Poche e semplici parole:
Buon Natale.
Che possa portare ad una rinascita autentica e reale ad ognuno di noi e ad una società sempre più in crisi e difficoltà.
La redazione

Poche e semplici parole:
Buon Natale.
Che possa portare ad una rinascita autentica e reale ad ognuno di noi e ad una società sempre più in crisi e difficoltà.
La redazione

Destinato ai nostri piccoli lettori ma anche a quelli un po’ più cresciutelli, questo libro ha la forma di un diario. Non parliamo però del solito diario scolastico o di quello che ha il compito di custodire i nostri più reconditi segreti.

Parliamo di un diario che si caratterizza di un linguaggio semplice ma non semplicistico con cui vengono letti e analizzati i diritti di tutti noi appassionati delle lettere e con cui quindi viene proposto un modo tutto personale di approcciarsi ai libri, sia a quelli che ci piacciono di più sia a quelli più profondamente detestati.
1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire il libro
4. Il diritto di rileggere.
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere ad alta voce
10. Il diritto di tacere

L’idea è semplice e bella. Partire dai dieci diritti del lettore proposti da Daniel Pennac per realizzare una riflessione sulla lettura e sui diritti di chiunque si appresti a leggere oppure a non leggere.

Ispirato a “Come un romanzo” e “Diario di scuola“, entrambi sempre dello scrittore – insegnante Daniel Pennac, “Diario di lettura” ci invita a rispondere ad alcune domande.
Ad esempio, cosa ci rende fervidi appassionati delle lettere oppure profondi odiatori di autori noti o sconosciuti ai più?

Cosa ci fa appassionare maggiormente ad un romanzo? Perché ne abbandoniamo la lettura o la riprendiamo?
Dovremmo davvero sentirci in colpa quando rifiutiamo un romanzo che non ci dice nulla o che ci è totalmente inviso?
Come avrete modo di notare, nel diario ci sono numerose schede – libro da compilare ma anche pagine destinate a far pensare al perché amiamo un autore piuttosto che un altro o a quali saranno le nostre letture future. Noterete anche spazi in cui trascrivere le frasi dei vostri libri che vi hanno colpito di più.

Non dimentichiamo la lista dei desideri ed un test molto divertente che ci porta a scoprire che tipo di lettore siamo.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non resta che leggere.
Buona lettura!
Maria Domenica Depalo
“È sciocco pensare di dover leggere tutti i libri che compri, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che dovresti usare tutte le posate o occhiali, cacciaviti o punte da trapano acquistati prima di acquistarne di nuovi.
Ci sono cose nella vita di cui abbiamo bisogno di avere sempre scorte in abbondanza, anche se ne utilizzeremo solo una piccola parte.
Se, ad esempio, consideriamo i libri come una medicina, capiamo che è bene averne tanti in casa piuttosto che pochi: quando vuoi stare meglio, allora vai all’ ‘armadio dei medicinali’ e scegli un libro, uno a caso, ma il libro giusto per quel momento. Ecco perché dovresti sempre averne una scelta nutriente!
Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza. Applica semplicemente ai libri la mentalità consumistica, cioè li considera un prodotto di consumo, un bene. Chi ama i libri sa che un libro è tutt’altro che una merce.”
Umberto Eco

Le parole di Umberto Eco ci inducono a riflettere sul ruolo dei libri nella nostra vita e sul valore della loro presenza rassicurante a partire proprio dall’ubicazione fisica dei testi nelle nostre librerie domestiche.
Non ne possiamo fare a meno dal momento che possono configurarsi non solo come svago ma anche come cura miracolosa ai mali che attanagliano il nostro animo: per ogni malessere c’è un libro.

Limitarsi pertanto all’attribuzione di un valore solo pecuniario alle parole su carta ne va a sminuire non soltanto l’intimo valore ma soprattutto ne va a vanificare il ruolo salvifico.
Spesso i libri salvano, spesso i libri risvegliano o svegliano: hanno una funzione attiva ed attivante.
E per voi, cosa sono i libri?
Maria Domenica Depalo
Oroscopo filosofico di dicembre 2024
Tutto inizia e tutto termina. Ciò che conta tuttavia è la qualità dell’azione e delle esperienze che si compiono, non la loro numerosità. Quest’anno sta per concludersi: chiediamoci quindi se lo abbiamo vissuto all’insegna di ciò che conta veramente, lontani da ciò che è solo superficie.
Ariete:
L’importante è muoversi sempre. L’illusione è la fissità: siete ancora in tempo per realizzare i vostri progetti.

Toro ♉
Sfruttate ogni possibilità. Dimostrate di saper saper approfittare di ogni occasione: ne sarete capaci.

Gemelli ♊
Correte fin troppo. Prendetevi il vostro tempo e respirate profondamente: in questo modo e solo così capirete ciò che va fatto.

Cancro ♋
Pensate al vostro futuro: nulla vi deve rallentare. Guardate a tutta la strada che avete fatto: siete a buon punto.

Leone ♌
Tutto appare così distante e le fratture sembrano così insanabili. Tuttavia sembrano: sta a voi darle un senso nuovo ed unificante.

Vergine ♍
Le chiacchiere stanno a zero: agite e siate concreti. Cominciate a realizzare ed a realizzarvi concretamente, con i fatti.

Bilancia ♎
Non rinunciate a nulla. Tutto passa e diventa sempre più ineffabile: afferrate quindi con piglio deciso ciò che conta per voi.

Scorpione ♏
Gli imprevisti non mancano mai e saranno l’ingrediente più saliente di quest’ultimo tratto di anno. Approfittatene.

Sagittario ♐
Quale forma ha la felicità, in particolare la vostra? Quello che state vivendo corrisponde, se pur in minima parte a ciò che vi aspettavate?

Capricorno ♑
La vostra forza sta nella vostra testardaggine. Quando vi mettete in testa qualcosa, nulla vi può fermare. Questo può essere un pregio ma anche un difetto.

Acquario ♒
Ogni cosa ha un senso, anche se ora sembra esserne privo. Voi non dimenticate mai di progettare e di realizzare. Potete farlo.

Pesci ♓
Domandatevi sempre cosa potete fare per gli altri. Ciò che farete agli altri sarà un riflesso di quello che siete e potrà darvi uno stimolo importante a realizzarvi sempre più ed al meglio.

Buona lettura a tutti e vivete bene ogni giorno…. alla faccia di qualunque oroscopo.
Maria Domenica Depalo
P.S. : Non mi stancherò mai di dirlo che questo oroscopo è solo frutto del buon senso e che tutto o quasi tutto dipende solo da noi.
A partire dal 2002, ogni terzo mercoledì di novembre l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale della Filosofia.
Non solo mera disciplina scolastica finalizzata ad enumerare pensieri ed autori, la filosofia è materia viva e vitale tanto da stimolare un’attività riflessiva che però non è solo fine a sé stessa ma anche concreta e pratica dal momento che può incidere sulla vita di ogni individuo e della società di cui è parte.

“Amore per il sapere”, la filosofia stimola un confronto che è autentico nella sua immanenza e permette il disvelamento di realtà e modi di vivere spesso lontani dal proprio, senza alcun pregiudizio.
La filosofia ha come fine lo sviluppo di un pensiero critico che può salvarci dall’accettazione passiva di parole, storie o racconti dalla parvenza del velo ma profondamente falsi.

Stimolare la capacità di ragionare a partire dai bambini fino ad arrivare agli adulti: ecco una delle sfide dalle quali la filosofia non può esimersi e destinata a tutti visto che per “fare filosofia” non c’è limite di età.
Forte di questa convinzione, nel Regno Unito è nato “Philosophy for Children” , un’idea diventata realtà concreta che ha visto i bambini coinvolti sviluppare senso critico e migliorare le proprie abilità logico – matematico.

Gli esperti hanno notato anche un miglioramento nelle interazioni dal momento che i bambini venivano coinvolti in dibattiti costruttivi imparando ad ascoltare i propri compagni e poi a confrontarsi, nel rispetto reciproco.
E non è poco.

In un momento storico difficile come quello attuale, caratterizzato da guerre,disparità e discrimazioni sempre più crescenti, ricordiamo le parole di Audrey Azoulay che mostrano l’importanza di un vivere e ragionare filosofico: “Al fine di costruire un mondo migliore e muovere verso un ideale di pace, sappiamo che dobbiamo adottare un approccio filosofico, cioè dobbiamo sottoporre a una critica radicale i difetti del nostro mondo, al di là del tumulto delle crisi. La filosofia è dunque essenziale quando si tratta di definire i princìpi etici che dovrebbero guidare l’umanità”.

Buona giornata della filosofia.
Maria Domenica Depalo
P. S. Come avrete notato dalle immagini, ci sono alcuni libri interessanti che potrebbero introdurre i nostri bambini ad una visione più consapevole della propria vita, a partire da quella familiare fino ad arrivare a quella scolastica e di amicizia. Buona lettura a tutti!
Link:
https://www.unesco.it/it/news/giornata-mondiale-della-filosofia-philosophy-and-sustainability-16-novembre-2023/
https://www.altuofianco.blog/introdurre-filosofia-alla-primaria-per-insegnare-ai-bambini-a-sviluppare-un-pensiero-critico/?fbclid=IwY2xjawGTA4JleHRuA2FlbQIxMQABHd0xtm2thDANTX2r4sL0bUPjmk_m-0n3ZXw39Sv2CGuYrDp8Jp2QRSWNWA_aem_jw9XEBa0nlQzEzGMIY1nBQ
Chi sta salvando il mondo?
«Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che premedita un colore e una forma. Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. Chi accarezza un animale addormentato. Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.»
(Jorge Luis Borges – I giusti)

Credo che le parole di Borges siano sufficientemente esaustive e che non sia necessario parafrasarne il pensiero. Tuttavia esse meritano una riflessione: stiamo davvero salvando il mondo oppure, chiusi nel nostro individualismo ed egoismo, semplicemente ignoriamo l’altro?

In che misura la nostra persona, nella relazione con sé stessa e con gli altri, incide sullo scorrere dell’esistenza altrui e della salvezza della realtà che condivide?
Credete (crediamo) davvero che la nostra stessa persona possa influenzare la vita altrui salvandola? Oppure è solo un’illusione?

Cosa ci salverà? La presenza reale oppure l’assenza camuffata da ipocrita attenzione?
I tipi umani mostrati dal filosofo argentino sono una rappresentazione di una chiusura nel proprio mondo personale oppure una manifestazione di una forma di rispetto che è accettazione dell’altro e del suo esistere? “Ignorare” il prossimo nella sua diversità può essere un modo per salvare tutti noi?

Cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.
Maria Domenica Depalo
Accumulatori seriali e dove trovarli? Libri, dépliant, matite dell’ikea, guide turistiche, mappe e chi più ne ha più ne metta: nulla sfugge agli occhi e alle mani veloci di chi pensa che tutto potrebbe tornare utile o addirittura essere necessario ed indispensabile al vivere quotidiano.
Accumuliamo ed accumuliamo ma poi quando si tratta di disfarci dell’inutile perché di quello si tratta (tranne quando si parla di libri) oppure perché consapevoli che siamo in presenza dell’eccessivo, allora sorgono i problemi.
Una strana ansia divampa in noi, un terrore di essere privati di qualcosa di essenziale come se fosse un arto o peggio. Perché però accade questo? Cosa si nasconde nell’arte-ossessione di accumulare?

Conservare degli oggetti come ricordo è una pratica del tutto normale. Anche se sono vecchi, rotti o non più utili, possono rappresentare un legame con una persona che non è più presente o con un momento significativo della nostra vita. Tuttavia, quando il desiderio di trattenere questi oggetti senza disfarsene (o l’acquisto di nuovi oggetti senza utilizzarli) arriva a interferire con le attività quotidiane, come l’igiene personale, la pulizia della casa o il riposo, questo atteggiamento diventa patologico. Si tratta di un disturbo noto come disposofobia, che indica una vera e propria condizione di accumulo compulsivo. (https://www.humanitas.it/news/accumulatore-seriale-quali-sono-le-cause-della-disposofobia/)
Vi è mai capitato di guardare in TV quei programmi dedicati proprio a chi soffre di questa patologia? Qual è la prima cosa che emerge osservando queste persone? Sicuramente una grandissima solitudine, una sensazione di vuoto che si tenta di colmare con degli oggetti che assumono quel ruolo di sostituti di figure umane, parenti, amici o conoscenti con cui ogni rapporto sembra ormai chiuso ed inesistente.

Si accumula perché “potrebbe servire”. Ogni cosa viene conservata e staccarsene diventa un problema perché “non si sa mai”. I dépliant, gli scontrini, le pubblicità che troviamo nelle nostre cassette postali vanno ad assumere un valore che oltrepassa quello effettivo e reale per assumerne uno nuovo e personalissimo. Le conseguenze possono essere importanti anche a livello logistico: le stanze si riempiono sempre più con inevitabili conseguenze anche a livello personale. Persino l’igiene individuale viene messa a dura prova visto che qualsiasi cosa che vada ad occupare spazi, priva le persone del proprio spazio vitale e della propria capacità di espressione.
Si crea così uno sbilanciamento tra il materiale che “esce” (quasi nulla / nulla) e quello che “entra” perché acquistato o raccolto in giro (volantini, bustine di zucchero, giornali, vestiti, cibo, in alcuni casi animali). Nel tempo questo determina il progressivo ingombro di tutti gli spazi disponibili inclusi quelli vitali per cucinare, dormire, lavarsi determinando in ultimo l’impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane. La gravità del comportamento di accumulo può essere valutata con differenti scale. Questo meccanismo determina un circolo vizioso con gravissimi impatti sulla persona ed i suoi familiari. La casa progressivamente non è più adatta a svolgere le sue funzioni, vi è una riduzione e talvolta un crollo del funzionamento lavorativo e sociale. Spesso sorgono problemi economici per le eccessive spese, i mancati guadagni o la mancata amministrazione dei propri beni. Vi è un progressivo isolamento ed anche i rapporti con i familiari diventano sempre più difficili, caratterizzati spesso da rabbia e vergogna. Si tratta quasi sempre di una spirale discendente che determina specie in età avanzata ulteriori problemi. La persona non accetta di far entrare nessuno nei propri ambienti per effettuare delle riparazioni, gli spazi si deteriorano ulteriormente con gravi problemi igienici, il materiale accumulato inoltre crea rischi di cadute e di incendio. Si determinano situazioni di conflittualità con il vicinato. (https://www.disposofobia.org/)

L’unico modo per uscirne è la terapia. Soltanto l’intervento di uno specialista del comportamento e, nei casi più gravi, l’assunzione di farmaci possono aiutare queste persone ad uscire da una situazione di gravissimo disagio e difficoltà, una situazione che rivela delle problematiche più profonde e di cui, forse, si potrebbe anche non essere consapevoli.
Si può uscire da questo inferno.
Maria Domenica Depalo
Ed anche novembre è arrivato. Cosa ci riserverà questo mese? Tra sorprese e novità, esso inevitabilmente ci traghetta verso l’ultimo mese di un anno nel quale confidiamo ancora, sperando di essere sempre in tempo per realizzare i nostri progetti.
Ariete♈:
Come procedono le vostre giornate? I vostri progetti stanno acquisendo finalmente concretezza? Non ancora? Non demordete.
Toro ♉:
Nulla vi può più fermare. Andate avanti e proseguite…ovviamente se ne siete pienamente convinti. Novità sul piano lavorativo.
Gemelli ♊:
Sul piano economico le cose sembrano andare per il meglio. Era ora dopo tutte queste settimane di incertezze.
Cancro ♋:
Un mese impegnativo vi attende. Abbiate pazienza, soprattutto con i vicini di casa. Non si può essere d’accordo su tutto.
Leone ♌:
Forse dovreste imparare a fidarvi di più di voi stessi. Non sottovalutate la vostra capacità di entrare in empatia con il prossimo.
Vergine ♍:
Vi manca solo il coraggio. Buttatevi ed affrontate le novità che la vita vi vuole riservare.
Bilancia ♎:
Se pensate che quella persona sia quella giusta, allora siate coraggiosi e mostratevi per quello che siete.
Scorpione ♏:
Attenzione ai palloni gonfiati e a chi si atteggia ma in realtà è soltanto aria fritta. Meritate di meglio.
Sagittario ♐:
Non trascurate i vostri cari ma soprattutto non trascurate voi stessi. Vi aspettano momenti impegnativi.
Capricorno ♑:
Il vostro sogno è diventato realtà e dopo tanto tempo è arrivato, finalmente, il momento tanto atteso del relax. Approfittanete.
Acquario ♒:
Miei amati e prediletti, prima o poi la fortuna in amore e nel lavoro girerà anche per voi. Prima o poi.
Pesci ♓:
Per voi che siete appassionati lettori di romanzi di avventure ci saranno interessanti sorprese soprattutto sul piano delle attività sportive…
Maria Domenica Depalo
Intenso, ricco di immagini e descrizioni dei luoghi in cui la storia è ambientata, denso di senso e significato, “L’isola di Arturo” di Elsa Morante che le valse il premio Strega nel 1957, non è soltanto la storia di un ragazzo, Arturo, e del suo percorso di crescita ma soprattutto è la rappresentazione dei tormenti interiori e delle angustie dei suoi protagonisti.

Orfano di madre, Arturo cresce a Procida in maniera solitaria. Figlio di un padre assente, Wilhelm, che tuttavia adora, vive in una realtà tutta sua, frutto della sua immaginazione e diversa da quella con la quale inevitabilmente si scontrerà.

I tormenti interiori di Arturo dovuti anche al rapporto complesso con Nunziatina, la sua matrigna, vanno a cozzare con la bellezza drammatica di Procida e della sua natura.
Eppure è proprio questo contrasto a rendere ancora più chiaro il dramma che rende il ragazzo docile, geloso, innamorato e crudele allo stesso tempo.

Le pagine scorrono veloci e le parole colgono appieno le vicissitudini dei protagonisti che scorrono lente ma allo stesso tempo veloci su quell’isola.

Personalmente, l’ho amato almeno quanto “Il giovane Holden”. In Arturo ho rivisto infatti gli stessi tormenti e le stesse oscurità del protagonista del romanzo di Salinger. Lo consiglio vivamente.
Maria Domenica Depalo
La felicità come condizione
«Io non mi sono mai rassegnata a pensare che non mi spettasse la felicità. Ci ho provato ogni giorno. Quando mi dicevano: “Tu che cosa vuoi fare nella vita”, rispondevo non lo so, ma voglio essere felice. Questo mi ha permesso di fare dieci lavori e di non smettere mai di essere felice.
Io avrei potuto insegnare tutta la vita. Sarei stata comunque la persona che sono.
Una cosa resta importante: riconoscere la felicità è una forma di intelligenza. Perché molte volte la felicità ti passa accanto e tu non capisci che quello è un momento felice. Perché sei troppo presa o stanca. Ho avuto fortuna perché il mio tipo di lavoro mi permette un’introspezione e delle pause in cui posso guardare me stessa dall’esterno e in cui capisco che il tempo che sto vivendo è probabilmente il tempo migliore della mia vita.
Io oggi dico: questo è il tempo migliore della mia vita. Visto da fuori non lo è: ho il cancro, ho il tempo contato, come tutti del resto, ma io ho il conto più breve. Dovrebbero essere elementi di non felicità. Ma invece non conta il cosa, conta il come. E in questo momento io posso scegliere il come».
Michela Murgia (1972-2023)

“Io non mi sono mai rassegnata a pensare che non mi spettasse la felicità”: non credo che vi sia altro da aggiungere. Le parole della Murgia sono chiare e precise: la felicità le spetta(va). Tuttavia mi domando cosa per voi sia la felicità. Anzi, per ognuno di noi. Anche voi (noi) credete che essa spetti a tutti?

Ne possiamo davvero fare a meno? Tentare di raggiungerla ci rende ogni giorno più forti e determinati anche perché siamo ben consapevoli della brevità del nostro esistere e della necessità di afferrarla senza sprecare del tempo prezioso.

La domanda che però mi faccio e faccio a tutti voi è la seguente: a cosa siete disposti per essere felici? Il tempo che ruolo gioca in tutto questo? Sapete essere pazienti? Fatemelo sapere nei commenti.
Maria Domenica Depalo