Alla scoperta di Otranto

Alla scoperta di Otranto

Un tempo nota come Hydruntum, Otranto è una splendida città della penisola salentina. Ubicata in provincia di Lecce, diventata nel 2010 Patrimonio Culturale dell’UNESCO, essa è stata prima centro nevralgico di tradizione greco-messapica, quindi successivamente realtà romana, bizantina ed aragonese. La forza e la determinazione caratterizzano da sempre Otranto. Essa è stata infatti protagonista attiva della storia avendo subìto dominazioni, conquiste, devastazioni ma anche risalite.

Al centro di numerose vicende storiche, essa presenta numerose testimonianze architettoniche e storiche oltre che un’incredibile e meravigliosa bellezza del territorio.

Ma partiamo proprio da alcuni dei suoi luoghi più belli come la Cattedrale Normanna dedicata a Santa Maria Annunziata ed  il Castello Aragonese.

Cattedrale Normanna:

Foto della “Cattedrale di Otranto” di Berthold Werner, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=61335107

Costruita tra il 1080 e 1088, essa presenta elementi tipici dell’arte bizantina, paleocristiana e romanica. Nel 1095 la cattedrale fu coinvolta nella “preparazione” della prima crociata. Ai piedi del suo altare infatti venne impartita la benedizione ai dodicimila crociati che, guidati dal principe Boemondo I d’Altavilla, sarebbero successivamente partiti in direzione del Santo Sepolcro.

Sempre la stessa Cattedrale di Otranto poi sarebbe tornata al centro degli eventi del tempo, divenendo custode dei resti dei Santi Martiri. Nel 1480 Otranto venne attaccata e devastata dai Turchi di Maometto II che catturarono, imprigionandoli, 800 uomini. Se si fossero convertiti all’Islam avrebbero avuto salva la vita. Invece rifiutarono non volendo rinnegare la propria fede cristiana e per questa ragione furono decapitati. Secondo la tradizione, dopo la decapitazione, il corpo del loro capo, Antonio Primaldo, rimase in piedi fino a quando l’ultimo dei suoi compagni non seguì il suo stesso destino. Nel 2013 sono stati tutti canonizzati.

Il castello di Otranto:

Foto del “Castello Aragonese” scattata da Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59326558

Fonte di ispirazione del romanzo gotico Il castello di Otranto di Horace Walpole pubblicato nel 1764, il castello racchiude in sé bellezza, storia e mistero. Dotato di quattro torri, esso presenta anche un fossato ed un ponte levatoio che furono strumento di difesa delle mura cittadine. Danneggiato  più volte a partire dalla seconda metà dell’XI secolo, della ricostruzione promossa nel 1228 da Federico II di Svevia rimangono […]tracce evidenti della torre del corpo mediano cilindrico, inglobata nel bastione a punta di lancia, e nella cortina muraria di nord-est. Un’analisi dei sotterranei lascia supporre che il Castello fosse impostato su una pianta con nucleo centrale quadrangolare, scandita agli angoli da torri cilindriche (cit. tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Otranto ).

Ma continuiamo il nostro viaggio tra le meraviglie di questa città, osservandone alcune delle località più belle e suggestive.

Laghetto di Bauxite:

Foto del “Laghetto di Bauxite”, Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59326649

Poco fuori dalla città è possibile ammirare il bellissimo Laghetto di Bauxite . Ubicato in prossimità della baia delle Orte, si tratta di un lago artificiale nato a causa di una falda freatica. In questo luogo infatti, fino agli anni settanta veniva estratta la bauxite, un minerale da cui si ottiene l’alluminio.

Baia dei Turchi:

Scorcio della “Baia dei Turchi”, Di Paride81 – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10370836

Come non citare lo splendido e trasparente mare che è stato premiato più volte con la Bandiera Blu, e la Baia dei Turchi, bellissima spiaggia non lontana dal centro cittadino che deve il suo nome proprio ai Turchi che vi sbarcarono nel 1480 per assediare e distruggere la città.

Capo d’Otranto:

Foto di “Capo d’Otranto”, Di Esposito Luciano – original uploader was Gabbiano64 at it.wikipedia – Trasferito da it.wikipedia su Commons. Original text : privata, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27884646

Last but not least, nominiamo Punta Palascìa o Capo d’Otranto. Caratterizzato dall’importante faro, luogo in cui il mare Adriatico e lo Ionio si sfiorano, esso si costituisce come realtà di suggestione, di bellezza ma anche di riflessione silenziosa.

Ed è con quest’ultima immagine che vi invito a visitare, appena sarà possibile, questo meraviglioso gioiello d’Italia. Per saperne di più, cliccate sui link sottostanti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_d%27Otranto

https://www.travel365.it/otranto-cosa-vedere.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Martiri_di_Otranto

https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Otranto

https://www.diocesiotranto.it

https://it.wikipedia.org/wiki/Baia_dei_Turchi

https://it.wikipedia.org/wiki/Otranto#Monumenti_e_luoghi_d’interesse

Maria Domenica Depalo

Il Museo di Ferentillo

Il Museo di Ferentillo

Se avete la possibilità di recarvi in Umbria, allora non potete non visitare un luogo dalla suggestione straordinaria. Parliamo del Museo delle Mummie di Ferentillo, a pochi chilometri da Terni. Nato verso la fine del XIX secolo, è sicuramente uno dei più luoghi più visitati di questa regione.

ferentillo

Una volta entrati nel museo, sarete accolto da questa iscrizione Fonte: http://www.mummiediferentillo.it/mummie/

Verso la fine del XV secolo la famiglia Cybo dispose la costruzione di alcune chiese. Una di queste fu quella di Santo Stefano, presso il Borgo di Precetto, ove, a partire dal XVI secolo, furono inumati tutti i defunti del luogo.

Proprio gli scavi eseguiti nella cripta di questa chiesa hanno permesso di scoprire alcuni corpi mummificati. E proprio all’interno della cripta è stato successivamente ubicato il citato Museo delle Mummie di Ferentillo.
La mummificazione dei corpi ha avuto luogo grazie ad un particolare batterio del terreno e alle giuste condizioni di temperatura e umidità. Essa è stata completamente spontanea e dovuta soprattutto alla disidratazione delle parti molli. Alcune mummie presentano la pelle integra, le unghie intatte, i denti, le orecchie, le labbra, barba, capelli e alcuni organi. Tuttavia lo stato di conservazione dei corpi estremamente fragili e dei loro abiti rischia oggi di essere compromesso proprio dall’umidità dell’ambiente. (tratto da freewordsmagazine)
Dal 1992, per preservare ancora meglio i corpi ivi presenti e quindi incrementare il flusso dei visitatori senza procurare alcun danno, sono state introdotte nuove teche espositive, come si vede dalle immagini.

Se anche voi siete affascinati dalla bellezza e dalla fascinazione dei luoghi ma soprattutto se anche voi volete conoscere o immaginare la storia che si cela dietro ognuna delle mummie, allora non potete perdervi l’occasione di recarvi in questo museo.

Per informazioni:

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/06/07/museo-di-ferentillo/

http://www.mummiediferentillo.it/

http://www.museiprovinciaterni.it/context_musei.jsp?ID_LINK=508&area=47

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_delle_mummie

http://www.mummiediferentillo.it/mummie/

https://www.facebook.com/mummiediferentillo/

Maria Domenica Depalo