Piercing e tatuaggi: una nuova geografia del corpo

Piercing e tatuaggi: una nuova geografia del corpo

L’unicità è la nostra cifra distintiva, ciò che consente ad ognuno di noi di differenziarci dagli altri ma soprattutto di affermare l’univocità della nostra personalità.

È possibile esprimere se stessi e la propria storia mostrandosi appieno oppure evidenziando solo una parte di sé anche attraverso forme d’arte che usano come veicolo privilegiato la nostra pelle. Tra queste figurano i tatuaggi ed i piercing.

Il tatuaggio ha una storia antica ed affascinante risalente a più di 5000 anni fa, a quando i corpi delle giovani fanciulle destinate ad accompagnare nell’aldilà i membri delle nobili famiglie egiziane presso le quali lavoravano venivano decorati con segni e disegni coloratissimi. (vedi https://www.tatuatori.it/storia-tattoo)

Ogni tatoo è una narrazione di sé, della propria individualità ma anche della storia del popolo cui si appartiene. Basti pensare ai Celti che, adoratori degli elementi naturali, tatuavano sulla propria pelle animali piante e tutto ciò che era parte di madre natura oppure ai primi Cristiani che, se pur perseguitati, decoravano il proprio corpo con il simbolo della Croce, a testimoniare la propria fede (vedi https://www.tatuatori.it/storia-tattoo).

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Anche i piercing sono riconducibili ad una forma di body art che fa ricorso alle punture di aghi.

È possibile forare varie parti del corpo, alcune parti del viso ma anche del corpo come l’ombelico o persino i genitali (vedi https://www.healthline.com/health/beauty- skin-care-tattos-piercing #healthrisks).

Ma perché ricorrere a questa arte? Perché “bucare” il nostro corpo e “decorarlo” con orecchini, septum o altri gioielli? È solo una questione di bellezza oppure ogni piercing è portatore di un significato profondo ed intenso?

I materiali con cui realizzare questo genere di monili sono molteplici come ad esempio l’acciaio inossidabile, l’oro ma anche il titanio.

Il piercing è presente ovunque ormai sia come “semplice” accessorio che come elemento imprescindibile della tradizione locale. Basti pensare che in alcune isole del Pacifico o in alcuni paesi asiatici e africani il piercing (come anche il tatuaggio) è espressione del passaggio all’età adulta (vedi https://tattoos.lovetoknow.com/Why_Do_People_Get_Body_Piercings ).

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Nonostante l’ormai ampia diffusione, dobbiamo ricordare che i rischi correlati ad un loro uso scorretto sono numerosi. Quindi cerchiamo di seguire alcune regole molto semplici:

1. il piercing va sempre sterilizzato;
2. bisogna pulire il piercing e l’area circostante almeno due volte al giorno per prevenire e rimuovere possibili infezioni;

3. le pistole perforanti non devono essere utilizzate perché non possono essere sterilizzate;

4. possono persino verificarsi reazioni allergiche e sanguinamento.
A seguire alcune suggestive immagini di piercing. E voi avete ne avete oppure privilegiate i tatuaggi? Quale significato hanno per voi? Inviateci le vostre foto: le pubblicheremo volentieri.

Maria Domenica Depalo

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30 pensieri su “Piercing e tatuaggi: una nuova geografia del corpo

  1. Io ho 3 piercing: sotto il labbro, all’ombelico ed al naso e per me hanno significato passaggi importanti nella mia vita. Ormai mi dimentico di averli e toglierli vorrebbe dire togliere una parte di me. Vorrei anche farmi un tatuaggio, ma non mi decido. Non trovo il coraggio. Più che altro ho paura di stancarmi oppure ho paura che con il tempo si rovini…

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  2. Sono anche io della categoria di persone che nel corso degli anni (a volte anche dei mesi!) cambia gusti e si stanca delle cose. Sono convinta che, se mi tatuassi, tra qualche decina d’anni potrei voler cambiare idea… e quindi non mi convinco mai, nonostante i tatuaggi mi piacciano!

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  3. Oggi come oggi non stupisce più di tanto vedere persone tatuate o con diversi piercing, ognuno è libero di fare ciò che vuole. I tatuaggi li associo ad un preciso significato. Col tempo diventano parte di te. – Paolo

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  4. I tatuaggi mi piacciono molto, ne vorrei fare anche uno ma ho un piccolo grande problema: ho il terrore degli aghi, la sola idea dell’ago che bucherella tutto … mi fa passare ogni volontà di farlo.

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  5. Ho sempre avuto il terrore degli aghi e la paura di provare un dolore insopportabile. Sono arrivata a ben 36 anni prima di decidermi a fare il primo tatuaggio. Ricordo che rimandavo sempre finché mio marito mi ha detto “Guarda che son passato dal tatuatore, ci aspetta fra mezz’ora. Fai tu il primo o mi accompagni a fare il secondo?” Così, nel giro di un quarto d’ora scarso ho deciso che era arrivato il momento! Avevo già scelto da tempo cosa avrei voluto farmi tatuare: il simbolo dell’infinito con una piuma e la lettera G (l’iniziale dei nomi dei miei figli e di mio marito).
    Credo che se mio marito non avesse fatto così non mi sarei mai decisa!!!
    Alla fine il dolore è stato sopportabilissimo quindi… sono certa che non mi fermerò solo ad uno!

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  6. non mi farei mai né piercing né tatuaggio. Mi sento fuoritempofuoriluogo poiché vedo che piercing e tatuaggi sono molto attuali. Non sono solo tossicodipendenti o alcolizzati ma anche giovani per bene molto affabili, studiosi Una volta ero a Berlino, e cercavo una strada, per caso non c’era nessuno in giro, passò di là un giovane che aveca di tutto addosso tra catene e tatuaggi e piercing. Gli chiesi la strada, e , di una gentilezza unica, … Non so. Mai giudicare ciao
    interessante questo post anche l’atro sull’oroscopo
    ciao

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  7. Sinceramente non farei mai né tatuaggi né piercing. Mi stanco in fretta delle cose e il tatuaggio son sicura che mi stancherebbe. Poi ho un assoluto terrore degli aghi e non lo farei. La stessa cosa vale per i piercing, mi dà fastidio solo l’idea di tenermi qualcosa dentro la pelle. E non li trovo per niente eleganti, mi spiace.

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  8. Ciao. Devo confessarti che leggendo il titolo del post mi è venuto un brivido. Non sono mai stata attratta dell’idea di farmi un tatuaggio o un piercing su di me forse perché non amo il dolore, forse per l’idea di avere qualcosa di permanente su di me. : )
    Al contrario sono sempre stata attratta di sentire le storie dietro i tatuaggi e delle loro motivazioni.

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  9. Molto interessante il tuo post, uno stimolo ad approfondire questo tema sempre molto controverso, dibattuto soprattutto tra le diverse generazioni. Ma, andando indietro nel tempo, ricordo mio nonno che aveva un braccio tatuato perché aveva fatto l’accademia navale di Livorno e lì il tatuaggio era un rito di passaggio. Ma poi da adulto se ne vergognava talmente che metteva sempre camicie (elegantissime) a maniche lunghe. Sorrido pensando a come resterebbe colpito girando oggi per le strade di una qualsiasi città o su una spiaggia…

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