Il cimitero delle fontanelle

Se avete letto “Benvenuti in casa Esposito” di Pino Imperatore, vi ricorderete sicuramente del “Capitano” e della sua amicizia con Tonino Esposito.

Misterioso, senza nome ma estremamente saggio, il teschio del Capitano è un amico fedele e attento su cui il protagonista del libro può contare.

“Adottato” da Tonino, il suo teschio racconta una delle tradizioni più interessanti e curiose di Napoli, legata a quel luogo ricco di suggestione e tradizione in cui riposa, cioè il “Cimitero delle fontanelle”.

https://www.facebook.com/cimiterofontanellenapoli/

Ossario che si sviluppa per circa 3000 mq nel quartiere Sanità, esso custodisce le ossa di persone di ogni età e dall’identità sconosciuta, cioè le “anime pezzentelle”.

“Uomini, donne, bambini senza nome. Anime pezzentelle, le chiamava la gente. Cinquantamila, centomila: nessuno era mai riuscito a stabilirne il numero. Nell’Ottocento alcuni cittadini della Sanità e di Materdei, sotto la guida di un sacerdote, Gaetano Barbato, avevano ordinato in cataste le ossa presenti nella caverna e allestito edicole, teche, altari. Era così nato, spontaneamente, nonostante gli ammonimenti delle autorità ecclesiastiche, un intenso culto popolare, e le spoglie degli sconosciuti defunti avevano cominciato a ricevere cure e attenzioni. Ogni devoto adottava un teschio. “Chesta è ‘a capuzzella mia!” diceva. […] Andava tutti i giorni ad accarezzarlo e a dedicargli’ o refrisco: una litania a conforto delle pene che la sua anima stava patendo nel Purgatorio. In cambio, gli chiedeva la guarigione da una malattia, una vincita al lotto, lo scioglimento di un maleficio. Se la grazia non avveniva, riportava la capuzzella nella massa indistinta degli altri teschi e ne sceglieva un’altra con cui iniziare daccapo la procedura”. (tratto da pag. 62 – 63 di “Benvenuti in casa Esposito”)

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Da tempo questo luogo custodisce il riposo di chi non ha più nome e si confonde tra gli altri senza differenza e identità. Vi albergano soprattutto le vittime innocenti di quelle terribili epidemie (peste e colera) che hanno flagellato il capoluogo campano nel 1656 e nel 1836.

Spesso si trattava di persone così povere da non riuscire ad avere una degna sepoltura e quindi destinate ad una sepoltura comune senza nome.

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Oggetto di devozione popolare, il cimitero venne chiuso per molto anni per poi essere riaperto inizialmente solo in occasione del Maggio dei Monumenti e quindi poi regolarmente a partire dal 2010.

Oggi è visitabile in gruppo o singolarmente. Nel finesettimana si parte da Porta San Gennaro in Piazza Cavour e da lì, attraversando il quartiere della Sanità, si giunge al Cimitero delle Fontanelle.

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Per saperne di più, cliccate sui link indicati. Ma prima vi lascio con il mistero legato all’identità del “Capitano”: Secondo la leggenda, una ragazza povera aveva adottato questo cranio e gli rivolgeva premure e preghiere, supplicandolo di farle trovare un bravo marito. Il desiderio venne esaudito, e prima del matrimonio la giovane andò a omaggiare il teschio per la grazia ricevuta. Nel giorno delle nozze, in chiesa apparve un tipo eccentrico in divisa da ufficiale spagnolo, che al passaggio degli sposi sorrise alla ragazza facendole l’occhiolino. Per gelosia, il marito lo colpì a un occipite con un pugno. Dopo il viaggio di nozze, la novella sposa tornò nel cimitero delle Fontanelle per ringraziare ancora il teschio, e notò che attorno alla sua orbita oculare sinistra era comparso un cerchio scuro. Ben presto si gridò al miracolo. Alla sconosciuta capuzzella fu dato il nome di Capitano, e molti cominciarono ad attribuirle prodigi, magie, interventi soprannaturali”. (tratto da p. 63-64 di “Benvenuti in casa Esposito”)

Link: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cimitero_delle_Fontanelle

http://www.cimiterofontanelle.com/it/

http://www.cimiterofontanelle.com/it/il-libro.html

https://www.facebook.com/cimiterofontanellenapoli/

Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore, Giunti

Maria Domenica Depalo

45 pensieri su “Il cimitero delle fontanelle

  1. queste storie mi affascinano fin da quando ero piccola. correvo sempre a guardare le ossa negli ossari delle chiese. i genitori “minacciavano” i figli di portarli a vedere i teschi se non facevano i bravi. e a me piaceva tantissimo. anche ora vado sempre a vedere gli ossari e quindi questo romanzo lo metto in lista perché voglio conoscere un po’ meglio questo “Capitano”

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  2. queste storie mi affascinano fin da quando ero piccola. correvo sempre a guardare le ossa negli ossari delle chiese. i genitori “minacciavano” i figli di portarli a vedere i teschi se non facevano i bravi. e a me piaceva tantissimo. anche ora vado sempre a vedere gli ossari e quindi devo assolutamente segnarmi questo posto, così misterioso quanto affascinante e poter quindi rivivere un po’ la vita di questo Capitano…

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  3. Bellissimo questo articolo, con quell’alone di mistero che ti fa continuare a leggere. Voglio visitarlo questo cimitero. A Palermo ho visitato le Catacombe Cappuccini, e ci sono le mummie conservate con i loro vestiti dell’epoca. L’idea di adottare un cranio è interessante, da sempre l’uomo si confronta con l’aldilà, e chiede aiuti.

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  4. Che bell’articolo. Adoro questi posti ricchi di storia e mistero! I miei genitori mi raccontano spesso di quando andavano a visitarlo, peccato finora non abbia avuto l’occasione di andarci, prima o poi rimedierò!

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  5. Sono sempre stata affascinata dai miti e dalle leggende. Il paranormale in me ha sempre suchitato in me un enorme curiositò. Un altra leggenda legata a questo posto é quello del cranio di Donna Concetta anche detta “a capa che suda” A differenza degli altri, macchiati da polvere o terra, esso appare sempre lucido e limpido per i più credenti è il sudore dell’anima che fatica nel Purgatorio per la sua ascesa al Paradiso! Secondo la tradizione, la capuzzella può essere strofinata per chiedere una grazia: se la mano si inumidisce, la richiesta è stata accolta; in caso contrario, se il cranio non suda, ciò significa che l’anima è troppo indaffarata per soddisfare le richieste del credente e non può aiutarlo.
    Il nome Donna Concetta è quello della prima devota a cui fu concessa una grazia dal teschio, una popolana molto conosciuta che non riusciva in alcun modo ad avere figli. Da quel momento, questo cranio divenne un talismano di fertilità.

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  6. Bhe questa mi è nuova e devo indagare visto che mio marito è di origini napoletane! Giuro che non ne ero a conoscienza pero’ per quanto inquietante mi affascina e spero di poter riuscire a visitare questo cimitero la prossima volta che sono a Napoli.

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  7. Ricordo vividamente di aver visto questo sito storico all’interno di una fiction e di esserne rimasta totalmente affascinata, è bello grazie a te scoprire dove sia e cosa sia nel dettaglio!

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  8. Ciao con te imparo sempre nuove cose e visto che sono una persona molto curiosa Mi piace scoprire sempre nuovi luoghi interessanti come questo da poter visitare
    A dirla tutta non ero proprio a conoscenza che esistesse Emi piacerebbe visitarlo appena tutto torna nella normalità Spero presto

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  9. Alla fine, gira che ti rigira, io Napoli devo ancora visitarla, nella mia vita adulta. Credo che sia una trascuratezza imperdonabile, perchè sono moltissimi i luoghi di fascino che raccoglie. Subito in WL.

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  10. Cara Maria Domenica mi hai fatto conoscere un luogo che io definirei mistico e mi attrae moltissimo. Sono stata a Napoli solo per un giorno e mi è rimasto molto da vedere: aggiungo sicuramente questa visita alla lista!

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  11. Che storia affascinante. Mi attirano i luoghi pieni di mistero e ammetto che non lo conoscevo. Sono stata a Napoli solo di passaggio, ma la prossima volta che ci torno, mi prendo una giornata di tempo per visitare questo cinitero. Grazie per aver condiviso queste informazioni così interessanti.

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  12. Amo visitare questo tipo di posti, per me hanno un fascino che non so descrivere a parole. Castelli con antiche leggende, case spettrali. Tutto ciò che é legato al paranormale mi incuriosisce molto. Appena si potrà fare lo visiterò

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  13. Ho visitato il cimitero delle Fontanelle durante il mio ultimo viaggio a Napoli, nella primavera del 2019. Ci sono sndata perchè mi incuriosiva questa usanza di adottare un cranio per riporre la speranza di un aiuto per avverare un desiderio. Lo spirito napoletano è meraviglioso, soprattutto per queste pratiche un po’ infantili ma sincere e profonde. È un luogo pieno di spiritualità.

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  14. Anche la seconda volta a Napoli, due anni fa, 4 giorni a disposizione, non sono stata a questo ossario, perché ho dovuto fare una selezione delle zone da visitare e ho lasciato fuori Rione Sanità (però ho visto il film ‘Il sindaco del Rione Sanità’, bellissimo!).
    Prossima volta non mancherò!

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