“Ma che ridere!”

“Ma che ridere!”

Una delle modalità espressive più belle, incisive, dirette ma talvolta anche più incomprensibili è sicuramente la risata. Difficilmente controllabile, essa si caratterizza quale una delle forme più immediate mediante cui comunicare con i propri simili. Ridere è contagioso, coinvolgente, opportuno ma anche inopportuno. Si ride quando si è allegri e felici ma si può ridere anche quando si è tristi; si ride in occasione di festa ma anche per sdrammatizzare in situazioni difficili. Ridere non è soltanto una prerogativa umana: anche alcune specie ne sono capaci.

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La risata può nascere anche nella tragedia: d’altronde può capitare di scoppiare a ridere quando si assiste a qualche capitombolo oppure durante un funerale soprattutto se si è in presenza dell’inconsapevole sparabattute.

Le origini della risata sembrano risalire a più di quattro milioni di anni fa. Secondo il biologo evolutivo Matthew Gervais le scimmie cominciarono a ridere 4 milioni di anni fa, più o meno nel periodo in cui si misero a camminare in posizione eretta. E le due cose sono strettamente legate. Il passaggio dalle quattro zampe alla condizione di bipedi fu arduo. Gli scimmioni che ci provavano, barcollavano, scivolavano, inciampavano, ruzzolavano. E i loro colleghi, osservando i buffi tentativi, scoppiavano a ridere. Capivano che quei movimenti erano importanti per il futuro della specie. (tratto da https://www.lastampa.it/cultura/2006/05/07/news/e-la-risata-creo-l-uomo-1.37156121 )

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Ognuno di noi ha un suo modo personalissimo di ridere che lo distingue dagli altri. Infatti , per quanto i dodici muscoli legati alla risata siano gli stessi, in realtà il viso presenta più di trenta muscoli che permettono di costruire tutta una serie di sfumature che contribuiscono a dare un tocco personale al proprio ridere. (per saperne di più cliccate qui: https://www.focus.it/scienza/salute/quanti-muscoli-si-contraggono-quando-sorridiamo ).

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Ridere unisce e non divide, permette di rendere più saldi i rapporti nel gruppo umano (e non solo) ma soprattutto aiuta a superare difficoltà e problemi guardando ad essi con maggiore distensione. Tuttavia, per quanto la risata si caratterizzi come uno dei caratteri umani più personalizzanti ed aggreganti, c’è chi ha visto, se pur solo al modo della finzione letteraria, nell’atto di ridere qualcosa di nefasto come padre Jorge. In “Il nome della rosa” di Umberto Eco egli vede nella risata qualcosa di apocalittico, negativo e demoniaco tanto da provocare l’incendio dell’abbazia nel tentativo di distruggere il secondo libro della Poetica del filosofo Aristotele.

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Che valore ha per voi la risata? Quando avete riso per l’ultima volta?

Per sapere qualcosa in più su questo argomento, cliccate su questi link:

http://www.accademiadellarisata.it/ricerca.asp

https://www.lastampa.it/cultura/2006/05/07/news/e-la-risata-creo-l-uomo-1.37156121

https://www.focus.it/scienza/salute/quanti-muscoli-si-contraggono-quando-sorridiamo

Maria Domenica Depalo

Immaginazione, fantasia e fumetti

Immaginazione, fantasia e fumetti

Cari amici della filosofia,

prosegue il nostro percorso per comprendere le molteplici manifestazioni della fantasia e dell’immaginazione. Ma quest’ultima in particolare cos’è?

Secondo Aristotele, l’immaginazione è una caratteristica tipica degli esseri “dotati di sensazioni”: i sensi infatti giocano un ruolo importante quando immaginiamo. Tuttavia non dobbiamo sentirci in alcun modo limitati da essi: la nostra mente infatti può “creare” partendo dalla realtà che ci circonda e che percepiamo attraverso i sensi ma può anche “creare” ex novo dando vita a mondi, dimensioni e creazioni inesistenti.

gem lauris

fonte: Photo by Gem & Lauris RK on Unsplash

A tal proposito, non possiamo non pensare al mondo dei fumetti ed in particolare al “Torino Comics” tenutosi presso il Lingotto Fiere di Torino ed appena concluso. Supereroi, personaggi, cosplay e chi più ne ha più ne metta si sono alternati in occasione di questo vero e proprio festival della creatività, fantasia e immaginazione.

Tre giorni tutti dedicati al fumetto ma non solo: workshops dedicati al disegno grafico, momenti di riflessione su temi sensibili quali la discriminazione e la diversità e la loro rappresentazione, laboratori di Manga, fotografie, studi di chiaro e scuro e persino “Ritratto fantasy di razze fantastiche” con Andrea Bertone. Davvero per tutti i gusti e passioni!

La 24° edizione del festival ha visto la partecipazione di ben 56000 persone, protagoniste in prima persona di questa manifestazione. Semplici curiosi ma anche appassionati sono stati parte di una realtà sicuramente molto diversa da quella quotidiana. Basti pensare ai cosplayer che, singoli o in coppia, hanno partecipato all’International Cosplay Leaugue.

Ma perché secondo voi questi eventi hanno tanto successo? Cosa può spingere delle persone dalla vita comune ad indossare abiti singolari ed a comportarsi come i protagonisti di videogiochi, cartoni e fumetti? Qual è in sostanza il motivo per cui ci si rifugia nella fantasia?

jrkorpa

Link:

www.torinocomics.com

http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/04/14/foto/cosplayer_e_fumetti_al_lingotto_per_il_torino_comics-193881750/

http://www.treccani.it/enciclopedia/immaginazione_%28Dizionario-di-filosofia%29/

Maria Domenica Depalo