La recensione del mese: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

La recensione del mese: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

“Nella vera notte buia dell’anima sono sempre le tre del mattino”. Vorrei partire proprio da questa frase dell’autore di “Il grande Gatsby” e di “Tenera è la notte” (Scott Fitzgerald, ndr) per raccontare di un libro intenso nella narrazione degli eventi nonché profondo ed attento nella descrizione delle emozioni e “psicologie” dei personaggi. Parliamo di “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio.

In poco meno di centosettanta pagine, l’autore osserva l’evolversi del rapporto tra un padre, un matematico, ed un figlio, attraverso un percorso che non è solo fisico – l’occasione è un viaggio a Marsiglia – ma soprattutto personale.

Il “problema” di Antonio, cioè l’epilessia di cui il ragazzo è afflitto da quando è un bambino, induce i genitori a consultare un luminare marsigliese. Senza svelare troppo della trama possiamo anticipare che la permanenza a Marsiglia del padre e del ragazzo, per un controllo medico, porta entrambi i personaggi a scoprire una città all’apparenza ostile e pericolosa  ma in realtà abitata da persone capaci di slanci di umanità straordinari.

Percorrere vie sconosciute nel cuore della notte, assistere e partecipare ad un concerto jazz, imbattersi nelle calanques marsigliesi, così imponenti nell’esprimere la potenza della natura, gettano le basi per la ricostruzione di un rapporto da tempo stantio e fermo.

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37 pensieri su “La recensione del mese: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

  1. Non ho mai letto niente di questo autore, ma la tua recensione mi ha incuriosito molto. Trovo la trama estremamente interessate. Lo inserisco nella lista di libri da leggre in vacanza, grazie per avermelo fatto scoprire

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  2. amo molto leggere e in estate avendo tanto tempo a disposizione leggo tantissimi e questo libro di sembra interessante, Non conoscevo questo scrittor ma credo sia arrivato il momento di conoscerlo

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  3. Sento il nome dell’autore per la prima volta ma sembra un libro che sicuramente suscita un turbinio di emozioni. Molto interessante, potrei metterlo nella mia lista!

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  4. Una bella storia questa raccontata da Carofiglio, molto scorrevole, con una scrittura che cattura subito. Un padre e un figlio che si incontrano nuovamente, o forse per la prima volta, quando pudori, timidezze e difese vengono meno e si lascia spazio alla propria umanità. Quando il padre si racconta e il figlio scopre di non aver capito la sua intimità, il suo sentimento per la madre, giudicano in maniera forse troppo spiccia (ma come non potrebbe essere altrimenti per un bimbo?) la rottura del matrimonio dei suoi genitori. Per alcuni versi, ho trovato l’ultima parte del libro forse troppo “veloce” e mirata alla conclusione rispetto alle altre, soprattutto l’esito della visita; però le frasi sul saluto, che rimarrà “congelato” nel tempo e nella memoria, mi hanno commossa. Un libro come questo può farci riflettere sull’importanza di riconciliarci, di aver voglia di conoscere veramente nostro padre o nostra madre come persone, di toglierci quel velo di “presunta” conoscenza che abbiamo di loro.

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