Quesito numero ventiquattro

Affidiamo il quesito di oggi ad Anthony De Mello che con la delicatezza delle sue parole affronta il tema della libertà di essere se stessi e dell’influenza dell’altro sulla propria persona:
“Se consentite a voi stessi di sentirvi bene quando la gente vi dice che siete O.K., vi state preparando a sentirvi male quando la gente vi dirà che non siete in gamba. Finchè si vive per soddisfare le aspettative di altri, bisogna stare attenti a come ci si veste, a come ci si pettina, al fatto che le scarpe siano sempre lucide – in breve al fatto di soddisfare sempre le loro maledette aspettative. E lo chiamate umano?”(cit. da “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” di Anthony de Mello, Piemme Pocket)

Our daily question belongs to Anthony De Mello who talks about the freedom and the possibility to be who we really are but also about how we are influenced by the people surrounding us:
“If you allow to yourself to feel good when people tell you that you are OK, you are preparing to feel bad when people will tell you that you are not. As long as you live to realize the expectations of others, you need to be careful how to dress, how to comb, that the shoes are always shiny – in short, to satisfy alwaystheir damned expectations. And this is human, on your opinion?” (from “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” of Anthony de Mello, Piemme Pocket)

Libere o prigioniere

Libere o prigioniere

Stavo leggendo alcuni articoli ieri mattina quando  all’improvviso mi sono imbattuta in un titolo che mi ha subito incuriosita ed attratta: “Siete libere o prigioniere della vita?”

L’articolo in questione parla di un progetto molto bello organizzato da Industria Filosofica di Ada Fiore:  portare il pensiero filosofico in un carcere femminile. Il luogo in questione è il penitenziario di Borgo San Nicola di Lecce e le destinatarie di questo esperimento sui generis sono Francesca, Maria Grazia, Maria, Melany, Paola, Adriana e Maria.

Sono donne che hanno commesso degli errori per i quali ora stanno scontando una pena ma soprattutto sono persone che vogliono riscattarsi e di ricominciare. Uno strumento per ricominciare può essere proprio la riflessione.

In occasione di questo laboratorio queste donne hanno avuto modo di conoscere meglio le proprie compagne ma soprattutto se stesse attraverso lo scambio di parole, pensieri e sogni, paure, ansie ed aspettative riguardanti il proprio presente e futuro.

Tra gli strumenti a disposizione c’erano i testi di Platone, Aristotele e Sant’Agostino le cui pagine hanno permesso a loro e a chi li ha guidati in questo percorso di riflettere su amore, amicizia, tempo e libertà.

L’ultimo punto in particolare porta ad una serie di domande sulle quali potremmo riflettere in questi giorni: quanto siamo liberi realmente? Quanto l’altro ci determina e ci limita? Quanto temiamo i confini che spesso noi stessi costruiamo?

Per curiosità:

https://www.facebook.com/industriafilosofica/?fref=ts

http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2017/11/05/siete-libere-o-prigioniere-della-vita-filosofia-carcere/

Maria Domenica Depalo

Free or prisoners

Free or prisoner

I was reading some articles when my attention was captured by a suggestive title: “Are you free or are you prisoner of your life?”

This article talks about a project organized by Industria Filosofica whose president is Ada Fiore: it concerns women in prison, the prison of Borgo di San Nicola. Francesca, Maria Grazia, Maria, Melany, Paola, Adriana and Maria have made some mistakes but now they are ready to begin a new phase of their life.

The philosophical meetings, whose arguments were different but strictly connected to the person they are,  have been fundamental. In those moments these women talked about desires, fears about the future and expectations. In this way they had the possibilities to know in a better and deeper way the person they are and the other women.

Reading the works of the ancient greek philosophers Aristotele, Platone and of the medieval one Saint Augustine, the new path based on reflection about universal themes like love, friendship,  time and freedom has begun and produced important results and a new consciousness.

Talking about the freedom: are we really free and how much? How much does the other determine and limit us? How much do we fear the borders we often build on our own?

Here you can find the article and other informations:

https://www.facebook.com/industriafilosofica/?fref=ts

http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2017/11/05/siete-libere-o-prigioniere-della-vita-filosofia-carcere/

Maria Domenica Depalo

I luoghi del pensiero

Quali sono i vostri luoghi del pensiero?

Questa sezione è dedicata a tutti i pensatori. C’è qualche spazio o luogo privilegiato nel quale le vostre riflessioni vedono la luce? Se lo vorrete, in questa pagina potrete parlare proprio dei luoghi in cui i vostri pensieri prendono forma e dove hanno modo di evolvere e maturare. In particolare a cosa pensate?

 

 

 

Quesito numero ventitre

“Perchè non concentrarsi sul presente invece di sperare in un avvenire migliore? […] Non è forse il futuro soltanto una nuova trappola?” (queste domande sono tratte da “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” di Anthony De Mello, ed. Piemme Pocket)

“We should concentrate only on the present and not on the future. Do you approve? […] The future is only a new trap, isn’t it?” (those questions have been written by Anthony De Mello)