La luna: celebrazioni e ricordi

La luna: celebrazioni e ricordi

Fonte di pensieri e versi per poeti e artisti ma allo stesso tempo rifugio ed ispirazione per ognuno di noi, la luna, così lontana ma allo stesso tempo così vicina, ci affascina e ci influenza. Mutevole ci appare nel suo essere falce, nel suo mostrarsi a metà e quindi intera. Tuttavia, per quanto “lunatica” essa possa essere nel suo apparire, la luna si configura come una certezza. Talvolta celata dalle nubi, essa abita il cielo notturno immersa tra le stelle e ci guida con il suo rassicurante ed identico volto sempre rivolto alla terra.

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi”. (cit. Giacomo Lepardi, CANTO NOTTURNO Dl UN PASTORE ERRANTE DELL’ ASIA)

Ben cinquant’anni fa, il 20 luglio 1969, Neil Armstrong, Michael Collins e “Buzz” Aldrin compirono un’impresa da lungo tempo inseguita: giungere sulla luna e solcarne la superficie. Si trattava della missione “Apollo 11”: finalmente era arrivato il momento di realizzare un sogno lungamente inseguito.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, affermò Armstrong.  L’arrivo sulla luna degli Americani aveva un significato politico dal momento che segnava il primato degli USA sui Russi, impegnati anch’essi nel programma aero – spaziale. Tuttavia in tali parole non c’era alcuno spirito di rivalsa: vi erano concentrate “solo” aspettative, sogni e progetti che a partire da quel momento avrebbero abbracciato l’umanità.

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La realtà raccontata attraverso l’immagine: World Press Photo

La realtà raccontata attraverso l’immagine: World Press Photo

Dopo aver ospitato “Van Gogh alive – The experience”, il suggestivo teatro Margherita di Bari fungerà da luogo deputato ad un altro evento culturale senza precedenti. Parliamo del World Press Photo, definita come la più importante mostra al mondo di fotogiornalismo (cit. da www.worldpressphotobari.it) che sarà possibile apprezzare dal 17/05 al 23/06.

L’olandese World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è curatrice di questa eccezionale mostra che si lega all’esigenza primaria di tutelare il diritto all’informazione e alla verità.

In un’epoca dominata dalle fake news, raccontare attraverso immagini autentiche e non falsificate può garantire la certezza della trasmissione del vero e la conoscibilità del reale. È questo lo spirito che caratterizza questo momento del quale non possiamo fare a meno, soprattutto alla luce della ricerca dell’autenticità che sembra sfuggire sempre più.

La tappa barese fa parte di un tour mondiale che nasce ad Amsterdam, sede della fondazione. Oltre a Bari, la mostra coinvolgerà un centinaio di altre città in tutto il mondo a dimostrazione della portata culturale e storica dell’evento.

Le foto sono ascrivibili a numerose categorie come le news, l’ambiente, la natura, le notizie d’attualità e lo sport. In particolare quest’anno la mostra ospiterà al suo interno la sezione dedicata al concorso di “digital storytelling (cit. da www.worldpressphotobari.it). Questo darà la possibilità, a chi vorrà visitare la mostra, di ammirare i lavori digitali realizzati con l’apporto di video.

Trovate le foto pubblicate in questo articolo ed altre particolarmente significative cliccando su: https://www.worldpressphoto.org/

Link:

https://www.worldpressphoto.org/

www.worldpressphotobari.it

Maria Domenica Depalo

Real bodies: quando la morte diventa arte

Real bodies: quando la morte diventa arte.

Se siete affascinati dal corpo umano e restate a bocca aperta ogni volta che poggiate lo sguardo sull’uomo vitruviano, non potete non visitare la mostra di Gunther Von Hagens dedicata all’anatomia e alla morte.

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‘Uomo Vitruviano’ di Leonardo link: https://pixabay.com/it/photos/umano-leonardo-da-vinci-62966/

Corpi reali di persone reali donati all’arte campeggiano in una mostra d’eccezione che sarà possibile visitare fino al 5 maggio 2019 presso Lambrate (Milano) nello Spazio Ventura.

Dodici sezioni, ognuna delle quali dedicata ad un apparato del corpo umano, vedranno accostati gli studi anatomici di Leonardo da Vinci a organi e corpi autentici. Del resto le ricerche dello scienziato ed artista italiano sono ancora oggi un riferimento costante per gli studiosi ed appassionati di medicina e arte.

Tra le sezioni della mostra ci sono quelle dedicate alla biomeccanica, all’anatomia comparata e all’immortalità attraverso l’esposizione delle tecniche che permettono la conservazione dei corpi dopo la morte.

Ci sarà anche spazio per gli amanti delle tecnologie come testimoniano l’esoscheletro, la mano e gli occhi bionici, le protesi, la pelle ed i nervi sintetici.

Ampio spazio verrà inoltre concesso agli organi danneggiati dal fumo, dall’alcool e dalle droghe, insomma da stili di vita scorretti e pericolosi.

Interessanti i corpi modellati nell’atto di praticare sport.

Vi consiglio di non perdervi questa mostra suggestiva e provocatoria allo stesso tempo. Per quanto sembri dare spazio solo alla parte finale della vita, in realtà ne esprime appieno il senso profondo di preziosità, unicità e vitalità.

Se avete l’occasione di visitare questa mostra, fateci sapere cosa ne pensate.

Nota bene: ove non diversamente specificato, le foto presenti in questo articolo sono state tratte da https://m.facebook.com/realbodiesworld/

Link:

https://www.realbodies.it

https://m.facebook.com/realbodiesworld/?locale2=it_IT

Maria Domenica Depalo

Idee e parole (ita & eng)

Idee e parole (ita & eng)

Stiamo raccogliendo nuove idee e parole per proporre spunti di riflessione e pensiero sempre più vivi e attuali. Quindi per qualche tempo saremo in pausa.

Nel frattempo leggete o rileggete pure i nostri vecchi articoli e commentateli, se vi va.

Visitate pure i nostri profili instagram e telegram nonché la nostra pagina facebook. Saremo lieti di accogliervi.

A presto!

Ideas and thoughts 

We are looking for ideas and words in order to offer new thoughts to think over. So for some time we will be on a break.

In the meantime, read or read again our old articles and comment them, if you like.

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See you soon!

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Maria Domenica Depalo

 

Donna: una poesia di Madre Teresa di Calcutta

Donna: una poesia di Madre Teresa di Calcutta 

Oggi la redazione di fuoritempofuoriluogo ricorda le donne attraverso le parole di Madre Teresa di Calcutta che, pur nella complessità del suo percorso vitale, è riuscita a mostrare appieno le moltiplici sfaccettature della figura femminile.

Donna

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, 
i capelli diventano bianchi, 
i giorni si trasformano in anni…. 
Però ciò che è importante non cambia; 
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. 
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. 
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. 
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!!

Madre Teresa di Calcutta

Giorno del ricordo

Giorno del ricordo

Oggi 10 febbraio ricordiamo i martiri innocenti delle foibe della Venezia Giulia e della Dalmazia, uccisi dai partigiani jugoslavi e dai membri dell’OZNA (una sezione dei servizi segreti slavi) durante la seconda guerra mondiale.

Moltissime persone, colpevoli solo di essere italiane, venivano legate e buttate nelle foibe, profondissime cavità carsiche tipiche della geografia di quel territorio. Molte di loro, per sfuggire alle persecuzioni, fuggirono emigrando in massa dai territori slavi prima appartenenti al Regno d’Italia, occupati quindi dal maresciallo Tito e successivamente annessi alla Jugoslavia.

Portiamo alla memoria questa pagina drammatica della nostra storia attraverso le parole di un testimone diretto perché non accada mai più che un popolo perseguiti un altro macchiandosi di un orrore senza tempo e senza parole sufficienti a descriverne la portata.

“Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k. Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca. Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola. E solo allora potei dire di essere veramente salvo”.
Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

Link:

https://www.frasiaforismi.com/frasi-storiche/frasi-giorno-del-ricordo-martiri-delle-foibe/

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe

Maria Domenica Depalo

 

Per non dimenticare

Per non dimenticare

In un contesto storico delicato quale quello che stiamo vivendo, in cui la paura e la diffidenza nei confronti del diverso e dello straniero sembrano voler bussare in maniera subdola ed inutile alle porte della nostra coscienza, emerge quanto sia importante ricordare.

Oggi ricorre la giornata della memoria dedicata alle vittime dell’odio e dell’antisemitismo. Ma qual è la situazione oggi?

Per metà della popolazione europea l’antisemitismo è un problema serio da combattere. Ma se da una parte emerge questa preoccupazione, la percezione stessa del problema è differente a seconda del paese e persino del genere.

A tal proposito proponiamo i dati di una ricerca condotta dalla commissione UE nel corso del mese di dicembre appena trascorso su un campione di 27000 europei e che mostrano quanto sia ancora concreto e reale il pericolo dell’antisemitismo e quanto sia necessario  continuare a raccontare soprattutto alle giovanissime generazioni l’orrore di cui gli uomini sono stati capaci. Per non dimenticare.

D’altronde il filosofo Paul Ricoeur, attraverso la parola ebraica Zakhor, affermava la necessità di ricordare e di combattere contro qualsiasi forma di oblio.

“Se non bisogna dimenticare, è anzitutto per resistere all’universale rovina che minaccia le tracce stesse lasciate dagli eventi: […] fra queste tracce, ci sono anche le ferite inflitte alle sue vittime dal corso violento della storia: se non bisogna dimenticare è quindi anche, e forse soprattutto, per continuare a onorare le vittime della violenza storica”.  ( tratto da pag. 82 da Paul Ricoeur, Ricordare, dimenticare, perdonare – L’enigma del passato, Introduzione di Remo Bodei, il Mulino Intersezioni 253., traduzione dall’originale francese di Nicoletta Salomon, Società editrice il Mulino, Bologna 2004)

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Buon anno: riflessioni e propositi.

Buon anno: riflessioni e propositi.

Tantissimi auguri di buon anno dalla redazione di fuoritempofuoriluogo! Che questo 2019 possa essere ricco di novità, gioia e riflessioni proficue.

Abbiamo deciso di iniziare questo nuovo anno con un decalogo di propositi che noi stessi cercheremo di realizzare per primi (predicare va bene ma bisogna anche razzolare). Qualora non dovessimo riuscire nei nostri intenti al primo tentativo, ci riproveremo al secondo, poi al terzo e così via fino a ottenere il risultato sperato. Ci proviamo: siamo perseveranti. Cominciamo:

  1. Smettere di rimuginare sul passato. Come diceva Jean Paul Sartre, non è possibile cancellare ciò è stato ma è possibile attribuirgli un significato diverso. Traiamo il meglio da ciò che abbiamo vissuto e quindi anche dai nostri errori.
  2. Guardare con maggior ottimismo verso il…presente. Se non impariamo ad apprezzare ciò che abbiamo in questo momento, non siamo pronti a vivere il futuro.
  3. Avvicinarci agli altri. Apriamoci al prossimo e cerchiamo di guardare con meno diffidenza chi ci circonda. Cerchiamo di costruire ponti e non muri, come dice Papa Francesco.
  4. Smettere di lamentarci. Non è facile ma si può con un po’ di impegno. Coraggio!
  5. Riscoprire le nostre passioni. Siamo oberati dal lavoro, dagli impegni e dai compiti ma perché rinunciare a ciò che ci piace? Se amiamo leggere, riprendiamo l’abitudine alla lettura; se amiamo passeggiare, facciamolo. Riprendiamo i nostri spazi.
  6. Mantenere i nostri impegni. Questo proposito vale soprattutto per gli articolisti del blog di Sofia. Ci vuole maggiore costanza e precisione se si vogliono ottenere buoni risultati.
  7. Non arrendersi mai. A  tal proposito vi consiglio di ascoltare la canzone di Sia “Never give up” che troverete alla fine di questo articolo.

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Porta verde

Porta verde

Stanotte riprendiamo il nostro viaggio in quei particolari e straordinari luoghi di pensiero di cui spesso non ci accorgiamo ma che ci circondano e che talvolta possono coincidere persino con una semplice porta verde e le sue parole.

photo by ©MariaDomenicaDepalo

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Qual è quel posto che centinaia di occhi non possono vedere?

Chi è colui o colei che può vedere ciò che vedo io?

#daqualcheparte #porta #greendoor #Giovinazzo

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Maria Domenica Depalo