Non è obbligatorio rispondere a tutti

«Non è obbligatorio rispondere a tutti, non è obbligatorio parlare con chiunque, non è obbligatorio lasciarsi trascinare in conversazioni brutte.
Quando hai davanti un idiota, ricordati di fare una cosa: respira.
Ricordati chi sei, da dove vieni, dove stai andando.
Ricordati di respirare quando la vita corre, quando hai fretta, quando gli spazi intorno sembrano diventare stretti.
Respira prima di parlare, che le parole hanno un gran bisogno di aria pulita.
E soprattutto concediti un lusso che oggi conoscono in pochi: il lusso del silenzio».

Roberto Vecchioni

Spesso siamo costretti a relazionarci con persone con le quali sembra che non abbiamo nulla a che fare; individui che ci portano a confronti infruttuosi ed inutili, indirizzandoci verso strade e percorsi lontani dal nostro modo di essere e di esistere.

Ma è proprio necessario parlare con queste persone? Sarebbe bello se fosse possibile evitarle. Tuttavia non sempre si può: allora respiriamo in modo che ognuno possa far proprio quel respiro universale che non è soltanto l’aria ma è il nostro stesso soffio vitale.

Il nostro obbligo verso il prossimo divenga un battito di ali e non tempesta pronta a fagocitarci.

Ricordiamoci che le parole sono preziose e che  il blaterare asettico e frivolo non corrisponde all’autentico parlare ma solo a sprecare fiato. Ignoriamo questa forma di parlato.

Ricordiamoci di affiancare ad ogni lettera quel silenzio prezioso che è riflessione oltre che scoperta e riscoperta del sé.

Maria Domenica Depalo

Riscopriamo la scrittura

Riscopriamo la scrittura

La scuola ha ripreso il suo cammino e con essa sono ricominciate  anche le problematiche e le frenesie legate ai compiti, allo studio e alla vita di classe. Tuttavia quest’ultima non corrisponde soltanto ad un seguire in modo passivo le lezioni o ad un immergersi forsennato in pagine e pagine da leggere e imparare fedelmente: è qualcosa di più complesso.  È il luogo in cui acquisire strategie e modalità di socializzazione ma anche di apprendimento utili anche al di fuori della vita tra i banchi.

Ed una di queste modalità è la scrittura. Rispettare le righe e le lettere nella loro forma e dimensioni ma anche differenze però non è mai semplice. Tuttavia è necessario.

Ma andiamo per gradi.

Partiamo dalla realtà ipertecnologica nella quale siamo immersi. Appare evidente come l’uso dei dispositivi elettronici oltre ad incidere in maniera significativa sulle capacità relazionali dei ragazzi ( e non solo ma ne parleremo più avanti) influenzi le modalità di prendere appunti ma soprattutto incida sulle funzioni cerebrali.

Registrazioni, foto e PDF fanno sempre più da padroni ed è sempre più raro vedere qualcuno prendere appunti a mano. Peccato, perché scrivere a mano produce effetti benefici sull’acquisizione e sulla permanenza delle informazioni nella nostra memoria.

In particolare scrivere a mano contribuisce in maniera positiva sullo sviluppo cognitivo dei bambini e sull’acquisizione di competenze significative per l’evoluzione in toto.

Virginia Berninger, a professor of educational psychology at the University of Washington and the lead author on the study, told […] that “handwriting — forming letters — engages the mind, and that can help children pay attention to written language.” (tratto da https://archive.nytimes.com/well.blogs.nytimes.com/2016/06/20/why-handwriting-is-still-essential-in-the-keyboard-age/ )

Come emerge dal trafiletto, la docente Virginia Berninger, esperta di psicologia dell’educazione presso l’Università di Washington sottolinea ancora come la scrittura a mano – la formazione di lettere – coinvolga la mente e come questo possa aiutare i bambini a prestare attenzione al linguaggio scritto. (traduzione e rielaborazione del brano)

D’altronde l’apprendimento è un «complicato processo cerebrale» che mette insieme l’udito e la vista, con «l’apporto fondamentale delle operazioni della mano», afferma il professore Sabadini. (https://scuoladivita.corriere.it/2017/10/06/carta-e-penna-limportanza-della-scrittura/)

Avete mai fatto caso al fatto che quando scriviamo a mano, ricordiamo meglio? Fateci caso. Provate a scrivere la lista della spesa su un foglio di carta e poi a ripeterla a memoria qualche ora dopo. La ricorderete meglio rispetto ad un elenco scritto sul cellulare. Questo si spiega con il fatto che scrivere a mano richiede un’attenzione ai particolari, alle parole e alle lettere che altrimenti verrebbe trascurata.

Scrivere incide anche in maniera significativa sulla permanenza delle informazioni in memoria. Quando ad esempio impariamo una lingua straniera oppure apprendiamo la dimostrazione di un teorema matematico, trascrivere su foglio (anche più volte) contribuisce all’apprendimento.

Concludiamo queste riflessioni con le parole di una delle mie autrici preferite. Maestra elementare, donna estremamente sensibile ma concreta, Susanna Tamaro ha fatto sua la battaglia per il ritorno alla scrittura: Gli scrittori stanno diventando inutili, è la fine di un mondo. Però penso che tra i giovani nascerà il bisogno di parole vere, attraverso le quali conoscere la realtà: allora sarà una rinascita. […]Mi sembra che oggi siamo sommeC’è da fare un bel lavoro nelle scuole, bisogna tornare all’alfabetizzazione […]Essendo anche maestra elementare, è una mia battaglia: tornare a scrivere a mano. Io stessa scrivo a mano i libri. Purtroppo i giovani non hanno più fisicità, stanno quasi sempre seduti, immobili”, ha aggiunto con amarezza (tratto da https://www.tecnicadellascuola.it/susanna-tamaro-ce-da-fare-un-bel-lavoro-nelle-scuole-bisogna-tornare-allalfabetizzazione-a-scrivere-a-mano ).

E voi scrivete a mano?

Maria Domenica Depalo

P.S. fonte delle immagini pixabay.com

Oroscopo filosofico di gennaio 2025

Buon anno dalla redazione di fuoritempofuoriluogo! Che questo 2025 possa essere ricco di novità, gioia e riflessioni proficue per tutti. Vediamo pertanto, a tal proposito, cosa ne pensano i nostri segni ma  ricordate: voi e soltanto voi siete gli artefici del vostro destino, alla faccia di ogni oroscopo.

Ariete:

Ha inizio un nuovo ciclo di vita. Non sprecate le occasioni che vi verranno proposte: potrebbero incidere in modo determinante sulla vostra esistenza.

Toro:

Finalmente è arrivato il momento giusto per iniziare un nuovo percorso di vita o per riprendere un cammino interrotto tempo fa. Assicuratevi però che sia quello giusto.

Gemelli:

Cominciate ad organizzare il viaggio che sognate da tempo. Attenzione però alla compagnia: deve essere quella giusta.

Cancro:

È arrivato il momento di cambiare atteggiamento verso chi vi circonda ma soprattutto verso voi stessi: imparerete molto.

Leone:

Calma e sangue freddo ma soprattutto pazienza: sono gli ingredienti giusti per affrontare quegli imprevisti che vi renderanno persone nuove.

Vergine:

Imparate a divertirvi un po’ di più ma soprattutto siate più elastici e meno rigidi. Una maggior apertura verso il prossimo non potrà che giovarvi.

Bilancia:

Sarete impegnati in un percorso di vita che vi porterà ad abbracciare nuovi orizzonti e a raggiungere nuovi obiettivi. Fatelo con le persone giuste.

Scorpione:

Siate meno asociali. Riscoprite il piacere della compagnia giusta ripartendo proprio da voi stessi e da ciò che è più giusto per la vostra persona.

Sagittario:

Liberatevi dalle vostre eterne indecisioni e prendete una posizione. Seguire una direzione è importante: può determinare il corso del vostro esistere.

Capricorno: 

Autonomia ed indipendenza la faranno dal padrona. Quindi perseverate e non rinunciate ai vostri obiettivi.

Acquario:

Fuggire non servirà a nulla. Piuttosto cercate di capire in che modo ricavare qualcosa di buono da situazioni assurde.

Pesci:

Siate leoni in un mondo che vuole sopraffare il vostro animo gentile. Imparate a non rinunciare ai vostri sogni.

Maria Domenica Depalo


P.S. : Non mi stancherò mai di dire che questo oroscopo è solo frutto del buon senso e che tutto o quasi tutto dipende solo da noi.

Parole su carta: recensione di Diario di lettura

Destinato ai nostri piccoli lettori ma anche a quelli un po’ più cresciutelli, questo libro ha la forma di un diario. Non parliamo però del solito diario scolastico o di quello che ha il compito di custodire i nostri più reconditi segreti.

photo©MariaDomenicaDepalo

Parliamo di un diario che si caratterizza di un linguaggio semplice ma non semplicistico con cui vengono letti e analizzati i diritti di tutti noi appassionati delle lettere e con cui quindi viene proposto un modo tutto personale di approcciarsi ai libri, sia a quelli che ci piacciono di più sia a quelli più profondamente detestati.

1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire il libro
4. Il diritto di rileggere.
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere ad alta voce
10. Il diritto di tacere

photo©MariaDomenicaDepalo

L’idea è semplice e bella. Partire dai dieci diritti del lettore proposti da Daniel Pennac per realizzare una riflessione sulla lettura e sui diritti di chiunque si appresti a leggere oppure a non leggere.

photo©MariaDomenicaDepalo

Ispirato a “Come un romanzo” e “Diario di scuola“, entrambi sempre dello scrittore – insegnante Daniel Pennac, “Diario di lettura” ci invita a rispondere ad alcune domande.

Ad esempio, cosa ci rende fervidi appassionati delle lettere oppure profondi odiatori di autori noti o sconosciuti ai più?

photo©MariaDomenicaDepalo

Cosa ci fa appassionare maggiormente ad un romanzo? Perché ne abbandoniamo la lettura o la riprendiamo?

Dovremmo davvero sentirci in colpa quando rifiutiamo un romanzo che non ci dice nulla o che ci è totalmente inviso?

Come avrete modo di notare, nel diario ci sono numerose schede – libro da compilare ma anche pagine destinate a far pensare al perché amiamo un autore piuttosto che un altro o a  quali saranno le nostre letture future. Noterete anche spazi in cui trascrivere le frasi dei vostri libri che vi hanno colpito di più.

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Non dimentichiamo la lista dei desideri ed un test molto divertente che ci porta a scoprire che tipo di lettore siamo.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non resta che leggere.

Buona lettura!

Maria Domenica Depalo

Cose di cui abbiamo bisogno

“È sciocco pensare di dover leggere tutti i libri che compri, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che dovresti usare tutte le posate o occhiali, cacciaviti o punte da trapano acquistati prima di acquistarne di nuovi.

Ci sono cose nella vita di cui abbiamo bisogno di avere sempre scorte in abbondanza, anche se ne utilizzeremo solo una piccola parte.

Se, ad esempio, consideriamo i libri come una medicina, capiamo che è bene averne tanti in casa piuttosto che pochi: quando vuoi stare meglio, allora vai all’ ‘armadio dei medicinali’ e scegli un libro, uno a caso, ma il libro giusto per quel momento. Ecco perché dovresti sempre averne una scelta nutriente!

Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza. Applica semplicemente ai libri la mentalità consumistica, cioè li considera un prodotto di consumo, un bene. Chi ama i libri sa che un libro è tutt’altro che una merce.”

Umberto Eco

Le parole di Umberto Eco ci inducono a riflettere sul ruolo dei libri nella nostra vita e sul valore della loro presenza rassicurante a partire proprio dall’ubicazione fisica dei testi nelle nostre librerie domestiche.

Non ne possiamo fare a meno dal momento che possono configurarsi non solo come svago ma anche come cura miracolosa ai mali che attanagliano il nostro animo: per ogni malessere c’è un libro.

Limitarsi pertanto all’attribuzione di un valore solo pecuniario alle parole su carta ne va a sminuire non soltanto l’intimo valore ma soprattutto ne va a vanificare il ruolo salvifico.

Spesso i libri salvano, spesso i libri risvegliano o svegliano: hanno una funzione attiva ed attivante.

E per voi, cosa sono i libri?

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di dicembre 2024

Oroscopo filosofico di dicembre 2024

Tutto inizia e tutto termina. Ciò che conta tuttavia è la qualità dell’azione e delle esperienze che si compiono, non la loro numerosità. Quest’anno sta per concludersi: chiediamoci quindi se lo abbiamo vissuto all’insegna di ciò che conta veramente, lontani da ciò che è solo superficie.

Ariete:

L’importante è muoversi sempre. L’illusione è la fissità: siete ancora in tempo per realizzare i vostri progetti.

Toro ♉
Sfruttate ogni possibilità. Dimostrate di saper saper approfittare di ogni occasione: ne sarete capaci.


Gemelli ♊
Correte fin troppo. Prendetevi il vostro tempo e respirate profondamente: in questo modo e solo così capirete ciò che va fatto.


Cancro ♋
Pensate al vostro futuro: nulla vi deve rallentare.  Guardate a tutta la strada che avete fatto: siete a buon punto.


Leone ♌
Tutto appare così distante e le fratture sembrano così insanabili. Tuttavia sembrano: sta a voi darle un senso nuovo ed unificante.


Vergine ♍
Le chiacchiere stanno a zero: agite e siate concreti. Cominciate a realizzare ed a realizzarvi concretamente, con i fatti.


Bilancia ♎
Non rinunciate a nulla. Tutto passa e diventa sempre più ineffabile: afferrate quindi con piglio deciso ciò che conta per voi.


Scorpione ♏
Gli imprevisti non mancano mai e saranno l’ingrediente più saliente di quest’ultimo tratto di anno. Approfittatene.


Sagittario ♐
Quale forma ha la felicità, in particolare la vostra? Quello che state vivendo corrisponde, se pur in minima parte a ciò che vi aspettavate?


Capricorno ♑
La vostra forza sta nella vostra testardaggine. Quando vi mettete in testa qualcosa, nulla vi può fermare. Questo può essere un pregio ma anche un difetto.


Acquario ♒
Ogni cosa ha un senso, anche se ora sembra esserne privo. Voi non dimenticate mai di progettare e di realizzare. Potete farlo.


Pesci ♓
Domandatevi sempre cosa potete fare per gli altri. Ciò che farete agli altri sarà un riflesso di quello che siete e potrà darvi uno stimolo importante a realizzarvi sempre più ed al meglio.


Buona lettura a tutti e vivete bene ogni giorno…. alla faccia di qualunque oroscopo.
Maria Domenica Depalo


P.S. : Non mi stancherò mai di dirlo che questo oroscopo è solo frutto del buon senso e che tutto o quasi tutto dipende solo da noi.

Giornata mondiale della filosofia

A partire dal 2002, ogni  terzo mercoledì di novembre l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale della Filosofia.
Non solo mera disciplina scolastica finalizzata ad enumerare pensieri ed autori, la filosofia è materia viva e vitale tanto da stimolare un’attività riflessiva che però non è solo fine a sé stessa ma anche concreta e pratica dal momento che può incidere sulla vita di ogni individuo e della società di cui è parte. 

piaxabay.com

“Amore per il sapere”, la filosofia stimola un  confronto che è autentico nella sua immanenza e permette il disvelamento di realtà e modi di vivere spesso lontani dal proprio, senza alcun pregiudizio.
La filosofia ha come fine lo sviluppo di un pensiero critico che può salvarci dall’accettazione passiva di parole, storie o racconti dalla parvenza del velo ma profondamente falsi. 

pixabay.com

Stimolare la capacità di ragionare a partire dai bambini fino ad arrivare agli adulti: ecco una delle sfide dalle quali la filosofia non può esimersi e destinata a tutti visto che per “fare filosofia” non c’è limite di età.
Forte di questa convinzione, nel Regno Unito è nato “Philosophy for Children” , un’idea diventata realtà concreta che ha visto i bambini coinvolti sviluppare senso critico e migliorare le proprie abilità logico – matematico. 

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Gli esperti hanno notato anche un miglioramento nelle interazioni  dal momento che i bambini venivano coinvolti in dibattiti costruttivi imparando ad ascoltare i propri compagni e poi a confrontarsi, nel rispetto reciproco.
E non è poco.

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In un momento storico difficile come quello attuale, caratterizzato da guerre,disparità e discrimazioni sempre più crescenti, ricordiamo le parole di Audrey Azoulay che mostrano l’importanza di un vivere e ragionare filosofico:  “Al fine di costruire un mondo migliore e muovere verso un ideale di pace, sappiamo che dobbiamo adottare un approccio filosofico, cioè dobbiamo sottoporre a una critica radicale i difetti del nostro mondo, al di là del tumulto delle crisi. La filosofia è dunque essenziale quando si tratta di definire i princìpi etici che dovrebbero guidare l’umanità”.

photo©MariaDomenicaDepalo

Buona giornata della filosofia.
Maria Domenica Depalo
P. S. Come avrete notato dalle immagini, ci sono alcuni libri interessanti che potrebbero introdurre i nostri bambini ad una visione più consapevole  della propria vita, a partire da quella familiare fino ad arrivare a quella scolastica e di amicizia. Buona lettura a tutti!


Link:
https://www.unesco.it/it/news/giornata-mondiale-della-filosofia-philosophy-and-sustainability-16-novembre-2023/

https://www.altuofianco.blog/introdurre-filosofia-alla-primaria-per-insegnare-ai-bambini-a-sviluppare-un-pensiero-critico/?fbclid=IwY2xjawGTA4JleHRuA2FlbQIxMQABHd0xtm2thDANTX2r4sL0bUPjmk_m-0n3ZXw39Sv2CGuYrDp8Jp2QRSWNWA_aem_jw9XEBa0nlQzEzGMIY1nBQ

Chi sta salvando il mondo?

Chi sta salvando il mondo?

«Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che premedita un colore e una forma. Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. Chi accarezza un animale addormentato. Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo

(Jorge Luis Borges – I giusti)

Jorge Luis Borges (fonte immagine: Wikipedia)

Credo che le parole di Borges siano sufficientemente esaustive e che non sia necessario parafrasarne il pensiero.        Tuttavia esse meritano una riflessione: stiamo davvero salvando il mondo oppure, chiusi nel nostro individualismo ed egoismo, semplicemente ignoriamo l’altro?

pixabay.com

In che misura la nostra persona, nella relazione con sé stessa e con gli altri, incide sullo scorrere dell’esistenza altrui e della salvezza della realtà che condivide?

Credete (crediamo) davvero che la nostra stessa persona possa influenzare la vita altrui salvandola? Oppure è solo un’illusione?

pixabay.com

Cosa ci salverà? La presenza reale oppure l’assenza camuffata da ipocrita attenzione?

I tipi umani mostrati dal filosofo argentino sono una rappresentazione di una chiusura nel proprio mondo personale oppure una manifestazione di una forma di rispetto che è accettazione dell’altro e del suo esistere? “Ignorare” il prossimo nella sua diversità può essere un modo per salvare tutti noi?

pixabay.com

Cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.

Maria Domenica Depalo

Accumulatori seriali benvenuti

Accumulatori seriali e dove trovarli? Libri, dépliant, matite dell’ikea, guide turistiche, mappe e chi più ne ha più ne metta: nulla sfugge agli occhi e alle mani veloci di chi pensa che tutto potrebbe tornare utile o addirittura essere necessario ed indispensabile al vivere quotidiano.

Accumuliamo ed accumuliamo ma poi quando si tratta di disfarci dell’inutile perché di quello si tratta (tranne quando si parla di libri) oppure perché consapevoli che siamo in presenza dell’eccessivo, allora sorgono i problemi.

Una strana ansia divampa in noi, un terrore di essere privati di qualcosa di essenziale come se fosse un arto o peggio. Perché però accade questo? Cosa si nasconde nell’arte-ossessione di accumulare?

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Conservare degli oggetti come ricordo è una pratica del tutto normale. Anche se sono vecchi, rotti o non più utili, possono rappresentare un legame con una persona che non è più presente o con un momento significativo della nostra vita. Tuttavia, quando il desiderio di trattenere questi oggetti senza disfarsene (o l’acquisto di nuovi oggetti senza utilizzarli) arriva a interferire con le attività quotidiane, come l’igiene personale, la pulizia della casa o il riposo, questo atteggiamento diventa patologico. Si tratta di un disturbo noto come disposofobia, che indica una vera e propria condizione di accumulo compulsivo. (https://www.humanitas.it/news/accumulatore-seriale-quali-sono-le-cause-della-disposofobia/)

Vi è mai capitato di guardare in TV quei programmi dedicati proprio a chi soffre di questa patologia? Qual è la prima cosa che emerge osservando queste persone? Sicuramente una grandissima solitudine, una sensazione di vuoto che si tenta di colmare con degli oggetti che assumono quel ruolo di sostituti di figure umane, parenti, amici o conoscenti con cui ogni rapporto sembra ormai chiuso ed inesistente.

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Si accumula perché “potrebbe servire”. Ogni cosa viene conservata e staccarsene diventa un problema perché “non si sa mai”. I dépliant, gli scontrini, le pubblicità che troviamo nelle nostre cassette postali vanno ad assumere un valore che oltrepassa quello effettivo e reale per assumerne uno nuovo e personalissimo. Le conseguenze possono essere importanti anche a livello logistico: le stanze si riempiono sempre più con inevitabili conseguenze anche a livello personale. Persino l’igiene individuale viene messa a dura prova visto che qualsiasi cosa che vada ad occupare spazi, priva le persone del proprio spazio vitale e della propria capacità di espressione.

Si crea così uno sbilanciamento tra il materiale che “esce” (quasi nulla / nulla) e quello che “entra” perché acquistato o raccolto in giro (volantini, bustine di zucchero, giornali, vestiti, cibo, in alcuni casi animali). Nel tempo questo determina il progressivo ingombro di tutti gli spazi disponibili inclusi quelli vitali per cucinare, dormire, lavarsi determinando in ultimo l’impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane. La gravità del comportamento di accumulo può essere valutata con differenti scale. Questo meccanismo determina un circolo vizioso con gravissimi impatti sulla persona ed i suoi familiari. La casa progressivamente non è più adatta a svolgere le sue funzioni, vi è una riduzione e talvolta un crollo del funzionamento lavorativo e sociale. Spesso sorgono problemi economici per le eccessive spese, i mancati guadagni o la mancata amministrazione dei propri beni. Vi è un progressivo isolamento ed anche i rapporti con i familiari diventano sempre più difficili, caratterizzati spesso da rabbia e vergogna. Si tratta quasi sempre di una spirale discendente che determina specie in età avanzata ulteriori problemi. La persona non accetta di far entrare nessuno nei propri ambienti per effettuare delle riparazioni, gli spazi si deteriorano ulteriormente con gravi problemi igienici, il materiale accumulato inoltre crea rischi di cadute e di incendio. Si determinano situazioni di conflittualità con il vicinato.  (https://www.disposofobia.org/)

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L’unico modo per uscirne è la terapia. Soltanto l’intervento di uno specialista del comportamento e, nei casi più gravi, l’assunzione di farmaci possono aiutare queste persone ad uscire da una situazione di gravissimo disagio e difficoltà, una situazione che rivela delle problematiche più profonde e di cui, forse, si potrebbe anche non essere consapevoli.

Si può uscire da questo inferno.

Maria Domenica Depalo