quesito numero quarantasette

Quesito n. 47

Buongiorno, amiche ed amici.

Siamo talmente presi dalle vicende quotidiane e dal susseguirsi incessante di impegni da dimenticare molto spesso noi stessi. Temiamo di non riuscire a portare a termine i nostri programmi e quindi corriamo, andiamo veloci e continuiamo a farlo dimenticando spesso e volentieri di prendere fiato.

Parole e suoni appaiono talvolta non armonia ma un groviglio di rumori dal quale dover fuggire per stare meglio e riscoprire se stessi.

“Il dramma degli uomini è non trovare mezz’ora di silenzio”, afferma Blaise Pascal, uno dei filosofi che preferisco, cogliendo appieno il valore primario del silenzio che è quello di essere fonte di riflessione.

Quale valore diamo al silenzio ma soprattutto la mancanza di suoni è sempre silenzio? Dove abita il silenzio?

Maria Domenica Depalo

English version

Good morning philosophers,

today we talk about silence and about its value in our life. We run so fastly everyday, directed to our purposes, goals and targets forgetting to slow down and to discover ourselves again or for the first time.

We are surrounded by so many sounds, words and noises we have to escape because they are obstacles to our ability to reflect about our person and about everyone and everything.

Blaise Pascal says, “The drama of men is not to find half an hour of silence”. I agree.

What kind of relation have you with silence? Where does it live?

Maria Domenica Depalo

 

quesito numero quarantasei

Quesito n. 46

Dopo una lunghissima pausa rieccoci con i nostri quesiti. Le domande costituiscono la parte più importante della nostra essenza perché grazie a loro ed al loro potenziale di risposte date o mancate, certe o incerte costruiamo chi siamo. Quindi non possiamo che ricominciare con i nostri interrogativi.

Partiamo da un pensiero espresso dallo scrittore norvegese, Jostein Gaarder, autore del bestseller “Il mondo di Sofia”, “L’enigma del solitario”, “La ragazza delle arance” e numerosi altri libri:

“Ma sognare qualcosa di improbabile ha un proprio nome. Lo chiamiamo speranza”.

Non avevo mai pensato di legare il concetto di speranza a quello di improbabilità. Spesso speriamo qualcosa perché riteniamo che sia “possibile” ma mai perché sia improbabile. Del resto ciò che è improbabile viene spesso associato a ciò che è impossibile.

Gaarder invece dà all’improbabilità un’accezione nuova, più positiva e propositiva vestendola di possibilità.

Voi che rapporto avete con la speranza? In cosa sperate? Dove abitano le vostre illusioni e disillusioni?

Maria Domenica Depalo

 

English version:

Here we are, again, with our questions after some days. The questions are probably the most important part of our essence. Infact they determine who we are, our features and play an important role during our personal evolution.

So let’s start with a thought expressed by the Norwegian writer, Jostein Gaarder, author of the bestseller “The world of Sofia”, “The enigma of the lonely”, “The girl of the oranges” and many other books:

“But dreaming something that is improbable has its own name. We call it hope”.

We often hope for something because we believe it could be “possible” but never because it is improbable. After all, what is improbable is often associated with what is impossible. Gaarder gives to the improbability a new meaning, more positive and proactive, linking it with possibilities.

What relationship have you with hope? What do you hope for? Where do your illusions and disillusions live?

Maria Domenica Depalo

Buon inizio!

Care amiche ed amici della filosofia,

innanzitutto buon inizio. Impropriamente ritenuto simbolo di un nuovo “cominciamento”, in realtà il primo gennaio è un ponte che idealmente continua a portare con sé aspirazioni, desideri, speranze ma anche vecchie paure e a proiettarle  nell’anno appena nato. Spetta a noi pertanto cercare di approcciarvisi in modo propositivo e coraggioso, con spirito rinnovato.

Proprio per questo vorrei affidare l’inizio di questo nuovo anno alle parole di Elli Michler, poetessa tedesca morta recentemente, “Croce al merito” nel 2010 per il suo lavoro nella poesia e autrice di numerose opere.

Le sue parole esprimono con una profondità straordinaria ed una sensibilità personalissima la speranza che ognuno di noi acquisisca un uso più giusto e proficuo del tempo in modo da poter dare più senso e significato al trascorrere dei giorni.

Il tempo non coincide solo con lo scandire delle ore e con il mutare dei giorni ma è base ed essenza stessa del nostro essere, fondamento determinante di ogni nostro cambiamento ed evoluzione.

Facciamone pertanto buon uso, custodendolo e proteggendolo ma al contempo usandolo senza timore per realizzare noi stessi non solo oggi ma sempre, in ogni suo frangente.

Buon anno!

Ti auguro tempo

Io ti auguro non tutti i possibili regali.
Io ti auguro solo quello che la maggior parte della gente non ha:
Io ti auguro del tempo per gioire e per ridere,
e quando lo usi puoi cambiare qualcosa là fuori.

Io ti auguro del tempo per il tuo fare, per il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per regalarlo.
Io ti auguro del tempo per non avere fretta e per correre,
ma il tempo per poter essere soddisfatto.

Io ti auguro del tempo non solo così per poterlo sprecare.
Io ti auguro che ti possa restare del tempo per stupirti,
e del tempo per avere fiducia,
invece che guardare come passa il tempo nell’orologio.

Io ti auguro del tempo per poter afferrare le stelle
e tempo per crescere, cioè per maturare.
Io ti auguro del tempo per sperare di nuovo e per amare,
non ha senso rinviare questo tempo.

Io ti auguro del tempo per trovare te stesso,
ogni giorno, ogni ora per trovare la felicità.
Io ti auguro del tempo anche per perdonare gli altri.
Io ti auguro di avere tempo per vivere…

Elli Michler

Maria Domenica Depalo

 

Buon Natale

Care amiche e cari amici della filosofia,

siamo finalmente giunti a questo giorno che racchiude in sé un mistero così grande ma allo stesso tempo così semplice ed immediato: l’amore. Se pur racchiuso negli occhi di un bambino, esso è universale perché tutti ne siamo destinatari ma anche particolare perché ognuno di noi lo vive e lo sente in modo personalissimo e diverso dagli altri.

C’è chi lo trascorrerà con la propria famiglia, chi con i propri amici e chi da solo. Per alcuni sarà un giorno meraviglioso mentre per altri si prospetterà come un momento di duro confronto con se stesso e con le proprie fragilità e debolezze.

Questo giorno appare particolarmente importante ai nostri occhi anche perché vorremmo veder realizzati in esso tutte le nostre aspettative e desideri più segreti ed intimi. Però non è sempre così e ci tocca anche in questo giorno se pur festoso convivere con le nostre delusioni e tristezze. Inutile far finta di nulla: anche oggi sono con noi.

Tuttavia, per chi ci crede, ancora una speranza c’è ed è data dalla possibilità che la nascita, se pur simbolica, di un bambino sia espressione di una nostra rinascita più  profonda che sa di possibilità.

Che questo Natale quindi sia celebrazione di una nascita ma anche spazio per nuove occasioni e scelte che vogliamo dare a noi stessi in nome di quell’amore portato da quel bambino più di duemila anni fa e che tutti meritiamo.

Buon Natale a tutti

Maria Domenica Depalo

Merry Christmas

Dear friends of philosophy,

a mistery, that is big but at the same time so simple and immediate, is shown in this day through the eyes of a little child: love.

This love is universal because it is for everyone of us it but also particular because each of us lives it and feels it in a very personal and different way from the others.

There are those who will spend this moment with the family, other ones with friends and other people alone. For someone it will be a wonderful day instead for others it will be a moment of hard confrontation with weaknesses and sadness.

This day seems particularly important to us because we would like to see all our most secret and intimate expectations and desires fulfilled in it. But it is not always so and we know it very well. So we live Christmas with our disappointments and sadness.

However, for those who believe in it, there is still a hope and it is given by the possibility that the birth, even if symbolic, of a child corresponds to our deeper rebirth.

So, Christmas is therefore a celebration of a birth but also a space for new opportunities and choices that we want to give to ourselves in the name of that love brought by that sacred child more than two thousand years ago and that we all deserve.

Merry Christmas to all

Maria Domenica Depalo

 

Il mondo “già in funzione”

Amiche ed amici della filosofia,

non mi sono dimenticata di voi nonostante i giorni concitati precedenti le feste natalizie sembrino volermi imprigionare in un vortice di impegni incredibilmente fuori dal comune e maggiori del solito. Anzi.

Stranamente ed incredibilmente sono riuscita a ritagliarmi alcuni momenti, mentre viaggiavo in autobus da una città ad un’altra o facevo la fila alle poste, per dare uno sguardo alle pagine di un libro che in realtà vi avevo già presentato in alcuni quesiti dei giorni passati: “il Dubbio” di L. De Crescenzo.

Sto rileggendo dopo un bel po’ di anni questo libricino di neppure 150 pagine cariche di acume e di ironia. Lo comprai ai tempi dell’università (ero iscritta al secondo anno di Filosofia a Bari) e ne rimasi folgorata. Ho cominciato a sottolinearne alcune parti che vorrei poter condividere e commentare con voi. Pronti?

Prima però una piccola premessa: il titolo del libro rimanda al dubbio e alla mancanza di certezze. L’incertezza va vista sempre e comunque come un’opportunità per riflettere e mai come una lesione alle nostre sicurezze. Tutt’altro. Solo attraverso il dubbio possiamo costruirne altre, prima tra tutte quella secondo cui nulla è certo. Detto questo, procediamo.

Dopo un pranzo a base di pesce, il protagonista, cioè De Crescenzo, è impegnato con il professor Barbieri, suo amico, in una conversazione su Dio e sul creato che ben si lega all’argomento dell’opera. Diamo quindi un’occhiata:

– Ebbene, un Dio Onnipotente, volendo, non potrebbe aver creato un mondo già in funzione?

– In che senso “già in funzione”?

– Insomma – ribatté Barbieri un po’ spazientito – il nostro mondo, il nostro cielo, il mare, l’universo, tutto questo spettacolo che ci sta intorno, non potrebbe essere stato creato proprio in questo preciso momento? Supponiamo per un attimo che ognuno di noi sia nato adesso: alle 15.32 di oggi, con una memoria prememorizzata nel cervello, grazie alla quale “crediamo” di aver già vissuto.

– In questo caso la spigola…

– … crediamo di averla mangiata, ma nella realtà non è mai esistita: è solo una delle tante immagini che la nostra memoria ha avuto in dotazione nel momento di nascere.

– Ma è impossibile!

– Nossignore, è improbabile.

Non vi sembra di assistere a quella scena del film Matrix in cui il protagonista, Neo, dopo il suo duro risveglio nella realtà concreta, scopre che tutto quello in cui ha creduto è solo un inganno e che nulla è così come sembra? Ma è davvero così?

Dopo aver ricordato quella scena mi sono guardata intorno chiedendomi se effettivamente bastassero i sensi per cogliere tutto. Penso proprio di no. Tuttavia sono un punto di partenza.

Tutto va passato al vaglio e non solo perché ogni cosa ci sia svelata. Non importa se scopriremo qualcosa e quale sarà la risposta: ciò che conta è non fermarsi mai nell’indagine.

Che ne pensate?

Maria Domenica Depalo

 

 

 

Have you ever visited Central Park?

Eccoci di nuovo qui, insieme, per riflettere e discutere amichevolmente e liberamente di un nuovo argomento. D’altro canto penso che questo periodo dell’anno possa darci la giusta ispirazione per i nostri pensieri e le nostre idee. Arrivati alla fine di dicembre d’altronde si tirano sempre le somme e si valutano sconfitte e vittorie.

Il Natale sta arrivando: lunedì prossimo infatti lo festeggeremo. Ma cos’è per ognuno di noi? Lo viviamo con l’atteggiamento giusto? Siamo influenzati dal suo significato profondo e reale? Non esiste una risposta unica, valida ed univoca per tutti. Voi come lo vivete?

Ma torniamo a noi ed osserviamo il titolo di questo nuovo articolo: “Have you ever visited Central Park?(Hai mai visitato Central Park?)”.

Stavo guardando la tv quando la mia attenzione è stata catturata da foto e immagini di questo meraviglioso e gigantesco parco di New York. Migliaia di persone ogni giorno camminano tra i suoi alberi, si rilassano, mangiano sul suo prato o semplicemente si siedono sulle sue panchine. Non ci sono mai stata e me ne rammarico. Paradossalmente mi manca qualcosa che non ho ancora avuto la possibilità di vivere. A voi capita qualche volta?

Adoro viaggiare e visitare posti nuovi. Penso che sia il modo giusto per conoscere ed espandere la mente ottenendo una visione più ampia del mondo. Purtroppo non lo faccio da un po’ di tempo. Forse in futuro: non si sa mai.

La fine di dicembre è il momento in cui facciamo un elenco di ciò che abbiamo realizzato e di ciò che vogliamo. Osserviamo ciò che ci circonda e chiediamo a noi stessi se questo corrisponde alle nostre aspettative o no. Nel mio caso l’elenco è davvero lungo. E nel vostro caso?

Quali sono i vostri desideri ed aspettative? In altre parole: sogni.

Maria Domenica Depalo

 

 

Have you ever visited “Central Park”?

So we are here again, together, to reflect and use our mind in order to discuss friendly and freely about a new argument. Well, I think that this period of the year could give us the good inspiration for our thoughts and ideas.

Christmas is coming: next monday we will celebrate it. But what is it for everyone of us? Do we live it with the right attitude? Are we influenced by its deep and real meaning? Only you know the answers to these questions. Some of them could be positive, others no.

But let’s observe the title of this new article: “Have you ever visited Central Park?” Why have I written it? Actually, I was watching tv when my attention was captured by photos and images of this park in New York. Thousands of people everyday walk through its trees, relax or eat on the grass or simply sit on its benches.

I have never been there and, even if it could seem strange, sometimes I miss something I haven’t had the possibility to live yet: visiting New York and its people. I love travelling and visiting new places. I think it’s the right way to know and expand the mind getting a wider vision of the world. Unfortunally I haven’t done it for some time. Maybe in the future: you never know.

The end of december is the moment we make a list of what we have realized and of what we want. We observe what sorrounds us and we ask to ourselves if this corresponds to our expectations or not.

What about your wishes and expectations? In other words: dreams?

Maria Domenica Depalo