Parole su carta: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Tenero e delicato, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare si propone come un racconto intenso e senza tempo.

Scritto dallo scrittore cileno Luis Sepulveda, morto nel 2020 a causa delle complicanze legate al coronavirus, le sue parole raccontano del gatto Zorba che decide di mantenere una promessa e di occuparsi di una piccola gabbianella dandole nutrimento e protezione ma soprattutto aiutandola ad esprimersi come tale, ovvero attraverso il volo.

photoby©MariaDomenicaDepalo

L’edizione da me scelta, della collana Gli Istrici della Salani è scritta in un linguaggio veloce ma anche delicato, incisivo e diretto. Le sue pagine, ricche di parole, vedono alternarsi le immagini dell’illustratrice Simona Mulazzani alle frasi ed ai pensieri di tutti i personaggi coinvolti.

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Come non sorridere pensando al gatto “enciclopedico” Diderot, grazie alla cui curiosità e passione per il sapere vengono comprese molte cose della piccola Fortunata; oppure a Segretario intento a “togliere i miagolii di bocca” al Colonnello; al gatto di mare Sopravento; infine alla scimmietta dispettosa Mattia intenta a presiedere l’ingresso di un posto ricco di curiosità, Harry. Bazar del porto.

Tuttavia questa è principalmente la storia di un amore che travalica le differenze per superarle ed unirle evidenziandone affinità e unitarietà, a dispetto di una distanza tra due esseri che apparirebbe essere immediata.

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Zorba è un gatto ed in quanto tale dovrebbe vedere in Fortunata del potenziale cibo, invece prende un impegno, promettendo alla morente Kengah che si sarebbe preso cura del suo uovo.

Affetto, amicizia, rispetto ed impegno sono soltanto alcuni dei temi che emergono da questo libro di cui consiglio fortemente la lettura ai bambini ma anche ai grandi che non potranno che restarne colpiti in modo positivo riflettendo sulla profondità dei suoi significati e messaggi.

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di febbraio

Benvenuti all’appuntamento mensile con l’oroscopo filosofico che – speriamo – possa essere ricco di idee e di pensieri. Ben lungi dal voler prevedere eventi o accadimenti, come vincite al lotto o al superenalotto, anche questo mese si limiterà a proporre e ad invitare a riflessioni sullo scorrere del tempo e sulla ricerca del senso del proprio esistere. Buona lettura e ricordate che solo voi siete gli unici artefici del vostro destino!

Ariete:

fonte: pixabay.com

Numerose saranno le occasioni di confronto e di riflessione nel corso di questo mese. Vi permetteranno di comprendere se quello che state vivendo da un punto di vista lavorativo corrisponde a ciò che desiderate realmente ma soprattutto se vi permette di esprimere appieno la vostra personalità.

Toro:

Tenacia, forza e determinazione vi accompagneranno aiutandovi a realizzare i vostri progetti, soprattutto lavorativi. Riscoprirete hobby e passioni che pensavate ormai perdute come le lingue e le culture straniere. Vi permetteranno di migliorarvi ogni giorno di più.

Gemelli:

Avete la sensazione che qualcosa non vada. In effetti è proprio così. Non vi va più bene il modo in cui è impostata la vostra relazione. Urge che parliate e che vi confrontiate con il partner per esporre i vostri dubbi. Non temete: il vostro rapporto ne uscirà rafforzato.

Cancro:

Sono giorni di riflessione questi. Pensate alla famiglia, al lavoro e agli amici. Avete la percezione che potete dare di più al prossimo. Fatelo: ascoltate maggiormente chi vi circonda, senza giudicarlo. Potreste rivedervi nel vostro interlocutore.

Leone:

Forti e decisi, il mese di febbraio sarà ricco di novità soprattutto da un punto di vista lavorativo. Pe quanto riguarda i ragazzi e le ragazze di questo segno, siate attenti alle interrogazioni scolastiche che non si limiteranno soltanto agli argomenti trattati ma vi porteranno ad una presa di coscienza nuova per quanto concerne i vostri progetti e sogni.

Vergine:

Il cuore urge cambiamento e cambiamento sia. Lasciate da parte i rapporti ormai logori ed irrecuperabili e guardatevi attorno. Vi innamorerete di una persona straordinaria e piena di pregi (ma anche piccoli difetti). Di chi parlo? Ma di voi.

Sagittario:

Con quella faretra e quelle frecce sembrate proprio Eros. Attenti a volerlo sostituire: non vi conviene. Ad ognuno il suo compito. A voi, amici del sagittario, la missione di salvare amicizie pluridecennali e rapporti preziosi. Novità nel lavoro soprattutto per chi si occupa di moda.

Bilancia:

Tutto vi va stretto. In realtà però sta solo a voi cogliere il modo di rendere confortevole ciò che apparentemente non lo è. Siete circondati da persone che vi apprezzano ma anche da chi vi inganna. Sta a voi capire chi tenere stretti e chi allontanare.

Scorpione:

Colori, novità, allegria e bellezza: febbraio si presenta sicuramente in modo molto positivo. Attenti però a non inciampare in illusioni asettiche e sterili. Queste novità dipenderanno solo da voi e dalle vostre decisioni, precise e ben ponderate.

Capricorno:

Siete profondamente dediti al lavoro e questa è una cosa positiva. Tuttavia non dimenticate che il lavoro non è tutto e che dovete dare spazio anche alla vostra interiorità. Ascoltatevi di più e recuperate sogni e progetti nascosti nel cassetto.

Acquario:

Da sognatori liberi quali siete, state pensando a dei cambiamenti radicali relativi alla vostra vita sociale, amorosa e lavorativa. Tentate. Non c’è nulla di peggio di non aver tentato.

Pesci:

Ultimi dell’oroscopo ma non ultimi per importanza, questo mese vi vede più attivi e pimpanti del solito. Provate ad incanalare questa energia in ambiti nuovi: resterete sorpresi. Novità in amore.

Maria Domenica Depalo

Chirurgia estetica: tra normalità ed esagerazioni

Quanto conta apparire? Quanto conta essere? In una società in cui non sempre essere e apparire coincidono, è importante non perdere se stessi e la consapevolezza del proprio sé e della propria unicità.

Allora perché tanta omologazione e voglia di sembrare perfetti, senza difetti ma soprattutto identici a tutti gli altri? Insicurezza, paura di restare soli, senso di inadeguatezza: le ragioni possono tante.

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In questo articolo risalente a circa due anni fa e pubblicato sul mitico blog freewordsmagazine (per il quale spero di poter riprendere presto a scrivere con la mia amica nonché collega Enza), affronto il tema dell’uso e abuso della chirurgia estetica. Spero che possa piacervi. Se vi va, scrivete nei commenti cosa ne pensate: nel frattempo buona lettura.

Labbra gonfie, zigomi prominenti, sopracciglia perfette e, dulcis in fundo, pelle liscia come quella di un bambino appena nato. Cosa non si fa per essere belle o belli! Amici lettori, oggi parliamo di chirurgia estetica che ormai abbraccia indifferentemente sia uomini che donne.

Attrici ed attori, modelle e modelli ma anche sempre più persone comuni decidono di fare ricorso al bisturi per correggere difetti e difettucci. In alcuni casi i risultati sono piacevoli ma in altri possono essere alquanto inquietanti.

Perché una persona decide di rivolgersi ad un medico per modificare in maniera così radicale i propri lineamenti e connotati fisici? Cosa spinge una persona a mutare in modo così forte il proprio apparire?

Rivolgersi ad un chirurgo estetico, in generale, è sintomo di un disagio che si cela nel profondo ed è legato al contrasto tra l’interno e l’esterno. La non accettazione del proprio sé è sicuramente la ragione primaria del ricorso a questa branca della medicina.

Decidere di migliorarsi pertanto è più che legittimo e giusto visto che, purtroppo, il come appariamo spesso può incidere su ciò che siamo e sul rapporto con gli altri. É un contrasto-scontro che ci può fare sentire deboli e fragili.

Tuttavia ci dev’essere un limite. Esagerare infatti vuol dire snaturare se stessi. Le modifiche esteriori infatti possono incidere profondamente sulla nostra interiorità in maniera positiva ma anche in maniera negativa.

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Talvolta, infatti, la differenza tra ciò che percepiamo della nostra persona e ciò che appare agli altri (o ciò che crediamo appaia agli altri) è talmente forte da limitare persino qualsiasi capacità di relazione con il prossimo.

“La ricerca della perfezione, la bellezza a tutti i costi sono solo due degli aspetti preoccupanti legati all’estetica.
Accettarsi così come si è, è sempre più difficile. Ed è proprio questa costante insoddisfazione che porta le persone ad affollarsi nelle sale di attesa dei chirurghi plastici. Troppo spesso ci dimentichiamo che gli interventi estetici sono delle vere e proprie operazioni chirurgiche che possono avere anche effetti negativi. Eppure nonostante i rischi sempre più adolescenti chiedono come regalo di compleanno un “ritocchino”, sempre più donne over 50 sviluppano una vera e propria ossessione nei confronti dei rimedi chirurgici contro l’invecchiamento. E ad incrementare questo fenomeno ci pensano anche gli uomini, sempre più attenti all’aspetto e dipendenti dalla ricerca una perfezione fisica”. (cit. da http://www.studioafis.it/chirurgia-plastica-e-psicologia/)

La tendenza alla perfezione fisica ha portato l’Italia ai primi posti nel mondo per il ricorso alla chirurgia plastica. Siamo ben settimi nella classifica per numerosità di interventi o trattamenti a base di botulino e altre punturine.

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“Nel 2013 la fetta più grande di persone che sono ricorse alla chirurgia estetica nel mondo si è rifatta il seno, oltre 1.700.000 interventi in un solo anno, e a breve distanza troviamo le operazioni di liposuzione e alle palpebre. All’ultimo posto della classifica gli interventi di allungamento del pene, che hanno interessato 15.414 uomini, ma il dato forse più imprevedibile è che al mondo nel 2013 ci sono stati più interventi di vaginoplastica che trapianti di capelli”. (cit. da https://www.wired.it/lifestyle/salute/2014/08/19/chirurgia-estetica-gli-italiani-al-7mo-posto-nel-mondo/)

Tutto questo ricorrere ideali impossibili o i lineamenti di una gioventù lontana dovrebbe farci riflettere su una cosa: la bellezza delle nostre imperfezioni. Esse rappresentano la nostra storia trascritta sulla pelle. Cancellarle in maniera così radicale corrisponde a cancellare chi siamo ed è un peccato.

Per curiosità cliccate su:

http://www.studioafis.it/chirurgia-plastica-e-psicologia/

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/10/20/chirurgia-estetica-tra-normalita-ed-esagerazioni/2/

Maria Domenica Depalo

Friendship

Welcome children to the space dedicated to you and your questions, thoughts, ideas and philosophical reflections. From today, my little philosophers, we continue a path interrupted some time ago and we do it with a topic that concerns us all closely: friendship. As good thinkers, we are not satisfied by the obvious but, as detective as we are, we investigate trying to discover the reasons and causes of any phenomenon, from the most simple to the most complex: after all, philosophy means love for knowledge and wisdom. That is why we will deal with this topic. Are you ready to answer some questions but above all to reflect on them?

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What value have your friends and what kind of friend are you?

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Many philosophers have already addressed this topic in the past. One of these was the Stagyrite Aristotle (384 BC – 322 BC) who spoke of it in the Nicomachean Ethics. We will get to know this wiseman better in the future when we talk about logic and science. For now, you have to know that he studied…. everything (he was in fact a polymath) and therefore also friendship.

It was Aristotle himself who uttered a thought on which we will be able to linger a little. He states that there are three types of friendship: friendship based on pleasure; friendship based on interest; friendship based on goodness (from Arist). So according to this, there could friendship for fun (therefore temporarily) or for interest (if you want something from another person).

However, trust, respect and affection are the bases of a solid and true friendship, which he speaks about at last, aren’t they? So I ask you: do you become friends just to have fun, to get something in return or for affection? How do you relate to your friends?

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Maria Domenica Depalo

L’amicizia

Benvenuti bambini allo spazio dedicato a voi e ai vostri quesiti, pensieri, idee e riflessioni filosofiche. Da oggi, miei piccoli filosofi, ricominciamo un percorso interrotto qualche tempo fa e lo facciamo con un argomento che riguarda tutti noi da vicino: l’amicizia. Da bravi pensatori non ci accontentiamo dell’ovvio ma, da detective quali siamo, indaghiamo cercando di scoprire le ragioni e le cause di qualsiasi fenomeno, da quello più banale a quello più complesso: d’altronde filosofia vuol dire proprio amore per il sapere e la conoscenza. Ecco perché ci occuperemo di questo argomento. Siete pronti a rispondere ad alcune domande ma soprattutto a rifletterci su?

Che valore date ai vostri amici e voi che tipo di amici siete?

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Moltissimi filosofi hanno già affrontato questo tema in passato. Uno di questi fu lo stagirita Aristotele (384 a.C. – 322 a.C) che ne parlò nell’opera Etica Nicomachea. Conosceremo meglio questo studioso in futuro quando parleremo di logica e di scienza. Per adesso sappiate che fu un appassionato di…. ogni cosa (era infatti un polimata) e quindi anche di amicizia.

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Fu proprio Aristotele a pronunciare un pensiero sul quale potremo indugiare un po’. Che ne dite? Egli afferma che Ci sono tre tipi di amicizia: amicizia basata sul piacere; amicizia basata sull’interesse; amicizia basata sulla bontà (cit. Arist). Quindi secondo lo stagirita, si può essere amici solo per gioco (quindi temporaneamente) oppure per interesse (se si vuole qualcosa dall’altra persona).

Tuttavia non sono proprio la fiducia, il rispetto e l’affetto le basi di una solida e vera amicizia, cioè di un’amicizia basata sulla bontà? Quindi vi chiedo: si diventa amici solo per divertirsi, per avere qualcosa in cambio oppure per affetto? E voi che amici siete?

Se vi va, rispondete alle mie domande e fatemi sapere cosa ne pensate.

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Maria Domenica Depalo

Il cimitero delle fontanelle

Se avete letto “Benvenuti in casa Esposito” di Pino Imperatore, vi ricorderete sicuramente del “Capitano” e della sua amicizia con Tonino Esposito.

Misterioso, senza nome ma estremamente saggio, il teschio del Capitano è un amico fedele e attento su cui il protagonista del libro può contare.

“Adottato” da Tonino, il suo teschio racconta una delle tradizioni più interessanti e curiose di Napoli, legata a quel luogo ricco di suggestione e tradizione in cui riposa, cioè il “Cimitero delle fontanelle”.

https://www.facebook.com/cimiterofontanellenapoli/

Ossario che si sviluppa per circa 3000 mq nel quartiere Sanità, esso custodisce le ossa di persone di ogni età e dall’identità sconosciuta, cioè le “anime pezzentelle”.

“Uomini, donne, bambini senza nome. Anime pezzentelle, le chiamava la gente. Cinquantamila, centomila: nessuno era mai riuscito a stabilirne il numero. Nell’Ottocento alcuni cittadini della Sanità e di Materdei, sotto la guida di un sacerdote, Gaetano Barbato, avevano ordinato in cataste le ossa presenti nella caverna e allestito edicole, teche, altari. Era così nato, spontaneamente, nonostante gli ammonimenti delle autorità ecclesiastiche, un intenso culto popolare, e le spoglie degli sconosciuti defunti avevano cominciato a ricevere cure e attenzioni. Ogni devoto adottava un teschio. “Chesta è ‘a capuzzella mia!” diceva. […] Andava tutti i giorni ad accarezzarlo e a dedicargli’ o refrisco: una litania a conforto delle pene che la sua anima stava patendo nel Purgatorio. In cambio, gli chiedeva la guarigione da una malattia, una vincita al lotto, lo scioglimento di un maleficio. Se la grazia non avveniva, riportava la capuzzella nella massa indistinta degli altri teschi e ne sceglieva un’altra con cui iniziare daccapo la procedura”. (tratto da pag. 62 – 63 di “Benvenuti in casa Esposito”)

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Da tempo questo luogo custodisce il riposo di chi non ha più nome e si confonde tra gli altri senza differenza e identità. Vi albergano soprattutto le vittime innocenti di quelle terribili epidemie (peste e colera) che hanno flagellato il capoluogo campano nel 1656 e nel 1836.

Spesso si trattava di persone così povere da non riuscire ad avere una degna sepoltura e quindi destinate ad una sepoltura comune senza nome.

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Oggetto di devozione popolare, il cimitero venne chiuso per molto anni per poi essere riaperto inizialmente solo in occasione del Maggio dei Monumenti e quindi poi regolarmente a partire dal 2010.

Oggi è visitabile in gruppo o singolarmente. Nel finesettimana si parte da Porta San Gennaro in Piazza Cavour e da lì, attraversando il quartiere della Sanità, si giunge al Cimitero delle Fontanelle.

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Per saperne di più, cliccate sui link indicati. Ma prima vi lascio con il mistero legato all’identità del “Capitano”: Secondo la leggenda, una ragazza povera aveva adottato questo cranio e gli rivolgeva premure e preghiere, supplicandolo di farle trovare un bravo marito. Il desiderio venne esaudito, e prima del matrimonio la giovane andò a omaggiare il teschio per la grazia ricevuta. Nel giorno delle nozze, in chiesa apparve un tipo eccentrico in divisa da ufficiale spagnolo, che al passaggio degli sposi sorrise alla ragazza facendole l’occhiolino. Per gelosia, il marito lo colpì a un occipite con un pugno. Dopo il viaggio di nozze, la novella sposa tornò nel cimitero delle Fontanelle per ringraziare ancora il teschio, e notò che attorno alla sua orbita oculare sinistra era comparso un cerchio scuro. Ben presto si gridò al miracolo. Alla sconosciuta capuzzella fu dato il nome di Capitano, e molti cominciarono ad attribuirle prodigi, magie, interventi soprannaturali”. (tratto da p. 63-64 di “Benvenuti in casa Esposito”)

Link: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cimitero_delle_Fontanelle

http://www.cimiterofontanelle.com/it/

http://www.cimiterofontanelle.com/it/il-libro.html

https://www.facebook.com/cimiterofontanellenapoli/

Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore, Giunti

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: Benvenuti in casa Esposito. Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista.

Iniziamo il 2021 con un libro sui generis, scritto con un linguaggio veloce e scorrevole, divertente ma anche ricco di parole che inducono a spunti di riflessione sulle contraddizioni che caratterizzano la straordinaria Napoli.

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Parliamo di “Benvenuti in casa Esposito – Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista” di Pino Imperatore, un libro di cui mi sono innamorata subito.

Le sue pagine sono incentrate sulle storie e avventure di questa famiglia divisa tra normalità e anormalità, consuetudini e stranezze.

Il protagonista è Tonino Esposito, figlio di un boss ucciso in un agguato, di cui cerca di imitare le gesta senza però riuscirci essendo solo un simpatico combinaguai. È sposato con la bellissima Patrizia, da cui ha avuto il piccolo Genny e la liceale Tina, ragazza riflessiva ed attenta alla realtà che la circonda ma soprattutto desiderosa di liberarsi del marchio di figlia di un delinquente.

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Come non ricordare anche i divertenti nonni materni Assunta e Gennaro il cui matrimonio sembra un eterno battibecco e quella paterna Manuela, donna colta, elegante e raffinata. La famiglia si arricchisce anche della governante multitasking Olga e dei due singolari animali domestici Gigetto e Sansone, l’interlocutore privilegiato di nonno Gennaro.

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Scorrendo le pagine di questo romanzo risalente al 2012, si resta incantati dall’attenta e ricca descrizione dei luoghi, dalle suggestioni e dalle tradizioni del capoluogo campano da cui traspare il profondo amore dell’autore nei suoi confronti ed in particolare da alcuni personaggi fondamentali, come “il capitano”.

Questi cercherà, attraverso i suoi consigli sempre saggi ed ironici, di aiutare Tonino a prendere le decisioni più giuste per quanto riguarda la sua famiglia e la sua vita.

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Non voglio però dire nulla di più. Quindi vi rimando alla lettura di questo romanzo che vi permetterà di trascorrere delle ore in compagnia di un’allegria che non è mai banale ma sempre riflessiva. Buona lettura!

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Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di gennaio 2021

Cari amici di fuoritempofuoriluogo,

prima di tutto “Buon Anno“. Il 2021 finalmente è giunto a far capolino nelle nostre vite, carico delle nostre aspettative e dei nostri progetti. Curiosi ma al contempo timorosi, cerchiamo di approcciarci a questo nuovo anno della nostra vita con spirito di disponibilità e di apertura soprattutto mentale.
Ed è proprio in tale ottica che andrà letto l’oroscopo filosofico di gennaio 2021 tenendo sempre a mente che tutto dipende sempre e solo esclusivamente da noi.

Ariete :

fonte: pixabay.com

Cari amici dell’Ariete, sarete pervasi dallo spirito della perseveranza che diventerà la vostra guida costante per tutto il 2021. Avete infatti deciso di investire con forza nei sogni e nei desideri.
E fate bene perché otterrete dei risultati. Novità nel lavoro, soprattutto per chi lavora nell’editoria.

Toro:

fonte: pixabay.com

Siete abituati a fare la fila e ad attendere con pazienza che il vostro lavoro e la fatica producano quei frutti tanto sperati.
Finalmente tutto occuperà il posto giusto e voi avrete compreso il perché alla base di tante situazioni.
Attenti a non lasciarvi fagocitare dalla presenza talvolta ingombrante dei parenti nelle relazioni d’amore.

Gemelli:

fonte: pixabay.com

Passato, presente e futuro: mai come in questo momento percepite il profondo ed ineluttabile legame tra queste tre dimensioni temporali. Ricordatevi che per quanto il passato possa talvolta possa sembrare ingombrante è al futuro che bisogna guardare, partendo dal presente.
La vostra sfera relazionale subirà novità interessanti.

Cancro:

fonte: pixabay.com

La parola chiave di gennaio è “responsabilità”. Le novità che vi attendono saranno interessanti ma non tutte saranno adatte a voi. Sarà vostra premura capire cosa fare e scegliere in maniera giusta.
Da questa azione, compiuta con discernimento, dipenderà il corso del 2021.
L’amore vi sorprenderà.

Leone:

fonte: pixabay.com

Essere diretti non è mai stato un problema per voi. Tuttavia cercate di smorzare un po’ i toni e cercate di mettervi nei panni di chi potrebbe soffrire per il vostro modo di rivolgervi al prossimo. Questo vale sempre.
“Se potete scegliere tra essere giusti o essere gentili…, siate gentili.”(tratto da Wonder di R. J. Palacio).

Vergine:

fonte: pixabay.com

Date spazio alle emozioni. Lasciate però che solo quelle positive vi pervadano determinando il corso delle vostre giornate.
Se fossi in voi, mi dedicherei maggiormente alla pittura e alla musica. Non potrà che portarvi benefici inaspettati in moltissimi ambiti.

Bilancia:

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La parola chiave di questo mese è benessere. Raggiungere l’equilibrio e la serenità interiore deve infatti diventare una vostra priorità. Quindi cercate di mettere da parte l’effimero per spostare la vostra attenzione su ciò che realmente conta e che non potrà che portarvi benefici. Vi si apriranno interessanti prospettive sul piano professionale.

Scorpione:

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Cogliete le opportunità che il destino vorrà riservarvi. Non sprecatene neppure una. Sarà il modo giusto per ottenere quel cambiamento che da tanto tempo sperate.
Dedicatevi al prossimo: vi permetterà di scoprire nuovi lati di voi.

Sagittario:

fonte: pixabay.com

È da un po’ che vi sentite demotivati: dovete reagire. Ed il mese di gennaio è proprio quello giusto per riscoprire sogni, desideri e passioni dimenticate come ad esempio quella per il cinema.
Il piccolo Cupido sembrerà fare capolino nella vostra vita: starà a voi decidere quale ruolo attribuirgli.

Capricorno:

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“Panta rei”: tutto cambia e anche velocemente. Sta a voi percepire i segni che inequivocabili ma necessari vi permetteranno di cogliere quel mutamento che non sarà solo esteriore ma soprattutto interiore.
Novità importanti nel lavoro.

Acquario:

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Non abbandonate i vostri sogni: mai come prima d’ora reclamano di essere realizzati. Essi fanno parte di ciò che voi siete e non dar loro modo di esprimersi sarebbe davvero un peccato.
Approfittate di questo nuovo inizio per intraprendere il percorso giusto: tutto acquisirà senso e significato.

Pesci:

fonte: pixabay.com

Iniziare l’anno all’insegna dell’equilibrio e della pace con se stessi è sicuramente il modo migliore per affacciarsi al nuovo e all’inaspettato. Quindi buttatevi con coraggio ma al contempo con incoscienza nelle situazioni buffe, strane, verosimili, tristi o felici che il 2021 vorrà riservarvi.

Maria Domenica Depalo

Buon Natale

“Amici di fuoritempofuoriluogo,

il 2020 è stato ed è tuttora un anno difficile. Per tale motivo onoriamo questo Natale che appare più complesso e prezioso che mai attraverso le parole del vescovo Don Tonino Bello. Che possano trasmetterci serenità ma soprattutto la speranza di cui tutti abbiamo profondamente bisogno.

Andiamo fino a Betlemme.
Dobbiamo attraversare venti secoli di storia.
È l’unico viaggio ” all’indietro ” che può farci andare avanti sulle strade della felicità.
Quella felicità che stiamo inseguendo da una vita.
Mettiamoci in cammino, senza paura“.

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Maria Domenica Depalo

Fenomenologia del selfie

Fenomenologia del selfie

Tra Instagram, Facebook e Pinterest l’autoreferenzialità e la smania per i selfie sembrano regnare più sovrani che mai. Non c’è speranza alcuna di cavarcela facendo finta di nulla. Ci esibiamo in ogni dove e in ogni quando. Inutile fingersi indifferenti o “superiori”: ognuno di noi ne ha fatto almeno uno. 

Fino a qualche decennio fa chi veniva colto in flagrante mentre si scattava solo soletto una foto era guardato con sospetto o persino sbeffeggiato. Oggi invece il selfie è un must: O tempora, o mores come direbbe Cicerone, cioè ad ogni epoca i suoi costumi.

Cos’è esattamente un selfie? Come tutti ormai sappiamo, si tratta di un autoscatto realizzato nella maggior parte dei casi senza pretese e velleità artistiche mediante smartphone, fotocamera digitale, tablet e tutto ciò che ha a che vedere con la tecnologia ed i social. 

Ma chi sono i maniaci del selfie? Siamo tutti noi, bramosi di autoaffermazione e alla costante ricerca dell’approvazione da parte degli altri. Attraverso pose più o meno spontanee ma più che altro plastiche tentiamo di fare bella mostra della nostra persona. Ma ci riusciamo? La persona che si autoritrae è davvero così bella e simpatica come vuole far credere? Ma soprattutto è autentica o fin troppo finta? 

D’altro canto per ottenere un selfie con i fiocchi, spesso e volentieri ricorriamo a varie applicazioni presenti sui nostri telefoni. E così filtro dopo filtro finalmente giungiamo al risultato sperato, cioè all’immagine che abbiamo di noi o a quella che vorremmo gli altri avessero di noi. Quindi pubblichiamo e scriviamo con orgoglio: SEMPLICEMENTE IO. Ma che fatica!

Postare ogni tanto qualche foto che racconti di sé e delle proprie attività può essere gratificante oltre che divertente. Attenzione però a non esagerare con gli scatti!

Quando infatti fotografarsi e pubblicare dei selfie diventa qualcosa di cui non si può più fare a meno, quando lo scatto è finalizzato solo al giudizio del pubblico e l’ossessione per la propria immagine priva qualsiasi atto della sua spontaneità siamo di fronte alla sindrome da selfie. Si tratta di un disturbo legato al narcisistico desiderio di autoaffermazione e approvazione che porta a scattare e pubblicare in maniera maniacale ogni momento di sé.

“Si tratta anche in questo caso di un fenomeno (nota: il selfie) che tradisce il desiderio ed il piacere di apparire, di mostrarsi e di mostrare qualcosa di sé valutato come positivo e degno di essere condiviso. Alla ricerca di “like”: approvazione, condivisione e complimenti che possano confermare l’immagine e l’idea che si vuole dare di sé, il compulsivo pubblicatore di “selfie” appare come l’ennesimo fragile personaggio in cerca di approvazione.”( tratto da https://www.psicoterapiapersona.it/2014/02/27/narcisismo-e-sindrome-da-selfie/).

L’unica cosa da fare è cercare di non esagerare e di prendere in mano la situazione onde evitare di sviluppare una dipendenza psicologica decisamente difficile da gestire e pericolosa.

E voi che rapporto avete con i selfie? Scrivetelo nei commenti e parliamone.

Per saperne di più:

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/09/01/fenomenologia-del-selfie/2/

https://it.wikipedia.org/wiki/Selfie

http://psicologia.doctissimo.it/disturbi-psicologici/giovani-e-dipendenze-gli-sballi-giovanili/selfie-mania.html

https://www.psicoterapiapersona.it/2014/02/27/narcisismo-e-sindrome-da-selfie/

http://www.treccani.it/enciclopedia/narcisismo_(Universo-del-Corpo)/

Maria Domenica Depalo