Parole su carta. Recensione di Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin
Libro delicato ma allo stesso tempo ricco di ironia, Cambiare l’acqua ai fiori di Valèrie Perrin si presenta non solo come il racconto della vita di Violette ma come una vera e propria digressione nelle storie delle donne e degli uomini che ne hanno accarezzato la vita.

Attenzione perché non sempre si tratta di persone vive ma spesso e volentieri l’autrice si sofferma sulle storie di persone decedute che però hanno modo di rivivere la loro esistenza grazie alle attenzioni proprio della nostra protagonista.

Le pagine pertanto non sono solo il racconto della vita, dei dolori e degli amori della protagonista ma anche degli abitanti del cimitero in cui lei abita e le cui storie vengono condivise con i suoi necrofori ed il sacerdote. A dare una nota di delicatezza ad una vita e ad un lavoro che molti rifiuterebbero vi è sicuramente il gesto di trascrivere anche il momento del commiato dei defunti riservandone la lettura a chi non ha avuto la possibilità di presenziare al funerale.

Violette sembra una donna apparentemente fragile ma non lo è. Infatti nonostante le avversità e difficoltà che incontra sin dalla sua nascita, non si arrende ad una storia che la vorrebbe sconfitta e debole e questo anche grazie anche ad un uomo che la introdurrà all’arte della cura del luogo del riposo.
Consiglio vivamente questo romanzo.

Intenso e ricco, Cambiare l’acqua ai fiori trasformerà il vostro cuore.
Maria Domenica Depalo