Idee di lettura per il 2026

Se anche voi, come me, siete appassionati divoratori di libri sempre alla ricerca di novità ma anche fini conoscitori dei capolavori del passato allora non potete rinunciare a queste proposte letterarie, nuove e non solo, per un 2026 ricco di parole, storie e personaggi ma soprattutto di bellezza.

Chi non legge, a settanta anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’Infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’indietro (Umberto Eco).

Direi di iniziare con Alberto Angelo e con il suo Cesare. La partenza alla volta della Gallia nel 58 a.C. è l’occasione per conoscere un personaggio storico che non è stato solo soldato, politico e uomo di stato ma anche un uomo dalla personalità forte e geniale, piena di idee ma anche di dubbi.


Per chi ama le biografie c’è anche Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo. Forte deglj studi di Tommaso da Celano e di quelli di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni, Cazzullo descrive un uomo che con la sua vita dedita al prossimo è stato ed è tutt’ora fonte d’ispirazione per tutti, credenti e non.     

Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. […] Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo (Aldo Cazzullo).


Se invece non avete avuto modo di apprezzare lo spettacolo dedicato da Roberto Benigni a San Pietro ed andato in onda qualche settimana fa su RaiUno, allora non potete non leggere Pietro con cui l’attore e registra toscano descrive non solo il discepolo di Gesù e padre della chiesa ma ne propone un ritratto nuovo.
Ma lo sapete che quando Pietro incontra Gesú ha piú o meno la sua età? Ventotto, ventinove, neanche trent’anni. Eppure viene rappresentato sempre come un uomo molto anziano, calvo, con le rughe e la barba bianca. […] Invece quando conosce Gesú è un giovane, come lui: sono dei ragazzi. È una storia di ragazzi, questa!(Roberto Benigni)

Se invece amate la musica e volete saperne di più, indagandone il linguaggio e segreti, vi consiglio l’ultimo libro dell’amato maestro di musica e direttore Peppe Vessiccchio, Bravo Bravissimo! Mozart e la musica raccontata ai ragazzi.
Attraverso parole che scorrono veloci e piacevolmente sulle pagine, potremo scoprire nuovi aspetti della vita di Mozart e della sua passione per la musica e l’arte della composizione.


Guardando ai classici del passato invece vorrei consigliarvi La Storia di Elsa Morante. La storia di Ida diventa occasione per parlare dell’orrore e della follia della “Grande Guerra” e di come questa abbia portato ad incidere in maniera forte sulla vita dei protagonisti del romanzo. Direi che oggi più che mai la sua storia appare attuale e proprio per questo occasione per riflettere sulla situazione contemporanea. 

Per chi invece ama storie intimistiche ed intense, di dolore e di riscatto l’opera di Valérie Perrin,Cambiare l’acqua ai fiori, è sicuramente l’ideale. Ne parleremo sicuramente più avanti.

photo© MariaDomenicaDepalo

Per gli amanti dei racconti ambientati nella vita quotidiana, distinti tra loro per temi e sviluppo che avviene con un tono tra il serio ed il faceto, non posso non consigliare l’opera del compianto Stefano Benni, la Grammatica  di Dio.

Guardava le case intorno e pensava: che strane, le persone. Quante cose hanno adesso che una volta non avevano. Non sanno più rinunciarvi ma sembra che non le amino, rimpiangono le cose vecchie ma non saprebbero cosa farsene, non ne conoscono né la storia né il dolore. E’ difficile aiutare gli umani. (Stefano Benni)

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Ai nostri piccoli amici lettori consiglio Diario di una schiappa. Cotto a puntino di Jeff Kinney che, forte dei suoi fumetti, racconta la vita quotidiana surreale e divertente di Greg.

Per chi ha visto il film ma anche per chi ne è incuriosito consiglio Zootropolis 2. I capolavori . Non si tratta solo di una storia per bambini ma di un racconto che oggi più che mai appare necessario. I protagonisti combattono per ciò che è giusto: se pur diversi, non potremmo essere più simili.

Visto che abbiamo parlato di racconti vorrei consigliarvi dulcis in fundo la raccolta Il dono e altri racconti scritta da me stessa. Nel mio piccolo ho cercato di proporre un quadro mio personalissimo della realtà alternando racconti basati sulla realtà ad altri di fantasia usando talvolta uno stile ironico altre volte uno più ricercato.

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Per chi è vicino al mondo della scuola proporrei invece altri due miei lavori Apprendimento e DSA: analisi della discalculia evolutiva e Il problema della memoria.Aspetti filosofici e scientifici.  Cliccando su questo link avrete tutte le informazioni utili per reperire i testi e leggerli:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/503989/il-problema-della-memoria-2/

Buona lettura a tutti!

N.B. le immagini hanno come unico scopo quello di mostrare i libri di cui si parla. Vengono pubblicate senza alcun fine di lucro.


Maria Domenica Depalo

Non buttate i libri: donateli!!!

Ho appena assistito ad uno scempio: libri nella spazzatura.

Non buttate i libri!!! Donateli o in alternativa portateli alla Cittadella della Cultura in Piazza Sant’Agostino a Giovinazzo (Bari)!!!! È aperta tutte le mattine e pomeriggi tranne la domenica e nei giorni festivi. Tutti i libri sono sacri, soprattutto quelli vissuti e le vecchie edizioni 📚♥️

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”

Parole su carta: recensione di “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”


Nulla può fermare Allan Karlsson che sta per compiere cento anni. Nonostante infatti tutto sia praticamente pronto, egli non ha alcuna intenzione di festeggiare il suo compleanno nell’ospizio che lo ospita, anzi che lo tiene “imprigionato”.

Decide di andare via e così l’arzillo vecchietto dopo aver scavalcato la finestra della sua stanza, con decisione si incammina verso la stazione dei pullman, pur non avendo in realtà un’idea chiara della direzione del suo viaggio.

fonte:pixabay.com

Tuttavia appare subito chiaro che ciò che conta per Allan è riconquistare l’agognata libertà e nel farlo è disposto a tutto, ma proprio a tutto. D’altronde il nostro Allan non è un uomo qualunque ma ha inciso in modo determinante sulla storia del mondo, senza saperlo però.

Alla stazione dei pulman, il nostro simpaticissimo protagonista incontra uno strano giovane che gli chiede di prestare attenzione al suo ingombrante bagaglio mentre si allontana un attimo per recarsi in bagno.

Non volendo però perdere l’autobus soprattutto per evitare di essere riportato nella casa di riposo, Allan si imbarca portando con sé proprio la valigia del ragazzo che in realtà è un pericoloso criminale pronto a tutto pur di riconquistare il suo bottino.

Il libro di Jonas Jonasson è l’occasione giusta per riflettere su un episodio che si lega perfettamente alla trama del romanzo ed accaduto l’estate appena trascorsa. Ne ha parlato il giornalista ed autore Michele Serra in un articolo su “La Repubblica”. Nel suo “È sempre l’ora della libertà“, infatti Serra fa riferimento proprio al libro di Jonasson mentre parla della storia di un novantaduenne fuggito dall’ospizio nel quale evidentemente non voleva trascorrere gli ultimi anni della sua vita, per tornare “a casa”, la sua.

photo©MariaDomenicaDepalo

In ciascuno di noi c’è una voce interiore che, prima ancora che si possa ragionare sui perché della reclusione, grida “scappa! scappa!”. C’è un’epica della fuga che coinvolge e travolge, l’evaso, anche se è un criminale, esercita un istinto di libertà irresistibile. Universale. […] quel corpo contiene ancora energia, quella testa è ancora capace di valutare le stanze e distanze, quelle gambe e quelle braccia possono ancora violare una recinzione e dirigersi verso quel posto insostituibile che chiamiamo “casa“. (cit. tratta da È sempre l’ora della libertà di Michele Serra, la Repubblica, agosto 2023)

Tali parole non possono non far pensare alla storia di Allan e a quel suo motto di vita che è percepibile dalla prima fino all’ultima pagina del romanzo che consiglio vivamente.

Maria Domenica Depalo

P.S. cliccando sul link, avrete modo di poter vedere il trailer del film tratto da questo romanzo. Quindi buona lettura e buona visione.

Parole su carta: recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

Parole su carta: recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

La casa senza ricordi, ed. Longanesi, si propone nella trama e nella caratterizzazione dei suoi personaggi come un romanzo intenso, sottile, inquietante ma soprattutto appassionante. Quindi è perfetto per chi, come me, ama i thriller.

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Ogni singola pagina richiama con decisione la seguente in un susseguirsi di eventi che, inevitabilmente, coinvolgono il lettore in un turbine di emozioni e di sensazioni di smarrimento ma soprattutto di quesiti che sembrano non avere una risposta immediata.

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Il protagonista è l’addormentatore di bambini, Pietro Gerber, psicologo infantile e ipnotista, già protagonista di “La casa delle voci” (che ovviamente leggerò!!! n.d.r.).

Il libro si apre con un bambino scomparso da tempo con la madre. Nikolin, privo di ricordi, viene ritrovato da una donna anziana in un bosco della Valle dell’inferno.

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Tuttavia, il dodicenne non sembra essere stato trascurato o maltrattato. Anzi, appare evidente che qualcuno si è preso cura di lui. Nikolin non parla però e quindi è impossibile capire chi se ne sia occupato.
La sua mente è trincerata in un’oscurità apparentemente senza fine.

photo©MariaDomenicaDepalo

L’unica persona che sembra in grado di risvegliare il bambino è proprio Gerber.
Sarà proprio lui a scoprire che il bambino in realtà è stato scelto per narrare una storia non sua, terribile e spaventosa.

Maria Domenica Depalo