L’apprendimento

Il filosofo e studioso Umberto Galimberti spesso e volentieri si occupa di scuola ma soprattutto di apprendimento, sottolineando come “imparare” non possa essere identificato solo con il mero atto di acquisire passivamente nozioni, dati e numeri.

รˆ necessario quindi riflettere sulla consapevolezza della necessitร  di un legame ineluttabile e stretto tra apprendimento e passione. Infatti se ci si appassiona alla materia, si impara meglio ma soprattutto si fanno proprie quelle nozioni che saranno utili non soltanto ai fini di una buona e felice carriera scolastica ma soprattutto ad un’evoluzione personale ed individuale importante e preziosa.

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Un ruolo importante a tal proposito va svolto proprio dagli insegnanti che devono essere in grado di incuriosire e di coinvolgere attivamente gli studenti nel processo formativo e apprenditivo. Solo chi riesce ad appassionare infatti, riesce ad insegnare. Proprio per questo ho deciso di pubblicare alcune parole proprio di Galimberti e legate a questo tema.

Sono sicura che non potranno che indurre a riflessioni attente ed oculate.

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๐‹โ€™๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ข๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ, lo dice Platone, ๐š๐ฏ๐ฏ๐ข๐ž๐ง๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฏ๐ข๐š ๐ž๐ซ๐จ๐ญ๐ข๐œ๐š. Noi stessi abbiamo studiato volentieri le materie dei professori di cui eravamo innamorati e abbiamo tralasciato quelli di cui non avevamo alcun interesse.
A scuola รจ importante saper appassionare perchรฉ gli adolescenti vivono lโ€™etร  per cui lโ€™unica cosa che conta รจ lโ€™amore, e se gli adolescenti si occupano dellโ€™amore bisogna andare lร  a cercarli. ๐€๐ญ๐ญ๐ข๐ซ๐š๐ซ๐ฅ๐ข ๐š ๐ฅ๐ข๐ฏ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ž๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐›๐ซ๐ž๐œ๐œ๐ข๐š ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐š๐ซ๐ž ๐ฉ๐จ๐ข ๐š๐ฅ ๐ฅ๐ข๐ฏ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ฎ๐š๐ฅ๐ž. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste.
(Cit. di Umberto Galimberti)

Maria Domenica Depalo

Studiate.

Tempo fa mi sono imbattuta in queste parole che, a mio parere, sono adattabilissime e perfette per i nostri ragazzi che pian piano stanno tornando a scuola e alla realtร  dello studio proprio in questi giorni. Ragazzi, ma anche genitori, fate tesoro di questi versi: essi esprimono appieno il senso e la finalitร  primaria dell’apprendimento. Buona scuola e buono studio!

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Studiate.


Studiate.

Per amore del sapere, mai per i voti.
Perchรฉ sapere aiuta a essere.
E sapere tanto aiuta a essere tanto.
Studiate!
Perchรฉ la cultura rende liberi
e niente vale piรน della libertร .
Studiate!
Perchรฉ siamo le parole che conosciamo,
perchรฉ il pensiero crea la realtร .
Studiate!
Perchรฉ non conoscerete mai la noia
se amerete un libro, un paesaggio,
un quadro o la settimana enigmistica.
Studiate!
Perchรฉ studiando capirete le vostre qualitร , le vostre inclinazioni, i vostri punti deboli.
Studiate la storia, perchรฉ il passato illumina il presente.
Studiate la geografia perchรฉ ogni luogo รจ anche un fiume, una montagna, un vento.
Studiate la matematica perchรฉ nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.
Studiate le lingue straniere, perchรฉ i viaggi sono le lezioni di vita piรน belle.
Studiate la biologia perchรฉ capire come fa a battere il cuore o perchรฉ il battito accelera se vi innamorate รจ meraviglioso.
Studiate la filosofia perchรฉ imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive piรน originali.
Studiate la letteratura perchรฉ vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.
Studiate la grammatica perchรฉ la differenza tra un accento e un apostrofo non รจ mai un dettaglio.
Studiate la musica, lโ€™arte e la poesia!
Perchรฉ la bellezza รจ emozione e terapia.
Studiate la fisica e la chimica perchรฉ nellโ€™atomo e nelle molecole si celano energie potentissime.
Studiate!
Perchรฉ quando smetti di imparare smetti di vivere.
Studiate ciรฒ che vi piace ma anche ciรฒ che ora vi sembra inutile.
Perchรฉ un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.
Studiate!
Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.
Perchรฉ lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!
Studiate!
Senza temere di dimenticare qualcosa.
Perchรฉ i buchi di memoria servono a fare spazio.
Perchรฉ la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.

Francesco De Sanctis (fonte della poesia facebook.com)

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How far is the moon?

How far is the moon?

Hi little philosophers,

today our philosophy lesson will be a little different than usual. In fact, I will ask you a question: how far is the moon? No, I don’t mean in terms of kilometers but in terms of imagination and dreams.

Have you ever imagined to travel in space and to reach the lunar soil taking a few steps? Actually we should say “jumps” and not steps because the lunar force of gravity is different than the earth one and you are so light that you can practically walk making small leaps.

Photo by Dom Le Roy on Pexels.com

What would you do on the moon? Who or what could you see but, above all, why all these strange questions? Simple. I would like to know how important your dreams are and how far you can go to make them come true.

Which is your closest dream and which is the most distant one? Can all dreams be achieved or is there someone who, once they have fled to the moon, cannot be captured? How far are your dreams from you? How far is the moon?

Photo by Rok Romih on Pexels.com

Maria Domenica Depalo

Ability and duty to choose: Sรธren Kierkegaard

Ability and duty to choose: Sรธren Kierkegaard

Little dear philosophers,

Have you ever had to choose between two or more equally attractive proposals, or have you ever thought what it would have been like if you had made one decision rather than another?

Making choices is part of our life: it gives us the opportunity to mature, evolve and become better. Choosing makes us conscientious and more aware of who we are, of our actions and their consequences for ourselves and others.

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If we didn’t choose what kind of human beings would we be? Certainly we arenโ€™t tree trunks that are dragged by the water of a river: we are people with a reason that makes us different from others, that determines and that helps us to understand what to do.

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To talk about the ability and also the duty to choose was the Danish philosopher Sรธren Kierkegaard in his work “Aut-Aut” of 1843. In his interesting investigation, he starts from the idea that each of us can choose. However, the many possibilities before us can lead us incredibly to a state of distress precisely because we do not know what might be the right choice for us. But choosing is necessary: you have to decide between the various options the one that is right for you.

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How do you choose? Do you let yourself be guided by reason or by heart?

Maria Domenica Depalo

La capacitร  ed il dovere di scegliere: Sรธren Kierkegaard

La capacitร  ed il dovere di scegliere: Sรธren Kierkegaard

Cari piccoli filosofi,

Vi siete mai trovati nella situazione di dover scegliere tra due o piรน proposte tutte ugualmente accattivanti oppure vi รจ mai capitato di pensare come sarebbe stato se aveste preso una decisione piuttosto che unโ€™altra?

Dover compiere delle scelte fa parte del percorso di vita di ognuno di noi: ci dร  infatti la possibilitร  di maturare, di evolverci e di diventare migliori. Scegliere ci rende responsabili e maggiormente consapevoli di chi siamo, delle nostre azioni e delle loro conseguenze sulla nostra persona e sugli altri.

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Se noi non scegliessimo cosa ne sarebbe di noi come esseri umani? Non siamo di certo dei tronchi dโ€™albero che vengono trascinati dalla corrente di un fiume: siamo persone senzienti, quindi con una ragione che ci distingue dagli altri, che ci determina e che ci aiuta a comprendere cosa fare.

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Ad occuparsi della capacitร  ma anche del dovere di scegliere fu il filosofo danese Sรธren Kierkegaard nella sua opera โ€œAut-Autโ€ del 1843. Nella sua interessante indagine, egli parte dallโ€™idea che ognuno di noi puรฒ scegliere. Tuttavia le numerose possibilitร  che abbiamo dinanzi possono portarci incredibilmente ad uno stato di angoscia proprio perchรฉ non sappiamo quale potrebbe essere la scelta piรน giusta per noi. Scegliere perรฒ รจ necessario: bisogna saper decidere tra le varie opzioni quella piรน giusta per noi.

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Voi come scegliete? Vi fate guidare dalla ragione o dal cuore?

Maria Domenica Depalo

Friendship and Enmity according to Empedocle

Friendship and Enmity according to Empedocle

Welcome back little philosophers to our monthly space. Today we will start with two words that will guide our lesson: are you ready to start?
The terms in question will be Philia and Neikos. The first word corresponds to Friendship while the second to Enmity. Empedocle used them in his scientific and philosophical researches. Lived in the 5th century BC he was a philosopher, a doctor and a poet but above all he was an extremely curious man. Consider him a detective. Actually every philosopher should be considered this way.

Detective, Ricerca, Uomo, Ingrandimento, Inchiesta
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According to Empedocle, Philia and Neikos are the reasons of the union or the disjunction of the four roots of our world, namely air, earth, water and fire. Even birth and death would be closely linked to those two causes.

But let us try to understand better. What happens when you argue? Everyone tries to prevail over the other. So, this is what happens to our two principles: when Philia prevails, the roots of our world come together creating the reality in which we live while when Neikos prevails the roots move away and the creative process ends.

However, just as we fight, we are looking for a balance, an agreement that is good for all parties so friendship and enmity also seek a balance that satisfies both of them. Because if one succumbs the other succumbs too, because they are closely linked to each other.

Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero, Luce Del Sole
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So, that’s all for now. See you next time, little wise kids.


Maria Domenica Depalo

Amicizia ed Inimicizia secondo Empedocle

Amicizia ed Inimicizia secondo Empedocle

Bentornati piccoli filosofi allo spazio mensile dedicato a voi. Oggi partiremo da due parole che fungeranno da guida proprio per la nostra lezione: siete pronti?

I termini in questione saranno Philia e Neikos. La prima parola corrisponde ad Amicizia mentre la seconda ad Inimicizia. Ad averle usate nelle proprie indagini scientifiche fu Empedocle. Vissuto nel V secolo a. C. egli fu filosofo, medico e poeta ma soprattutto fu un uomo estremamente curioso. Consideratelo un detective. Anzi, in realtร  tutti i filosofi andrebbero considerati tali.

Detective, Ricerca, Uomo, Ingrandimento, Inchiesta
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Secondo Empedocle, Philia e Neikos sarebbero i principi alla base dellโ€™unione o della disgiunzione delle quattro radici o archai del nostro mondo, cioรจ aria, terra, acqua e fuoco. Persino la nascita e la morte sarebbero strettamente legate a quelle due cause.

Ma cerchiamo di comprendere meglio questo aspetto. Cosa succede quando si litiga? Si tende a far prevalere le proprie ragioni prevaricando sullโ€™altro. Ecco, questo รจ quello che succede ai nostri due principi: quando prevale Philia, le radici del nostro mondo si uniscono creando la realtร  nella quale viviamo mentre invece quando prevale Neikos le radici si allontanano ed il processo creativo ha fine.

Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero, Luce Del Sole
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Tuttavia, esattamente come quando si litiga, si cerca un punto di equilibrio, un accordo che vada bene per tutte le parti cosรฌ anche Amicizia ed Inimicizia cercano un equilibrio che le soddisfi entrambe. Perchรฉ se soccombe una soccombe lโ€™altra, essendo strettamente legate lโ€™una allโ€™altra.

Alla prossima, piccoli saggi.

Maria Domenica Depalo

Love according to Plato

Hello little thinkers and welcome back to our monthly appointment with the philosophical thought. Are you curious to discover the topic of February and to know the philosopher who will accompany us during our reflections? Good. So let’s start.

What month are we in? February. And February is the month ofโ€ฆ Yes, exactly. This is the month of love. But what is love? Can you define it?

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We will try to give a definition of it through the help of one of the most interesting philosophers of the past. He spoke about it extensively in two of his works the Phaedrus and the Symposium.

We are talking about Plato. Member of a noble family, he was born in Athens around 428 a.C. Interested in politics and how to educate every person so to have a good citizen, he founded a school, the Academy, where he dedicated himself to his political and philosophical studies. He writes many dialogues and the main character of almost his writings was Socrates, an extraordinary man and thinker that we will talk about in the future.

Plato deals with politics, knowledge, body and spiritual reality but also love. In the Symposium he ideally invites each of us to attend a banquet precisely in the company of Socrates, but also that of the playwright Aristophanes and the tragic poet Agathone to talk about this topic.

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Love is described as son of Penรฌa (poverty) and Pรฒros (richness). According to Plato, in fact, the man is “poor” because he misses something. That something is the Beauty that is far from us. To achieve it we are ready to overcome our limits and imperfections, approaching the true beauty and perfection that will allow us to “enrich ourselves”.

Love just does that: it helps us to lose our ugly sides and to become better and more beautiful. What do you think? How should love make each of us? And do you feel enriched or impoverished by it?

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Maria Domenica Depalo

L’amore secondo Platone

Bentornati piccoli pensatori al nostro appuntamento mensile con la filosofia. Siete curiosi di scoprire l’argomento di febbraio e di conoscere il pensatore che ci accompagnerร  durante le nostre riflessioni? Bene. Allora cominciamo.

In quale mese siamo? Febbraio. E Febbraio รจ il mese del…Sรฌ, esatto. Questo รจ il mese dedicato all’amore. Ma cos’รจ l’amore? Sapreste definirlo?

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Noi cercheremo di formularne una definizione grazie anche all’aiuto di uno dei pensatori piรน interessanti della filosofia antica che ne ha parlato ampiamente in due delle sue numerose opere giunte fino a noi, cioรจ il Fedro ed il Simposio.

Cominciamo a conoscere il nome di questo pensatore. Si tratta di Platone. Di origine nobile, nasce ad Atene intorno al 428 a. C. Interessato di politica e di come educare ogni persona perchรฉ possa essere un bravo cittadino, fonda una scuola, l’Accademia, nella quale si dedica ai suoi studi politici e filosofici. Scrive tantissimi dialoghi ed il protagonista di quasi tutti i suoi scritti รจ Socrate, uomo e pensatore straordinario di cui perรฒ parleremo in futuro.

Platone si occupa di politica, di conoscenza, della realtร  corporea e di quella spirituale ma anche di amore. Nel Simposio egli invita idealmente ognuno di noi a partecipare ad un banchetto proprio in compagnia di Socrate, ma anche di quella del commediografo Aristofane e del poeta tragico Agatone per parlare di questo argomento.

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L’amore viene descritto come figlio di Penรฌa (povertร ) e di Pรฒros (ricchezza). Secondo Platone infatti l’uomo sarebbe “povero” perchรฉ sente di essere privo qualcosa. Quel qualcosa รจ il bello che perรฒ รจ lontano da noi. E proprio per raggiungerlo siamo disposti a superare i nostri limiti e le nostre imperfezioni, avvicinandoci alla vera bellezza e perfezione che sono le uniche realtร  che ci permetteranno di “arricchirci”.

L’amore fa proprio questo: ci permette liberarci delle nostre brutture e ci aiuta a diventare migliori e piรน belli. Voi cosa ne pensate? L’amore come dovrebbe rendere ognuno di noi? E voi vi sentite arricchiti o impoveriti da esso?

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Maria Domenica Depalo

L’amicizia

Benvenuti bambini allo spazio dedicato a voi e ai vostri quesiti, pensieri, idee e riflessioni filosofiche. Da oggi, miei piccoli filosofi, ricominciamo un percorso interrotto qualche tempo fa e lo facciamo con un argomento che riguarda tutti noi da vicino: l’amicizia. Da bravi pensatori non ci accontentiamo dell’ovvio ma, da detective quali siamo, indaghiamo cercando di scoprire le ragioni e le cause di qualsiasi fenomeno, da quello piรน banale a quello piรน complesso: d’altronde filosofia vuol dire proprio amore per il sapere e la conoscenza. Ecco perchรฉ ci occuperemo di questo argomento. Siete pronti a rispondere ad alcune domande ma soprattutto a rifletterci su?

Che valore date ai vostri amici e voi che tipo di amici siete?

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Moltissimi filosofi hanno giร  affrontato questo tema in passato. Uno di questi fu lo stagirita Aristotele (384 a.C. – 322 a.C) che ne parlรฒ nell’opera Etica Nicomachea. Conosceremo meglio questo studioso in futuro quando parleremo di logica e di scienza. Per adesso sappiate che fu un appassionato di…. ogni cosa (era infatti un polimata) e quindi anche di amicizia.

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Fu proprio Aristotele a pronunciare un pensiero sul quale potremo indugiare un po’. Che ne dite? Egli afferma che Ci sono tre tipi di amicizia: amicizia basata sul piacere; amicizia basata sull’interesse; amicizia basata sulla bontร  (cit. Arist). Quindi secondo lo stagirita, si puรฒ essere amici solo per gioco (quindi temporaneamente) oppure per interesse (se si vuole qualcosa dall’altra persona).

Tuttavia non sono proprio la fiducia, il rispetto e l’affetto le basi di una solida e vera amicizia, cioรจ di un’amicizia basata sulla bontร ? Quindi vi chiedo: si diventa amici solo per divertirsi, per avere qualcosa in cambio oppure per affetto? E voi che amici siete?

Se vi va, rispondete alle mie domande e fatemi sapere cosa ne pensate.

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Maria Domenica Depalo