La letteratura ed i libri salvano sempre.

Espellerei i genitori dalle scuole, a loro non interessa quasi mai della formazione dei loro figli, il loro scopo è la promozione del ragazzo a costo di fare un ricorso al Tar, altro istituto che andrebbe eliminato per legge.
E alle superiori i ragazzi vanno lasciati andare a scuola senza protezioni, lo scenario è diverso, devono imparare a vedere che cosa sanno fare senza protezione. Se la protezione è prolungata negli anni, come vedo, essa porta a quell’indolenza che vediamo in età adulta.
E la si finisca con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura? E’ folle.
Guardiamo sui treni: mentre in altri Paesi i giovani leggono libri, noi giochiamo con il cellulare. Oggi i ragazzi conoscono duecento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole”.

Umberto Galimberti

Le parole evidentemente provocatorie di Umberto Galimberti ci portano a riflettere su una serie di aspetti come ad esempio il ruolo dei genitori nella scuola. Indubitabile e fondamentale, la loro presenza talvolta sembra stridere nel momento in cui il docente svolge una funzione che viene interpretata come punitiva ma che in realtà si configura come educativa. I ragazzi devono avere l’opportunità di crescere, commettere errori e maturare ma soprattutto di diventare adulti consapevoli.

A colpirmi particolarmente è questo passaggio “a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio”.

Appare evidente come Galimberti si scagli contro l’imperare delle tecnologie e di una digitalizzazione che sembra prendere sempre più piede a discapito di una dimensione, quale quella umana, di cui spesso si fanno portavoce i libri.

D’altronde essi aiutano a sviluppare una coscienza e, con le parole, a formulare i pensieri. E non è una cosa scontata.

Voi cosa ne pensate?

Maria Domenica Depalo

Oroscopo filosofico di gennaio 2024

Oroscopo filosofico di gennaio 2024

L’anno nuovo si affaccia timidamente nelle nostre vite portando con sé il suo carico di sogni e desideri che attendono solo di essere realizzati. Indipendentemente da qualsiasi previsione astrologica, dedicatevi a voi stessi e a ciò che vi definisce e determina senza paura ma con forza e decisione.

Alla faccia di ogni oroscopo.

Ariete:

Ma come: dovete ancora recuperare le energie? Suvvia, le feste sono terminate: cominciate a progettare ma soprattutto a mettere in atto.

Toro:

Non abbiate paura di affrontare le novità che il nuovo anno vi vorrà riservare. D’altronde chi non risica non rosica.

Gemelli:

Guardatevi dalle acque chete… Le apparenze infatti ingannano e rilassarsi troppo potrebbe essere un errore.

Cancro:

Siete troppo impegnati a combattere contro i mulini a vento… Lasciate perdere e pensate alle cose concrete e reali.

Leone:

“Nostalgia, nostalgia canaglia…” sembra il leitmotiv dominante in questa fase della vostra vita. Non permettetele di rovinarvi le giornate.

Vergine:

E la tolleranza…. Imparate a coltivarla e ad essere più empatici e comprensivi. Ne guadagnerete in umanità e affetto.

Bilancia:

Datevi una possibilità. Non abbiate paura dei giudizi e delle opinioni altrui. Pensate a ciò che vi fa bene ed agite di conseguenza.

Scorpione:

Datemi retta: datevi alla cucina. Avete bisogno di pensare ad altro. Quindi date il via a menù gustosi e succulenti. Allontaneranno negatività e tristezza.

Sagittario:

L’anno nuovo è iniziato con la consapevolezza ma anche necessità di scoprire e riscoprire rapporti trascurati ormai da fin troppo tempo. Fatelo prima che qualcuno cambi idea.

Capricorno:

Quando sentite quella molla particolare ed unica scattare dentro di voi, vuol dire che siete finalmente pronti a superare quell’ostacolo enorme temuto troppo eccessivamente e a raggiungere l’obiettivo prefissato da tempo.

Acquario:

Cos’è tanto prezioso da togliervi il fiato? Pensateci. Ecco, direi di concentrarvi su questo aspetto e di agire in sua funzione quanto prima.

Pesci:

Non c’è nulla di male se vi viziate un po’. Pensate a ciò desiderate di più ma non pensateci troppo. Deve essere una scelta d’impulso la vostra.

Maria Domenica Depalo

Buon anno da tutti noi!

Buon anno da tutti noi!

Salutiamo quest’anno con le parole preziosissime di Gianni Rodari che ci inducono a riflettere sul mistero e sulla preziosità del tempo passato ma anche di quello futuro, inaspettato e misterioso nel suo stesso svolgimento.

Che sia un anno splendido!!!

Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”

Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!

GIANNI RODARI, Filastrocche in cielo e in terra (Torino, Einaudi 1960).

Non buttate i libri: donateli!!!

Ho appena assistito ad uno scempio: libri nella spazzatura.

Non buttate i libri!!! Donateli o in alternativa portateli alla Cittadella della Cultura in Piazza Sant’Agostino a Giovinazzo (Bari)!!!! È aperta tutte le mattine e pomeriggi tranne la domenica e nei giorni festivi. Tutti i libri sono sacri, soprattutto quelli vissuti e le vecchie edizioni 📚♥️

Maria Domenica Depalo

Lo zampognaro di Gianni Rodari

Buon Natale a tutti!

Lo zampognaro di Gianni Rodari

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale? “Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”. Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”. Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone? “Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”. Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente; se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

Gianni Rodari

Tantissimi auguri di buon Natale a tutti voi e noi dalla redazione di fuoritempofuoriluogo. Che questa festa Santa ed Universale, indipendentemente dalla fede individuale, possa portare cambiamenti reali e concreti ma soprattutto positivi alle nostre vite.

Oroscopo filosofico di dicembre 2023


Oroscopo filosofico di dicembre 2023

Prima di riunirci in conclave fino a gennaio a causa delle vacanze, la redazione di fuoritempofuoriluogo non poteva non proporre un oroscopo filosofico diverso dal solito.
Verrà infatti associato ad ogni segno zodiacale un link che riporterà ad un libro. La scelta sarà assolutamente casuale e quindi per ogni rimostranza rivolgetevi alla sfera di vetro virtuale ed inesistente. Mio consiglio personale è quello di rilassarvi e di dedicarvi a chi e a cosa amate d più, in primis voi stessi. Buon oroscopo e buona lettura (ne bastano anche cinque minuti).


Ariete:

Intanto ben arrivati a dicembre. Consiglio personale? Divertitevi ma la sera leggete qualche pagina di questo libro.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2021/01/04/parole-su-carta-benvenuti-in-casa-esposito-le-avventure-tragicomiche-di-una-famiglia-camorrista/

Toro:

Pronti ad affrontare parenti ed amici in questo dicembre affollatissimo? No? Allora rilassatevi con questa lettura.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2018/06/19/recensione-il-signore-e-grande-e-non-si-puo-disegnare/

Gemelli:

sono sicura che questo libro sia proprio ciò di cui avete bisogno.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/05/01/la-recensione-del-mese-festa-di-famiglia/


Cancro:

riscoprire il piacere delle letture è quello di cui avete bisogno.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2020/06/10/la-recensione-del-mese-kafka-sulla-spiaggia-di-murakami-haruki/

Leone:

so che siete voraci lettori. Quindi la sfera di cristallo non può che proporvi questo romanzo.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2021/02/08/parole-su-carta-storia-di-una-gabbianella-e-del-gatto-che-le-insegno-a-volare/

Vergine:

divertitevi e rilassatevi. Ne avete assoluta necessità.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/06/08/la-recensione-del-mese-le-tre-del-mattino-di-gianrico-carofiglio/

Bilancia:

stare con le persone che amate e che vi amano per quello che siete è ciò che vi auguro. Nel frattempo, date uno sguardo a queste parole.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2022/10/10/parole-su-carta-non-dimenticarlo-mai-di-federica-bosco/

Scorpione:

anche per voi finalmente è giunto dicembre. Non potete non leggere questo libro allora:

https://fuoritempofuoriluogo.com/2020/07/01/la-recensione-del-mese-diario-di-una-schiappa/

Sagittario:

le parole insegnano molto ed inducono alla riflessione. Il romanzo per voi è questo.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2017/10/14/la-recensione-del-mese-sei-fiabe-per-un-sorriso/

Capricorno:

la mitologia greca vi affascina. Così la scelta della sfera è caduta su questo libro.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2023/11/20/parole-su-carta-recensione-di-la-canzone-di-achille-di-madeline-miller/


Acquario:

nel vostro caso le parole di un libro sono un’ancora cui vi aggrappate sovente quando tutto appare perso.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/02/08/ti-dono-il-mio-cuore-the-book-of-the-month/


Pesci:

per voi, amici dei pesci, le parole di questo libro appariranno illuminanti.

https://fuoritempofuoriluogo.com/2022/02/07/parole-su-carta-recensione-di-il-maialino-di-natale-di-j-k-rowling/


Buona lettura a tutti 📖📚

Maria Domenica Depalo

Parole su carta: recensione di “La canzone di Achille” di Madeline Miller

Parole su carta: recensione di “La canzone di Achille” di Madeline Miller

Il mio amore per la mitologia greca mi ha indotto infine a leggere “La canzone di Achille” di Madeline Miller. In realtà avevo dei preconcetti legati semplicemente al fatto che credevo che sarebbe stato pressoché impossibile riprodurre il pathos nonché l’aura di leggenda intorno alla figura di Achille. Insomma pensavo che avrei letto un blando tentativo di “riscrittura-imitazione” dell’opera di Omero.

photo©MariaDomenicaDepalo

Per quanto, inevitabilmente vi siano riferimenti all'”Iliade”, ci ritroviamo, a dire il vero, dinanzi ad un libro moderno nella sua classicità e tradizione. Sicuramente differente rispetto all’opera originaria, da cui trae ispirazione, ma decisamente piacevole nella lettura.

Una scrittura veloce e agile, una rivisitazione di persone, luoghi e crudeltà ma anche amori, una visione d’insieme contemporanea ma alcontempo antica: ecco alcuni degli elementi più caratteristici del romanzo della Miller.

Fonte: pixabay.com

La trama è ben nota, semplice ma alcontempo complessa: attraverso le parole di Patroclo viene vista e rivissuta la storia di Achille, il Pelide figlio della dea Teti e del re Peleo, del loro amore, di un destino scritto da cui fuggire non è possibile a meno che non si voglia evitare l’onore e vivere una vita anonima e senza onori.

L’amore tra Patroclo e Achille funge da unico punto fermo per due ragazzi che, nonostante la giovane età, accettano un destino crudele e meschino che è di morte perché Achille non può accettare una vita senza onore.

photo©MariaDomenicaDepalo

Siamo in un mondo dominato dalle armi, dai giuramenti, dagli inganni di Odisseo, da guerrieri umani e divini dove non può esserci spazio per la pietà.

Un romanzo appassionante che decisamente merita i giudizi positivi che ho letto. Una storia che è di guerra e di battaglie ma anche di amore e bellezza.

Maria Domenica Depalo

I poveri di oggi

I poveri di oggi (e cioè coloro che costituiscono un “problema” per gli altri) sono prima di tutto e soprattutto dei “non consumatori”, più che dei “disoccupati”. Essi vengono definiti innanzi tutto dal fatto di essere consumatori difettosi: infatti, il più basilare dei doveri sociali cui vengono meno è il dovere di essere acquirenti attivi ed efficaci dei beni e servizi offerti dal mercato. […]

Il consumatore “difettoso”, chi dispone di risorse troppo scarse per rispondere adeguatamente all’appello, o più esattamente ai richiami seduttivi dei mercati, è gente di cui la società dei consumatori “non ha bisogno”; se non ci fosse, la società dei consumatori ne guadagnerebbe. […]

La società dei consumatori cresce rigogliosa finché riesce a rendere perpetua la non-soddisfazione dei suoi membri, e dunque la loro infelicità, per usare il suo stesso termine. Il metodo esplicito per conseguire tale effetto consiste nel denigrare e svalutare i prodotti di consumo poco dopo averli portati alla ribalta nell’universo dei desideri dei consumatori.

ZYGMUNT BAUMAN, Consumo, dunque sono

Le parole di BAUMAN ci portano a riflettere sulla possibile suddivisione degli esseri umani tra “ricchi consumatori-fruitori” e “poveri non consumatori-difettosi” e su una possibile ed ulteriore biforcazione della categoria umana in “attivi e passivi” del processo economico.

https://pixabay.com

È evidente come suddividere gli individui in tal modo sia fortemente limitante oltre che fuorviante. Tuttavia sembra proprio che il contesto socioculturale dell’era postmoderna nel quale siamo inseriti sia caratterizzato da un modo di vedere che tende sempre più ad “escludere”. Anche e soprattutto da un punto di vista economico e, a partire da questo, da quello umano.

Ma è giusto considerare l’uomo solo come consumatore? Cosa c’è dietro questa categorizzazione? Dietro c’è l’individuo con le sue prerogative, sogni, progetti ma anche delusioni, fallimenti e aspettative disattese.

https://pixabay.com/it/photos/depressione-uomo-rabbia-tristezza-2912404/
https://pixabay.com/

L’impossibilità di fruire di un bene materiale può essere causa di frustrazione oltre che di emarginazione in una società nella quale il possesso diviene manifestazione di uno status che in realtà non è benessere ma può essere anche solo manifestazione di vacuità.

Domandiamoci quindi anche quale visione di noi stessi possa produrre questo modo di “subire” un consumismo che, per quanto fondamentale per una buona salute dell’economia, in realtà può divenire cartina tornasole di un disagio che non può più restare celato ma diventa ogni giorno più importante.

https://pixabay.com

Questo perché le differenze sembrano avere sempre più peso e vanno a determinare il proprio sé ed il rapporto con gli altri.

Cosa ne pensate?

Maria Domenica Depalo

Link:

https://fuoritempofuoriluogo.com/2019/01/09/empatia-lio-come-laltro/

Festa del cioccolato a Bari

Festa del cioccolato a Bari

Amanti del cioccolato, croce e delizia di noi golosoni, compagno fidato su cui poter fare affidamento nei momenti più lieti ma anche in quelli più disperati, produttore naturale di buon umore ma anche causa di carie (quindi occhio!): finalmente è tornato a Bari il festival dedicato a questo piacere proibito, ma in realtà ben accessibile a tutti.

Parliamo della Festa del cioccolato che avrà luogo a Bari in Piazza Umberto da venerdì 10 novembre a domenica 12 novembre.

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Profumato, delicato ma anche deciso nel suo sapore, unico nella varietà dei colori e forme, il cioccolato rappresenta l’essenza stessa del piacere da gustare pian piano.
Liscio in superficie, senza imperfezioni o increspature, inebriante del profumo di cacao, capace di assumere molteplici forme ed aspetti (come vedremo a Bari), da non mordere avidamente ma da sciogliere delicatamente e lentamente in bocca in modo da coglierne fragranze, sapori ed aromi, è sempre pronto ad essere colto ed abbracciato nella sua totalità.

Ricco di feniletilamina, fondamentale nella regolazione dei nostri stati d’animo, ricco anche di triptofano alla base della sintesi della serotonina, ormone del buonumore, sembra proprio che il consumo di cioccolato possa aiutarci nei momenti di maggior tristezza e smacco.

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Insomma è nei momenti in cui ci sentiamo più sconfortati che mai che assaggiamo il primo di una lunga serie di cioccolatini per stare meglio. E a darci ragione e supporto, soprattutto quando il senso di colpa sembra pervaderci, è proprio la scienza.

Secondo la dottoressa Sarah Jackson, il consumo di cioccolato, in particolare quello fondente contribuisce a ridurre l’insorgenza dei sintomi della depressione. Il cacao da cui otteniamo la “bevanda degli dei”, secondo gli Incas, contiene infatti piccole quantità di salsolinolo e salsolina che sarebbero proprio degli antidepressivi naturali.

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Gli esperti dell’University College London, della University of Calgary e dell’Alberta Health Services Canada affermano che il cioccolato fondente può arrivare a ridurre il rischio di depressione di ben 4 volte: se il 7,6% di un campione di 13.626 persone studiate proveniente dalla Us National Health and Nutrition Examination Survey risulta soffrire del male di vivere, questa percentuale cala a solo l’1,5% fra chi mangia regolarmente cioccolato, fondente per la precisione (tratto da https://www.milleunadonna.it/benessere/articoli/Cioccolato-terapeuticorischi-depressione).

Pixabay.com

Allora non resta che gustarlo facendoci avvolgere dal suo profumo, sapore, gusto ma soprattutto essenza che è quella della piacevolezza.

Senza esagerare però.

Maria Domenica Depalo

P.S.: ecco alcuni link che potranno tornarvi utili

https://fuoritempofuoriluogo.com/tag/festedelcioccolato/

https://fuoritempofuoriluogo.com/tag/festedelcioccolato/

https://www.telebari.it/spettacoli/132201-dalle-praline-ai-gianduiotti-torna-a-bari-la-festa-del-cioccolato-stand-e-degustazioni-in-piazza-umberto-dal-10-al-12-novembre.html

https://www.lacucinaitaliana.it/news/salute-e-nutrizione/perche-il-cioccolato-ci-mette-di-buon-umore/#:~:text=La%20serotonina&text=Uno%20dei%20principali%20motivi%20per,corpo%20per%20sintetizzare%20la%20serotonina

https://www.milleunadonna.it/benessere/articoli/Cioccolato-terapeuticorischi-depressione