Il compositore, pianista e direttore d’orchestra torinese Ezio Bosso ci ha lasciato non solo musiche straordinarie ma anche parole intense e profonde come quelle dei versi poetici che seguono. Esse invitano a pensare al domani, al sole vero e alla rinascita a dispetto di qualsiasi mancanza o difficoltà. Queste anzi hanno il compito di ricordarci ciò che di bello c’è e le nostre fortune ma soprattutto che non bisogna arrendersi mai e che si deve combattere sempre.
Finalmente “Real bodies” arriva nel nostro meraviglioso capoluogo. Il rinomato e bellissimo Teatro Margherita di Bari ospiterà infatti dal 21 novembre 2022 al 31 gennaio 2023 proprio quell’incredibile mostra della quale parlammo tempo fa (se non vi ricordate, cliccate sul link alla fine dell’articolo).
Lo scopo di questa mostra concepita da Gunther Von Hagens è indagare e comprendere meglio l’anatomia del corpo umano attraverso l’osservazione dei corpi umani in esposizione e dei loro organi.
Quest’ultimi in particolare vengono rappresentati nella loro “vitalità”, cioè mentre compiono gesti comuni e semplici come ad esempio correre o essere seduti su una panchina.
Il mio personale consiglio, una volta entrati nel Teatro Margherita, è quello di osservare con attenzione tali corpi che non vanno intesi solo come mezzi per spiegare e rappresentare la morte ma anzi come strumenti perfetti per mostrare la bellezza della vita attraverso la raffigurazione della complessità di quella macchina complessa che è il corpo umano.
Per quanto sembri dare spazio solo alla parte finale della vita, in realtà ne esprime appieno il senso profondo di preziosità, unicità e vitalità.
Parole su carta: recensione di “Assassinio sul Nilo” di Agatha Christie.
Amore, passione, intelligenza e disperazione, suspense e sorpresa: ecco alcuni degli elementi più significativi di uno dei romanzi più noti ed apprezzati di Agatha Christie.
Il protagonista indiscusso è Hercule Poirot che sarà impegnato, suo malgrado, in un inaspettato e cavilloso caso di omicidio.
Luogo dell’assassinio? Il Karnak, un’imbarcazione che ospita personaggi dell’alta società europea che, per un gioco crudele del destino o per un piano astuto e sottilmente acuto di una mente attenta, saranno protagoniste di una serie di omicidi.
I meravigliosi paesaggi egiziani diventeranno testimoni dell’omicidio della bellissima Linnet Ridgeway, giovanissima e bellissima ereditiera inglese nonché novella sposa di Simone Doyle.
A questa prima morte ne seguiranno altre ma non voglio aggiungere nulla di più.
Uno dei primi sospettati del crimine potrebbe apparire Jacqueline de Bellefort, un tempo amica di Linnet ed ex fidanzata del marito, partita all’insaputa della coppia con l’intento di tormentarla e di rovinarne il viaggio di nozze.
A distruggerlo sarà però un colpo di pistola.
I personaggi che inevitabilmente saranno coinvolti in questo dramma criminale sono davvero numerosi ed intriganti, ognuno con i propri tormenti e segreti.
Tuttavia nessun segreto riesce a restare tale a lungo quando a compiere le indagini c’è l’investigatore belga più noto al mondo.
Non voglio però anticiparvi altro invitandovi quindi alla lettura di questo libro, dal quale è stato tratto anche un film che spero di riuscire a vedere quanto prima.
Amiche ed amici di fuoritempofuoriluogo, l’oroscopo di novembre sarà un po’ cattivello. La sfera di cristallo infatti non aveva voglia di nascondersi dietro quel velo di una bontà che non le è mai appartenuto e così ha deciso di mostrarsi in tutta la sua schiettezza e verità. Quindi, preparatevi al peggio. Il mio consiglio? Rideteci su anche perché è tutto falso.
Ariete:
Attenti ai falsi amici: rimpiangerete quelli che avete trascurato. Niente paura però: basterà pentirsi e chiedere scusa. Forse in questo modo riuscirete a recuperare.
Toro:
Siete incontenibili ma soprattutto incontentabili. Vi consiglio di praticare un po’ di sano yoga concentrandovi in particolare sulla gestione della pazienza.
Gemelli:
Spesso la gente può deludere ma trascorrere la vita da gattari, rinchiusi in un eremo, non è la soluzione giusta. Pensateci seriamente.
Cancro:
Vi si riconosce da lontani ultimamente. Presi dalla vostra proverbiale simpatia, per tutti avete sempre una parola gentile condita di sarcasmo acido. Sarebbe consigliabile un atteggiamento più propositivo.
Leone:
Le cose procedono ma la direzione è quella giusta? Io controllerei il navigatore (sì, è una battuta squallida ma questo mese va così).
Vergine:
Credete davvero che tutto quella vostra mania di perfezionismo vi potrà portare lontano? Avete ragione: verrete infatti manda…ops verrete caldamente invitati a frequentare luoghi nuovi ma soprattutto lontani, più consoni alla vostra personalità.
Bilancia:
Fatevene una ragione: siete ancora ben lontani dal raggiungere il vostro equilibrio sentimentale, relazionale e lavorativo. Nel frattempo giocate a calcetto.
Scorpione:
Non salutate la gente, trascurate le vostre amicizie ed i vostri partner per guardare “The house of the dragon”? Serie favolosa ma poi non lamentatevi se nessuno vi chiama per giocare a burraco.
Sagittario:
Con quelle freccette siete anacronistici e fuori tempo nonché fuori luogo (😉). Se proprio volete dare una mano alla vostra amica single, presentatele il vostro improbabile vicino con le fantasie sugli unicorni.
Capricorno:
La vostra fissazione per l’ordine ha raggiunto livelli mai visti prima. Narra la leggenda che chiunque si rifiuti di seguire le vostre disposizioni, venga mandato da voi nelle peggiori bettole ad imparare l’uso dello straccio e del detersivo sotto la supervisione di Mastro Lindo.
Acquario:
Per quanto siate i miei prediletti (per ovvi motivi 😉) non posso esimermi dal sottolineare quanto la vostra testardaggine NON vi stia portando lontano. Al massimo vi porterà alla follia.
Pesci:
Siete gli ultimi dell’oroscopo ma non per questo vi sentirete tali sul lavoro e nel rapporto con gli altri. Attenti però: la differenza apparentemente enorme tra orgoglio e arroganza è in realtà sottile. Peccato non saperla riconoscere.
Born as platforms with high pervasive power (we cannot do without despite having lived very well without them for many years), social networks as Facebook, WhatsApp and Twitter, despite their category of belonging, are a potential instrument of isolation par excellence.
This statement could appear paradoxical since, being “social” realities (even if virtual), they should have an aggregating function. However, the opposite is often frequent.
In the moment of a virtual interaction with the other, this “other” while actually existing and appearing real, in reality is merely illusory, being present only on the screen but absent in its authentic corporeality and effectiveness.
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However, the power of social media is not limited only to the ability to unite or isolate. There is something more intimate and deeper. So let’s start with some questions: how many hours do we spend in the company of social media, how much do they influence and determine us? Are our behavior and our relating to others and to our person affected by them?
In 1994, the Austrian philosopher Karl Popper dealt with the ability and power of television to influence the individual with his essay entitled Bad Teacher Television. Popper was convinced that television could affect viewers’ ideas, thoughts, actions and behaviors, albeit unconsciously but still in an important way. Our philosopher, who had had the opportunity to work with the psychoanalyst Alfred Adler, was convinced that the pervasive power of television was so strong that it could profoundly affect the cognitive development of children and that its power should therefore be reduced.
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Is it possible to apply Popper thinks also to the social networks? I really think so. Just think of the “virality” of some videos and the messages they convey, sometimes positive but sometimes also full of violence.
It would therefore be necessary to have a real education in the correct use of these realities that are now so essential in everyone’s life, regardless of age. And you, how do you relate to social medias? What use do you make of them? If you like want, share your thoughts in the comment space. Thank you.
“Pensi sempre e solo a te! Non t’importa degli altri.” Quante volte ci è capitato di ascoltare o addirittura di pronunciare tali parole con foga e convinzione.
Siamo soliti infatti attribuire al termine “egoismo” un’accezione ed un significato profondamente negativi. Ma siamo proprio sicuri che sia corretto al cento per cento?
Nessuno mette in dubbio il fatto che la persona egoista sia colei che ignora chi la circonda concentrandosi solo su sé stessa e sulle proprie esigenze, disinteressandosi quindi totalmente di quelle degli altri.
Ma siamo certi che sia sempre così sbagliato pensare alle proprie necessità? Non sarebbe più corretto parlare dell’esistenza anche di una forma di egoismo corrispondente in realtà ad una presa di coscienza e consapevolezza della propria persona ed individualità, nonché del proprio valore?
“Senza egoismo l’autostima non c’è. È ovvio che può diventare problematico quando diventa la caratteristica principale di una personalità ma allo stesso tempo anche l’eccesso di altruismo può diventare dannoso e negativo”. (cit. di Matteo Merigo, psicologo e psicoterapeuta da fanpage.it)
Essere troppo altruisti e disponibile può in effetti portare a risvolti negativi, non soltanto per quanto riguarda le proprie relazioni ma anche e soprattutto per quanto concerne la propria persona intesa come individuo. Attenzione perché parliamo di individuo e non di individualismo.
L’autoreferenzialità del resto viene disgiunta dall’altruismo ma allo stesso tempo non può non essere legata alla ricerca e al raggiungimento del proprio IO e del proprio equilibrio interiore.
Dare spazio a se stessi è assolutamente fondamentale oltre che necessario. Si tratta infatti di una forma di egoismo che in realtà è ricerca di sé e di ciò che ci determina e che va salvaguardato.
Essere in grado di dire di no e di dare spazio ai propri progetti è un diritto imprescindibile del quale nessuno può fare a meno e di cui non si può essere privati perché ci permette di raggiungere un benessere personale ed individuale che può portarci anche ad aprirci agli altri e di mostrarci ma soprattutto essere altruisti.
Paradossalmente l’egoismo, inteso come attenzione e cura di sé, può essere quindi concepito come precondizione di quella forma alta e preziosa di attenzione per l’altro che è l’altruismo.
Il filosofo e studioso Umberto Galimberti spesso e volentieri si occupa di scuola ma soprattutto di apprendimento, sottolineando come “imparare” non possa essere identificato solo con il mero atto di acquisire passivamente nozioni, dati e numeri.
È necessario quindi riflettere sulla consapevolezza della necessità di un legame ineluttabile e stretto tra apprendimento e passione. Infatti se ci si appassiona alla materia, si impara meglio ma soprattutto si fanno proprie quelle nozioni che saranno utili non soltanto ai fini di una buona e felice carriera scolastica ma soprattutto ad un’evoluzione personale ed individuale importante e preziosa.
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Un ruolo importante a tal proposito va svolto proprio dagli insegnanti che devono essere in grado di incuriosire e di coinvolgere attivamente gli studenti nel processo formativo e apprenditivo. Solo chi riesce ad appassionare infatti, riesce ad insegnare. Proprio per questo ho deciso di pubblicare alcune parole proprio di Galimberti e legate a questo tema.
Sono sicura che non potranno che indurre a riflessioni attente ed oculate.
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𝐋’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, lo dice Platone, 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐚 𝐞𝐫𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚. Noi stessi abbiamo studiato volentieri le materie dei professori di cui eravamo innamorati e abbiamo tralasciato quelli di cui non avevamo alcun interesse. A scuola è importante saper appassionare perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐛𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste. (Cit. di Umberto Galimberti)
Parole su carta: “Non dimenticarlo mai” di Federica Bosco.
Un’improvvisa presa di coscienza, una consapevolezza mai percepita prima o forse solo semplicemente tenuta ben nascosta dietro finte certezze, un modo diverso di volgere lo sguardo alle cose come se le si cogliesse per la prima volta per come sono, costituiscono il punto di partenza di un racconto che lascerà inevitabilmente un segno in chi ne leggerà le parole.
La loro protagonista è Giulia, personaggio principale del nuovo romanzo di Federica Bosco, una delle scrittrici italiane più interessanti e talentuose del panorama letterario italiano, in grado di cogliere appieno domande, esigenze, tormenti e speranze di ognuna di noi.
Nel giorno del suo compleanno, alle soglie dei cinquant’anni, Giulia comprende di voler essere madre. Lo scopre attraverso un vero e proprio attacco di panico che la mette e a nudo e che le dà la possibilità di comprendere che la sua vita, così com’è strutturata, è vuota e priva di significato. Tutta le sue conquiste professionali – Giulia è una giornalista – i suoi apericena, le sue corse e persino la sua stessa persona perdono di significato dinanzi a questa esigenza. “Chi ero io? A chi appartenevo? Dov’erano le mie radici? La mia discendenza? La mia famiglia? Dov’erano i miei figli? Questa fu la frase che mi fece gelare il sangue….” (cit. tratta dal romanzo)
Giulia si rende conto che il tempo scorre in fretta e che gliene resta davvero poco per tentare di realizzare questo suo sogno esploso in modo così forte, dirompente ma soprattutto inaspettato. La sua scelta si scontra con lo scetticismo delle sue amiche, con la freddezza e crudeltà di una madre anaffettiva e ludopatica ma anche con il narcisismo del suo compagno Massimo concentrato solo su stesso e assolutamente incapace di provare empatia. La costante ricerca di conferme e di affetto d’altronde porta Giulia ad accettare tutto.
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Tuttavia il suo difficile percorso di ricerca di un figlio le permetterà di comprendere ciò che è giusto per lei e di imparare ad allontanare da sé ciò che potrebbe impedirle di realizzare il suo sogno.
Ho amato sin dalle prime parole questo libro perché, attraverso le sue pagine riesce ad esprimere appieno il profondo senso di smarrimento e di inadeguatezza di chi crede di non avere diritto di tentare ad essere madre per la paura del giudizio altrui, del tempo che passa e di una società che sembra non voler accogliere il legittimo desiderio di dare continuità ai propri sogni e progetti anche attraverso un figlio da amare in maniera incondizionata.
Consiglio questo libro a tutti: a tutte le donne che desiderano essere madri (single o in compagnia), a chi lo è già, a chi non desidera esserlo ma anche agli uomini perché tutti comprendano che generare un figlio è un evento così prezioso da non poter essere relegato alla mera riproduzione biologica. Diventare genitore vuol dire diventare una persona nuova con nuove priorità ed idee, sogni e progetti. Da condividere.
Pronti a scoprire cosa riservano gli astri? La sorte sarà clemente o no? Indipendentemente da quello che leggerete, ricordate che in realtà tutto o quasi dipende solo da voi. Buona lettura, amici.
Ariete:
Le apparenze ingannano. Ricordatevene la prossima volta che pensate di aver saputo ben interpretare il comportamento di una persona.
Toro:
Ultimamente siete molto duri con voi stessi. Imparate ad amare anche i vostri difetti: fanno parte di voi e vi identificano.
Gemelli:
Dite la verità: state cominciando ad apprezzare la solitudine? Non c’è nulla di male a voler restare un po’ con se stessi ogni tanto: è il modo migliore per rigenerarsi.
Cancro:
Sarete più pimpanti, più attivi ed in particolare più volenterosi del solito. Ne saranno contenti tutti, soprattutto i vostri colleghi di lavoro.
Leone:
Siete stanchi delle solite chiacchiere, delle solite cose ma soprattutto delle stesse persone. Peccato: se foste più attenti, notereste che anche in ciò che pensiamo di sapere già c’è sempre qualcosa di nuovo.
Vergine:
Non potete controllare tutti e tutto. L’imprevedibile è inevitabile ma soprattutto è dietro l’angolo: mettevelo in testa. Ne trarrete vantaggio.
Bilancia:
Le cose non vanno come volete? Pazienza. Ce ne saranno sicuramente altre ma voi non demordete mai!
Scorpione:
I pianeti vi sono contrari? È normale, non preoccupatevi. L’importante è resistere e non arrendersi mai.
Sagittario:
Siete bravi a scorgere la verità e a smascherare i bugiardi. Tuttavia questo può portarvi a perdere degli “amici”. Evidentemente non erano amici.
Capricorno:
Forse è arrivato il momento di pensare ad una vacanza. Lo so: ultimamente siete molto impegnati con il lavoro ma dovete dedicarvi di più a voi stessi.
Acquario:
Ribellatevi! Non permettete a niente e a nessuno di schiacciarvi e di comprimere la vostra anima.
Pesci:
State lontani da chi vi infastidisce. La vita è troppo breve per subire la presenza fastidiosa di chi evidentemente non ha nulla da fare.
Strongly linked to the future but unknowable, destiny or fate has fascinated everyone in its uncertainty and darkness since ancient times. It was represented by the three Moira in Greek mythology and by the Fates in the Roman one. Intent on weaving the life of men as if it were a thread, unwinding it without apparent logic and cutting it suddenly severing the life of each individual, they perfectly embodied the unpredictability of fate.
However, not only mythology but also physics speak about the unpredictability and obscurity of destiny. Just think in this regard of Heisenberg’s uncertainty principle which states that it is impossible to know the speed and the position of a particle at the same time.
“This principle establishes the impossibility for science to arrive at a complete knowledge of reality. The fact that it is not possible to determine in any way all the variables of a physical system means, in fact, that it is not possible to accurately establish its future evolution “. (quoted from “Destiny: the future is never written” by Rossana Rossi, in Airone, year XXXIII n ° 403, November 2014)
Does it all depend on us? I believe that a lot of what we live depends on us and on our conscious and not random choices. We are not rag dolls at the mercy of some divinity who enjoys playing with our life and upsetting it. We can choose and the course of the events derives from our choices. Of course, faced with the multiplicity of options and variables in life, a constant question always remains: “What if I had done so instead of that way?”
Unfortunately or fortunately we will never be able to have a satisfactory answer to this question. What remains is only the awareness that almost everything is in our hands. It is up to us to decide whether to continue undeterred or to change direction and face the consequences. Concluding the article, some questions spontaneously arise which I hope you will answer in the space dedicated to comments.
1. Are you satisfied with the course of our life and destiny right now or would you like to change it?
2. Are you willing to change it and commit yourself to it?