Siamo in vacanza!!!

Siamo in vacanza! Ci rivediamo a settembre con le nostre rubriche e qualche novità! Nel frattempo rilassatevi e dedicatevi a chi amate e a ciò che più vi piace, come leggere e rileggere gli articoli del blog. Personalmente mi dedicherò alla lettura dei miei amati libri e ai sogni.

https://pixabay.com

A presto!!

La redazione di fuoritempofuoriluogo.

Maria Domenica Depalo

Bookcrossing: come donare un libro

Bookcrossing: come donare un libro

Occhi che incrociano sguardi, occhi che si posano su lettere e parole, occhi che scoprono libri apparentemente “persi” su una panchina, negli interstizi di una parete o persino sul bancone di un bar. Apparentemente dimenticati per distrazione, in realtà essi occupano quegli spazi per un preciso atto di volontà del loro possessore.

Ma perché tali libri sono stati “abbandonati”?  La motivazione è semplice e nobile allo stesso tempo: farli ritrovare e quindi riscoprire da chiunque li incroci sulla propria strada. Perché possano essere letti e acquisire nuova linfa vitale donandone un po’ della propria originaria. Stiamo parlando del book-crossing che sembra diffondersi sempre più anche da noi. Finalmente, aggiungerei.

L’espressione book-crossing deriva dall’unione di due termini inglesi: book, libro e cross, incrociare. In effetti, una volta incrociata la copertina di un libro ed incuriositi dal suo titolo, superato l’“imbarazzo” iniziale di questo incontro lo si prende e se ne diventa depositari, scegliendo di tenerlo oppure di donarlo di nuovo, una volta terminata la lettura.

Spesso tali libri sono accompagnati da biglietti con i quali il precedente proprietario spiega le ragioni di questo dono e lo spirito di questo suo agire.

continua nella pagina seguente –>

La solitudine e la riscoperta di sé

La solitudine e la riscoperta di sé

Qualche tempo fa abbiamo affrontato il tema della solitudine intesa come isolamento sociale. Ne abbiamo poi evidenziato la negatività parlando degli Hikikomori, persone di ogni età che volontariamente si allontanano dalla società anche per anni chiudendosi in loro stesse e nel loro mondo personale.
Oggi invece parleremo della solitudine sottolineandone gli aspetti positivi.

Presi da mille impegni, circondati da centinaia di persone che sembrano spesso soffocarci con la loro presenza ingombrante, sentiamo di avere bisogno di staccare da tutti e da tutto per ritrovare noi stessi.

Riscoprire noi stessi è fondamentale se non vogliamo essere fagocitati da una società che vuole vederci sempre efficienti e pronti all’azione.

Ecco perché ci concentreremo sulla solitudine vista come strumento di rigenerazione.

Studi recenti e pubblicati su “Personality and social psychology bulletin” dell’Università di Rochester dimostrano come un quarto d’ora al giorno di solitudine possa contribuire a rigenerare mente e corpo.

Stare soli con se stessi dando ai propri pensieri la possibilità di scorrere liberi permette alla propria mente di ‘respirare’ e di potersi esprimere senza quei confini che spesso siamo proprio noi stessi a costruire.

Tuttavia, la solitudine può anche far paura. Avere a che fare con se stessi ed i propri demoni non è facile. Ecco perché tendiamo a circondarci di persone, a coltivare molti interessi e ad oberarci volontariamente di compiti.

Temiamo il vuoto.

Essere soli invece va visto come la grande occasione di scoprire o riscoprire noi stessi, i nostri sogni, progetti e passioni ma anche a convivere con le nostre paure e brutture. Anche loro fanno parte di noi.

Che rapporto avete con la solitudine? Come la affrontate? La temete o la apprezzate?

Link:

https://fuoritempofuoriluogo.wordpress.com/2019/06/01/hikikomori-quando-isolarsi-diventa-una-scelta-volontaria/

https://www.huffingtonpost.it/2017/11/14/per-sentirsi-meglio-servono-15-minuti-al-giorno-in-totale-solitudine-secondo-uno-studio-scientifico_a_23276442/

https://www.curiositadallarete.it/2018/03/09/una-persona-che-impara-a-stare-bene-da-sola-non-si-accontenta-piu-della-compagnia-di-chiunque/

Maria Domenica Depalo

La delicatezza

La delicatezza

In un mondo in cui la bellezza del sussurro figura ormai come una rarità, appare come una melodia silenziosa il racconto di “Girl”. Film intenso e drammatico dell’autore e regista Lukas Dhont, premiato all’ultimo Festival di Cannes, esso è la narrazione delicata e ricercata della storia di un ragazzo che cerca di realizzare il suo sogno di diventare una ballerina classica.

Il suo non è però solo un percorso di una trasformazione individuale e fisica. Attraverso la danza classica e la sua disciplina intrinseca, il protagonista, impersonato da Victor Polster, vuole realizzare quel movimento che non è soltanto armonia del corpo ma di tutta la persona. Vuole essere Lara.

Leggiadra e leggera ma anche decisa nel perseguire i suoi obiettivi, ella non appare mai sola. Le difficoltà, le crudeltà e la durezza della realtà vengono compensate dalla presenza di un padre amorevole e comprensivo ma anche da adulti desiderosi di comprendere meglio il suo mondo interiore.

Ella lotta per migliorare la propria tecnica di ballerina ma in realtà combatte per il proprio ideale di perfezione che vede in quel corpo armonioso che sogna di ottenere quanto prima. Ma Lara non può far altro che attendere lavorando su stessa, sul proprio talento e sulla tecnica ma al contempo accettando il difficile compito di imparare ad affrontare lo sguardo altrui nel quale in fondo vediamo rispecchiato il nostro.

Appare importante la presenza nel film di quelle persone, che, con discrezione e delicatezza,“frenano la sua impazienza, le spiegano tutto […], le raccomandano di non perdere tempo, di vivere anche questa vita sbagliata in attesa di quella vera”. (cit. da “Il sogno di Lara il ragazzo che vuole solo danzare” di Natalia Aspesi, in “la Repubblica 24/09/2018)

Vi lascio il video del trailer augurandovi buona visione.

Link e riferimenti:

“Il sogno di Lara il ragazzo che vuole solo danzare” di Natalia Aspesi, in “la Repubblica 24/09/2018 (versione cartacea)

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/09/23/news/girl-207175120/

Maria Domenica Depalo

Sì o No

e No: due avverbi monosillabici e di semplice scrittura ma, spesso e volentieri, di difficile pronuncia. Ricchi di significato, tali parole si propongono come specchio e riflesso di ciò che siamo e di come ci rapportiamo al prossimo.

Molti hanno difficoltà a pronunciare “No”. (cit.), afferma Paulo Coelho (ed ha ragione) mentre pronunciare “Sì” sembra decisamente più semplice.

Spesso infatti per amore, per timore o per quieto vivere, dinanzi a bivi, domande importanti o anche scelte apparentemente banali rispondiamo annuendo con poco entusiasmo.

Ma siamo davvero convinti di quella risposta? È davvero ciò che vogliamo? Rappresenta appieno le nostre convinzioni ed idee? I nostri propositi e le nostre aspirazioni abbracciano quella parola in toto?

L’apertura e il senso di inclusione che il sì ed il no comprendono, vengono sempre espressi con consapevolezza piena?

“Chi non dice mai di “no”, si crede generoso, comprensivo, educato: perché il “no” porta con sé la nomea di maledetto, egoista, poco spirituale. […] Ci sono momenti in cui, nel dire “sì” agli altri, potrebbe darsi che, contemporaneamente, si stia dicendo “no” a se stesso”. (cit.)

Ma dicendo no a noi stessi, soffochiamo la nostra personalità non permettendo al nostro io e alle nostre potenzialità di manifestarsi appieno.

Vale davvero la pena assecondare l’altro rinunciando a se stessi?

Maria Domenica Depalo

P. S. Le citazioni sono tratte da “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho, ed. Bompiani

La recensione del mese: SEI FIABE PER UN SORRISO

La recensione del mese: SEI FIABE PER UN SORRISO

Titolo: Sei fiabe per un sorriso

Autore: Sara Conci, Fulvio Gagliardi, Nicola Maggiarra, Caterina Misuraca, Caterina Merollli e Caterina Chiaradia

Genere: raccolta di fiabe/narrativa per l’infanzia

Collana: Il volo della streghetta

Casa editrice: Macabor editore

Illustrazioni: Germana Di Rago

Anno di pubblicazione: 2017

Gnomi, fate, streghe e boschi: gli ingredienti ci sono tutti per raccontare una fiaba. Mi correggo: sei fiabe. Sei autori diversi, di differenti luoghi e differenti età si sono cimentati in un genere letterario antico ma sempre attuale, magico ma anche reale, vicino e lontano.

I racconti si leggono e si alternano in uno scorrere e susseguirsi piacevole e veloce di parole ed immagini. I temi sono vari: la riscoperta del buonumore in una vita dominata dal grigiore e dalla tristezza; la passione  per i libri e la lotta per l’accettazione della propria persona senza dover scendere ad alcun compromesso; l’amore nella famiglia e la scoperta delle bugie e degli inganni.

Difficile stabilire quale sia la fiaba più bella. Ognuna è unica nella sua essenza e semplicità anche se – resti tra noi – quella che ho amato subito è “La leggerezza di Olga” della piccola Caterina Chiaradia di appena dodici anni.

la leggerezza di Olga

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, curato dalla dottoressa Gabriella Serrone, non solo ai piccini ma anche ai grandi perché in ogni adulto c’è un bambino che attende solo di essere risvegliato.

Buona lettura.

Per ulteriori informazioni e curiosità:

http://www.macaboreditore.it/home/index.php/hikashop-menu-for-categories-listing/product/9-sei-fiabe-per-un-sorriso

http://www.ilpopoloveneto.it/notizie/cultura/2017/06/02/42384-macabor-editore-inaugura-la-collana-linfanzia-volo-della-streghetta-pubblicando-un-libro-fiabe-curato-gabriella-serrone

http://www.italiaartmagazine.it/fiabe-autori-italiani-presentate-gabriella-serrone/

http://ilsognodiorez.blogspot.it/2017/06/sei-fiabe-per-un-sorriso.html

https://lucaniart.wordpress.com/2017/08/07/libri-per-bambini-consigli-di-lettura-per-lestate/

Maria Domenica Depalo

 

FreeWords Magazine

La recensione del mese: SEI FIABE PER UN SORRISO

copertina sei fiabe fonte: http://www.italiaartmagazine.it/fiabe-autori-italiani-presentate-gabriella-serrone/

Titolo: Sei fiabe per un sorriso

Autore: Sara Conci, Fulvio Gagliardi, Nicola Maggiarra, Caterina Misuraca, Caterina Merollli e Caterina Chiaradia

Genere: raccolta di fiabe/narrativa per l’infanzia

Collana: Il volo della streghetta

Casa editrice: Macabor editore

Illustrazioni: Germana Di Rago

Anno di pubblicazione: 2017

Gnomi, fate, streghe e boschi: gli ingredienti ci sono tutti per raccontare una fiaba. Mi correggo: sei fiabe. Sei autori diversi, di differenti luoghi e differenti età si sono cimentati in un genere letterario antico ma sempre attuale, magico ma anche reale, vicino e lontano.

I racconti si leggono e si alternano in uno scorrere e susseguirsi piacevole e veloce di parole ed immagini. I temi sono vari: la riscoperta del buonumore in una vita dominata dal grigiore e dalla tristezza; la passione  per i libri e la lotta per l’accettazione della propria persona senza dover scendere…

View original post 120 altre parole

Fenomenologia del tradimento

Da freewordsmagazine, un articolo scritto da me su un tema attuale seppur spinoso.

FreeWords Magazine

Fenomenologia del tradimento

Coppie che teneramente si abbracciano e si scambiano dolci effusioni, lettere d’amore bagnate di gocce di profumo, parole e promesse: le condizioni sembrano esserci tutte per parlare di…tradimento.

broken heart fonte: https://pixabay.com/it/rotto-cuore-amore-red-romanticismo-1739128/

L’introduzione in effetti può apparire alquanto fuorviante ma è necessaria per sottolineare come non tutto sia sempre così come appare. Soprattutto nelle relazioni di coppia. Nonostante le migliori intenzioni e premesse, può accadere qualcosa di nuovo ed inaspettato. L’incalcolato può far capolino nella vita.

Ma parliamone con calma cercando di capire le origini di questo fenomeno e le sue caratteristiche. Perché si tradisce?

L’università del Queensland (Australia) avrebbe scovato nel nostro patrimonio genetico ilresponsabile biologico del tradimento, cioè un gene. A tale gene sarebbero riconducibili “il 63% delle infedeltà maschili e il 40% di quelle femminili”(cit. da Focus, vedi giù).

Tuttavia i nostri scienziati hanno anche studiato il gene per la vasopressina (ormone…

View original post 576 altre parole