini con la ricotta.

La sua vita sembra scorrere tranquilla almeno fino a quando incontra Flora, pasticcera bellissima, di cui si innamora perdutamente e per la quale decide di compiere, se pur per sole tre settimane, il grande passo… No, no. Non parlo di quel grande passo ma di un altro: vivere da vero cattolico. Ne vedrete delle belle ma non voglio aggiungere altro.

Il linguaggio scorre velocemente, le immagini si susseguono in un alternarsi tra dolci, partite di calcetto, appartamenti e anziani arzilli. Ciò che emerge è la profondità di un pensiero che evidenzia una doppia morale di cui spesso tutti, chi più e chi meno, siamo portatori.

Non voglio aggiungere altro. Se vi va, leggetelo e fatemi sapere cosa ne pensate.

Alla prossima.

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di aprile 2021

Oroscopo filosofico di aprile 2021

Tra giallo, arancione e rosso siamo giunti ad aprile. Ben lungi dal voler parlare di virus o altro, tuttavia alla redazione filosofico-astrologica preme ricordare una cosa importante: tutto dipende da noi. Il modo in cui viviamo e ci approcciamo al prossimo, la cura che riserviamo a chi ci circonda e anche la premura nell’osservare comportamenti che tengano conto del prossimo devono prescindere da qualsiasi preconcetto, modo di pensare ma soprattutto da qualsiasi previsione astrologica. Ecco perché non sarà un oroscopo a poter determinare il nostro futuro: il suo compito è solo quello di suggerire con discrezione ed invitare a riflettere. Pensiamo quindi a ciò che facciamo e a ciò che ne potrebbe derivare.

Ariete:

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Guardatevi dentro: nascondete un universo immenso e straordinario che aspetta solo di essere esplorato e conosciuto. Nuove conoscenze in vista.

Toro:

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La scoperta dell’altro non può prescindere dalla vostra crescita ed evoluzione personale. Presto un mistero verrà svelato. Attenti alle apparenze.

Gemelli:

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Ad un passo da voi c’è quello che da sempre aspettate. Volgete lo sguardo verso i vostri sogni ed inseguiteli. Parole nuove vi aspettano.

Cancro:

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Tutto accade per una ragione e lo scoprirete proprio in questi giorni. Vi sentirete più forti e pronti ad affrontare eventuali imprevisti sul lavoro.

Leone:

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Date modo alla vostra personalità di manifestarsi appieno ed in tutte le sue sfaccettature. Ascoltatevi di più: le sorprese non mancheranno.

Vergine:

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Non si può tornare indietro. Tuttavia è sempre possibile imparare dagli errori e migliorare giorno dopo giorno. Aspettatevi l’inaspettato.

Sagittario:

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Anche se le cose sono difficili, voi non demordete mai ed andate avanti. Questo vostro modo di essere vi aiuterà a raggiungere gli obiettivi prefissati proprio quando meno ve lo aspettate.

Bilancia:

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Le opinioni di chi vi circonda sono importanti ma ricordate che sono opinioni. Prestate attenzione soltanto a ciò che è dentro di voi e seguitelo. Novità sul lavoro.

Scorpione:

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Non abbiate paura a mostrare il vostro lato fragile. La fragilità fa parte del nostro “essere umani”. Quindi perché nascondere questo lato? Chi vi circonda lo apprezzerà.

Capricorno:

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Panorami inesplorati e nuovi si prospettano dinanzi a voi. La sfera lavorativa e amorosa subiranno dei cambiamenti dei quali non potrete non tenere conto. Affrontateli.

Acquario:

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Detestate i giudizi ed i pregiudizi. Sapete quanto possano ferire e per questo ritenete giusto non fermarsi a ciò che sembra perché non sempre ciò che appare corrisponde a ciò che è. Novità in amore.

Pesci:

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Non affannatevi troppo: il vostro destino non è oscuro. Aguzzate la vista e respirate: seguite la direzione indicata dal vostro naso. Vi porterà ai vostri sogni.

Maria Domenica Depalo

Friendship and Enmity according to Empedocle

Friendship and Enmity according to Empedocle

Welcome back little philosophers to our monthly space. Today we will start with two words that will guide our lesson: are you ready to start?
The terms in question will be Philia and Neikos. The first word corresponds to Friendship while the second to Enmity. Empedocle used them in his scientific and philosophical researches. Lived in the 5th century BC he was a philosopher, a doctor and a poet but above all he was an extremely curious man. Consider him a detective. Actually every philosopher should be considered this way.

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According to Empedocle, Philia and Neikos are the reasons of the union or the disjunction of the four roots of our world, namely air, earth, water and fire. Even birth and death would be closely linked to those two causes.

But let us try to understand better. What happens when you argue? Everyone tries to prevail over the other. So, this is what happens to our two principles: when Philia prevails, the roots of our world come together creating the reality in which we live while when Neikos prevails the roots move away and the creative process ends.

However, just as we fight, we are looking for a balance, an agreement that is good for all parties so friendship and enmity also seek a balance that satisfies both of them. Because if one succumbs the other succumbs too, because they are closely linked to each other.

Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero, Luce Del Sole
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So, that’s all for now. See you next time, little wise kids.


Maria Domenica Depalo

Amicizia ed Inimicizia secondo Empedocle

Amicizia ed Inimicizia secondo Empedocle

Bentornati piccoli filosofi allo spazio mensile dedicato a voi. Oggi partiremo da due parole che fungeranno da guida proprio per la nostra lezione: siete pronti?

I termini in questione saranno Philia e Neikos. La prima parola corrisponde ad Amicizia mentre la seconda ad Inimicizia. Ad averle usate nelle proprie indagini scientifiche fu Empedocle. Vissuto nel V secolo a. C. egli fu filosofo, medico e poeta ma soprattutto fu un uomo estremamente curioso. Consideratelo un detective. Anzi, in realtà tutti i filosofi andrebbero considerati tali.

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Secondo Empedocle, Philia e Neikos sarebbero i principi alla base dell’unione o della disgiunzione delle quattro radici o archai del nostro mondo, cioè aria, terra, acqua e fuoco. Persino la nascita e la morte sarebbero strettamente legate a quelle due cause.

Ma cerchiamo di comprendere meglio questo aspetto. Cosa succede quando si litiga? Si tende a far prevalere le proprie ragioni prevaricando sull’altro. Ecco, questo è quello che succede ai nostri due principi: quando prevale Philia, le radici del nostro mondo si uniscono creando la realtà nella quale viviamo mentre invece quando prevale Neikos le radici si allontanano ed il processo creativo ha fine.

Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero, Luce Del Sole
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Tuttavia, esattamente come quando si litiga, si cerca un punto di equilibrio, un accordo che vada bene per tutte le parti così anche Amicizia ed Inimicizia cercano un equilibrio che le soddisfi entrambe. Perché se soccombe una soccombe l’altra, essendo strettamente legate l’una all’altra.

Alla prossima, piccoli saggi.

Maria Domenica Depalo

Psychology and surroundings: the narcissist

Psychology and surroundings: the narcissist

Astonished fixes himself and without being able to detach his eyes it remains as unethy as a marble-carved statue of Paro. Lying on the ground, he contemplates those two stars that are his eyes, bacchus-worthy hair, worthy even of Apollo, and smooth cheeks, ivory neck, beauty of the mouth, the soft pink on the white niveo, and all he admires is what makes him wonderful(from vv. 418- 424, Metamorfosi di Ovidio)

Taken from the Metamorphosis, these extraordinary verses tell about the hunter Narcissus who, after rejecting the love of the nymph Eco, was condemned to love himself to the death. Aware of his beauty, in love with himself, he isn’t able to have the object of his love and condemns himself to desperation even in the underworld.                          

Why are we talking about him? We are talking about him because he represents the model of a dangerous type of person you have to avoid. Those who love themselves in a correct way are able to love the people around, respecting them in their individuality, feelings and characteristic beauty: therefore they are able to build healthy relationships based on respect for the others. But there are also those who love themselves in a way that is not only selfish or self-referential but can become extremely harmful: they are the narcissists.

In this person there aren’t those feelings of empathy and affinity that allow us to understand what the people feel. The narcissist in particular seems careless of those around him who indeed become mere instrument of the worship of his own person and his prerogatives.

But what could be the roots of this way of being? Surely at the base there is that feeling of insecurity and inner fragility as a result of which one is constantly looking for confirmation from outside. However, when the other becomes only an object thanks to which he can confirm only one’s individuality, then the prospects change.

The narcissist believes that he is a “unique” and incredible individual for beauty, talents or ability so much that he claims to be admired by others. In fact, he is convinced that he has such a value as to justify his centrality and importance in his circle of knowledge that thus become the way in which to allow his self-referentiality to be expressed.

Everyone and everything exist only because it must help his self-expression, without remorse toward feelings or expectations of the others. He doesn’t feel empathy: however, he is able to fake it by creating relationships of addiction of which he is director.

It is not easy to deal with an individual of this kind who is also prey to jealousies and envies, and it is not even easy, once one has become aware of one’s own way of being, to get out of this status.

Narcissism has a share of charm from which it is difficult to get rid of it and therefore the first advice that can be given to those who suffer from it is to acknowledge that it is not a healthy self-love but a pathological distortion of relational reality. The narcissist establishes logorous relationships of addiction and often of hatred/love with others (and basically with the false image he wants to give of himself…) and can never show himself as he really is, with the fragile sides that everyone has. If you realize that you have unlimited success fantasies, if you often feel if not always the best, if you request admiration to the point of manipulating others to get it but can not identify with them, you probably already suffer from it. Getting help as soon as possible is a sign of intelligence as well as true self-love.” (taken from https://www.riza.it/psicologia/tu/4021/nella-gabbia-del-narcisismo.html)

To learn more, click on these links:

https://www.riza.it/psicologia/tu/4021/nella-gabbia-del-narcisismo.html

https://www.riza.it/psicologia/tu/6828/egoismo-e-narcisismo-non-simili-ma-opposti.html

http://www.benessere.com/psicologia/emozioni/narcisismo.htm

http://lnx.mthi.it/wp-content/uploads/2015/04/Testi-Mythos_incontro-Narciso.pdf

P.S. The images are taken from pixabay.com

Maria Domenica Depalo

Psicologia e dintorni: il narcisista

Psicologia e dintorni: il narcisista

“Attonito fissa se stesso e senza riuscire a staccarne gli occhi rimane impietrito come una statua scolpita in marmo di Paro. Disteso a terra, contempla quelle due stelle che sono i suoi occhi, i capelli degni di Bacco, degni persino di Apollo, e le guance lisce, il collo d’avorio, la bellezza della bocca, il rosa soffuso sul niveo candore, e tutto quanto ammira è ciò che rende lui meraviglioso” (vv. 418- 424, Metamorfosi di Ovidio)

Tratti dalle Metamorfosi, questi versi straordinari narrano del cacciatore Narciso che, dopo aver rifiutato l’amore della ninfa Eco, fu condannato ad amare se stesso fino alla morte. Consapevole della sua bellezza, la insegue senza poterla raggiungere; innamorato di se stesso, cerca di toccare se stesso attraverso quel riflesso d’acqua nel quale si specchia senza poterci riuscire però. Ed è questa la causa principale del suo tormento:  desiderare se stesso senza potersi avere e condannandosi alla stessa pena anche nel mondo degli inferi.                             

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Chi ama se stesso è anche in grado di amare chi lo circonda, rispettandolo nella sua individualità, nei suoi sentimenti e nella sua bellezza intrinseca e caratteristica: è in grado quindi di costruire relazioni sane basate sul rispetto del prossimo. Tuttavia c’è anche chi ama se stesso in un modo che non è solo egoistico o autoreferenziale ma può diventare estremamente dannoso: parliamo del narcisista.

In questa persona sembrano mancare quei sentimenti di empatia e di affinità che permettono di cogliere l’altro per quello che è, cioè come quell’insieme di emozioni e sentimenti importanti esattamente come i suoi. Il narcisista in particolare appare incurante di chi lo circonda che anzi diventa mero strumento del culto della propria persona e delle proprie prerogative.

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Ma quali potrebbero essere le radici di questo modo di essere? Sicuramente alla base vi è quel sentimento di insicurezza e di fragilità interiore a causa del quale si è alla costante ricerca di conferme dall’esterno. L’altro diventa lo specchio nel quale ci si riflette e con cui si coglie quell’immagine a cui tendiamo e che vorremmo che fosse sempre di perfezione o almeno corrispondente al disegno che abbiamo costruito. Tuttavia quando l’altro diventa solo un oggetto grazie al quale poter affermare soltanto la propria individualità, allora le prospettive cambiano.

Il narcisista ritiene di essere un individuo “unico” ed incredibile per bellezza, talenti o capacità tanto da pretendere di essere ammirato dagli altri. Egli è convinto infatti di essere in possesso di un valore tale da giustificare la sua centralità ed importanza nella sua cerchia di conoscenze che diventano così il modo mediante il quale lasciar esprimere la propria autoreferenzialità.

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Convinto che tutto debba essere finalizzato all’espressione di sé, usa consapevolmente e senza rimorso il prossimo, incurante dei suoi sentimenti o delle sue aspettative. Non prova empatia: è però in grado di fingerla creando dei rapporti di dipendenza dei quali egli è regista.

Non è facile avere a che fare con un individuo di questo tipo facile preda anche di gelosie ed invidie e non è neppure semplice, una volta presa consapevolezza del proprio modo di essere, uscire da questo status.

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“Il narcisismo possiede una quota di fascino dalla quale è difficile liberarsi e quindi il primo consiglio che è possibile dare a chi ne soffre è quello di prendere atto che non si tratta di un sano amor proprio ma di una patologica distorsione della realtà relazionale. Il narcisista stabilisce rapporti logoranti di dipendenza e spesso di odio/amore con gli altri (e in fondo con l’immagine falsa che vuole dare di sé…) e non può mai mostrarsi com’è veramente, con i lati fragili che tutti hanno. Se ti accorgi che hai fantasie di successo illimitato, se ti senti spesso se non sempre il migliore, se richiedi ammirazione al punto da manipolare gli altri per ottenerla ma non riesci a immedesimarti in loro, probabilmente ne soffri già. Farti aiutare il prima possibile è segno di intelligenza oltre che di vero amor proprio”.(tratto da https://www.riza.it/psicologia/tu/4021/nella-gabbia-del-narcisismo.html  )

Per saperne di più, cliccate su questi link:

https://www.riza.it/psicologia/tu/4021/nella-gabbia-del-narcisismo.html

https://www.riza.it/psicologia/tu/6828/egoismo-e-narcisismo-non-simili-ma-opposti.html

http://www.benessere.com/psicologia/emozioni/narcisismo.htm

http://lnx.mthi.it/wp-content/uploads/2015/04/Testi-Mythos_incontro-Narciso.pdf

Maria Domenica Depalo