Ti ritrovo tutto intorno a me   

Ti ritrovo tutto intorno a me 

Cari amici filosofi, oggi parliamo d’amore e lo facciamo attraverso il mito dell’amore raccontato nel “Simposio” di Platone e l’ultimo film del regista messicano Guillermo del Toro, “la forma dell’acqua”.

Straordinariamente bello, romantico e visionario, questo film è la narrazione delicata di un amore che va oltre limiti, differenze ed ostacoli. È la storia di due solitudini che si incontrano e si salvano. Forse però non è un primo incontro ma un ritrovarsi vero e proprio.

Il mito greco afferma come all’inizio dei tempi non ci fossero uomini e donne ma creature perfette legate insieme per le spalle: uomini e donne insieme, uniti per sempre nel corpo e nell’anima. Zeus, temendo il loro crescente potere, separò questi esseri che da quel giorno continuano a cercarsi tentando di riunirsi per formare la propria unità perduta.

“Allora, come ho detto, eravamo una persona sola; ma adesso, per la nostra colpa, il dio ci ha separati in due persone […]  Ecco perché dobbiamo sempre esortare gli uomini al rispetto degli dei: non solo per fuggire quest’ultimo male, ma anche per ottenere le gioie dell’amore che ci promette Eros, nostra guida e nostro capo. A lui nessuno resista – perché chi resiste all’amore è inviso agli dei. Se diverremo amici di questo dio, se saremo in pace con lui, allora riusciremo a incontrare e a scoprire l’anima nostra metà, cosa che adesso capita a ben pochi”. cit. di Platone, Il Simposio (testo completo in  http://www.ilgiardinodeipensieri.eu/testi/simposio.html )

Il film mi ha riportato in mente questo mito proprio grazie alla profonda differenza dei protagonisti.

Ambientato nell’America del conflitto freddo ma minaccioso con la Russia, il film narra infatti la storia struggente ed intensa di una donna semplice e sola e di una creatura misteriosa.

Destinato a morte certa, il “mostro” risveglia la parte più sopita della protagonista portandola ad affrontare pericoli ed ostacoli inimmaginabili prima per la sua vita anonima.

Lo scenario cupo e a tratti inquietante  si anima di una rappresentazione ricca di particolari e colori, nonché di significati che vanno al di là di ciò che appare.

Sogno e realtà, magia e concretezza si mescolano armoniosamente dando vita ad uno spettacolo che nutre l’animo di chi l’osserva. Le due solitudini sembrano ricostituire quell’antica unità perduta e, proprio per questo motivo, così rara e preziosa.

Consiglio fortemente la visione di questo film, invitandovi ad una riflessione sulla potenza dell’amore che rende forte ciò che è fragile, unico ciò che è diviso.

“Incapace di percepire la tua forma, ti trovo tutto intorno a me, la tua presenza mi riempie degli occhi del tuo amore, il mio cuore diventa piccolo perché tu sei dappertutto”. (cit. tratta dal film)

Credete nell’amore? Credete anche voi che possa cambiare il destino?

Maria Domenica Depalo

 

 

You surround me completely

You surround me completely

Dear philosophers, today we talk about love and we do it through its myth in the “Symposium” written by Plato and the latest film directed by Guillermo del Toro, “the shape of water”.

Extraordinarily beautiful, romantic and visionary, this film is the delicate narration of a love that goes beyond limits, differences and obstacles. It is the story of two solitudes that are saved by their first meeting but actually it is a return of two souls in an ancient place, their unique heart.

The Greek myth states that at the beginning of time there were no men and women but perfect creatures bound together by their shoulders: men and women together, united forever in body and soul. Zeus, fearing their growing power, separated these beings that, since that day, continue to seek each other trying to come together to form their lost unity.

“Then, as I said, we were one person, but now, for our fault, the god has separated us into two persons […] That’s why we must always exhort men to respect the gods: not just to escape this ‘last evil, but also to get the joys of love that Eros, our guide and leader, promises us. No one resists him – because whoever resists love is unpopular to the gods. If we become friends with this god, if we will be in peace with him, then we will be able to meet and discover our half soul, which now happens to very few “. cit. di Plato, The Symposium (complete text in http://www.ilgiardinodeipensieri.eu/testi/simposio.html)

The deep difference between Elsa and the creature reminds me this myth.

Set in the America of the cold but threatening conflict with Russia, the film tells the  intense story of a simple and lonely woman and a mysterious creature.

Destined to certain death, the “monster” awakens Elisa, bringing her to face unimaginable dangers and obstacles so distant from her anonymous life.

The gloomy scenario becomes alive with a representation full of details and colours, showing us the strenght of a love that goes beyond everything.

Dream and reality, magic and concreteness blend harmoniously giving life to a show that nourishes the soul of the observer. The two solitudes seem to reconstitute that ancient lost, so rare and precious unity.

I suggest the vision of this film, inviting you to reflect on the power of love that makes strong what is fragile, a unity what is divided.

“Unable to perceive your form, I find you all around me. Your presence fills me with the eyes of your love, my heart becomes small because you are everywhere”. (from the film)

Do you believe in love? Do you also believe that it can change destiny?

https://www.youtube.com/watch?v=XFYWazblaUA

Maria Domenica Depalo