Parole su carta. Recensione di Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin

Parole su carta. Recensione di Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin

Libro delicato ma allo stesso tempo ricco di ironia, Cambiare l’acqua ai fiori di Valèrie Perrin si presenta non solo come il racconto della vita di Violette ma come una vera e propria digressione nelle storie delle donne e degli uomini che ne hanno accarezzato la vita.

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Attenzione perché non sempre si tratta di persone vive ma spesso e volentieri l’autrice si sofferma sulle storie di persone decedute che però hanno modo di rivivere la loro esistenza grazie alle attenzioni proprio della nostra protagonista.

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Le pagine pertanto non sono solo il racconto della vita, dei dolori e degli amori della protagonista ma anche degli abitanti del cimitero in cui lei abita e le cui storie vengono condivise con i suoi necrofori ed il sacerdote. A dare una nota di delicatezza ad una vita e ad un lavoro che molti rifiuterebbero vi è sicuramente il gesto di trascrivere anche il momento del commiato dei defunti riservandone la lettura a chi non ha avuto la possibilità di presenziare al funerale.

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Violette sembra una donna apparentemente fragile ma non lo è. Infatti nonostante le avversità e difficoltà che incontra sin dalla sua nascita, non si arrende ad una storia che la vorrebbe sconfitta e debole e questo anche grazie anche ad un uomo che la introdurrà all’arte della cura del luogo del riposo.


Consiglio vivamente questo romanzo.

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Intenso e ricco, Cambiare l’acqua ai fiori trasformerà il vostro cuore.


Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di Kitchen di Banana Yoshimoto

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.

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Direi di partire proprio da queste parole per parlare di Kitchen di Banana Yoshimoto, un romanzo che, pubblicato negli anni 90 dalla casa editrice Feltrinelli, mi incuriosiva da tempo ma che solo ora sono riuscita a leggere.

Ufficialmente destinato ad un pubblico di ragazzi, in realtà esso è ricco di storie che ognuno di noi può sentire come parte di sé, vuoi per il contenuto vuoi per l’inevitabile identificazione con i personaggi del libro.

Ma andiamo con ordine: il libro si apre con Mikage che, persa la nonna, si ritrova completamente sola. Consapevole di essere l’ultima ed unica sopravvissuta della sua famiglia, trova consolazione soltanto nella cucina. Vissuta, ricca di ricordi, è l’unico luogo nel quale sembra trovare consolazione per la morte e la pace per il suo spirito. Tuttavia ben presto la vita della ragazza subisce una svolta, grazie a Yuichi Tanabe, un ragazzo che lavora part-time presso un fioraio presso cui la nonna comprava i fiori con cui addobbava la cucina.

Yuichi e sua madre Eriko l’accoglieranno e questo darà modo alla nostra protagonista di riscoprire se stessa e le sue passioni. Non voglio però dirvi altro.

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Morte, amore, cibo e amicizia sono tra i temi più ricorrenti e caratteristici che attraversano le pagine del romanzo, in cui la profondità delle parole si mescola ad un’armonia d’insieme che ne rende la lettura veloce ed piacevole.

In particolare nell’edizione in mio possesso (del 2021) c’è anche lo spendido ed onirico racconto Moonlight Shadow.

Moonlight Shadow, con cui l’autrice chiude il libro, è uno di quei racconti che ti rimangono dentro sia per la profondità della storia e che per la sensibilità fuori dal comune dei protagonisti, a mio parere.

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Anche qua si parte dalla morte di un ragazzo e dell’impatto che ha avuto su Satsuki, la protagonista di questo racconto, e su Hiiragi, fratello della vittima.

Tormentata ed inquieta, Satsuki avrà però modo di incontrare una misteriosa ragazza di nome Urara, che le darà modo di vedere l’alba con occhi nuovi e di rinascere.

Tantissima attenzione viene ancora una volta riservata ai sentimenti e alle emozioni dei protagonisti. Essi ci aiuteranno a comprenderli meglio ma anche a rappresentare ciò che da tempo era nascosto e sopito dentro ognuno di noi lettori.

Promosso a pieno voti.

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: consigli di lettura

Spulciando tra gli scaffali delle librerie e le varie classifiche dedicate ai libri più letti e venduti, noto con piacere il permanere di romanzi da me amatissimi ma anche la presenza di “novità” che incuriosiscono, vuoi per il titolo vuoi per gli autori.

Cerchiamo di scoprirli e di saperne qualcosa in più partendo proprio dai libri per ragazzi.

Come sempre, c’è Harry Potter e la pietra filosofale di J. K. Rowling. Troviamo anche Harry Potter e la camera dei segreti con tutto il suo carico di magia e di mistero. Hogwarts ci aspetta.

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Anni fa lessi uno dei fumetti di Jeff Kinney trovandolo divertentissimo e mai banale e, con piacere, noto la presenza in classifica di Diario di una schiappa Il re del rock. Una novità da non perdere.

Dando uno sguardo alla top ten presente su Robinson di La Repubblica della vigilia di Natale, notiamo il ritorno di due autori da me molto apprezzati in quanto in grado di cogliere rispettivamente sensibilità e fragilità umane e l’oscurità dell’animo umano. Parlo di Fabio Volo con Tutto è qui per te edito Mondadori e di Donato Carrisi con L’educazione delle farfalle.

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Direi di concludere con Quiz da fare mentre fai la cacca di Nathan Haselbauer. A prescindere dal titolo che ha un’evidente finalità commerciale, direi di dare una possibilità a questo libro se siete dei curiosoni ed amate quiz e misteri.

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Maria Domenica Depalo