Destiny e Israel

Destiny e Israel

Al confine francese, nel tentativo di fuggire alla fame e disperazione ma soprattutto alla malattia, una giovane donna nigeriana in attesa ha chiesto aiuto per se stessa ma soprattutto per il suo bambino. La sua richiesta però non è stata ascoltata e lei non è stata accolta perché clandestina.

Malata di cancro ed incinta, Destiny è stata respinta al confine francese. Non è stata neppure portata all’ospedale dai gendarmi. Le sono stati negati la speranza e la possibilità di un sogno.

Lei e suo marito volevano solo raggiungere la Francia per iniziare una nuova vita con il loro bambino ma ciò non è stato possibile. Le autorità francesi non l’hanno reso possibile e quindi è rimasta in Italia dove, portata in ospedale, è stata operata per riuscire a salvare il piccolo.

Israel è nato ma sua madre che ha lottato fino all’ultimo si è spenta per sempre sognando un futuro che le è stato negato.

Può la rigida applicazione delle leggi e delle regole soppiantare quell’umanità che dovrebbe caratterizzarci e distinguerci come specie ma soprattutto come persone?

Maria Domenica Depalo

 

Destiny and Israel

Destiny and Israel

At the French border, in the attempt to escape hunger and desperation but above all illness, a young pregnant Nigerian woman has asked for help for herself but especially for her child. However, her request was not heard and she wasn’t accepted because she was a clandestine immigrant.

A cancer patient and pregnant, Destiny was rejected on the French border. She was not even brought to the hospital by the gendarmes. The hope and the possibility of a dream were denied.

She and her husband just wanted to get to France to start a new life with their baby but that wasn’t possible. The French authorities didn’t make it possible and therefore she remained in Italy where, taken to the hospital, she was operated to save the baby.

Israel was born but his mother who fought to the end died dreaming of a future that was denied.

Can the strict application of laws and rules supplant that humanity that should characterize and distinguish us as a species but above all as people?

Maria Domenica Depalo