Momento relax

photo©MariaDomenicaDepalo

Era solo e abbandonato e non potevo lasciarlo in quello stato. Non ho avuto altra scelta che comprarlo e mangiarlo.
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Maria Domenica Depalo

Buona Pasqua!

Celebriamo le festività pasquali con una poesia non molto nota ma ricca di significato di Giovanni Pascoli, “Gesù”.

Incentrata sulla divinità ma anche sull’umanità del figlio di Dio, essa coglie appieno paure e speranze di noi tutti.

Buona Pasqua a tutti!

Gesù

Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: “Ave, Profeta!”
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: “Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta”.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste.

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
Il figlio Giuda bisbigliò veloce –
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ’piedi:
“Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.”

Ma il Profeta, alzando gli occhi
“No”, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Maria Domenica Depalo

Tutte le immagini sono tratte da pixabay.com

Festa della donna

Festa della donna

Quali parole migliori per celebrare noi donne se non quelle pronunciate da Roberto Benigni:

“State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché dovesse essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale, un po’ più in basso del braccio per essere protetta, dal lato del cuore per essere amata”.

Fratelli di Giuseppe Ungaretti

Fratelli

Mariano il 15 luglio 1916

Di che reggimento siete

fratelli?

Parola tremante

nella notte

Foglia appena nata 

Nell’aria spasimante

involontaria rivolta

dell’uomo presente alla sua

fragilità

Fratelli

Quanta attualità e verità in queste parole, così lontane ma allo stesso tempo così vicine. Mai avremmo immaginato una scenario come quello attuale, in Europa, a pochi passi da noi.

Uomini, donne e bambini ucraini nascosti in bunker sotterranei, in fuga, feriti o uccisi dalle bombe e dalle armi hanno bisogno del nostro aiuto. Doniamo cibo, vestiti e medicine, accogliamo e preghiamo perché le ragioni della pace possano prevalere su quelle di chi, in nome di interessi politici ed economici, è disposto a distruggere ogni cosa.

#nowar #peace #ukraine #stopwar #supportukraine #stopputin

Maria Domenica Depalo

Il tempo e l’amore

Abbiamo deciso di celebrare la giornata dedicata all’amore con un componimento scritto da Luigi Pirandello. Nella loro essenzialità, le sue parole mostrano il carattere ineffabile ma al contempo inafferrabile di un sentimento quale l’amore che supera il tempo pur essendovi legato. Il tempo potrebbe anche svanire ma l’amore vero ed essenziale mai.

Photo by Karolina Grabowska on Pexels.com

Il tempo e l’amore

E l’amore guardò il tempo e rise,

perché sapeva di non averne bisogno.

Finse di morire per un giorno,

e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore

per un tempo che non esisteva.

Fuggì senza allontanarsi,

ritornò senza essere partito,

il tempo moriva e lui restava.

Luigi Pirandello

Giorno del ricordo

Giorno del ricordo

In occasione di questo giorno, riproponiamo l’articolo pubblicato su freewordsmagazine.

Oggi 10 febbraio ricordiamo i martiri innocenti delle foibe della Venezia Giulia e della Dalmazia, uccisi dai partigiani jugoslavi e dai membri dell’OZNA (una sezione dei servizi segreti slavi) durante la seconda guerra mondiale.

Moltissime persone, colpevoli solo di essere italiane, venivano legate e buttate nelle foibe, profondissime cavità carsiche tipiche della geografia di quel territorio. Molte di loro, per sfuggire alle persecuzioni, fuggirono emigrando in massa dai territori slavi prima appartenenti al Regno d’Italia, occupati quindi dal maresciallo Tito e successivamente annessi alla Jugoslavia.

Di Dans – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45853747

Portiamo alla memoria questa pagina drammatica della nostra storia attraverso le parole di un testimone diretto perché non accada mai più che un popolo perseguiti un altro macchiandosi di un orrore senza tempo e senza parole sufficienti a descriverne la portata.

“Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k. Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca. Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola. E solo allora potei dire di essere veramente salvo”.
Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe

Maria Domenica Depalo

Giornata della memoria

Giornata della memoria

Il ricordo protegge dando voce a chi voce non ha avuto ed è nostro dovere custodirla e trasmetterla integra alle generazioni future.

Oggi celebriamo la Giornata della memoria, dedicata ad uno dei momenti più bui e cupi dell’umanità. Milioni di persone, vittime della follia più crudele e meschina, vengono ricordate in questo giorno attraverso parole, immagini ed eventi.

Lo facciamo anche noi, nel nostro piccolo attraverso le parole di Primo Levi, chimico, partigiano e antifascista ebreo, testimone sopravvissuto ai campi di concentramento di Auschwitz ma non al dolore lacerante delle ferite della sua anima.

Per anni ha combattuto il mostro dell’oblio cercando di tenere sempre vivo il ricordo collettivo della tragedia ed affrontando anche i suoi ricordi, proprio quelli che – sembra – l’hanno portato al suicidio.

SE QUESTO È UN UOMO

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per un pezzo di pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

auschwitz
tratto da pixabay.com

Nota: abbiamo riproposto in forma integrale un articolo pubblicato su “freewordsmagazine” del quale indichiamo il link. Viene indicato anche l’altro link a cui abbiamo fatto riferimento.

http://libreriamo.it/libri/giornata-memoria-ecco-poesie-piu-celebri-per-non-dimenticare-shoah/

Maria Domenica Depalo

Omaggio a David Sassoli

Omaggio a David Sassoli

Foto presa dal web

Ci lascia un grande uomo e giornalista, una persona sostenuta da principi di uguaglianza e giustizia che hanno guidato il suo agire ed il suo mandato nel parlamento europeo come presidente e come politico. Intelligente e lungimirante, forte di uno spirito umanistico e laico, ha fatto propri valori cristiani e laici, diventando portavoce dell’Europa e soprattutto di chi non ha diritti. David Sassoli, un uomo a servizio degli altri, includente ed aperto verso gli altri.
#davidsassoli
#omaggio
#ricordo
#fuoritempofuoriluogo

Maria Domenica Depalo

N. B. Foto presa dal web

Buon Natale!

Buon Natale!

La redazione di fuoritempofuoriluogo augura a tutti voi augura Buon Natale e lo fa con i versi preziosi di questa poesia del poeta italiano Trilussa. Facciamo tesoro delle sue parole, soprattutto ora.

pixabay.com


ER PRESEPIO

” Ve ringrazio del core, brava gente,
pe’ li presepi che me preparate;
ma, che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…..
Pe’ st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascorto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cia er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
er presepe più ricco e costoso
è cianfrusaja che nun dà valore.”

Maria Domenica Depalo