Parole su carta: recensione di Le basi proprio della grammatica di Manolo Trinci

Parole su carta: recensione di Le basi proprio della grammatica di Manolo Trinci

Partiamo da un presupposto: da professoressa non posso non amare le regole, soprattutto quando si tratta di quelle grammaticali, indipendentemente dalla lingua e questo libro le mostra insegnando anche come rispettarle.

Una delle più belle scoperte nelle quali mi sono potuta imbattere, da bravo topo di biblioteca, è stata Le basi proprio della grammatica di Manolo Trinci.

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Non è però la prima volta che incontriamo questo autore. Cliccando sul link in basso o sul tag, potete scoprire o riscoprire un altro suo libro appartenente allo stesso genere e del quale abbiamo parlato tempo fa, Piuttosto che ma anche no https://fuoritempofuoriluogo.com/2025/09/10/parole-su-carta-recensione-di-piuttosto-che-ma-anche-no-di-manolo-trinci/.

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Da amante e strenuo difensore delle regole grammaticali, l’autore tempo fa ha aperto la pagina facebook Gram – modi per poi passare su altri social come Instagram sempre animato però dalla stessa missione: promuovere l’uso corretto della nostra bella lingua. Proprio a questo suo ingresso nel mondo social possiamo attribuire la nascita di quello che non vuol essere un manuale accademico ma una guida alla grammatica italiana veloce, divertente, chiara ed utile a tutti.


Partendo dai dieci grammaticamenti, il libro si occupa dei dubbi più frequenti e diffusi a partire dalla punteggiatura fino ad arrivare ai tempi verbali nonché alla costruzione di frasi semplici e complesse. Inevitabili appaiono quindi le sue incursioni nei social e nei registri della comunicazione informale alla ricerca degli orrori grammaticali.

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A colpire è sicuramente il suo stile veloce e semplice, diretto ed ironico, mai inquisitorio ma sempre finalizzato a rendere fruibile a tutti la nostra lingua e ad aiutare noi ad essere chiari con chi ci circonda anche attraverso esempi tratti non soltanto da fonti letterarie ma anche dal vissuto quotidiano.

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Per chi ha voglia di ripassare le basi della nostra grammatica o ha voglia di cimentarsi nell’apprendimento di una delle lingue più affascinanti e complesse, come la nostra, partendo da una conoscenza grammaticale di base è sicuramente un buon libro.
Lo consiglio vivamente a tutti!


Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di Piuttosto che ma anche no di Manolo Trinci

Parole su carta: recensione di Piuttosto che ma anche no di Manolo Trinci

Smandrappate e smandrappati, finalmente è giunto il momento di parlare di un manuale della lingua italiana (sì, avete capito bene) che mi ha appassionato dalla prima all’ultima pagina.

Pubblicato dalla Sperling & Kupfer, ho avuto modo di venirne a conoscenza grazie ad una pagina Instagram che seguo da un po’ e che, per gli appassionati di lettere, parole, strutture e loro organizzazioni in frasi e pensieri, è diventata un must.

Parlo di quella di Manolo Trinci. Scrittore, autore e bibliofilo, insomma amante della parola scritta e parlata, Trinci ha pubblicato Piuttosto che ma anche no nel 2023 dopo il successo di Le basi proprio della grammatica. Manuale di italiano per italiani (2019).

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Usando un linguaggio veloce, scorrevole e chiaro l’autore, partendo dal graffito di Commodilla fino ad arrivare al linguaggio contemporaneo, propone un vero e proprio viaggio nella lingua italiana soffermandosi sugli aspetti più rilevanti del suo percorso evolutivo sempre in atto.

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L’attenzione è rivolta alla parola in senso “ampio”, quindi sulla sua modalità di scrittura  – interessante appare in tal senso l’attenzione agli errori d’autore di Svevo, Pirandello e di Saviano nonché all’uso corretto dei femminili e della punteggiatura – nonché sull’influsso delle lingue antiche e moderne sull’italiano. Basti pensare al peso degli anglismi e dei francesismi.

Ogni capitolo termina con delle curiosità grammaticali o letterarie delle quali, vi assicuro, non potrete fare a meno. Ve lo assicuro. 

Quando si dice “unire l’utile al dilettevole”. La foto è sempre mia. Photo©MariaDomenicaDepalo

Ad appassionarmi in particolare è stata la parte dedicata ai codici secondari, più precisamente al linguaggio prossemico.

“Il linguaggio prossemico, ovvero la distanza fisica che, consapevolmente o meno, decidiamo di mantenere tra noi ed il nostro interlocutore. Più ci sentiamo a nostro agio e avvertiamo che il rapporto con chi ci sta di fronte è di parità , minore è la distanza. Al contrario, se ci sentiamo a disagio, per esempio quando non vi è alcun grado di confidenza con l’interlocutore o quando per strada uno sconosciuto ci ferma all’improvviso per chiederci indicazioni, tutto questo può tenerci a debita distanza”.(Cit.)

Insomma, lo consiglio.

Per capire però perché vi abbia chiamati smandrappate e smandrappati, cliccate sul link.

https://www.instagram.com/manolo_trinci?igsh=OWhkdnZzdDZjcTF6

Buona lettura 📚

Maria Domenica Depalo