Parole su carta: recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

Parole su carta: recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

La casa senza ricordi, ed. Longanesi, si propone nella trama e nella caratterizzazione dei suoi personaggi come un romanzo intenso, sottile, inquietante ma soprattutto appassionante. Quindi è perfetto per chi, come me, ama i thriller.

photo©MariaDomenicaDepalo

Ogni singola pagina richiama con decisione la seguente in un susseguirsi di eventi che, inevitabilmente, coinvolgono il lettore in un turbine di emozioni e di sensazioni di smarrimento ma soprattutto di quesiti che sembrano non avere una risposta immediata.

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Il protagonista è l’addormentatore di bambini, Pietro Gerber, psicologo infantile e ipnotista, già protagonista di “La casa delle voci” (che ovviamente leggerò!!! n.d.r.).

Il libro si apre con un bambino scomparso da tempo con la madre. Nikolin, privo di ricordi, viene ritrovato da una donna anziana in un bosco della Valle dell’inferno.

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Tuttavia, il dodicenne non sembra essere stato trascurato o maltrattato. Anzi, appare evidente che qualcuno si è preso cura di lui. Nikolin non parla però e quindi è impossibile capire chi se ne sia occupato.
La sua mente è trincerata in un’oscurità apparentemente senza fine.

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L’unica persona che sembra in grado di risvegliare il bambino è proprio Gerber.
Sarà proprio lui a scoprire che il bambino in realtà è stato scelto per narrare una storia non sua, terribile e spaventosa.

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: La sindrome di Pinocchio

Se amate la suspense ed il mistero, allora questo eccellente thriller politico del 2003 fa proprio per voi.

Scritto in un linguaggio crudo ma efficace, il libro esordisce con un attentato su una nave da crociera, la Crescent Queen. Un’esplosione nucleare uccide centinaia di studenti e rigetta nel panico un’intera nazione, l’America. Questo episodio suscita sentimenti contrastanti nel popolo americano ancora spaventato dall’attentato alle Torri Gemelle.

Gli americani appaiono divisi tra un atteggiamento di tolleranza e uno di odio verso lo straniero. Uomini senza scrupoli cercheranno di approfittarne per il proprio tornaconto personale. A contribuire a questo status vi è anche la diffusione di una malattia nuova e terribile allo stesso tempo la cui eziologia è sconosciuta ma il cui evolversi ne mostra subito l’estrema pericolosità. Essa sembra riguardare indifferentemente gente di ogni ceto sociale e di qualsiasi età, anche bambini. Le persone malate sono colpite da una paralisi che porta lentamente ad una morte dolorosa e terribile. Il loro corpo subisce una terribile mutazione agli arti come accade a Lucignolo e Pinocchio nel paese dei Balocchi. Quando ad essere colpito è il presidente americano, ha inizio una vera e propria crisi nell’amministrazione. Goss, magnate dell’industria farmaceutica, forte del suo messaggio di odio, cercherà di approfittarne. Ad opporvisi sarà il Senatore Campbell. Non tutto però è così come appare, come cercheranno di dimostrare la giornalista Karen Embry e l’agente Kraig.

L’autore propone un ritratto acuto e profondo della società americana e la sua analisi precisa e puntuale induce il lettore a chiedersi fino a che punto la brama di potere possa spingere l’agire umano. Zeman descrive con acutezza la cupezza e le paure dei protagonisti ma anche il profondo desiderio di verità e giustizia. La sua ricerca e il suo raggiungimento saranno il filo conduttore di questa storia. Buona lettura.

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/09/18/la-recensione-del-mese-la-sindrome-di-pinocchio/

Maria Domenica Depalo