Fenomenologia del selfie

Fenomenologia del selfie

Tra Instagram, Facebook e Pinterest l’autoreferenzialità e la smania per i selfie sembrano regnare più sovrani che mai. Non c’è speranza alcuna di cavarcela facendo finta di nulla. Ci esibiamo in ogni dove e in ogni quando. Inutile fingersi indifferenti o “superiori”: ognuno di noi ne ha fatto almeno uno. 

Fino a qualche decennio fa chi veniva colto in flagrante mentre si scattava solo soletto una foto era guardato con sospetto o persino sbeffeggiato. Oggi invece il selfie è un must: O tempora, o mores come direbbe Cicerone, cioè ad ogni epoca i suoi costumi.

Cos’è esattamente un selfie? Come tutti ormai sappiamo, si tratta di un autoscatto realizzato nella maggior parte dei casi senza pretese e velleità artistiche mediante smartphone, fotocamera digitale, tablet e tutto ciò che ha a che vedere con la tecnologia ed i social. 

Ma chi sono i maniaci del selfie? Siamo tutti noi, bramosi di autoaffermazione e alla costante ricerca dell’approvazione da parte degli altri. Attraverso pose più o meno spontanee ma più che altro plastiche tentiamo di fare bella mostra della nostra persona. Ma ci riusciamo? La persona che si autoritrae è davvero così bella e simpatica come vuole far credere? Ma soprattutto è autentica o fin troppo finta? 

D’altro canto per ottenere un selfie con i fiocchi, spesso e volentieri ricorriamo a varie applicazioni presenti sui nostri telefoni. E così filtro dopo filtro finalmente giungiamo al risultato sperato, cioè all’immagine che abbiamo di noi o a quella che vorremmo gli altri avessero di noi. Quindi pubblichiamo e scriviamo con orgoglio: SEMPLICEMENTE IO. Ma che fatica!

Postare ogni tanto qualche foto che racconti di sé e delle proprie attività può essere gratificante oltre che divertente. Attenzione però a non esagerare con gli scatti!

Quando infatti fotografarsi e pubblicare dei selfie diventa qualcosa di cui non si può più fare a meno, quando lo scatto è finalizzato solo al giudizio del pubblico e l’ossessione per la propria immagine priva qualsiasi atto della sua spontaneità siamo di fronte alla sindrome da selfie. Si tratta di un disturbo legato al narcisistico desiderio di autoaffermazione e approvazione che porta a scattare e pubblicare in maniera maniacale ogni momento di sé.

“Si tratta anche in questo caso di un fenomeno (nota: il selfie) che tradisce il desiderio ed il piacere di apparire, di mostrarsi e di mostrare qualcosa di sé valutato come positivo e degno di essere condiviso. Alla ricerca di “like”: approvazione, condivisione e complimenti che possano confermare l’immagine e l’idea che si vuole dare di sé, il compulsivo pubblicatore di “selfie” appare come l’ennesimo fragile personaggio in cerca di approvazione.”( tratto da https://www.psicoterapiapersona.it/2014/02/27/narcisismo-e-sindrome-da-selfie/).

L’unica cosa da fare è cercare di non esagerare e di prendere in mano la situazione onde evitare di sviluppare una dipendenza psicologica decisamente difficile da gestire e pericolosa.

E voi che rapporto avete con i selfie? Scrivetelo nei commenti e parliamone.

Per saperne di più:

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/09/01/fenomenologia-del-selfie/2/

https://it.wikipedia.org/wiki/Selfie

http://psicologia.doctissimo.it/disturbi-psicologici/giovani-e-dipendenze-gli-sballi-giovanili/selfie-mania.html

https://www.psicoterapiapersona.it/2014/02/27/narcisismo-e-sindrome-da-selfie/

http://www.treccani.it/enciclopedia/narcisismo_(Universo-del-Corpo)/

Maria Domenica Depalo

 

 

 

THE REALITY THROUGH THE IMAGE: WORLD PRESS PHOTO

THE REALITY THROUGH THE IMAGE: WORLD PRESS PHOTO

After the Van Gogh Alive – The Experience, the suggestive Teatro Margherita di Bari will host a new cultural event: the World Press Photo, defined as the most important exhibition in the world of photojournalism (from www.worldpressphotobari.it) that you will be able to appreciate from 17/05 to 23/06.

The Dutch World Press Photo Foundation, founded in 1955, has organized this exceptional exhibition that expresses the primary need to protect the right to information and truth.

In an era dominated by fake news, telling the truth through authentic images can guarantee the certainty and the authenticity of the transmission of what is real.

The Bari stage is part of a world tour that was born in Amsterdam, home of the foundation. In addition to Bari, the exhibition will involve a hundred of other cities around the world.

The photos concern many categories such as news, immigration, environment, nature and sport. In particular the exhibition will host the section dedicated to the competition digital storytelling (from www.worldpressphotobari.it). This will give the possibility, to those who want to visit the exhibition, to admire the digital works realized with the contribution of video.

You can find the photos published in this article and other particularly significant ones clicking on: https://www.worldpressphoto.org/

Link:

https://www.worldpressphoto.org/

https://www.worldpressphotobari.it

Maria Domenica Depalo

Photos, images, pictures and their power to narrate

Photos, images, pictures and their power to narrate

Colours, lights, shadows, human figures; natural, urban or suburban landscapes: the imagines have a lot of different subjects.

But what do they tell us? What kind of emotions do they cause in the spectator? What do we think when the synesthestic  whirlwind of emotions embraces us? Everything we watch is connected to our senses and determine reflections.

“Photos are like papers. Only when I see them, I understand that they probably have a sense. Because the photos never tell what is represented, they are suggestions. […] I don’t ask my photos to tell something in a precise way; they only speak”, says Josef Koudelka (from the interview, see below).

Those sentences can be applied to paintings, to sculptures or everything our eyes watch. Because nothing is static. Everything is a continuous narration that deserves to be seen and told.

You should read the interview  Il mio sguardo libero  to the Czech photographer Josef Koudelka, realized by Michele Smargiassi, in Storie in la Repubblica of 29/10/2017. You have the possibility to visit his photos’ exhibition in Museo Civico Archeologico in Bologna until 19 november 2017.

Maria Domenica Depalo