La scuola salva

La scuola salva

“Tutto il male che si dice della scuola fa dimenticare il numero di bambini che ha salvato dalle tare, dai pregiudizi, dall’ottusità, dall’ignoranza, dalla stupidità, dalla cupidigia, dall’immobilità o dal fatalismo delle famiglie.”

Daniel Pennac

Oggi partiamo proprio dalle parole del mio amato Pennac per iniziare un percorso di riflessione sul ruolo della scuola e sulla sua capacità di incidere sulla vita di ognuno di noi. Spero che possa appassionarvi ed indurvi a confidare a questa pagina le vostre idee e pensieri a riguardo.

Spesso criticata e bistrattata, la scuola invece ha salvato e continua a salvare tante ragazze e numerosi ragazzi dall’ignoranza, dalla povertà culturale e dal rischio di imbarbarimento sociale che sembra voler prendere sempre più piede nella nostra realtà contemporanea.

Inevitabilmente il pensiero va quindi a chi rischia ogni giorno che il proprio diritto all’istruzione venga cancellato. Basti pensare alle ragazze afgane a cui è stato impedito di frequentare le scuole e l’università gettando così la loro vita ed il loro paese in un baratro di regresso ed oscurantismo che speravamo di non vedere più.

Pensiamo anche a chi si impegna quotidianamente a salvare i ragazzi e a chi si batte contro la dispersione scolastica. Perché la scuola deve e può salvare tutti.

Un ragazzo su sei fra i 18 e i 24 anni non ha il diploma, contro una ragazza su dieci. In Italia i cosiddetti “early leavers from education and training”, ossia coloro che non raggiungono il titolo di scuola secondaria di secondo grado e non sono impegnati in altre attività di formazione o di lavoro, sono ben più della media europea. Siamo inoltre lontani dal target del 9% fissato dall’Agenda delle Nazioni Unite per il 2030. (tratto da https://www.infodata.ilsole24ore.com/2023/07/28/la-dispersione-scolastica-riguarda-un-ragazzo-su-cinque/)

La scuola d’altronde non può ridursi a mero contenitore di nozioni o regole. Si deve configurare come altro, come una dimensione finalizzata non solo alla formazione ma anche all’evoluzione del singolo individuo.

Sarebbe però troppo riduttivo ritenere che tale processo debba riguardare solo i ragazzi. In realtà gli attori coinvolti sono molto più numerosi: gli alunni, gli insegnanti ma anche i genitori dei ragazzi che, nel loro percorso, non soltanto dovranno affiancarli ma anche accompagnarli. In questo modo potranno (potremo) divenire persone nuove pur mantenendo ben salda, ognuno di noi, la propria identità.

Cosa ne pensate?

Maria Domenica Depalo

P. S. Vi invito a leggere questo articolo dedicato ad una preside catanese che si è battuta perché nessuno rimanesse indietro ed i dati relativi alla dispersione scolastica in Italia ed in Europa.

https://www.google.com/amp/s/www.blogsicilia.it/catania/studenti-ministro-bianchi-abbandono/591774/amp/

La dispersione scolastica riguarda un ragazzo su cinque

Pausa

Ogni tanto abbiamo bisogno di riposare e di ricaricare le pile ma niente paura perché presto ci risentiremo.

Nel frattempo rileggete pure qualche vecchio articolo, commentatelo ma soprattutto divertitevi.

Se vi va, scrivete pure sulla nostra pagina Facebook oppure visitate il nostro profilo Instagram e Tik Tok.

A presto.

Maria Domenica Depalo

Buona Pasqua a tutti!

La redazione di fuoritempofuoriluogo augura a tutti voi una serena Pasqua all’insegna della condivisione, amicizia ed amore. Che questo giorno, indipendentemente dal credo religioso, porti a tutti speranza. Soprattutto speranza.

Auguri a tutti.

Pasqua – Ada Negri

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l’april l’amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch’oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo dì l’eterna giovinezza ».
lo passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.

I love Lego

Chi di noi non ha giocato almeno una volta nella vita con i Lego? Sì, proprio quei mattoncini di plastica con cui moltissimi appassionati di tutte le età hanno costruito nel tempo castelli, case o barche. Ovviamente amici sono tutte cose che io non ho mai realizzato (lo ribadisco onde evitare dimostrazioni pratiche  😅 ).

pixabay.com

Perché ve ne parlo? Ma perché fino al 19 marzo 2023 abbiamo l’occasione straordinaria di visitare una magnifica mostra dedicata proprio a loro. Si tratta di “I love Lego” ed è ospitata dallo Spazio Murat, in pieno centro a Bari.

Potremo ammirare “castelli ispirati alle epiche battaglie medievali e scene della seconda guerra mondiale; la città contemporanea con i suoi grattacieli, il centro storico, le aree ricreative e le stazioni ferroviarie, e gli scorci delle vie del centro storico di tipici villaggi bavaresi; la riproduzione di un paesaggio natalizio pieno di sorprese” (cit. da. https://www.finestresullarte.info/mostre/spazio-murat-bari-i-love-lego).

pixabay.com

Sarà anche possibile perdersi tra ambientazioni e personaggi di fantasia come Harry Potter o Dart Fener nonché tra le riproduzioni di opere d’arte come la Gioconda ed alcune opere dell’artista messicana Frida Kahlo.

tutte le immagini sono di pubblico dominio (pixabay.com)

Non resta allora che catapultarsi nello Spazio Murat dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 e perdersi con l’immaginazione e la passione tra  mattoncini colorati e sogni da costruire.

pixabay.com

Buon divertimento!

Link:

http://www.spaziomurat.it/

https://www.ansa.it/puglia/notizie/2022/12/09/i-love-lego-apre-a-bari-in-mostra-i-famosi-mattoncini_3f4fbdb7-ab48-4df2-9a9a-31ad7997f66f.html

https://www.finestresullarte.info/mostre/spazio-murat-bari-i-love-lego

Maria Domenica Depalo

Siamo in vacanza

A partire da questa settimana siamo in vacanza ma niente paura: ci siamo sempre per qualsiasi vostra curiosità ma anche per qualche scambio di idee.

Come sempre ci trovate su facebook, instagram, tiktok e twitter, pronti a fare una chiacchierata o a commentare un libro o fatto. Abbiamo anche una mail: fuoritempofuoriluogo@libero.it.

Non dimenticate i nostri “vecchi” articoli che vi invitiamo a leggere e rileggere.

A presto, amici. Buone vacanze ma soprattutto buon Natale e buon anno!

Maria Domenica Depalo

Momento poesia: Io li conosco i domani che non arrivano mai di Ezio Bosso

Il compositore, pianista e direttore d’orchestra torinese Ezio Bosso ci ha lasciato non solo musiche straordinarie ma anche parole intense e profonde come quelle dei versi poetici che seguono. Esse invitano a pensare al domani, al sole vero e alla rinascita a dispetto di qualsiasi mancanza o difficoltà. Queste anzi hanno il compito di ricordarci ciò che di bello c’è e le nostre fortune ma soprattutto che non bisogna arrendersi mai e che si deve combattere sempre.

immagine tratta da https://www.eziobosso.com/

Io li conosco i domani che non arrivano mai

Io li conosco I domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta
E la luce che manca da cercare dentro

Io li conosco i giorni che passano uguali
Fatti di sonno e dolore e sonno
per dimenticare il dolore

Conosco la paura di quei domani lontani
Che sembra il binocolo non basti

Ma questi giorni sono quelli per ricordare
Le cose belle fatte
Le fortune vissute
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci

Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Si, giocare a immaginare domani

Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo

Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare

Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno

Adesso però state a casa pensando a domani

E costruire è bellissimo
Il gioco più bello
Cominciamo…

Ezio Bosso

https://pixabay.com

Link:

“Io li conosco i domani che non arrivano mai”: la commovente poesia di Ezio Bosso

Real bodies finalmente a Bari

Real bodies finalmente a Bari

Finalmente “Real bodies” arriva nel nostro meraviglioso capoluogo. Il rinomato e bellissimo Teatro Margherita di Bari ospiterà infatti dal 21 novembre 2022 al 31 gennaio 2023 proprio quell’incredibile mostra della quale parlammo tempo fa (se non vi ricordate, cliccate sul link alla fine dell’articolo).

Lo scopo di questa mostra concepita da Gunther Von Hagens è indagare e comprendere meglio l’anatomia del corpo umano attraverso l’osservazione dei corpi umani in esposizione e dei loro organi.

Link: https://m.facebook.com/realbodiesworld/

Quest’ultimi in particolare vengono rappresentati nella loro “vitalità”, cioè mentre compiono gesti comuni e semplici come ad esempio correre o essere seduti su una panchina.

“Questa mostra nasce con la finalità di coinvolgere il territorio – spiega l’assessora comunale alle Culture, Ines Pierucci – In particolare l’Università e le scuole: puntiamo a declinare il concetto di corpo dal punto di vista scientifico, parlando anche di corretta alimentazione, ma pure nella forma espressiva artistica a esso legata, la danza” (cit. da https://bari.repubblica.it/cronaca/2022/06/09/news/a_bari_approda_real_bodies_veri_corpi_umani_e_organi_esposti_al_teatro_margherita_da_novembre-353155159/).

Link: https://m.facebook.com/realbodiesworld/

Il mio personale consiglio, una volta entrati nel Teatro Margherita, è quello di osservare con attenzione tali corpi che non vanno intesi solo come mezzi per spiegare e rappresentare la morte ma anzi come strumenti perfetti per mostrare la bellezza della vita attraverso la raffigurazione della complessità di quella macchina complessa che è il corpo umano.

Per quanto sembri dare spazio solo alla parte finale della vita, in realtà ne esprime appieno il senso profondo di preziosità, unicità e vitalità.

Link:

Home

https://m.facebook.com/realbodiesworld/?locale2=it_IT

Real bodies: quando la morte diventa arte

https://bari.repubblica.it/cronaca/2022/06/09/news/a_bari_approda_real_bodies_veri_corpi_umani_e_organi_esposti_al_teatro_margherita_da_novembre-353155159/

Maria Domenica Depalo

L’apprendimento

Il filosofo e studioso Umberto Galimberti spesso e volentieri si occupa di scuola ma soprattutto di apprendimento, sottolineando come “imparare” non possa essere identificato solo con il mero atto di acquisire passivamente nozioni, dati e numeri.

È necessario quindi riflettere sulla consapevolezza della necessità di un legame ineluttabile e stretto tra apprendimento e passione. Infatti se ci si appassiona alla materia, si impara meglio ma soprattutto si fanno proprie quelle nozioni che saranno utili non soltanto ai fini di una buona e felice carriera scolastica ma soprattutto ad un’evoluzione personale ed individuale importante e preziosa.

fonte: pixabay.com

Un ruolo importante a tal proposito va svolto proprio dagli insegnanti che devono essere in grado di incuriosire e di coinvolgere attivamente gli studenti nel processo formativo e apprenditivo. Solo chi riesce ad appassionare infatti, riesce ad insegnare. Proprio per questo ho deciso di pubblicare alcune parole proprio di Galimberti e legate a questo tema.

Sono sicura che non potranno che indurre a riflessioni attente ed oculate.

fonte: pixabay.com

𝐋’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, lo dice Platone, 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐚 𝐞𝐫𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚. Noi stessi abbiamo studiato volentieri le materie dei professori di cui eravamo innamorati e abbiamo tralasciato quelli di cui non avevamo alcun interesse.
A scuola è importante saper appassionare perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐛𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste.
(Cit. di Umberto Galimberti)

Maria Domenica Depalo

Studiate.

Tempo fa mi sono imbattuta in queste parole che, a mio parere, sono adattabilissime e perfette per i nostri ragazzi che pian piano stanno tornando a scuola e alla realtà dello studio proprio in questi giorni. Ragazzi, ma anche genitori, fate tesoro di questi versi: essi esprimono appieno il senso e la finalità primaria dell’apprendimento. Buona scuola e buono studio!

fonte: pixabay.com

Studiate.


Studiate.

Per amore del sapere, mai per i voti.
Perché sapere aiuta a essere.
E sapere tanto aiuta a essere tanto.
Studiate!
Perché la cultura rende liberi
e niente vale più della libertà.
Studiate!
Perché siamo le parole che conosciamo,
perché il pensiero crea la realtà.
Studiate!
Perché non conoscerete mai la noia
se amerete un libro, un paesaggio,
un quadro o la settimana enigmistica.
Studiate!
Perché studiando capirete le vostre qualità, le vostre inclinazioni, i vostri punti deboli.
Studiate la storia, perché il passato illumina il presente.
Studiate la geografia perché ogni luogo è anche un fiume, una montagna, un vento.
Studiate la matematica perché nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.
Studiate le lingue straniere, perché i viaggi sono le lezioni di vita più belle.
Studiate la biologia perché capire come fa a battere il cuore o perché il battito accelera se vi innamorate è meraviglioso.
Studiate la filosofia perché imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive più originali.
Studiate la letteratura perché vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.
Studiate la grammatica perché la differenza tra un accento e un apostrofo non è mai un dettaglio.
Studiate la musica, l’arte e la poesia!
Perché la bellezza è emozione e terapia.
Studiate la fisica e la chimica perché nell’atomo e nelle molecole si celano energie potentissime.
Studiate!
Perché quando smetti di imparare smetti di vivere.
Studiate ciò che vi piace ma anche ciò che ora vi sembra inutile.
Perché un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.
Studiate!
Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.
Perché lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!
Studiate!
Senza temere di dimenticare qualcosa.
Perché i buchi di memoria servono a fare spazio.
Perché la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.

Francesco De Sanctis (fonte della poesia facebook.com)

fonte: pixabay.com