DSA e discalculia

Oggi parleremo di un problema abbastanza comune in particolare tra i ragazzi che frequentano la scuola ma assolutamente affrontabile e risolvibile. Ci occuperemo infatti dei disturbi dell’apprendimento, cioè i DSA.

L’apprendimento è un processo dinamico e mai statico, in evoluzione e mai fisso ed identico a se stesso. Esso non può essere però ricondotto alla mera sfera didattica ma abbraccia anche la dimensione più personale, affettiva e familiare dell’individuo.
Il processo di apprendimento non può prescindere dalla relazione tra la persona che apprende e chi elargisce conoscenza. Lo studente non deve limitarsi però ad essere mero serbatoio di nozioni e regole ma sviluppare una capacità di ricezione ed elaborazione cognitiva tale da essere determinante ai fini anche del suo sviluppo psicologico, cognitivo e formativo.

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Difficoltà ed ostacoli appaiono inevitabili nel percorso scolastico del fanciullo come nel corso della vita in generale d’altronde. Acquisire e fare proprie modalità e strategie di studio, determinare finalità ed obiettivi nonché sviluppare l’abilità di applicare al reale le nozioni apprese appaiono determinanti nel processo apprenditivo.
I disturbi dell’apprendimento, i DSA, possono in tal senso rendere difficile acquisire tutte quelle competenze fondamentali non solo a livello scolastico ma anche a quello personale – relazionale, come leggere, scrivere ed eseguire dei calcoli.


Questa tipologia di disturbo prescinde dalla presenza di problematiche fisiche e mentali gravi, come lesioni cerebrali o neurologiche. Infatti i DSA sono presenti in individui con intelligenza rientrante nella media e con un’ottima capacità di apprendere. Tuttavia la presenza di questi disturbi può rendere difficile il processo apprenditivo con inevitabili conseguenze sul piano scolastico ed individuale.

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Identificabili solo in età scolare, i DSA accompagnano l’individuo nel corso di tutta la sua vita con effetti anche importanti sul piano psicologico e relazionale.
Tuttavia una delle caratteristiche più interessanti dei DSA è la possibilità di agire su di essi attraverso opportuni interventi sul piano didattico ed educativo che possono comportare l’acquisizione di opportune strategie di apprendimento nonché di ausili pratici.
La classificazione generale dei DSA comprende:

  1. dislessia, cioè il disturbo legato alla lettura;
  2. disortografia e disgrafia, relative alla scrittura;
  3. disturbo specifico relativo alla compitazione;
  4. disturbo relativo alla comprensione di un testo;
  5. discalculia, problematica legata al calcolo.

La discalculia che in particolare sarà l’oggetto del nostro articolo, si può manifestare in vari modi:

  1. difficoltà a riconoscere i simboli numerici;
  2. difficoltà ad associare al termine matematico il suo simbolo grafico;
  3. incomprensibilità dei simboli numerici o grafici in generale;
  4. incapacità a comprendere le regole alla base delle operazioni matematiche;
  5. difficoltà a comprendere “i dati” di un problema e la loro organizzazione ai fini della sua risoluzione;
  6. difficoltà anche nelle manipolazioni matematiche più semplici;
  7. incapacità o scarsa capacità di mettere in colonna i numeri;
  8. difficoltà nel capire come inserire in modo corretto la virgola, in modo da dividere in modo corretto i numeri interi dalla parte decimale;
  9. problemi nell’apprendere ed utilizzare in modo corretto le tavole pitagoriche;
  10. incapacità nell’organizzazione dei calcoli matematici ma soprattutto difficoltà nella capacità di astrazione, fondamentale in geometria ed algebra.
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Niente paura però! Ci sono un sacco di strumenti utili per affrontare questo tipo di DSA ma anche gli altri. Nel caso specifico della discalculia, tali strumenti possono essere un computer con connessione Internet, le “tabelline”, la calcolatrice, un tabellone raffigurante unità di misura, figure geometriche e loro formule.
L’alunno, oltre ad usufruire di tali strumenti, ha a disposizione anche di più tempo per i compiti in classe, ad un numero inferiore di esercizi da svolgere, ad interrogazioni programmate e quindi ad una valutazione che non può prescindere dai disturbi.

1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.

2. Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, garantiscono:
a) l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, che tenga conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualita’ dei concetti da apprendere;
c) per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilita’ dell’esonero.

Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’universita’ nonche’ gli esami universitari” (Art. 5, Misure educative e didattiche di supporto, LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Vedi il sito https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/10/18/010G0192/sg).

Quindi niente paura perché per ogni problema c’è una possibile soluzione: l’importante è agire per tempo. In questo modo sarà possibile ovviare alle difficoltà. (Testo tratto da “Apprendimento e DSA. Analisi della discalculia evolutiva)

Per saperne di più cliccate sul link e leggete il mio libro:

Apprendimento e DSA: analisi della discalculia evolutiva

https://vm.tiktok.com/ZMNbXPgya/?k=1

Maria Domenica Depalo

Studiate.

Tempo fa mi sono imbattuta in queste parole che, a mio parere, sono adattabilissime e perfette per i nostri ragazzi che pian piano stanno tornando a scuola e alla realtà dello studio proprio in questi giorni. Ragazzi, ma anche genitori, fate tesoro di questi versi: essi esprimono appieno il senso e la finalità primaria dell’apprendimento. Buona scuola e buono studio!

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Studiate.


Studiate.

Per amore del sapere, mai per i voti.
Perché sapere aiuta a essere.
E sapere tanto aiuta a essere tanto.
Studiate!
Perché la cultura rende liberi
e niente vale più della libertà.
Studiate!
Perché siamo le parole che conosciamo,
perché il pensiero crea la realtà.
Studiate!
Perché non conoscerete mai la noia
se amerete un libro, un paesaggio,
un quadro o la settimana enigmistica.
Studiate!
Perché studiando capirete le vostre qualità, le vostre inclinazioni, i vostri punti deboli.
Studiate la storia, perché il passato illumina il presente.
Studiate la geografia perché ogni luogo è anche un fiume, una montagna, un vento.
Studiate la matematica perché nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.
Studiate le lingue straniere, perché i viaggi sono le lezioni di vita più belle.
Studiate la biologia perché capire come fa a battere il cuore o perché il battito accelera se vi innamorate è meraviglioso.
Studiate la filosofia perché imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive più originali.
Studiate la letteratura perché vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.
Studiate la grammatica perché la differenza tra un accento e un apostrofo non è mai un dettaglio.
Studiate la musica, l’arte e la poesia!
Perché la bellezza è emozione e terapia.
Studiate la fisica e la chimica perché nell’atomo e nelle molecole si celano energie potentissime.
Studiate!
Perché quando smetti di imparare smetti di vivere.
Studiate ciò che vi piace ma anche ciò che ora vi sembra inutile.
Perché un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.
Studiate!
Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.
Perché lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!
Studiate!
Senza temere di dimenticare qualcosa.
Perché i buchi di memoria servono a fare spazio.
Perché la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.

Francesco De Sanctis (fonte della poesia facebook.com)

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