Regressione antropologica

Regressione antropologica

L’uomo sta perdendo la mente e anche l’anima, e quindi si riduce a corpo, a muscoli che gli consentono di svolgere le mansioni dell’Homo faber, che corre, consuma sesso, mangia e usa le mani: un tempo per lavorare, adesso per gli hobby.
Si tratta di una profonda regressione antropologica, non soltanto di un effetto secondario del progresso .
Se cadono non solo le facoltà ideative, ma anche i desideri, il piacere di sapere, tutto riporta al fare come segno di essere. Non più il《cogito ergo sum》, ma 《faccio dunque non sono morto》.

Vittorino Andreoli

Le parole del professore Vittorino Andreoli, a partire dal titolo stesso, ci portano ad una riflessione che abbraccia due sfere: quella dell’essere e quella dell’azione come strumento di affermazione dell’essere stesso.

Chi siamo? Siamo ciò che siamo per quello che ci caratterizza e ci determina anche e soprattutto attraverso il pensiero oppure acquistiamo senso solo da ciò che facciamo? È soltanto il fare segno del nostro essere ed esistere?

Cartesio legava il pensiero all’autoconsapevolezza e all’affermazione di sé. “Cogito ergo sum”: penso quindi sono. Senza pensiero non c’è essenza e senza logos non vi è spazio per l’essere.

Pensiero e azione d’altronde non vanno disgiunti, anzi, la loro interazione contribuisce alla costruzione della nostra individualità e singolarità. Quindi il fare inteso come azione porta all’autoaffermazione che non va assolutamente demonizzato. Essere “impegnati” attivamente dà senso e significato anche al nostro esistere. Ma siamo solo le attività che svolgiamo oppure qualcosa di più?

A colpire maggiormente è sicuramente l’espressione regressione antropologica. Essa rimanda infatti ad un’idea di società contemporanea nella quale “chi meglio fa o più produce” ha più successo e vale di più agli occhi degli altri ed anche ai propri occhi.

Analizziamo un attimo queste parole L’uomo sta perdendo la mente e anche l’anima, e quindi si riduce a corpo, a muscoli che gli consentono di svolgere le mansioni dell’Homo faber, che corre, consuma sesso, mangia e usa le mani: un tempo per lavorare, adesso per gli hobby.Si tratta di una profonda regressione antropologica, non soltanto di un effetto secondario del progresso.

Cosa stiamo rischiando come esseri umani?

Maria Domenica Depalo

La fantasia

La fantasia

Da oggi riprende la nostra rubrica “Domande”. Ogni settimana rifletteremo insieme su noi e su ciò che ci circonda attraverso un quesito al quale ognuno potrà rispondere in libertà.

Ricominciamo, partendo da una frase celeberrima pronunciata dal filosofo francese Cartesio, uno dei padri della matematica e della filosofia moderna: Cogito ergo sum, penso quindi sono. Tale enunciato lega la nostra esistenza al pensiero nel senso che la nostra capacità di congetturare e di dubitare è la prova stessa del nostro esistere.

Pensiamo e quindi esistiamo. Tuttavia questo pensare non coincide solo con la capacità di formulare pensieri e di strutturare ragionamenti logici e razionali. Il pensiero è legato anche e soprattutto all’immaginazione e alla fantasia.

Da qui il nostro quesito che va inteso come un punto di partenza di un viaggio che ha come destinazione la fantasia. Ma non voglio anticiparvi nulla.

Intanto, se vi va, rispondete pure a questa domanda ed osservate l’immagine:

Quanto conta per voi la fantasia?

La storia infinita

fonte: Di Johnny Freak – fotogramma, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4947608

Maria Domenica Depalo

 

 

 

 

The fantasy

The fantasy

Here we are again with our questions about ourselves and what surrounds us. Let’s start begining with a famous sentence pronounced by the French philosopher Descartes, one of the fathers of mathematics and modern philosophy: Cogito ergo sum, I think therefore I am. This statement links our existence to the thought: our ability to conjecture and to doubt is the proof of our existence.

We think and therefore we exist. However, this thinking doesn’t coincide only with the ability to formulate thoughts and to structure logical and rational reasoning. Thought is also linked above all to imagination and fantasy.

Hence our question that should be considered as a starting point for a journey whose destination is fantasy. But I don’t want to anticipate anything.

Meanwhile, if you like, answer this question and look at the picture:

How important is fantasy for you?

La storia infinita

fonte: Di Johnny Freak – fotogramma, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4947608

Maria Domenica Depalo