La luna: celebrazioni e ricordi

La luna: celebrazioni e ricordi

Fonte di pensieri e versi per poeti e artisti ma allo stesso tempo rifugio ed ispirazione per ognuno di noi, la luna, così lontana ma allo stesso tempo così vicina, ci affascina e ci influenza. Mutevole ci appare nel suo essere falce, nel suo mostrarsi a metà e quindi intera. Tuttavia, per quanto “lunatica” essa possa essere nel suo apparire, la luna si configura come una certezza. Talvolta celata dalle nubi, essa abita il cielo notturno immersa tra le stelle e ci guida con il suo rassicurante ed identico volto sempre rivolto alla terra.

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi”. (cit. Giacomo Lepardi, CANTO NOTTURNO Dl UN PASTORE ERRANTE DELL’ ASIA)

Ben cinquant’anni fa, il 20 luglio 1969, Neil Armstrong, Michael Collins e “Buzz” Aldrin compirono un’impresa da lungo tempo inseguita: giungere sulla luna e solcarne la superficie. Si trattava della missione “Apollo 11”: finalmente era arrivato il momento di realizzare un sogno lungamente inseguito.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, affermò Armstrong.  L’arrivo sulla luna degli Americani aveva un significato politico dal momento che segnava il primato degli USA sui Russi, impegnati anch’essi nel programma aero – spaziale. Tuttavia in tali parole non c’era alcuno spirito di rivalsa: vi erano concentrate “solo” aspettative, sogni e progetti che a partire da quel momento avrebbero abbracciato l’umanità.

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