Chirurgia estetica: tra normalità ed esagerazioni

Quanto conta apparire? Quanto conta essere? In una società in cui non sempre essere e apparire coincidono, è importante non perdere se stessi e la consapevolezza del proprio sé e della propria unicità.

Allora perché tanta omologazione e voglia di sembrare perfetti, senza difetti ma soprattutto identici a tutti gli altri? Insicurezza, paura di restare soli, senso di inadeguatezza: le ragioni possono tante.

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In questo articolo risalente a circa due anni fa e pubblicato sul mitico blog freewordsmagazine (per il quale spero di poter riprendere presto a scrivere con la mia amica nonché collega Enza), affronto il tema dell’uso e abuso della chirurgia estetica. Spero che possa piacervi. Se vi va, scrivete nei commenti cosa ne pensate: nel frattempo buona lettura.

Labbra gonfie, zigomi prominenti, sopracciglia perfette e, dulcis in fundo, pelle liscia come quella di un bambino appena nato. Cosa non si fa per essere belle o belli! Amici lettori, oggi parliamo di chirurgia estetica che ormai abbraccia indifferentemente sia uomini che donne.

Attrici ed attori, modelle e modelli ma anche sempre più persone comuni decidono di fare ricorso al bisturi per correggere difetti e difettucci. In alcuni casi i risultati sono piacevoli ma in altri possono essere alquanto inquietanti.

Perché una persona decide di rivolgersi ad un medico per modificare in maniera così radicale i propri lineamenti e connotati fisici? Cosa spinge una persona a mutare in modo così forte il proprio apparire?

Rivolgersi ad un chirurgo estetico, in generale, è sintomo di un disagio che si cela nel profondo ed è legato al contrasto tra l’interno e l’esterno. La non accettazione del proprio sé è sicuramente la ragione primaria del ricorso a questa branca della medicina.

Decidere di migliorarsi pertanto è più che legittimo e giusto visto che, purtroppo, il come appariamo spesso può incidere su ciò che siamo e sul rapporto con gli altri. É un contrasto-scontro che ci può fare sentire deboli e fragili.

Tuttavia ci dev’essere un limite. Esagerare infatti vuol dire snaturare se stessi. Le modifiche esteriori infatti possono incidere profondamente sulla nostra interiorità in maniera positiva ma anche in maniera negativa.

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Talvolta, infatti, la differenza tra ciò che percepiamo della nostra persona e ciò che appare agli altri (o ciò che crediamo appaia agli altri) è talmente forte da limitare persino qualsiasi capacità di relazione con il prossimo.

“La ricerca della perfezione, la bellezza a tutti i costi sono solo due degli aspetti preoccupanti legati all’estetica.
Accettarsi così come si è, è sempre più difficile. Ed è proprio questa costante insoddisfazione che porta le persone ad affollarsi nelle sale di attesa dei chirurghi plastici. Troppo spesso ci dimentichiamo che gli interventi estetici sono delle vere e proprie operazioni chirurgiche che possono avere anche effetti negativi. Eppure nonostante i rischi sempre più adolescenti chiedono come regalo di compleanno un “ritocchino”, sempre più donne over 50 sviluppano una vera e propria ossessione nei confronti dei rimedi chirurgici contro l’invecchiamento. E ad incrementare questo fenomeno ci pensano anche gli uomini, sempre più attenti all’aspetto e dipendenti dalla ricerca una perfezione fisica”. (cit. da http://www.studioafis.it/chirurgia-plastica-e-psicologia/)

La tendenza alla perfezione fisica ha portato l’Italia ai primi posti nel mondo per il ricorso alla chirurgia plastica. Siamo ben settimi nella classifica per numerosità di interventi o trattamenti a base di botulino e altre punturine.

fonte: pexels

“Nel 2013 la fetta più grande di persone che sono ricorse alla chirurgia estetica nel mondo si è rifatta il seno, oltre 1.700.000 interventi in un solo anno, e a breve distanza troviamo le operazioni di liposuzione e alle palpebre. All’ultimo posto della classifica gli interventi di allungamento del pene, che hanno interessato 15.414 uomini, ma il dato forse più imprevedibile è che al mondo nel 2013 ci sono stati più interventi di vaginoplastica che trapianti di capelli”. (cit. da https://www.wired.it/lifestyle/salute/2014/08/19/chirurgia-estetica-gli-italiani-al-7mo-posto-nel-mondo/)

Tutto questo ricorrere ideali impossibili o i lineamenti di una gioventù lontana dovrebbe farci riflettere su una cosa: la bellezza delle nostre imperfezioni. Esse rappresentano la nostra storia trascritta sulla pelle. Cancellarle in maniera così radicale corrisponde a cancellare chi siamo ed è un peccato.

Per curiosità cliccate su:

http://www.studioafis.it/chirurgia-plastica-e-psicologia/

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/10/20/chirurgia-estetica-tra-normalita-ed-esagerazioni/2/

Maria Domenica Depalo