Oroscopo filosofico di novembre

Amiche ed amici di fuoritempofuoriluogo, l’oroscopo di novembre sarà un po’ cattivello. La sfera di cristallo infatti non aveva voglia di nascondersi dietro quel velo di una bontà che non le è mai appartenuto e così ha deciso di mostrarsi in tutta la sua schiettezza e verità. Quindi, preparatevi al peggio. Il mio consiglio? Rideteci su anche perché è tutto falso.

Ariete:

Attenti ai falsi amici: rimpiangerete quelli che avete trascurato. Niente paura però: basterà pentirsi e chiedere scusa. Forse in questo modo riuscirete a recuperare.

Toro:

Siete incontenibili ma soprattutto incontentabili. Vi consiglio di praticare un po’ di sano yoga concentrandovi in particolare sulla gestione della pazienza.

Gemelli:

Spesso la gente può deludere ma trascorrere la vita da gattari, rinchiusi in un eremo, non è la soluzione giusta. Pensateci seriamente.

Cancro:

Vi si riconosce da lontani ultimamente. Presi dalla vostra proverbiale simpatia, per tutti avete sempre una parola gentile condita di sarcasmo acido. Sarebbe consigliabile un atteggiamento più propositivo.

Leone:

Le cose procedono ma la direzione è quella giusta? Io controllerei il navigatore (sì, è una battuta squallida ma questo mese va così).

Vergine:

Credete davvero che tutto quella vostra mania di perfezionismo vi potrà portare lontano? Avete ragione: verrete infatti manda…ops verrete caldamente invitati a frequentare luoghi nuovi ma soprattutto lontani, più consoni alla vostra personalità.

Bilancia:

Fatevene una ragione: siete ancora ben lontani dal raggiungere il vostro equilibrio sentimentale, relazionale e lavorativo. Nel frattempo giocate a calcetto.

Scorpione:

Non salutate la gente, trascurate le vostre amicizie ed i vostri partner per guardare “The house of the dragon”? Serie favolosa ma poi non lamentatevi se nessuno vi chiama per giocare a burraco.

Sagittario:

Con quelle freccette siete anacronistici e fuori tempo nonché fuori luogo (😉). Se proprio volete dare una mano alla vostra amica single, presentatele il vostro improbabile vicino con le fantasie sugli unicorni.

Capricorno:

La vostra fissazione per l’ordine ha raggiunto livelli mai visti prima. Narra la leggenda che chiunque si rifiuti di seguire le vostre disposizioni, venga mandato da voi nelle peggiori bettole ad imparare l’uso dello straccio e del detersivo sotto la supervisione di Mastro Lindo.

Acquario:

Per quanto siate i miei prediletti (per ovvi motivi 😉) non posso esimermi dal sottolineare quanto la vostra testardaggine NON vi stia portando lontano. Al massimo vi porterà alla follia.

Pesci:

Siete gli ultimi dell’oroscopo ma non per questo vi sentirete tali sul lavoro e nel rapporto con gli altri. Attenti però: la differenza apparentemente enorme tra orgoglio e arroganza è in realtà sottile. Peccato non saperla riconoscere.

Maria Domenica Depalo

The dangerous influence of social networks

Born as platforms with high pervasive power (we cannot do without despite having lived very well without them for many years), social networks as Facebook, WhatsApp and Twitter, despite their category of belonging, are a potential instrument of isolation par excellence.

This statement could appear paradoxical since, being “social” realities (even if virtual), they should have an aggregating function. However, the opposite is often frequent.

In the moment of a virtual interaction with the other, this “other” while actually existing and appearing real, in reality is merely illusory, being present only on the screen but absent in its authentic corporeality and effectiveness.

pixabay.com

However, the power of social media is not limited only to the ability to unite or isolate. There is something more intimate and deeper. So let’s start with some questions: how many hours do we spend in the company of social media, how much do they influence and determine us? Are our behavior and our relating to others and to our person affected by them?

In 1994, the Austrian philosopher Karl Popper dealt with the ability and power of television to influence the individual with his essay entitled Bad Teacher Television. Popper was convinced that television could affect viewers’ ideas, thoughts, actions and behaviors, albeit unconsciously but still in an important way. Our philosopher, who had had the opportunity to work with the psychoanalyst Alfred Adler, was convinced that the pervasive power of television was so strong that it could profoundly affect the cognitive development of children and that its power should therefore be reduced.

pixabay.com

Is it possible to apply Popper thinks also to the social networks? I really think so. Just think of the “virality” of some videos and the messages they convey, sometimes positive but sometimes also full of violence.

It would therefore be necessary to have a real education in the correct use of these realities that are now so essential in everyone’s life, regardless of age. And you, how do you relate to social medias? What use do you make of them? If you like want, share your thoughts in the comment space. Thank you.

Links:

https://fuoritempofuoriluogo.com/2020/10/06/il-peso-dei-social-nella-nostra-vita/

http://www.pannunziomagazine.it/la-televisione-ci-dice-chi-odiare-popper-ci-aveva-avvertiti-25-anni-fa-di-davide-traglia

Maria Domenica Depalo

Un po’ di sano egoismo non guasta mai

“Pensi sempre e solo a te! Non t’importa degli altri.” Quante volte ci è capitato di ascoltare o addirittura di pronunciare tali parole con foga e convinzione.

Siamo soliti infatti attribuire al termine “egoismo” un’accezione ed un significato profondamente negativi. Ma siamo proprio sicuri che sia corretto al cento per cento?

Nessuno mette in dubbio il fatto che la persona egoista sia colei che ignora chi la circonda concentrandosi solo su sé stessa e sulle proprie esigenze, disinteressandosi quindi totalmente di quelle degli altri.

Ma siamo certi che sia sempre così sbagliato pensare alle proprie necessità? Non sarebbe più corretto parlare dell’esistenza anche di una forma di egoismo corrispondente in realtà ad una presa di coscienza e consapevolezza della propria persona ed individualità, nonché del proprio valore?

“Senza egoismo l’autostima non c’è. È ovvio che può diventare problematico quando diventa la caratteristica principale di una personalità ma allo stesso tempo anche l’eccesso di altruismo può diventare dannoso e negativo”. (cit. di Matteo Merigo, psicologo e psicoterapeuta da fanpage.it)

Essere troppo altruisti e disponibile può in effetti portare a risvolti negativi, non soltanto per quanto riguarda le proprie relazioni ma anche e soprattutto per quanto concerne la propria persona intesa come individuo. Attenzione perché parliamo di individuo e non di individualismo.

L’autoreferenzialità del resto viene disgiunta dall’altruismo ma allo stesso tempo non può non essere legata alla ricerca e al raggiungimento del proprio IO e del proprio equilibrio interiore.

Dare spazio a se stessi è assolutamente fondamentale oltre che necessario. Si tratta infatti di una forma di egoismo che in realtà è ricerca di sé e di ciò che ci determina e che va salvaguardato.

Essere in grado di dire di no e di dare spazio ai propri progetti è un diritto imprescindibile del quale nessuno può fare a meno e di cui non si può essere privati perché ci permette di raggiungere un benessere personale ed individuale che può portarci anche ad aprirci agli altri e di mostrarci ma soprattutto essere altruisti.

Paradossalmente l’egoismo, inteso come attenzione e cura di sé, può essere quindi concepito come precondizione di quella forma alta e preziosa di attenzione per l’altro che è l’altruismo.

Voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.

Link per saperne di più:

https://www.fanpage.it/stile-e-trend/benessere/perche-essere-egoisti-a-volte-fa-bene-quanto-e-importante-imparare-a-riconoscere-i-propri-bisogni/

Maria Domenica Depalo

L’apprendimento

Il filosofo e studioso Umberto Galimberti spesso e volentieri si occupa di scuola ma soprattutto di apprendimento, sottolineando come “imparare” non possa essere identificato solo con il mero atto di acquisire passivamente nozioni, dati e numeri.

È necessario quindi riflettere sulla consapevolezza della necessità di un legame ineluttabile e stretto tra apprendimento e passione. Infatti se ci si appassiona alla materia, si impara meglio ma soprattutto si fanno proprie quelle nozioni che saranno utili non soltanto ai fini di una buona e felice carriera scolastica ma soprattutto ad un’evoluzione personale ed individuale importante e preziosa.

fonte: pixabay.com

Un ruolo importante a tal proposito va svolto proprio dagli insegnanti che devono essere in grado di incuriosire e di coinvolgere attivamente gli studenti nel processo formativo e apprenditivo. Solo chi riesce ad appassionare infatti, riesce ad insegnare. Proprio per questo ho deciso di pubblicare alcune parole proprio di Galimberti e legate a questo tema.

Sono sicura che non potranno che indurre a riflessioni attente ed oculate.

fonte: pixabay.com

𝐋’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, lo dice Platone, 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐚 𝐞𝐫𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚. Noi stessi abbiamo studiato volentieri le materie dei professori di cui eravamo innamorati e abbiamo tralasciato quelli di cui non avevamo alcun interesse.
A scuola è importante saper appassionare perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐛𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste.
(Cit. di Umberto Galimberti)

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: “Non dimenticarlo mai” di Federica Bosco.

Parole su carta: “Non dimenticarlo mai” di Federica Bosco.

Un’improvvisa presa di coscienza, una consapevolezza mai percepita prima o forse solo semplicemente tenuta ben nascosta dietro finte certezze, un modo diverso di volgere lo sguardo alle cose come se le si cogliesse per la prima volta per come sono, costituiscono il punto di partenza di un racconto che lascerà inevitabilmente un segno in chi ne leggerà le parole.

photo©MariaDomenicaDepalo

La loro protagonista è Giulia, personaggio principale del nuovo romanzo di Federica Bosco, una delle scrittrici italiane più interessanti e talentuose del panorama letterario italiano, in grado di cogliere appieno domande, esigenze, tormenti e speranze di ognuna di noi.

photo©MariaDomenicaDepalo

Nel giorno del suo compleanno, alle soglie dei cinquant’anni, Giulia comprende di voler essere madre. Lo scopre attraverso un vero e proprio attacco di panico che la mette e a nudo e che le dà la possibilità di comprendere che la sua vita, così com’è strutturata, è vuota e priva di significato.
Tutta le sue conquiste professionali – Giulia è una giornalista – i suoi apericena, le sue corse e persino la sua stessa persona perdono di significato dinanzi a questa esigenza.
Chi ero io? A chi appartenevo? Dov’erano le mie radici? La mia discendenza? La mia famiglia? Dov’erano i miei figli? Questa fu la frase che mi fece gelare il sangue….” (cit. tratta dal romanzo)

photo©MariaDomenicaDepalo

Giulia si rende conto che il tempo scorre in fretta e che gliene resta davvero poco per tentare di realizzare questo suo sogno esploso in modo così forte, dirompente ma soprattutto inaspettato.
La sua scelta si scontra con lo scetticismo delle sue amiche, con la freddezza e crudeltà di una madre anaffettiva e ludopatica ma anche con il narcisismo del suo compagno Massimo concentrato solo su stesso e assolutamente incapace di provare empatia.
La costante ricerca di conferme e di affetto d’altronde porta Giulia ad accettare tutto.

tratta da pixabay.com

Tuttavia il suo difficile percorso di ricerca di un figlio le permetterà di comprendere ciò che è giusto per lei e di imparare ad allontanare da sé ciò che potrebbe impedirle di realizzare il suo sogno.

photo©MariaDomenicaDepalo

Ho amato sin dalle prime parole questo libro perché, attraverso le sue pagine riesce ad esprimere appieno il profondo senso di smarrimento e di inadeguatezza di chi crede di non avere diritto di tentare ad essere madre per la paura del giudizio altrui, del tempo che passa e di una società che sembra non voler accogliere il legittimo desiderio di dare continuità ai propri sogni e progetti anche attraverso un figlio da amare in maniera incondizionata.

Consiglio questo libro a tutti: a tutte le donne che desiderano essere madri (single o in compagnia), a chi lo è già, a chi non desidera esserlo ma anche agli uomini perché tutti comprendano che generare un figlio è un evento così prezioso da non poter essere relegato alla mera riproduzione biologica. Diventare genitore vuol dire diventare una persona nuova con nuove priorità ed idee, sogni e progetti. Da condividere.

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di ottobre

Pronti a scoprire cosa riservano gli astri? La sorte sarà clemente o no? Indipendentemente da quello che leggerete, ricordate che in realtà tutto o quasi dipende solo da voi. Buona lettura, amici.

Ariete:

Le apparenze ingannano. Ricordatevene la prossima volta che pensate di aver saputo ben interpretare il comportamento di una persona.

Toro:

Ultimamente siete molto duri con voi stessi. Imparate ad amare anche i vostri difetti: fanno parte di voi e vi identificano.

Gemelli:

Dite la verità: state cominciando ad apprezzare la solitudine? Non c’è nulla di male a voler restare un po’ con se stessi ogni tanto: è il modo migliore per rigenerarsi.

Cancro:

Sarete più pimpanti, più attivi ed in particolare più volenterosi del solito. Ne saranno contenti tutti, soprattutto i vostri colleghi di lavoro.

Leone:

Siete stanchi delle solite chiacchiere, delle solite cose ma soprattutto delle stesse persone. Peccato: se foste più attenti, notereste che anche in ciò che pensiamo di sapere già c’è sempre qualcosa di nuovo.

Vergine:

Non potete controllare tutti e tutto. L’imprevedibile è inevitabile ma soprattutto è dietro l’angolo: mettevelo in testa. Ne trarrete vantaggio.

Bilancia:

Le cose non vanno come volete? Pazienza. Ce ne saranno sicuramente altre ma voi non demordete mai!

Scorpione:

I pianeti vi sono contrari? È normale, non preoccupatevi. L’importante è resistere e non arrendersi mai.

Sagittario:

Siete bravi a scorgere la verità e a smascherare i bugiardi. Tuttavia questo può portarvi a perdere degli “amici”. Evidentemente non erano amici.

Capricorno:

Forse è arrivato il momento di pensare ad una vacanza. Lo so: ultimamente siete molto impegnati con il lavoro ma dovete dedicarvi di più a voi stessi.

Acquario:

Ribellatevi! Non permettete a niente e a nessuno di schiacciarvi e di comprimere la vostra anima.

Pesci:

State lontani da chi vi infastidisce. La vita è troppo breve per subire la presenza fastidiosa di chi evidentemente non ha nulla da fare.

Maria Domenica Depalo

Does destiny exist? Who or what does our life depend on?

Strongly linked to the future but unknowable, destiny or fate has fascinated everyone in its uncertainty and darkness since ancient times. It was represented by the three Moira in Greek mythology and by the Fates in the Roman one. Intent on weaving the life of men as if it were a thread, unwinding it without apparent logic and cutting it suddenly severing the life of each individual, they perfectly embodied the unpredictability of fate.

Photo by Mikhail Nilov on Pexels.com

However, not only mythology but also physics speak about the unpredictability and obscurity of destiny. Just think in this regard of Heisenberg’s uncertainty principle which states that it is impossible to know the speed and the position of a particle at the same time.

“This principle establishes the impossibility for science to arrive at a complete knowledge of reality. The fact that it is not possible to determine in any way all the variables of a physical system means, in fact, that it is not possible to accurately establish its future evolution “. (quoted from “Destiny: the future is never written” by Rossana Rossi, in Airone, year XXXIII n ° 403, November 2014)

Photo by ThisIsEngineering on Pexels.com

Does it all depend on us? I believe that a lot of what we live depends on us and on our conscious and not random choices. We are not rag dolls at the mercy of some divinity who enjoys playing with our life and upsetting it. We can choose and the course of the events derives from our choices. Of course, faced with the multiplicity of options and variables in life, a constant question always remains: “What if I had done so instead of that way?”

Photo by Olya Kobruseva on Pexels.com

Unfortunately or fortunately we will never be able to have a satisfactory answer to this question. What remains is only the awareness that almost everything is in our hands. It is up to us to decide whether to continue undeterred or to change direction and face the consequences. Concluding the article, some questions spontaneously arise which I hope you will answer in the space dedicated to comments.

1. Are you satisfied with the course of our life and destiny right now or would you like to change it?

2. Are you willing to change it and commit yourself to it?

3.What are you willing to do?

pixabay.com

If you are curious, click on the links:

“Destino: il futuro non è mai scritto (Destiny: the future is never written)” di Rossana Rossi, in Airone, anno XXXIII n°403, novembre 2014

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Moire_(mitologia)

Maria Domenica Depalo

DSA e discalculia

Oggi parleremo di un problema abbastanza comune in particolare tra i ragazzi che frequentano la scuola ma assolutamente affrontabile e risolvibile. Ci occuperemo infatti dei disturbi dell’apprendimento, cioè i DSA.

L’apprendimento è un processo dinamico e mai statico, in evoluzione e mai fisso ed identico a se stesso. Esso non può essere però ricondotto alla mera sfera didattica ma abbraccia anche la dimensione più personale, affettiva e familiare dell’individuo.
Il processo di apprendimento non può prescindere dalla relazione tra la persona che apprende e chi elargisce conoscenza. Lo studente non deve limitarsi però ad essere mero serbatoio di nozioni e regole ma sviluppare una capacità di ricezione ed elaborazione cognitiva tale da essere determinante ai fini anche del suo sviluppo psicologico, cognitivo e formativo.

Photo by Black ice on Pexels.com


Difficoltà ed ostacoli appaiono inevitabili nel percorso scolastico del fanciullo come nel corso della vita in generale d’altronde. Acquisire e fare proprie modalità e strategie di studio, determinare finalità ed obiettivi nonché sviluppare l’abilità di applicare al reale le nozioni apprese appaiono determinanti nel processo apprenditivo.
I disturbi dell’apprendimento, i DSA, possono in tal senso rendere difficile acquisire tutte quelle competenze fondamentali non solo a livello scolastico ma anche a quello personale – relazionale, come leggere, scrivere ed eseguire dei calcoli.


Questa tipologia di disturbo prescinde dalla presenza di problematiche fisiche e mentali gravi, come lesioni cerebrali o neurologiche. Infatti i DSA sono presenti in individui con intelligenza rientrante nella media e con un’ottima capacità di apprendere. Tuttavia la presenza di questi disturbi può rendere difficile il processo apprenditivo con inevitabili conseguenze sul piano scolastico ed individuale.

Photo by Pixabay on Pexels.com


Identificabili solo in età scolare, i DSA accompagnano l’individuo nel corso di tutta la sua vita con effetti anche importanti sul piano psicologico e relazionale.
Tuttavia una delle caratteristiche più interessanti dei DSA è la possibilità di agire su di essi attraverso opportuni interventi sul piano didattico ed educativo che possono comportare l’acquisizione di opportune strategie di apprendimento nonché di ausili pratici.
La classificazione generale dei DSA comprende:

  1. dislessia, cioè il disturbo legato alla lettura;
  2. disortografia e disgrafia, relative alla scrittura;
  3. disturbo specifico relativo alla compitazione;
  4. disturbo relativo alla comprensione di un testo;
  5. discalculia, problematica legata al calcolo.

La discalculia che in particolare sarà l’oggetto del nostro articolo, si può manifestare in vari modi:

  1. difficoltà a riconoscere i simboli numerici;
  2. difficoltà ad associare al termine matematico il suo simbolo grafico;
  3. incomprensibilità dei simboli numerici o grafici in generale;
  4. incapacità a comprendere le regole alla base delle operazioni matematiche;
  5. difficoltà a comprendere “i dati” di un problema e la loro organizzazione ai fini della sua risoluzione;
  6. difficoltà anche nelle manipolazioni matematiche più semplici;
  7. incapacità o scarsa capacità di mettere in colonna i numeri;
  8. difficoltà nel capire come inserire in modo corretto la virgola, in modo da dividere in modo corretto i numeri interi dalla parte decimale;
  9. problemi nell’apprendere ed utilizzare in modo corretto le tavole pitagoriche;
  10. incapacità nell’organizzazione dei calcoli matematici ma soprattutto difficoltà nella capacità di astrazione, fondamentale in geometria ed algebra.
Digital compass on a notebook by Markus Spiske is licensed under CC-CC0 1.0

Niente paura però! Ci sono un sacco di strumenti utili per affrontare questo tipo di DSA ma anche gli altri. Nel caso specifico della discalculia, tali strumenti possono essere un computer con connessione Internet, le “tabelline”, la calcolatrice, un tabellone raffigurante unità di misura, figure geometriche e loro formule.
L’alunno, oltre ad usufruire di tali strumenti, ha a disposizione anche di più tempo per i compiti in classe, ad un numero inferiore di esercizi da svolgere, ad interrogazioni programmate e quindi ad una valutazione che non può prescindere dai disturbi.

1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.

2. Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, garantiscono:
a) l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, che tenga conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualita’ dei concetti da apprendere;
c) per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilita’ dell’esonero.

Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’universita’ nonche’ gli esami universitari” (Art. 5, Misure educative e didattiche di supporto, LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Vedi il sito https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/10/18/010G0192/sg).

Quindi niente paura perché per ogni problema c’è una possibile soluzione: l’importante è agire per tempo. In questo modo sarà possibile ovviare alle difficoltà. (Testo tratto da “Apprendimento e DSA. Analisi della discalculia evolutiva)

Per saperne di più cliccate sul link e leggete il mio libro:

Apprendimento e DSA: analisi della discalculia evolutiva

https://vm.tiktok.com/ZMNbXPgya/?k=1

Maria Domenica Depalo

Studiate.

Tempo fa mi sono imbattuta in queste parole che, a mio parere, sono adattabilissime e perfette per i nostri ragazzi che pian piano stanno tornando a scuola e alla realtà dello studio proprio in questi giorni. Ragazzi, ma anche genitori, fate tesoro di questi versi: essi esprimono appieno il senso e la finalità primaria dell’apprendimento. Buona scuola e buono studio!

fonte: pixabay.com

Studiate.


Studiate.

Per amore del sapere, mai per i voti.
Perché sapere aiuta a essere.
E sapere tanto aiuta a essere tanto.
Studiate!
Perché la cultura rende liberi
e niente vale più della libertà.
Studiate!
Perché siamo le parole che conosciamo,
perché il pensiero crea la realtà.
Studiate!
Perché non conoscerete mai la noia
se amerete un libro, un paesaggio,
un quadro o la settimana enigmistica.
Studiate!
Perché studiando capirete le vostre qualità, le vostre inclinazioni, i vostri punti deboli.
Studiate la storia, perché il passato illumina il presente.
Studiate la geografia perché ogni luogo è anche un fiume, una montagna, un vento.
Studiate la matematica perché nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.
Studiate le lingue straniere, perché i viaggi sono le lezioni di vita più belle.
Studiate la biologia perché capire come fa a battere il cuore o perché il battito accelera se vi innamorate è meraviglioso.
Studiate la filosofia perché imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive più originali.
Studiate la letteratura perché vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.
Studiate la grammatica perché la differenza tra un accento e un apostrofo non è mai un dettaglio.
Studiate la musica, l’arte e la poesia!
Perché la bellezza è emozione e terapia.
Studiate la fisica e la chimica perché nell’atomo e nelle molecole si celano energie potentissime.
Studiate!
Perché quando smetti di imparare smetti di vivere.
Studiate ciò che vi piace ma anche ciò che ora vi sembra inutile.
Perché un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.
Studiate!
Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.
Perché lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!
Studiate!
Senza temere di dimenticare qualcosa.
Perché i buchi di memoria servono a fare spazio.
Perché la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.

Francesco De Sanctis (fonte della poesia facebook.com)

fonte: pixabay.com

Parole su carta: La casa delle voci di Donato Carrisi

Come già anticipato tempo fa, la mia attenzione e passione per i libri mi ha portato a leggere dopo “La casa senza ricordi” un altro romanzo di Donato Carrisi: “La casa delle voci”.

Ancora una volta ho trovato una storia avvincente ed appassionante, caratterizzata da un susseguirsi di eventi inquietanti, cupi e sicuramente dolorosi per i protagonisti rappresentati.

photo©MariaDomenicaDepalo

Suspence e colpi di scena si alternano costantemente nel romanzo, contribuendo a determinarne le caratteristiche principali.

Il romanzo vede come protagonista lo psicologo infantile, Pietro Gerber che, dopo la morte del padre, il signor B., decide di seguirne le orme. Non sarà però semplice dal momento che proprio suo padre, poco prima di morire, gli farà un’importante rivelazione che andrà a sconvolgergli la vita.

Come suo padre, Pietro è conosciuto ed apprezzato nella sua città, la bellissima Firenze, che farà da sfondo alla storia narrata, come l’addormentatore di bambini.

photo©MariaDomenicaDepalo

D’altronde proprio come il signor B., Pietro applica l’ipnosi ai suoi piccoli pazienti tormentati dai loro demoni interiori.

Mentre è impegnato con il caso di Emilian, probabile vittima di abusi e violenze da parte dei suoi genitori, viene contattato dalla dottoressa Walker che gli chiede di seguire una sua paziente, Hanna Hall, persuasa di aver ucciso il suo fratellino Ado quando era piccola. Se pur scettico, alla fine Gerber decide di prendere in carico la paziente decidendo di concentrarsi solo sulla bambina che ancora abita in lei e che custodisce tutti i segreti da svelare a partire dai suoi diversi nomi e dalle regole concepite per proteggerla dagli “estranei”.

photo©MariaDomenicaDepalo

La presenza della donna andrà a sconvolgere la vita dell’addormentatore di bambini ponendolo dinanzi a nuove verità, alcune delle quali inaspettate , inquietanti e dolorose.

“Chiamandoci a vicenda da una parte all’altra, quei suoni diventano familiari. Impariamo a fidarci di quei nomi. E a essere diversi, pur rimanendo uguali. Ecco perché ogni nuova casa diventa per me la casa delle voci”(cit. da “La casa delle voci”) .

Maria Domenica Depalo