Tradimento: fine della coppia o nuovo inizio?

Tradimento: fine della coppia o nuovo inizio?

“Le cose non sono per sempre ma si modificano”, afferma la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. Nonostante le migliori intenzioni e premesse, tutto infatti può cambiare. Ciò riguarda ovviamente anche la vita di coppia che può subire sconquassi inaspettati. Uno di questi è il tradimento. Ma quali sono le sue cause?

L’università del Queensland (Australia) avrebbe scovato il gene responsabile del tradimento. A tale gene sarebbero riconducibili “il 63% delle infedeltà maschili e il 40% di quelle femminili”(cit. da Focus, vedi giù). A farvi da contraltare vi sarebbe il gene per la vasopressina che invece garantirebbe la stabilità ed il mantenimento della coppia.

il bacio

“Il bacio” di Carolus Duran

Quindi l’infedeltà sarebbe colpa del nostro DNA, del predominare di un gene su un altro? Ovviamente no. Non solo. L’ambiente in cui viviamo ed interagiamo con il prossimo, il carattere e la propria natura potrebbero contribuire ulteriormente a spiegare questa tendenza a superare il limite.

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Decluttering o arte del riordino

Decluttering o arte del riordino

Ammettiamolo: il superfluo e l’inutile ci invadono occupando spazi preziosi sulla scrivania, negli armadi, sulle sedie, nelle borse e persino in noi stessi. Tutta quella roba che, con prepotenza, si mostra a noi in realtà rischia di soffocarci e di soffocare ciò che davvero è importante. Urge pertanto procedere con un’operazione dolorosa ma necessaria: il decluttering.

Computer, Camera, Scrivania, Giocattoli, Gioco, Ascolta

Partiamo dall’etimologia di questo termine per comprendere un po’ meglio l’argomento del quale stiamo parlando. Decluttering deriva dalla parola inglese to declutter, cioè riordinare. Ridurre però il decluttering ad un “semplice” mettere in ordine sarebbe fortemente riduttivo.

Per comprenderlo meglio partiamo proprio dalle origini del nostro disordine che spesso e volentieri affonda le sue radici nell’accumulazione compulsiva. “Ma cosa ci induce ad accumulare? […] Gli oggetti ci rassicurano: più ne abbiamo e più ci sentiamo al sicuro. Riteniamo inoltre che ciò che possediamo ci rappresenti ed ci identifichi […] “(cit. https://freewordsmagazine.wordpress.com/2017/06/01/decluttering-larte-di-fare-spazio/).

Lego, Costruire, Blocchetti Di Costruzione, Giocattoli

Più possediamo e più colmiamo le nostre mancanze, a quanto pare. Ogni oggetto del quale ci circondiamo si carica infatti di significato e proprio questa attribuzione di senso può contribuire alla nostra difficoltà a liberarcene. Mettere ordine tuttavia non è semplice. Questo gesto all’apparenza così banale ci consente di tenere a distanza l’inutile ma anche i ricordi associati ad esso, belli o brutti che siano. Quindi nel momento stesso in cui eliminiamo l’indesiderato, recidiamo il legame con il passato e con ciò che esso rappresenta lasciando spazio all’inatteso e nuovo.

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#Io resto a casa: consigli per non impazzire tra le mura domestiche

#Io resto a casa: consigli per non impazzire tra le mura domestiche

La nostra vita è cambiata: inutile prenderci in giro o raccontarci bugie. Il coronavirus ha deciso di irrompere nella nostra quotidianità per modificarla fino a costringerci a darle nuove sembianze. Ricordiamoci però che non possiamo permettere che il nostro destino resti nelle grinfie di questo micro-organismo. Lo possiamo combattere, anzi dobbiamo farlo e questo è possibile grazie a delle semplici regole da seguire tra le quali figura quella di restare a casa se pur temporaneamente.

Signora, Finestra, Donna, Ritratto, Vecchio

Partendo dal presupposto che anche le situazioni negative vanno viste come delle occasioni preziose per migliorarsi e migliorare la propria vita, possiamo sfruttare il tempo a disposizione per dedicarci alle nostre passioni oppure per scoprirne altre. Ma come esattamente?

Certamente non mangiando in continuazione o poltrendo per ore sul divano davanti alla TV e neppure litigando per avere il computer.

Ecco quindi una serie di consigli che – lo spero vivamente – potranno tornarvi utili. Pronti?

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Enigmistica e dintorni

Enigmistica e dintorni

Misteri, giochi di numeri e lettere, affinità, somiglianze e differenze, schemi e disegni: se siete appassionati di lettere, parole e giochi linguistici, sapete di cosa stiamo parlando e quindi il nostro articolo fa proprio per voi. Parleremo infatti di enigmistica, cruciverba e rebus ma soprattutto della passione verso questi giochi.

Il primo cruciverba moderno, così come lo intendiamo oggi, venne ideato da Arthur Wynne e fu pubblicato nel 1913 sul “New York World” con il nome di “word – cross puzzle” che poi sarebbe diventato “crossword”. Dalla forma romboidale, era però privo di caselle nere ma già presentava la sua bella dose di intrigo e curiosità intellettuale.

A partire dagli anni 20 apparvero però altri cruciverba dalla forma più simile a quella a cui siamo abituati. (vedi http://www.crucienigmi.it/storia_delle_parole_crociate.htm).

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Fonte pixabay.com

Tuttavia i primi enigmi affondano le proprie radici nel mito. Basti pensare infatti al mito di Edipo che sconfisse la sfinge che minacciava Tebe. Per salvare la città, l’eroe tebano dovette risolvere un oscuro indovinello posto dalla misteriosa e pericolosa creatura: ” τί ἐστι τὸ αὐτὸ δίπουν, τρίπουν, τετράπουν; “, cioè “Chi è allo stesso tempo bipede, tripede e quadrupede?” (versione di Diodoro Siculo, vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_della_sfinge ).

Ma perché ci piacciono così tanto questi giochi e perché siamo tanto intrigati dagli indovinelli, rebus, cruciverba e simili? La risposta potrebbe essere data dal fascino dell’ignoto e del mistero in tutte le sue forme, sia che si tratti di giochi numerici che di caselle da riempire con le definizioni.

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Fonte pixabay.com

D’altro canto il nostro cervello ha bisogno proprio di nutrimento e stimoli costanti per essere sempre attivo e perfettamente funzionante.

Secondo alcuni studiosi, tali tipi di giochi potrebbero persino essere intesi come un coadiuvante nella lotta contro l’invecchiamento cerebrale oltre che come un alleato per rilassarci al meglio.

Ecco perché leggere, capire, indagare ma anche giocare risultano fondamentali e decisamente stimolanti.

Dedicarsi a questo genere di attività ludica ma anche e soprattutto intellettuale stimola l’attività delle nostre sinapsi e dei neuroni portando dei benefici notevoli al cervello. Poi, cosa non da poco, ci aiuta a distrarci dai nostri problemi.

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Fonte pixabay.com

Insomma, via libera al Sudoku, ai cruciverba e alla settimana enigmistica (anche sotto forma di app sul telefono).

Quindi giochiamo!!! A proposito, conoscete la risposta al quesito della sfinge? Scrivetela nei commenti.

Link:

http://www.cruciverbaonline.it/

https://parolecrociate.net/

http://www.enigmistica.org/cruciverba-online-gratis.html

http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/07/news/cruciverba-9934998/


https://freewordsmagazine.wordpress.com/2018/01/26/passione-cruciverba/

P. S. In questo articolo troverete numerosi rimandi al mio “precedente” articolo pubblicato su freewordsmagazine.wordpress.com.

Maria Domenica Depalo

Innamoramento e amore: l’azione di Cupido.

Innamoramento e amore: l’azione di Cupido.

L’amore è una milizia: via di qui, o gente fiacca, ché le sue bandiere non impugni la mano di chi è vile! La notte, la tempesta, il lungo andare, il più crudo dolore, ogni fatica, attendono chi vuol questa battaglia!”, afferma Ovidio in L’arte d’amare, libro secondo, vv. 349 – 354.

Ben lungi dal voler riprendere il tono bellico di Ovidio, tuttavia non possiamo non leggere nelle sue parole e nei suoi versi lo sconquasso ed il terremoto emotivo al quale siamo sottoposti quando il dio Cupido colpisce con il suo dardo il nostro cuore.

A dire il vero, il primo organo ad essere colpito dal piccolo arciere dispettoso è il nostro cervello. Numerosi studi hanno evidenziato infatti un incremento del flusso sanguigno nelle aree cerebrali, la produzione della dopamina, cioè il neurotrasmettitore alla base del benessere, l’azione della noradrenalina, cioè l’ormone che fa battere il cuore e l’aumento dell’attività dell’ossitocina, altro neurotrasmettitore che però contribuisce allo sviluppo del senso del legame.

Sembrerebbe tutta una questione di chimica quindi? Forse. L’innamoramento fa bene al nostro cervello ma – per fortuna o per sfortuna – dura solo per alcuni mesi per poi trasformarsi in amore o dissolversi nel nulla.

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Singletudine e dintorni

Singletudine e dintorni

Chi ha detto che essere single corrisponda ad essere soli? Chi ha detto che non vivere una relazione stabile nel tempo comporti tristezza e disperazione?

Partiamo da un punto fermo: tutti amiamo e desideriamo essere amati. Tuttavia non tutti riescono a realizzare il proprio “sogno d’amore”. Ma non è la fine, ricordiamolo. Essere soli non significa essere incompleti o non avere valore.

Fonte: facebook.com

Fonte: facebook.com

Una ricerca dell’agenzia londinese di analisi di mercato Mintel rivela che il 32% delle donne single tra i 45 e i 65 anni ha affermato di stare benissimo da sola, contro il 19% degli uomini appartenenti alla stessa fascia d’età. La singletudine rende felici? (cit. da https://d.repubblica.it/life/2017/12/14/news/single_a_40_e_felici_di_esserlo_single_piu_felici_lo_dice_la_scienza-3788616/ )

Per la maggior parte delle donne che scelgono di essere single o che dalla propria condizione cercano di trarre il meglio, il proprio status viene visto come un’occasione per valorizzare se stesse e le proprie potenzialità.

Ovviamente bisogna anche tener conto del contesto nel quale si è inseriti. Un ambiente culturalmente ed intellettuamente stimolante può essere terreno fertile per l’affermazione individuale da un punto di vista lavorativo e personale e per l’elaborazione di progetti che non necessariamente devono includere la presenza di un partner.

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Buone vacanze a tutti!

Buone vacanze a tutti!

Fuoritempofuoriluogo va in vacanza. Ci vediamo a gennaio per nuovi e interessanti articoli.
Buon Natale e buon anno! Nel frattempo, godetevi i nostri “vecchi” articoli.
Fuoritempofuoriluogo is on holiday. Stay tuned! We will be back soon! In the meanwhile, read our old articles and Happy Christmas and happy new year.
#fuoritempofuoriluogo #destinazioneblogger #progettoblog #ilsalottodeiblogger #christmas #natale #weinachten #pausa #ferien #holiday

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Che paura! Le dieci fobie più strane.

Che paura! Le dieci fobie più strane.

La paura fa parte di noi. Provare tale emozione può salvarci da situazioni pericolose ed inquietanti. Tuttavia un’esagerazione esasperata delle paure può sfociare in vere e proprie fobie.

Vivere sopraffatti dal carico emotivo determinato da timori spesso irrazionali ed illogici può incidere sulla qualità della vita peggiorandola notevolmente. Allora cosa si può fare?

Prima di tutto bisogna identificare bene la tipologia di fobia. Solo conoscendo il proprio “nemico” sarà possibile trovare gli strumenti più giusti per sconfiggerlo. Una volta identificato l’avversario, è possibile ricorrere all’intervento di uno specialista che potrà trovare la soluzione più idonea alla risoluzione del problema.

Molte fobie infatti hanno radici profonde riconducibili al passato o ad eventi traumatici di cui spesso non si è del tutto consapevoli.

Partendo dal presupposto che le fobie siano “solo” centinaia su centinaia, noi ne osserveremo però appena dieci, sufficienti per comprendere il loro effetto, anche devastante, sulla vita dell’individuo soprattutto da un punto di vista relazionale.

  1. Hipopotomonstrosesquipedaliofobia: derivante dalle parole hipopotos (enorme), monstrum (mostro), sesquipedalis (lunghissimo) e phobia (paura), nota anche come sesquipedaliofobia, essa rappresenta la paura per le parole lunghe;
  2. Automatonofobia: di origine greca (deriva da automaton, automatico ed immediato), tale termine indica la paura per tutto ciò che appare umano ma non lo è, come le bambole ed i monumenti ad esempi;
  3. Afefobia: le origini di questo termine ci permettono di comprendere immediatamente di cosa parliamo. Afefobia deriva dal verbo greco apto che significa toccare e ovviamente da fobia, paura: si tratta quindi della paura del contatto fisico;
  4. Cromatofobia: chi è afflitto da questa fobia teme i colori;
  5. Allodoxafobia: questa parola è composta dall’aggettivo greco allos (altrui) e dal sostantivo doxa (opinione). Parliamo quindi del timore delle opinioni altrui;
  6. Numerofobia: decisamente interessante, in base all’etimologia del termine, possiamo affermare che è la fobia per i numeri e per ciò che è astratto;
  7. Clinofobia: tale termine, ottenuto dal verbo greco klino (inclinarsi) e fobia (paura) essa rappresenta l’irrazionale paura di addormentarsi connessa probabilmente all’atavico legame tra ipnos e thanatos, cioè tra sonno e morte;
  8. Ergofobia: è una fobia purtroppo molto diffusa, soprattutto in questo momento storico. Si tratta della paura di lavorare, come suggerisce l’etimologia del termine (ergon, lavoro);
  9. Singenesofobia: in questo caso parliamo di una fobia in molti casi decisamente comprensibile e giustificabile. Come si evince dall’etimologia del termine (sin= con, genesis= origine, fobia= paura) trattasi della paura dei parenti;
  10. Eleuterofobia: derivante dal termine greco eleutheria (libertà), tale lemma designa un timore irrazionale verso qualcosa dal quale la nostra stessa esistenza non può prescindere: la libertà.

E voi, quali paure irrazionali provate?

Link:

https://www.corriere.it/salute/cards/18-fobie-piu-assurde-cui-soffre-gente/cromatofobia_principale.shtml 

Maria Domenica Depalo

La solitudine e la riscoperta di sé

La solitudine e la riscoperta di sé

Qualche tempo fa abbiamo affrontato il tema della solitudine intesa come isolamento sociale. Ne abbiamo poi evidenziato la negatività parlando degli Hikikomori, persone di ogni età che volontariamente si allontanano dalla società anche per anni chiudendosi in loro stesse e nel loro mondo personale.
Oggi invece parleremo della solitudine sottolineandone gli aspetti positivi.

Presi da mille impegni, circondati da centinaia di persone che sembrano spesso soffocarci con la loro presenza ingombrante, sentiamo di avere bisogno di staccare da tutti e da tutto per ritrovare noi stessi.

Riscoprire noi stessi è fondamentale se non vogliamo essere fagocitati da una società che vuole vederci sempre efficienti e pronti all’azione.

Ecco perché ci concentreremo sulla solitudine vista come strumento di rigenerazione.

Studi recenti e pubblicati su “Personality and social psychology bulletin” dell’Università di Rochester dimostrano come un quarto d’ora al giorno di solitudine possa contribuire a rigenerare mente e corpo.

Stare soli con se stessi dando ai propri pensieri la possibilità di scorrere liberi permette alla propria mente di ‘respirare’ e di potersi esprimere senza quei confini che spesso siamo proprio noi stessi a costruire.

Tuttavia, la solitudine può anche far paura. Avere a che fare con se stessi ed i propri demoni non è facile. Ecco perché tendiamo a circondarci di persone, a coltivare molti interessi e ad oberarci volontariamente di compiti.

Temiamo il vuoto.

Essere soli invece va visto come la grande occasione di scoprire o riscoprire noi stessi, i nostri sogni, progetti e passioni ma anche a convivere con le nostre paure e brutture. Anche loro fanno parte di noi.

Che rapporto avete con la solitudine? Come la affrontate? La temete o la apprezzate?

Link:

https://fuoritempofuoriluogo.wordpress.com/2019/06/01/hikikomori-quando-isolarsi-diventa-una-scelta-volontaria/

https://www.huffingtonpost.it/2017/11/14/per-sentirsi-meglio-servono-15-minuti-al-giorno-in-totale-solitudine-secondo-uno-studio-scientifico_a_23276442/

https://www.curiositadallarete.it/2018/03/09/una-persona-che-impara-a-stare-bene-da-sola-non-si-accontenta-piu-della-compagnia-di-chiunque/

Maria Domenica Depalo

Come imparare una nuova lingua

Come imparare una nuova lingua

Nothing is impossible o Nihil difficile est: non potevamo che iniziare in questo modo questo articolo dedicato alla Giornata europea delle lingue che si celebra ogni anno il 26 settembre.

La prima espressione è scritta in inglese mentre la seconda in latino. Ma perché decidiamo di imparare una nuova lingua o di perfezionarne un’altra? Personalmente adoro esplorare nuove regole grammaticali, etimologie ed espressioni “strane” perché sono uno dei modi migliori per conoscere culture, tradizioni e altri tipi di vita diversi dai nostri.

Ma proviamo a scoprire in che modo imparare una nuova lingua. Ricordate: per imparare ma in generale per intraprendere qualsiasi tipo di attività bisogna possedere il sacro fuoco della curiosità. Privi di essa, tutto diventa più difficile.

Ecco le regole:

  1. Scegliete la lingua da imparare o migliorare;
  2. Trovate un libro di grammatica che sia il più chiaro possibile. È necessario conoscere le regole di una lingua. Se non le conosceste, potrebbe risultarvi difficile persino comprare una mela o prendere un caffè;
  3. Ascoltate! Ascoltate la musica o guardate video nella lingua che avete scelto. Provate a ripetere ciò che ascoltate;
  4. Svolgete esercizi, molti esercizi. Non abbiate paura di sbagliare: gli errori sono il modo migliore per imparare e migliorare;
  5. Usate internet per leggere notizie o seguite il vostro interesse nella lingua che volete imparare.
    Ma, soprattutto, non mollate mai. Ognuno ha i propri tempi. Non correte, procedete lentamente e gradualmente e raggiungerete il vostro obiettivo.

E voi? Quale lingua vorreste imparare?

Viel Spass! (È tedesco)

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Link:

http://www.bbc.co.uk/learningenglish/

https://www.youtube.com/channel/UCbxb2fqe9oNgglAoYqsYOtQ

https://www.youtube.com/user/magauchsein

https://www.youtube.com/user/Araboconmaha

https://youtu.be/wkjSBC-_bDA

Maria Domenica Depalo