Parole su carta: recensione di Il Dio dei nostri padri di Aldo Cazzullo

Parole su carta: recensione di Il Dio dei nostri padri di Aldo Cazzullo

Racconto universale, noto in Oriente da dove trae le sue origini ed in Occidente, diffuso in tutte le civiltà, l’Antico testamento si configura come protagonista indiscusso di Il Dio dei nostri padri di Aldo Cazzullo.

photo© MariaDomenicaDepalo

Attraverso l’analisi e la disamina delle storie più significative e più coinvolgenti della Bibbia, l’autore ci porta all’interno di una storia senza tempo.
Il tutto inizia con la Genesi, con la nascita  dell’universo che però non è solo nascita dei pianeti, delle stelle e degli elementi naturali.
L’origine di tutto coincide con la nascita dell’essere e dell’esistere, della consapevolezza delle proprie peculiarità e particolarità.

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La storia del Cristianesimo, dell’Ebraismo e  dell’Islam si intrecciano inevitabilmente l’una con l’altra in questa analisi di storie senza tempo. L’influsso delle culture orientali emerge fortemente all’interno della disamina di quest’opera che appare spiegata in maniera semplice ed un tempo anche ricca di caratterizzazioni.
I personaggi tratti dell’Antico testamento vengono rappresentati non soltanto nelle loro caratteristiche più umane ma anche nei loro rapporti con Dio, con il Signore che governa e che sa ogni cosa.

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Si tratta di un Dio che appare talvolta crudele ed eccessivo ma che poi nel corso dell’evoluzione della storia si rivela sempre più “umano” più vicino al suo creato.
È un Dio che comprende le fragilità delle sue creature e che cerca di venire incontro ad esse. Sempre giusto anche se spesso incomprensibile, è mistero svelato.
Le sfide a cui ognuno è sottoposto non  soltanto saggiano la fedeltà al Signore ma al contempo anche la fiducia assoluta in un ente che ha determinato l’origine di qualsiasi cosa e a cui tutti dobbiamo qualcosa.
È un Dio senza il quale non sarebbe stato possibile per Sara ed Abramo avere un figlio in tarda età e per il popolo Santo venir liberato dalla schiavitù d’Egitto.

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La pazienza di Giobbe, la storia di Davide e Golia e della sfrontatezza arrogante di Sansone, la fiducia di Abramo che comunque non potrà vedere la terra promessa, mostrano quanto siamo piccoli rispetto ad un Dio la cui grandezza non vuole essere soltanto indice di una smisuratezza senza confini. Suo scopo è mostrare delle peculiarità tipicamente umane quali quelle appunto quelle della fallibilità e della nostra imperfezioni.

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L’opera si configura quindi non  soltanto come un’elencazione dei fatti storici più rilevanti ma al contempo e soprattutto come analisi delle fragilità umane e delle nostre preoccupazioni  e paure.
Personalmente ho apprezzato tutta la parte relativa alla Genesi che si è mostrata non solo come narrazione della Genesi del pianeta e di tutti i viventi ma soprattutto come Genesi dell’io. Consiglio fortemente la lettura di questo libro.
Buona lettura.
Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di Diario di lettura

Destinato ai nostri piccoli lettori ma anche a quelli un po’ più cresciutelli, questo libro ha la forma di un diario. Non parliamo però del solito diario scolastico o di quello che ha il compito di custodire i nostri più reconditi segreti.

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Parliamo di un diario che si caratterizza di un linguaggio semplice ma non semplicistico con cui vengono letti e analizzati i diritti di tutti noi appassionati delle lettere e con cui quindi viene proposto un modo tutto personale di approcciarsi ai libri, sia a quelli che ci piacciono di più sia a quelli più profondamente detestati.

1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire il libro
4. Il diritto di rileggere.
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere ad alta voce
10. Il diritto di tacere

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L’idea è semplice e bella. Partire dai dieci diritti del lettore proposti da Daniel Pennac per realizzare una riflessione sulla lettura e sui diritti di chiunque si appresti a leggere oppure a non leggere.

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Ispirato a “Come un romanzo” e “Diario di scuola“, entrambi sempre dello scrittore – insegnante Daniel Pennac, “Diario di lettura” ci invita a rispondere ad alcune domande.

Ad esempio, cosa ci rende fervidi appassionati delle lettere oppure profondi odiatori di autori noti o sconosciuti ai più?

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Cosa ci fa appassionare maggiormente ad un romanzo? Perché ne abbandoniamo la lettura o la riprendiamo?

Dovremmo davvero sentirci in colpa quando rifiutiamo un romanzo che non ci dice nulla o che ci è totalmente inviso?

Come avrete modo di notare, nel diario ci sono numerose schede – libro da compilare ma anche pagine destinate a far pensare al perché amiamo un autore piuttosto che un altro o a  quali saranno le nostre letture future. Noterete anche spazi in cui trascrivere le frasi dei vostri libri che vi hanno colpito di più.

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Non dimentichiamo la lista dei desideri ed un test molto divertente che ci porta a scoprire che tipo di lettore siamo.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non resta che leggere.

Buona lettura!

Maria Domenica Depalo

Cose di cui abbiamo bisogno

“È sciocco pensare di dover leggere tutti i libri che compri, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che dovresti usare tutte le posate o occhiali, cacciaviti o punte da trapano acquistati prima di acquistarne di nuovi.

Ci sono cose nella vita di cui abbiamo bisogno di avere sempre scorte in abbondanza, anche se ne utilizzeremo solo una piccola parte.

Se, ad esempio, consideriamo i libri come una medicina, capiamo che è bene averne tanti in casa piuttosto che pochi: quando vuoi stare meglio, allora vai all’ ‘armadio dei medicinali’ e scegli un libro, uno a caso, ma il libro giusto per quel momento. Ecco perché dovresti sempre averne una scelta nutriente!

Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza. Applica semplicemente ai libri la mentalità consumistica, cioè li considera un prodotto di consumo, un bene. Chi ama i libri sa che un libro è tutt’altro che una merce.”

Umberto Eco

Le parole di Umberto Eco ci inducono a riflettere sul ruolo dei libri nella nostra vita e sul valore della loro presenza rassicurante a partire proprio dall’ubicazione fisica dei testi nelle nostre librerie domestiche.

Non ne possiamo fare a meno dal momento che possono configurarsi non solo come svago ma anche come cura miracolosa ai mali che attanagliano il nostro animo: per ogni malessere c’è un libro.

Limitarsi pertanto all’attribuzione di un valore solo pecuniario alle parole su carta ne va a sminuire non soltanto l’intimo valore ma soprattutto ne va a vanificare il ruolo salvifico.

Spesso i libri salvano, spesso i libri risvegliano o svegliano: hanno una funzione attiva ed attivante.

E per voi, cosa sono i libri?

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di “Un animale selvaggio” di Joël Dicker

Parole su carta: recensione di “Un animale selvaggio” di Joël Dicker

Imprevedibile, veloce nella narrazione, diretto ed immediato nella rappresentazione della storia e dei suoi attori, “Un animale selvaggio” ha tutti i requisiti che permettono di definire l’ultimo lavoro di Joël Dicker un vero e proprio capolavoro di suspense e di inquietudini.
L’apparente normalità dei personaggi narrati cela un groviglio di passioni, inganni e misteri che lasciano il lettore con il fiato in gola fino all’ultima pagina.


Letto in meno di una settimana, questo romanzo cattura chiunque decida di cimentarsi in pagine che scorrono rapide, secondo un ritmo incalzante ma costante, tuttavia mai banale. La noia infatti non è contemplata.

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La vita perfetta di Sophie e Arpad non è davvero così come appare ma nasconde segreti che affondano le loro radici profonde in un pericoloso passato dal quale Arpad vorrebbe divincolarsi ma a cui la moglie è legata in maniera ossessiva.


La parola ossessione inevitabilmente rimanda a Greg, poliziotto sposato e padre di due bambini, marito solo in apparenza devoto alla moglie Karine. La sua passione smodata per Sophie lo porterà a rischiare la famiglia, la carriera ma soprattutto la vita.

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Come la rischierà Sophie, a sua volta ossessionata da Fauve, vecchio rapinatore ed  amico di Arpad, che la coinvolgerà in un progetto iniziato quindici anni prima.


Arpad, così apparentemente forte e spiritoso, si mostrerà invece tanto debole da non comprendere di essere una pedina di un gioco più grande ed i cui giocatori migliori ed efficaci sono proprio Sophie e Fauve.


Ad accumunare quest’ultimi due anche il tatuaggio di una pantera, resa protagonista di una racconto narrato dal Viscontini. Ma anche questo non è un caso.
Buona lettura.

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Maria Domenica Depalo

La letteratura ed i libri salvano sempre.

Espellerei i genitori dalle scuole, a loro non interessa quasi mai della formazione dei loro figli, il loro scopo è la promozione del ragazzo a costo di fare un ricorso al Tar, altro istituto che andrebbe eliminato per legge.
E alle superiori i ragazzi vanno lasciati andare a scuola senza protezioni, lo scenario è diverso, devono imparare a vedere che cosa sanno fare senza protezione. Se la protezione è prolungata negli anni, come vedo, essa porta a quell’indolenza che vediamo in età adulta.
E la si finisca con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura? E’ folle.
Guardiamo sui treni: mentre in altri Paesi i giovani leggono libri, noi giochiamo con il cellulare. Oggi i ragazzi conoscono duecento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole”.

Umberto Galimberti

Le parole evidentemente provocatorie di Umberto Galimberti ci portano a riflettere su una serie di aspetti come ad esempio il ruolo dei genitori nella scuola. Indubitabile e fondamentale, la loro presenza talvolta sembra stridere nel momento in cui il docente svolge una funzione che viene interpretata come punitiva ma che in realtà si configura come educativa. I ragazzi devono avere l’opportunità di crescere, commettere errori e maturare ma soprattutto di diventare adulti consapevoli.

A colpirmi particolarmente è questo passaggio “a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio”.

Appare evidente come Galimberti si scagli contro l’imperare delle tecnologie e di una digitalizzazione che sembra prendere sempre più piede a discapito di una dimensione, quale quella umana, di cui spesso si fanno portavoce i libri.

D’altronde essi aiutano a sviluppare una coscienza e, con le parole, a formulare i pensieri. E non è una cosa scontata.

Voi cosa ne pensate?

Maria Domenica Depalo

Non buttate i libri: donateli!!!

Ho appena assistito ad uno scempio: libri nella spazzatura.

Non buttate i libri!!! Donateli o in alternativa portateli alla Cittadella della Cultura in Piazza Sant’Agostino a Giovinazzo (Bari)!!!! È aperta tutte le mattine e pomeriggi tranne la domenica e nei giorni festivi. Tutti i libri sono sacri, soprattutto quelli vissuti e le vecchie edizioni 📚♥️

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di dicembre 2023


Oroscopo filosofico di dicembre 2023

Prima di riunirci in conclave fino a gennaio a causa delle vacanze, la redazione di fuoritempofuoriluogo non poteva non proporre un oroscopo filosofico diverso dal solito.
Verrà infatti associato ad ogni segno zodiacale un link che riporterà ad un libro. La scelta sarà assolutamente casuale e quindi per ogni rimostranza rivolgetevi alla sfera di vetro virtuale ed inesistente. Mio consiglio personale è quello di rilassarvi e di dedicarvi a chi e a cosa amate d più, in primis voi stessi. Buon oroscopo e buona lettura (ne bastano anche cinque minuti).


Ariete:

Intanto ben arrivati a dicembre. Consiglio personale? Divertitevi ma la sera leggete qualche pagina di questo libro.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2021/01/04/parole-su-carta-benvenuti-in-casa-esposito-le-avventure-tragicomiche-di-una-famiglia-camorrista/

Toro:

Pronti ad affrontare parenti ed amici in questo dicembre affollatissimo? No? Allora rilassatevi con questa lettura.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2018/06/19/recensione-il-signore-e-grande-e-non-si-puo-disegnare/

Gemelli:

sono sicura che questo libro sia proprio ciò di cui avete bisogno.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/05/01/la-recensione-del-mese-festa-di-famiglia/


Cancro:

riscoprire il piacere delle letture è quello di cui avete bisogno.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2020/06/10/la-recensione-del-mese-kafka-sulla-spiaggia-di-murakami-haruki/

Leone:

so che siete voraci lettori. Quindi la sfera di cristallo non può che proporvi questo romanzo.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2021/02/08/parole-su-carta-storia-di-una-gabbianella-e-del-gatto-che-le-insegno-a-volare/

Vergine:

divertitevi e rilassatevi. Ne avete assoluta necessità.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/06/08/la-recensione-del-mese-le-tre-del-mattino-di-gianrico-carofiglio/

Bilancia:

stare con le persone che amate e che vi amano per quello che siete è ciò che vi auguro. Nel frattempo, date uno sguardo a queste parole.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2022/10/10/parole-su-carta-non-dimenticarlo-mai-di-federica-bosco/

Scorpione:

anche per voi finalmente è giunto dicembre. Non potete non leggere questo libro allora:

https://fuoritempofuoriluogo.com/2020/07/01/la-recensione-del-mese-diario-di-una-schiappa/

Sagittario:

le parole insegnano molto ed inducono alla riflessione. Il romanzo per voi è questo.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2017/10/14/la-recensione-del-mese-sei-fiabe-per-un-sorriso/

Capricorno:

la mitologia greca vi affascina. Così la scelta della sfera è caduta su questo libro.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2023/11/20/parole-su-carta-recensione-di-la-canzone-di-achille-di-madeline-miller/


Acquario:

nel vostro caso le parole di un libro sono un’ancora cui vi aggrappate sovente quando tutto appare perso.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/02/08/ti-dono-il-mio-cuore-the-book-of-the-month/


Pesci:

per voi, amici dei pesci, le parole di questo libro appariranno illuminanti.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2022/02/07/parole-su-carta-recensione-di-il-maialino-di-natale-di-j-k-rowling/


Buona lettura a tutti 📖📚

Maria Domenica Depalo

Perché preferire un libro ad un’uscita serale?

Perché preferire un libro ad un’uscita serale?

Lo so che è sabato ma perché dovremmo uscire, soprattutto con questo tempaccio? È così bello stare su questo divano, avvolti dalle coperte e con un bel libro da leggere” .

Ebbene sì, sembra che trascorrere il weekend all’insegna del relax domestico in compagnia delle pagine di un romanzo sia diventato un piacevole must. In particolare durante i freddi e piovosi giorni d’inverno.

Ma cosa spinge una persona a preferire le parole scritte alla compagnia delle persone, alle luci del cinema o alle musiche di un pub dopo una settimana lunga e stressante trascorsa al lavoro?

Intanto dovremmo partire dal presupposto che leggere, soprattutto da quando si è bambini, contribuisce allo sviluppo del linguaggio, della fantasia e creatività ma anche della capacità di essere empatici ed assertivi. Inoltre è un modo alternativo e meraviglioso di viaggiare in altri luoghi e tempi, reali, irreali o persino surreali. Non dimentichiamoci che la lettura è anche un ottimo antistress naturale, che ci consente di dimenticare, seppur per qualche ora, i problemi ed i pensieri quotidiani.

Ognuno ha le proprie ragioni per preferire un weekend da “asociali incompresi” ad un finesettimana ormai diventato conformista.

Quali sono i vostri personali motivi che vi spingono a preferire i libri ad un’uscita con gli amici? Io ve ne elencherò qualcuno, serio o semiserio che sia. Se vi va, aggiungetene altri. Pronti?

1. Semplicemente non avete voglia di vedere “gente”. Dopo una settimana, in ufficio o in cuffia al call center, avete bisogno di purificare la vostra mente e di non pensare a niente.

2. Non vi va di “sistemarvi”. Perché rinunciare alla tuta o al comodissimo pigiama con annesse pantofole per indossare quei tacchi 12?

3. Il divano ha un potere ipnotico che viene incrementato dal profumo delle pagine dell’ultimo libro di Pennac.

4. Diciamocelo: non dobbiamo per forza “fare gli splendidi” davanti alle pagine di un libro.

5. Ma soprattutto: perché dovremmo rendere conto agli altri di questa nostra scelta?

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di “Come piante tra i sassi-Imma Tataranni e la storia sepolta” di Mariolina Venezia.

Abbiamo imparato a conoscerla e ad amarla grazie ad una serie di successo su Raiuno. Parliamo di una donna forte, decisa, determinata sul lavoro e costantemente impegnata a dividersi tra il suo ruolo di procuratore e quello di moglie e madre di famiglia.

Avete capito di chi sto parlando? Non ancora? Vi lascio un ultimo indizio: è di Matera. Ebbene sì, parliamo proprio di lei, di Imma Tataranni.

Se anche voi, come me, vi siete affezionati alla procuratrice Imma Tataranni, al suo bel caratterino, ai suoi improponibili outfit ma soprattutto alle sue indagini, allora siete nel posto giusto.

Incuriosita da questa rappresentante della legge della procura materana, ho deciso di recensire uno dei romanzi da cui è stata tratta una delle puntate più appassionanti della serie dedicata a lei, “Come piante tra i sassi-Imma Tataranni e la storia sepolta”.

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Siamo a Matera quando, nel bel mezzo dello shopping mattutino, il Sostituto Procuratore Imma Tataranni viene convocata perché in campagna è stato trovato il corpo di un ragazzo giovanissimo, Nunzio Festa.

La sua morte sarebbe, secondo l’appuntato La Macchia, la conclusione finale e tragica di una lite tra ragazzi iniziata in discoteca. Quindi in teoria, il caso sarebbe di facile risoluzione ma non sarà così. Ad escludere questa semplice soluzione ci sono infatti una serie di elementi come l’immagine della Madonna della Sunna, portatrice di pioggia, adagiata accanto al corpo del ragazzo e dal significato che appare però recondito.

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Numerosi sono i sospettati dell’omicidio, a partire dalla fidanzata di Nunzio con la quale aveva discusso; il fratello violento della ragazza; lo stralunato Manolo, suo complice nel traffico di opere antiche e di pinakes, cioè tavolette in argilla ed infine la sua matrigna.

“Come piante tra i sassi – Imma Tataranni e la storia sepolta” non è però solo la narrazione di un omicidio. La morte di Nunzio potrebbe essere legata anche una questione di rifiuti tossici. Non voglio però dirvi altro.

La storia, scritta in uno stile veloce e piacevole, ricco di parole ed espressioni locali, appassiona e diverte anche se il finale amaro oltre che triste e drammatico appare nella sua crudezza in modo inaspettato.

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Nulla è scontato in questo romanzo e non parlo solo dell’omicidio e della sua conclusione. Basti pensare al rapporto tra Imma e Calogiuri. Sempre improntato sulla professionalità e correttezza, in realtà tra di loro si percepisce una grande tensione. A cosa porterà?

Maria Domenica Depalo

L’apprendimento

Il filosofo e studioso Umberto Galimberti spesso e volentieri si occupa di scuola ma soprattutto di apprendimento, sottolineando come “imparare” non possa essere identificato solo con il mero atto di acquisire passivamente nozioni, dati e numeri.

È necessario quindi riflettere sulla consapevolezza della necessità di un legame ineluttabile e stretto tra apprendimento e passione. Infatti se ci si appassiona alla materia, si impara meglio ma soprattutto si fanno proprie quelle nozioni che saranno utili non soltanto ai fini di una buona e felice carriera scolastica ma soprattutto ad un’evoluzione personale ed individuale importante e preziosa.

fonte: pixabay.com

Un ruolo importante a tal proposito va svolto proprio dagli insegnanti che devono essere in grado di incuriosire e di coinvolgere attivamente gli studenti nel processo formativo e apprenditivo. Solo chi riesce ad appassionare infatti, riesce ad insegnare. Proprio per questo ho deciso di pubblicare alcune parole proprio di Galimberti e legate a questo tema.

Sono sicura che non potranno che indurre a riflessioni attente ed oculate.

fonte: pixabay.com

𝐋’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, lo dice Platone, 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐚 𝐞𝐫𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚. Noi stessi abbiamo studiato volentieri le materie dei professori di cui eravamo innamorati e abbiamo tralasciato quelli di cui non avevamo alcun interesse.
A scuola è importante saper appassionare perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐛𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste.
(Cit. di Umberto Galimberti)

Maria Domenica Depalo