Sì o No

e No: due avverbi monosillabici e di semplice scrittura ma, spesso e volentieri, di difficile pronuncia. Ricchi di significato, tali parole si propongono come specchio e riflesso di ciò che siamo e di come ci rapportiamo al prossimo.

Molti hanno difficoltà a pronunciare “No”. (cit.), afferma Paulo Coelho (ed ha ragione) mentre pronunciare “Sì” sembra decisamente più semplice.

Spesso infatti per amore, per timore o per quieto vivere, dinanzi a bivi, domande importanti o anche scelte apparentemente banali rispondiamo annuendo con poco entusiasmo.

Ma siamo davvero convinti di quella risposta? È davvero ciò che vogliamo? Rappresenta appieno le nostre convinzioni ed idee? I nostri propositi e le nostre aspirazioni abbracciano quella parola in toto?

L’apertura e il senso di inclusione che il sì ed il no comprendono, vengono sempre espressi con consapevolezza piena?

“Chi non dice mai di “no”, si crede generoso, comprensivo, educato: perché il “no” porta con sé la nomea di maledetto, egoista, poco spirituale. […] Ci sono momenti in cui, nel dire “sì” agli altri, potrebbe darsi che, contemporaneamente, si stia dicendo “no” a se stesso”. (cit.)

Ma dicendo no a noi stessi, soffochiamo la nostra personalità non permettendo al nostro io e alle nostre potenzialità di manifestarsi appieno.

Vale davvero la pena assecondare l’altro rinunciando a se stessi?

Maria Domenica Depalo

P. S. Le citazioni sono tratte da “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho, ed. Bompiani

32 pensieri su “Sì o No

  1. Questo post dovrei stamparlo e attaccarlo dove possa vederlo bene! Eh sì, anche per me è difficilissimo dire di no soprattutto quando c’è da organizzare qualcosa, ma già il tempo è poco, così diventa insufficiente…

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  2. Concordo completamente, il “no” serve a mettere confini, non perdersi, non dimenticarsi di sè. Dire dei sì è molto piu’ semplice, perchè a volte a dire no si teme di essere rifiutati, di non essere piu’ amati. E quanto i no sono importanti da dire ai nostri figli, che testano fino a che punto possono arrivare e affinchè anche loro stessi si creino sani confini. Molto tempo fa ho letto un libro molto interessante a riguardo “Il no in amore” di Schellenbaum, che tratta molto bene l’argomento dal punto di vista psicologico e relazionale.

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  3. Il “no” non mi piace e devo dire che lo uso poco. Non mi piace limitare le libertà altrui a meno che non limitino la mia. Difficilmente ho detto no a mia figlia, perchè le sue richieste sono sempre state nei limiti del rispetto e delle regole di buon comportamento. A volte penso che sia cresciuta così perchè ho evitato le limitazioni e i no. Ma forse è solo un caso.

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  4. Il no significa che è definitivo. Se dico di no ad una persona dev’essere per forza un no, altrimenti non sei credibile. Può piacere o meno ma limita gli altri. Il si invece può cambiare e apre agli altri. Per questo serve il no.

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  5. Molto interessante il tuo post! Anch’io faccio fatica a dire di no, ma non per timore, semplicemente per il fatto che, da sempre, mi piace far felici gli altri. Ma so che è sbagliato ed infatti ci sto lavorando 🙂

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  6. Sono rimasta piacevolmente colpita sia dall articolo che dalla citazione…a dir poco VERA!! La tua ultima domanda poi.. mi colpita dritta al cuore: “Vale davvero la pena assecondare l’altro rinunciando a se stessi?” … qui direi NO!

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  7. Io sono sempre stata molto coerente. Non amo le mezze misure e non amo le finzioni. Non mi risulta difficile dire no (soprattutto a mia figlia che sta crescendo e vorrebbe già essere grande) tantomeno mi faccio problemi a dire sì. Dico sempre quel che pernso e che sento 😉

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  8. Vero, i pregiudizi si hanno non solo su cose o persone, ma anche sulle parole: spesso un “no” è in realtà un “sì”, solo che non capiamo a cosa viene risposto “sì” con quel “no”, perché è una richiesta importante ma che non abbiamo fatto, che non abbiamo nemmeno considerato preferendole un’altra più frivola. E questo accade soprattutto quando il “no” viene da qualcuno che è molto vicino…

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  9. Dire di si è molto più semplice e comporta molte meno rotture ma nonostante ci abbia messo un pò ad arrivarci posso affermare che alla soglia dei 40anni penso di essere una delle poche persone al mondo che riesce a dire di no molto serenamente. Lo dico e poi stacco il cervello così evito il resto. Ahahahahaha! ;P
    Buona serata
    Luna

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  10. Leggo spesso l’idea che dire di no possa farci sentire cattivi. Faccio parte di chi ha sempre avuto molta difficoltà a negarsi – soprattutto mi chiedono aiuto, ascolto – ma la mia difficoltà nasce non dall’idea che possa sembrare cattiva, bensì dalla difficoltà – purtroppo sono molto empatica – di vedere persone che necessitano di aiuto e io non faccia niente per loro. Purtroppo però, questo va a discapito mio, che mi carico sulle spalle pesi non miei.

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  11. Ci ho messo molto tempo, ma ho imparato anche a dire di no, non mi va bene o no non lo faccio. Prima tendevo a dire quasi sempre si anche per sembrare la pecora nera della famiglia. Ora a 37 anni ho capito che dire sempre di si non sempre la scelta giusta

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  12. il tuo articolo è davvero molto interessante…..io non sono mai stata per i ni o per le mezze misure, vuol dire mancanza di sicurezza in se stessi….. tra il si è il no sono più per il no, adesso sono tutte scelte cerebrali e non di pancia le mie….. quindi ora ci sono tanti no….

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