Oroscopo filosofico di aprile 2024


Oroscopo filosofico di aprile 2024
Immersi nel pieno della primavera, siamo pronti ad affrontarne bellezza, luce, polline e allergie?


Ariete ♈  :cos’è la felicità? Direi di riflettere su questa parola e di pensare a cosa rappresenti davvero tale parola per voi.


Toro ♉: il giudizio degli altri conta davvero così tanto per voi? Pensateci. Rischiate di perdere ciò che è importante.


Gemelli ♊: l’ironia e l’intelligenza saranno le vostre voci guida in questo mese che si prospetta impegnativo da un punto di vista lavorativo.


Cancro ♋: perché non riprendete le vostre vecchie abitudini? Scrivere una cartolina, fare una passeggiata o chiacchierare non potranno che farvi bene.


Leone ♌: forza amici miei, tra un po’ arriveranno le tanto amate ferie. Resistete e magari andateci con una consapevolezza nuova.


Vergine ♍: avete intrapreso la vostra carriera lavorativa oppure continuate a nascondervi dietro decantati e illusorio impegni?


Bilancia ♎: gli abbagli vi hanno fatto perdere delle occasioni importanti. Riflettete e agite per recuperare.


Scorpione ♏: le domande retoriche… Perché continuate a porre quesiti di cui conoscete già le risposte?


Sagittario ♐: le parole hanno un significato che spesso e volentieri trascende quello evidente. Pensateci quando parlate con chi vi circonda.


Capricorno ♑: per fortuna non siete persone che se la legano al dito ma avete un gran senso del giusto e quindi agirete di conseguenza.


Acquario♒ : avete posto fine ad una situazione senza senso ormai. Date una nuova direzione e corso al vostro agire.


Pesci ♓ continuate a perseguire le vostre passioni e saranno proprio loro ad aiutarvi quando la situazione diventerà pesante.


Buona lettura a tutti…. alla faccia di qualunque oroscopo.
Non mi stancherò mai di dirlo che questo oroscopo è solo frutto del buon senso e che tutto o quasi dipende solo da noi.
Maria Domenica Depalo

Buona Pasqua

Gesù di Giovanni Pascoli

Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: “Ave, Profeta!”
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: “Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta”.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste.

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
Il figlio Giuda bisbigliò veloce –
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ’piedi:
“Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.”

Ma il Profeta, alzando gli occhi
“No”, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

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Link:

https://www.sololibri.net/gesu-poesia-giovanni-pascoli-testo-analisi-commento.html

Buona Pasqua di pace a tutti i nostri lettori senza i quali “fuoritempofuoriluogo” non ci sarebbe.

Maria Domenica Depalo

25 marzo: Dantedì

Con questi versi dedicati all’amore impossibile tra Paolo e Francesca, narrato nel V canto dell’inferno,  ricordiamo, nel giorno a lui dedicato, il sommo ed immenso poeta Dante Alighieri, padre della nostra lingua e autore di capolavori immortali.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.

L’importanza dello sport

L’importanza dello sport

Contribuisce al buon umore, aiuta a prevenire obesità e malattie ed è un modo di approcciarsi alla vita in modo positivo e propositivo. Di cosa parliamo? Ma dello sport.

Piccola premessa: non amo palestre ed esercizi ma se c’è qualcosa a cui non posso rinunciare e di cui non posso fare a meno è la mia bella passeggiata quotidiana a passo veloce. Non importa che faccia caldo o freddo ma ogni giorno ho un appuntamento fisso con i miei diecimila passi (almeno diecimila). Ed è questa la mia piccola dose quotidiana di sport.

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Essere sempre in movimento e praticare attività sportiva a qualsiasi livello, a qualsiasi età ma ovviamente tenendo conto delle proprie caratteristiche e peculiarità, permette di tenere a bada il sovrappeso, l’insorgere delle malattie e l’arrivo del malumore e della noia.

L’attività fisica, soprattutto per bambini e adolescenti – spiega la dottoressa Giulia Cafiero, Medicina dello sport Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – ha importantissimi risvolti, in termini di salute, a livello organico e psicologico. È fondamentale incominciare fin da piccolissimi, permettendo al bambino di sperimentare lo spazio intorno sé. In questo modo sarà portato a muoversi, coordinarsi e a conoscere l’ambiente che lo circonda. Nelle varie fasi di accrescimento miglioreranno i gesti tecnici del bambino e si modificherà la proposta che noi adulti possiamo proporre loro, ma iniziare precocemente resta essenziale. Addirittura molti studi incentivano l’attività fisica delle mamme durante la gravidanza, in modo tale che il nascituro possa trarne beneficio ( tratto da https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/attivita-fisica-tutti-i-benefici-per-bambini-e-adolescenti).

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Il 3 novembre 2021 sono state approvate le nuove Linee guida  di indirizzo 2021 del Ministero della Salute aventi l’intento di promuovere, supportare e diffondere l’amore per lo sport e questo per salvaguardare la salute di tutti, dai bambini più piccoli alle persone più anziane.

Cerchiamo pertanto di concentrarci sui vantaggi psicologici connessi all’attività sportiva. Essa contribuisce infatti all’evoluzione e sviluppo cognitivo ma anche a quello affettivo – relazionale e sociale determinando un rafforzamento della socialità e un miglioramento della propria autostima.  Tuttavia…

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L’adolescenza è il periodo in cui si verifica il più alto tasso di drop out sportivo, fenomeno che consiste nell’abbandono dell’attività sportiva. Le cause che inducono a non praticare nessuno sport sono principalmente il carico di compiti, la difficoltà a conciliare non solo sport e scuola, ma anche sport e amicizie e, più in generale, sport e attività extra scolastiche. Tuttavia, va considerato che l’adolescenza è un periodo di grande fragilità per i ragazzi: abbandonare uno sport al quale non sono riusciti ad appassionarsi spesso rappresenta un campanello di allarme che indica un disagio un po’ più importante, magari l’inizio di una depressione giovanile. L’abbandono in età adolescenziale ci deve far riflettere e indagare eventuali cause più profonde (tratto da https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/attivita-fisica-tutti-i-benefici-per-bambini-e-adolescenti).

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Non ci resta quindi che scegliere con quale sport iniziare, senza strafare ma avendo ben chiaro il nostro obiettivo principale che quello di stare bene. Non bisogna poi assolutamente dimenticare di rivolgerci a chi ne sa più e che è in grado di consigliarci sullo sport più adatto a noi e alle nostre esigenze. Parliamo ovviamente di istruttori ma anche e soprattutto  del nostro medico che, conoscendoci, saprà indirizzarci verso l’attività più adatta.

E voi quale sport praticate o vorreste praticare?

Maria Domenica Depalo

L’amicizia spiegata da Seneca

L’AMICIZIA SPIEGATA DA SENECA


Chi è diventato amico per convenienza, per convenienza finirà di esserlo. Chi si è procurato un amico perché lo aiutasse nella malasorte: non appena ci sarà rumore di catene, costui sparirà. Sono le amicizie cosiddette opportunistiche: un’amicizia fatta per interesse sarà gradita finché sarà utile.
Così se uno ha successo, lo circonda una folla di amici, mentre rimane solo se cade in disgrazia: gli amici fuggono al momento della prova; per questo ci sono tanti esempi infami di persone che abbandonano l’amico per paura, e di altre che per paura lo tradiscono.
L’amicizia invece somiglia un po’ all’amore. Si ama forse per denaro? Per ambizione o per desiderio di gloria? L’amore di per sé trascura tutto il resto e accende negli animi un desiderio di bellezza e la speranza di un mutuo affetto. Ma come ci si accosta ad essa? Come a un sentimento bellissimo, non per lucro, né per timore dell’instabilità della sorte; se uno stringe amicizia per opportunismo le toglie la sua grandezza.

Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio

Cos’è un amico? Un semplice compagno di giochi per i bambini o di bevute e follie per chi è adulto oppure non solo un compagno di giochi, bevute e follie ma qualcosa di più?

da pixabay.com

Quante volte un amico ci ha letteralmente salvato la vita ascoltando le nostre ansie, paure, ossessioni e sogni abbracciandoci o bacchettandoci.

Che valore diamo all’amicizia? Transeunte e temporaneo oppure stabile e definitivo? Siamo mai stati amici per opportunismo e convenienza? I nostri rapporti sono sempre stati improntati sulla limpidezza, onestà e trasparenza?

Riflettiamo un attimo sulle parole di Seneca e domandiamoci se il valore che attribuiamo alle persone che definiamo amiche sia specchio del valore che noi diamo a noi stessi.

Ma soprattutto il valore che attribuiamo a chi ci circonda è legato al grado di amicizia che si viene ad instaurare? È qualcosa che può prescindere da esso?

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: momento rewind. Panchine letterarie. Quando arte e letteratura si mescolano armoniosamente.

Letture psicologiche, pedagogiche  e filosofiche dominano ormai incontrastate le mie giornate da un bel po’ di tempo. Nonostante ciò però, la mia attenzione, tra un momento di pausa e di studio matto e disperatissimo, non è riuscita a distogliere lo sguardo da un mio “vecchio” articolo. Vecchio solo cronologicamente ma in realtà sempre attualissimo.

Mi riferisco ad una meravigliosa scoperta architettonica fatta non solo di pietra ma anche  di parole: le panchine letterarie.

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Il materiale che le costituisce diventa così il tramite di lettere, frasi, immagini e sogni che abbracciano idealmente chi vi si siede.

Le parole incise diventano il volàno delle storie e dei desideri espressi ed inespressi degli scrittori che trovano un ulteriore e giusto riconoscimento del loro lavoro e del loro impegno attraverso l’arte.

Vi lascio quindi a questa rilettura che spero essere piacevole.

Ovviamente il mio invito rimane sempre quello di segnalare le panchine letterarie delle vostre città e di leggere magari proprio seduti su quelle panchine: buona lettura.

I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare”, affermava Umberto Eco. Tuttavia c’è chi li rispetta anche in un altro modo: attraverso delle sculture alquanto suggestive che nella forma e motivi rimandano a libri noti e ai loro rispettivi autori. Ma di cosa parliamo più precisamente? Parliamo delle panchine letterarie, un’idea straordinaria che, nata in Gran Bretagna, si sta pian piano diffondendo in tutta Europa.

Iniziamo dalla capitale britannica. Se avete l’occasione di recarvi a Londra ed avete voglia di avventurarvi in un tour differente dal solito, allora vi consiglio di recarvi a Bloomsbury Trial, City Trial, Greenwich Trial e Riverside Trial. In queste quattro zone infatti è possibile imbattersi nelle “literary benches”, cioè nelle panchine letterarie.

Si tratta di 50 installazioni riconducibili ad un progetto di scoperta – riscoperta del piacere della lettura mediante opere richiamanti i capolavori della letteratura inglese.

Le panchine, frutto del lavoro di artisti locali, costituiscono un vero e proprio percorso letterario dedicato a personalità come Jane Austen, Lewis Carroll, Geoffrey Chaucer e ovviamente William Shakespeare. Eccone alcune: meravigliose, vero?

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Siete rimasti positivamente colpiti da questa iniziativa ma al momento non potete recarvi a Londra? Nessun problema dal momento che anche a Foggia è possibile incontrare ed ammirare questo tipo di panchine.

Proprio l’Università di Foggia grazie alla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e all’Accademia delle Belle Arti, ha inaugurato queste installazioni nel novembre del 2018. Esse si trovano presso i dipartimenti di Giurisprudenza, Economia, Scienze agrarie, Scienze Umanistiche ed il polo Biomedico dello stesso Ateneo.

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Frutto del lavoro di alcuni studenti dell’Accademia, le panchine sono dedicate a personalità letterarie come Alessandro Baricco, Oriana Fallaci, Niccolò Ammaniti, Dacia Maraini e Giuseppina Torregrossa.

Link:

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/06/17/panchine-letterarie-quando-arte-e-letteratura-si-mescolano-armoniosamente/

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di marzo 2024


Oroscopo filosofico di marzo 2024


Ed anche il mese dell’amore e dei single è passato. Abbastanza temprati da un mese che è stato anche bisestile, siamo anche abbastanza  pronti ad affrontare e vivere i giorni che accoglieranno il ritorno della primavera?


Ariete:  L’unico consiglio che la nostra sfera di cristallo virtuale si sente di darvi è di ascoltare con attenzione le parole di chi vi parla perché potrebbero nascondere un significato ben più profondo di quello che apparentemente vorrebbero trasmettere.


Toro: si è poi aperto il famoso portone dopo che la porta si era chiusa? No? Allora dovete cambiare palazzo. Anzi, scegliete un villino con piscina: almeno v rilassate. Insomma, cambiate prospettiva.


Gemelli:  effettivamente valere per due può essere vantaggioso. Parliamo di situazioni che mettono a dura prova la pazienza. E ne dovrete avere in questo mese.


Cancro:  ma perché non lasciate da parte lo smartphone e vi dedicate ad attività decisamente più ritempranti come lo sport? Una passeggiata vi aiuterà sicuramente a schiarire le idee.


Leone:  non dovrete permettere a niente e a nessuno di abbattervi. Come carri armati, continuerete la vostra marcia verso ciò che più desiderate.


Vergine:  marzo sarà un mese decisivo per chi deciderà di intraprendere una carriera lavorativa seria. Quindi basta chiacchiere ma azione. Guardate i leoncini.


Bilancia:  è ora di dare un taglio a ciò che vi blocca e rallenta. Questo significa anche saper capire e scegliere di chi fidarsi o meno. Non fatevi trarre in inganno dagli abbagli.


Scorpione:  questo punzecchiare continuo a cui sottoponete le persone, in fondo a cosa vi sta portando? Pensateci bene: è proprio così necessario?


Sagittario: dovrete resistere alla tentazione di essere troppo severi con gli altri. Invece non lo  sarete mai abbastanza con voi stessi. Tutto quello che farete e vivrete vi sarà utile per diventare persone migliori.


Capricorno: pian piano le cose si stanno sistemando. Il nuovo lavoro comincia a procedere nella giusta direzione e presto ci saranno nuovi cambiamenti. Attenti a chi vi invidia.


Acquario: lasciate perdere tutto e fuggite da persone e situazioni che mettono a dura prova il vostro equilibrio mentale. Quindi accumulate il capitale necessario per questa fuga.


Pesci: il vostro modo di guardare lieve e leggero  vi aiuterà nei momenti più difficili da affrontare e nei percorsi più ardui da vivere. Voi però siete degli ottimisti nati.
Buona lettura a tutti…. alla faccia di qualunque oroscopo.


Non mi stancherò mai di dirlo che questo oroscopo è solo frutto del buon senso e che tutto o quasi dipende solo da noi.


Maria Domenica Depalo

In fondo non è poi così urgente: l’arte della procrastinazione.

“In fondo non è poi così urgente…questa cosa può attendere. Non c’è fretta”.

Quante volte ci capita di progettare, organizzare e decidere di fare qualcosa ma poi, all’improvviso, rimandiamo accampando le scuse più varie ed assurde e pronunciando tali frasi.

“Ho deciso che da domani farò ogni giorno una corsa al parco ma mi sa che dovrò rimandare l’attività fisica alla prossima settimana… Il colonnello ha detto che pioverà” .

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Ci siamo però mai chiesti il motivo reale per il quale agiamo in questo modo? Perché procrastiniamo?

Intanto cerchiamo di conoscere l’etimologia del lemma “procrastinare“. Esso deriva dalle parole latine pro (a vantaggio di) e dall’aggettivo di prima classe crastinus (di domani/del futuro). Eccone quindi spiegata l’intima natura. Legata ad uno spostare ideale ed immaginario in avanti ed in direzione di un indefinito futuro, la procrastinazione rimanda la realizzazione di un progetto.

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Ma si tratta davvero solo di un rimandare a tempi più favorevoli o forse è solo un modo per evitare ciò che avremmo dovuto fare? Attraverso l’atto stesso di “spostare”, celiamo soltanto la nostra pigrizia ed indolenza?

E nel frattempo ci dedichiamo ad altro. Ma questo “altro” è davvero così urgente e necessario o più semplicemente è un alibi che ci aiuta a nascondere le nostre paure ed emozioni più recondite, celate in quello che non abbiamo portato a termine?

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In un interessante articolo, letto tempo addietro e che vi indicherò in basso, viene posto l’accento su alcune delle cause più comuni della procrastinazione. Io però mi soffermerò soltanto su una di esse: la paura del successo.


[…]rimandi per il timore delle conseguenze che possono avere i tuoi successi, ad esempio sul lavoro. Dal momento in cui ti riesce bene una cosa, di riflesso aumenteranno anche le aspettative che gli altri ripongono su di te (ma anche quelle che ti crei tu). Per questo piuttosto che affrontare la situazione, preferisci tirarti indietro e posticipare l’impegno a chissà quando. (da http://www.riza.it. Vedi link in basso per ulteriori informazioni e curiosità)

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Paradossalmente sono le aspettative a spaventarci, quelle degli altri ma soprattutto le nostre. Abbiamo paura dei nostri stessi sogni e di quello che potrebbero comportare.

Il sogno d’altronde rimanda all’ineffabile, a qualcosa da inseguire e raggiungere. Ma questo non sempre è possibile. Ragion per cui tendiamo a tenere lontano da noi possibili delusioni e sconfitte allontanando i nostri progetti.

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Procrastiniamo per non realizzare ma soprattutto per paura di ciò che sentiamo o che potremmo percepire.

E voi cosa ne pensate?

Link:

https://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/7723/lo-faccio-domani-procrastinare-come-stile-di-vita.html

https://www.dizionario-latino.com/dizionario-latino-italiano.php?lemma=CRASTINUS100

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di Kitchen di Banana Yoshimoto

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.

photo©MariaDomenicaDepalo

Direi di partire proprio da queste parole per parlare di Kitchen di Banana Yoshimoto, un romanzo che, pubblicato negli anni 90 dalla casa editrice Feltrinelli, mi incuriosiva da tempo ma che solo ora sono riuscita a leggere.

Ufficialmente destinato ad un pubblico di ragazzi, in realtà esso è ricco di storie che ognuno di noi può sentire come parte di sé, vuoi per il contenuto vuoi per l’inevitabile identificazione con i personaggi del libro.

Ma andiamo con ordine: il libro si apre con Mikage che, persa la nonna, si ritrova completamente sola. Consapevole di essere l’ultima ed unica sopravvissuta della sua famiglia, trova consolazione soltanto nella cucina. Vissuta, ricca di ricordi, è l’unico luogo nel quale sembra trovare consolazione per la morte e la pace per il suo spirito. Tuttavia ben presto la vita della ragazza subisce una svolta, grazie a Yuichi Tanabe, un ragazzo che lavora part-time presso un fioraio presso cui la nonna comprava i fiori con cui addobbava la cucina.

Yuichi e sua madre Eriko l’accoglieranno e questo darà modo alla nostra protagonista di riscoprire se stessa e le sue passioni. Non voglio però dirvi altro.

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Morte, amore, cibo e amicizia sono tra i temi più ricorrenti e caratteristici che attraversano le pagine del romanzo, in cui la profondità delle parole si mescola ad un’armonia d’insieme che ne rende la lettura veloce ed piacevole.

In particolare nell’edizione in mio possesso (del 2021) c’è anche lo spendido ed onirico racconto Moonlight Shadow.

Moonlight Shadow, con cui l’autrice chiude il libro, è uno di quei racconti che ti rimangono dentro sia per la profondità della storia e che per la sensibilità fuori dal comune dei protagonisti, a mio parere.

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Anche qua si parte dalla morte di un ragazzo e dell’impatto che ha avuto su Satsuki, la protagonista di questo racconto, e su Hiiragi, fratello della vittima.

Tormentata ed inquieta, Satsuki avrà però modo di incontrare una misteriosa ragazza di nome Urara, che le darà modo di vedere l’alba con occhi nuovi e di rinascere.

Tantissima attenzione viene ancora una volta riservata ai sentimenti e alle emozioni dei protagonisti. Essi ci aiuteranno a comprenderli meglio ma anche a rappresentare ciò che da tempo era nascosto e sopito dentro ognuno di noi lettori.

Promosso a pieno voti.

Maria Domenica Depalo