Parole su carta: recensione di “Come piante tra i sassi-Imma Tataranni e la storia sepolta” di Mariolina Venezia.

Abbiamo imparato a conoscerla e ad amarla grazie ad una serie di successo su Raiuno. Parliamo di una donna forte, decisa, determinata sul lavoro e costantemente impegnata a dividersi tra il suo ruolo di procuratore e quello di moglie e madre di famiglia.

Avete capito di chi sto parlando? Non ancora? Vi lascio un ultimo indizio: è di Matera. Ebbene sì, parliamo proprio di lei, di Imma Tataranni.

Se anche voi, come me, vi siete affezionati alla procuratrice Imma Tataranni, al suo bel caratterino, ai suoi improponibili outfit ma soprattutto alle sue indagini, allora siete nel posto giusto.

Incuriosita da questa rappresentante della legge della procura materana, ho deciso di recensire uno dei romanzi da cui è stata tratta una delle puntate più appassionanti della serie dedicata a lei, “Come piante tra i sassi-Imma Tataranni e la storia sepolta”.

photo©MariaDomenicaDepalo

Siamo a Matera quando, nel bel mezzo dello shopping mattutino, il Sostituto Procuratore Imma Tataranni viene convocata perché in campagna è stato trovato il corpo di un ragazzo giovanissimo, Nunzio Festa.

La sua morte sarebbe, secondo l’appuntato La Macchia, la conclusione finale e tragica di una lite tra ragazzi iniziata in discoteca. Quindi in teoria, il caso sarebbe di facile risoluzione ma non sarà così. Ad escludere questa semplice soluzione ci sono infatti una serie di elementi come l’immagine della Madonna della Sunna, portatrice di pioggia, adagiata accanto al corpo del ragazzo e dal significato che appare però recondito.

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Numerosi sono i sospettati dell’omicidio, a partire dalla fidanzata di Nunzio con la quale aveva discusso; il fratello violento della ragazza; lo stralunato Manolo, suo complice nel traffico di opere antiche e di pinakes, cioè tavolette in argilla ed infine la sua matrigna.

“Come piante tra i sassi – Imma Tataranni e la storia sepolta” non è però solo la narrazione di un omicidio. La morte di Nunzio potrebbe essere legata anche una questione di rifiuti tossici. Non voglio però dirvi altro.

La storia, scritta in uno stile veloce e piacevole, ricco di parole ed espressioni locali, appassiona e diverte anche se il finale amaro oltre che triste e drammatico appare nella sua crudezza in modo inaspettato.

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Nulla è scontato in questo romanzo e non parlo solo dell’omicidio e della sua conclusione. Basti pensare al rapporto tra Imma e Calogiuri. Sempre improntato sulla professionalità e correttezza, in realtà tra di loro si percepisce una grande tensione. A cosa porterà?

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: “La fine del mondo storto” di Mauro Corona

Parole su carta: “La fine del mondo storto” di Mauro Corona

Qualche anno fa, mentre curiosavo tra le bancarelle del mercatino della mia città, mi sono imbattuta in questo libro di Mauro Corona che ha subito attirato la mia attenzione un po’ per il titolo e un po’ per la sua suggestiva copertina.

Poi ho cominciato a leggerlo, divorandolo in pochi giorni.

La fine del mondo storto”, premio Bancarella 2011, con le sue parole dirette, crude e senza fronzoli, propone uno scenario apocalittico che potrebbe realizzarsi in breve tempo se non ci impegniamo tutti a proteggere la terra e l’ambiente.

Mai come oggi il tema proposto appare attuale. Siamo tutti infatti consapevoli dei rischi per la salute legati alla diffusione delle polveri sottili e dell’inquinamento in genere. Tuttavia, imperterriti, continuiamo a “violentare” e a distruggere ciò che ci è stato dato solo in prestito per poterlo donare ai nostri figli (parafrasando un famoso detto).

Il libro esordisce con un’ipotesi inquietante ed apparentemente lontana: la scomparsa delle fonti energetiche non rinnovabili come il gas naturale ed il petrolio.

Che cosa potrebbe accadere alla nostra società senza tali fonti? Sarebbe sicuramente la fine ma potrebbe essere anche l’inizio di una rinascita, di una consapevolezza nuova.

La considerazione finale, nel suo essere una profezia, in realtà va vista come un monito.

Riscopriamo noi stessi e rispettiamo la natura perché l’equilibrio su cui si basa il nostro stesso essere non è mai stato così fragile.

Link: https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/11/06/la-recensione-del-mese-la-fine-del-mondo-storto-di-mauro-corona/

Maria Domenica Depalo

La recensione del mese: Dove nasce l’arcobaleno

La recensione del mese: Dove nasce l’arcobaleno

Dove nasce l’arcobaleno” di Andrea Caschetto per me è stata una sorpresa straordinaria di cui devo ringraziare Facebook. 

Il social network di Zuckerberg tempo fa infatti mi aveva suggerito la pagina di un ragazzo straordinario, pieno di vita ed entusiasmo, amante dei viaggi ma soprattutto dell’umanità nelle sue forme più deboli e fragili.

Copertina libro Photoby© MariaDomenicaDep

Copertina libro Photoby© MariaDomenicaDepalo

Parliamo di bambini in difficoltà, in situazioni socioeconomiche e familiari inaccettabili, di bambini usati e senza l’innocenza e la spensieratezza che dovrebbe appartenere a loro.

Andrea ha una sensibilità fuori dal comune ed un’empatia che gli permette di approcciarsi al prossimo in maniera personalissima e sensibile.

Nel 2005 egli inizia una serie di viaggi nei paesi più poveri del mondo che gli permetterà di conoscere la realtà spesso dura e crudele in cui vivono gli orfani. Parliamo soprattutto dei bambini del Sud-est asiatico, dell’India e del Brasile.

Le parole scorrono veloci e profonde e si concentrano sulla corruzione che sembra regnare in molte realtà locali e sulla gestione degli istituti ma anche sulla speranza rappresentata dall’arcobaleno. Attraverso i suoi colori, esso è il filo conduttore che caratterizza la narrazione ma è anche e soprattutto simbolo della forza di ricominciare che sgorga dalle lacrime dei bambini con cui Andrea gioca.

Cosa emerge dalla lettura del libro? Sicuramente il desiderio di Andrea di lasciare tracce di serenità e felicità nel cuore dei piccoli. D’altronde nel 2016, in occasione di una conferenza all’ONU, egli aveva proprio parlato di felicità ottenendo una standing ovation dalla sala. Perché la felicità è lo scopo che ognuno di noi deve raggiungere.

Ogni storia narrata vi entrerà dentro e vi accompagnerà per molto tempo. Personalmente spesso ricordo la storia dei due fratellini abbandonati nel cassonetto e ancora oggi, a distanza di mesi, mi domando cosa possa portare una madre ad un gesto così incomprensibile, riprovevole e terribile: forse la fame o forse l’egoismo.

Per questo motivo vi consiglio di  leggere “Dove nasce l’arcobaleno”: vi resterà dentro e tutti i proventi del libro saranno destinati alla Onlus “Ludoteca nella savana” in Kenya.

Maria Domenica Depalo

La recensione del mese: Musica di Yukio Mishima

La recensione del mese: Musica di Yukio Mishima

Scritto in uno stile scorrevole e chiaro, “Musica” si propone come una relazione psicoanalitica relativa ad un caso di isteria.
La storia è tratta da un caso vero anche se, come risulta dalla prefazione, i nomi sono stati mutati.

Copertina libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

Copertina libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

“Musica” è la storia di Reiko, giovane e bella ragazza, che si rivolge allo studio del dottor Shiomi Kazumory perché non riesce più ad ascoltare la musica. Non parliamo però di note e melodie: la musica altro non è che espressione e metafora dell’orgasmo e non ascoltarla esprime pertanto la frigidità della paziente.

Pur mantenendo sempre la sua professionalità, Shiomi è affascinato da questa donna fragile ma al contempo capace di ordire menzogne ed inganni sorprendenti. Questo aspetto tuttavia, come scopriremo, si lega alla sua problematica isterica.

Foto tratta dal libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

Foto tratta dal libro Photoby©MariaDomenicaDepalo

Ricco di citazioni e riferimenti alla psicoanalisi freudiana e altri teorici della mente come Fromm e Boss, questo libro ben di sposa a chi è appassionato a indagini introspettive sull’animo umano e sulle sue perversioni inaccettabili che tuttavia hanno radici profonde.

Maria Domenica Depalo

La recensione del mese: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

La recensione del mese: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

“Nella vera notte buia dell’anima sono sempre le tre del mattino”. Vorrei partire proprio da questa frase dell’autore di “Il grande Gatsby” e di “Tenera è la notte” (Scott Fitzgerald, ndr) per raccontare di un libro intenso nella narrazione degli eventi nonché profondo ed attento nella descrizione delle emozioni e “psicologie” dei personaggi. Parliamo di “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio.

In poco meno di centosettanta pagine, l’autore osserva l’evolversi del rapporto tra un padre, un matematico, ed un figlio, attraverso un percorso che non è solo fisico – l’occasione è un viaggio a Marsiglia – ma soprattutto personale.

Il “problema” di Antonio, cioè l’epilessia di cui il ragazzo è afflitto da quando è un bambino, induce i genitori a consultare un luminare marsigliese. Senza svelare troppo della trama possiamo anticipare che la permanenza a Marsiglia del padre e del ragazzo, per un controllo medico, porta entrambi i personaggi a scoprire una città all’apparenza ostile e pericolosa  ma in realtà abitata da persone capaci di slanci di umanità straordinari.

Percorrere vie sconosciute nel cuore della notte, assistere e partecipare ad un concerto jazz, imbattersi nelle calanques marsigliesi, così imponenti nell’esprimere la potenza della natura, gettano le basi per la ricostruzione di un rapporto da tempo stantio e fermo.

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“Ti dono il mio cuore”: the book of the month

“Ti dono il mio cuore”: the book of the month

Dear friends of fuoritempofuoriluogo,

after a very long and cold January, while I was wandering hypnotized among the books and novels of the “Feltrinelli” of Bari, finally I got it: the book that I had been looking for a long time. When I saw it, I could not resist the temptation to look through its pages and discover the story that now I want to propose you.

Simple in its language but at the same time so full of meaning, it has captured my attention from the first pages, thanks also to the delicate but meaningful images created by the Belgian illustrator Sassafras de Bruyn.

I’m talking about “Ti do il mio cuore” written by Pimm van Hest.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

“All you need is here in this little box”. The story, intended for children but also suitable for adults, begins with two key words: box and gift.

The book is about a child, Yuto. One day he meets a wise and old man who gives him a box with a mysterious content whose presence will accompany his personal growth from boy to man.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

But what is the content of that object? It is a heart-shaped seed that Yuto will have to take care of and to observe constantly in its growth.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

Watching the seed growing with its rhythms leads Yuto to become a conscious and serene man, ready to welcome the beauty of the things and to accept even their losses.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

The conclusion brings the reader back to the origins of the story and to the theme of waiting as an essential element in order to understand and accept what is destined to ourselves.

Enjoy this incredible book.

Maria Domenica Depalo

La recensione del mese: “Ti dono il mio cuore”

La recensione del mese: “Ti dono il mio cuore”

Cari amici di fuoritempofuoriluogo,

dopo un mese di gennaio alquanto lungo ed impegnativo, mentre vagavo incuriosita ed ipnotizzata tra gli scaffali della “Feltrinelli” di Bari , mi sono imbattuta in un libro che cercavo da tempo. Quando l’ho visto, non sono riuscita a resistere alla tentazione di sfogliarlo e di disvelarne il racconto che ora propongo a voi.

Semplice nel linguaggio ma allo stesso tempo così pregno di significato, ha catturato sin dalle prime pagine la mia attenzione, grazie anche alle immagini delicate ma ricche di significato realizzate dall’illustratrice belga Sassafras de Bruyn.

Sto parlando di “Ti dono il mio cuore” di Pimm van Hest.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

“Tutto ciò che ti serve è qui, in questa scatolina“. Il racconto, destinato ai bambini ma in realtà adatto anche agli adulti si nutre di due parole chiave: scatolina e dono.

Il libro parla di un bambino, Yuto. Un giorno egli incontra un uomo saggio e anziano che gli dona una scatolina dal contenuto misterioso la cui presenza accompagnerà la sua crescita personale da ragazzo a uomo.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

Ma qual è il contenuto di quell’oggetto? Si tratta di un seme a forma di cuore di cui Yuto dovrà avere cura e sul cui mutamento dovrà vegliare costantemente.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

Osservare il seme crescere con i suoi ritmi porta Yuto a diventare un uomo consapevole e sereno, pronto ad accogliere la bellezza delle cose e ad accettarne anche le perdite.

ti dono il mio cuore

“Ti dono il mio cuore” photo realized by ©MariaDomenicaDepalo

La conclusione riporta il lettore alle origini del racconto e al tema dell’attesa come elemento imprescindibile per comprendere ed accettare ciò che è destinato a noi stessi.

Buona lettura.

Maria Domenica Depalo

 

 

 

 

Recensione: Il Signore è grande e non si può disegnare

Recensione: Il Signore è grande e non si può disegnare

Cari piccoli filosofi e piccole filosofe,

siete pronti per questa nuova lezione? Sì? Allora iniziamo con qualche piccola domanda di rito: vi piace disegnare e mettere su carta ciò che vi colpisce di più? Cosa rappresentate maggiormente? Avete dei soggetti preferiti?

Ma quante domande, direte!!! 😉  Tranquilli, c’è un motivo ed è un libro, come scopriremo tra un po’.

Ricordate: la settimana scorsa ci siamo posti una serie di quesiti sull’origine del tutto e abbiamo scoperto cosa ne pensavano Talete, Anassimandro e Anassimene.

(https://fuoritempofuoriluogo.wordpress.com/2018/06/12/lorigine-del-tutto/ ).

Parlando dell’origine di ogni cosa mi sono ricordata di questo capolavoro scritto dal giornalista ed autore Gualtiero Pierce.  Con la sua troupe televisiva ha osservato e ripreso bambini ebrei, cristiani e musulmani frequentanti delle scuole elementari confessionali di Roma che con le maestre ed i compagni hanno affrontato nel loro piccolo temi grandi e preziosi.

Mi sembra giusto riproporne qualcuno in modo da incuriosirvi un po’. Che ne dite? Prima però la foto del libro:

copertina libroi

Ecco la copertina del libro foto di ©MariaDomenicaDepalo

Ora però provate a rispondere ad alcune delle domande presenti nel libro e a scrivere le vostre risposte nei commenti. Pronti?

1. Com’è nato Dio? Da dove proviene? È sempre esistito?

2. Secondo voi perché non è possibile disegnarlo?

3. Vi piacciono le parole? Secondo voi hanno un peso?

4. A chi chiedete perdono quando combinate qualche marachella?

5. Che significato date alla parola “Grazie”?

Vi ho incuriosito abbastanza? Allora leggete il libro ma soprattutto non smettete mai di porre e porvi delle domande.

Il Signore è grande e non si può disegnare, Gualtiero Pierce, ed einuadi.

Maria Domenica Depalo