Pif has been a beautiful and pleasant discovery. I knew about him and his “Caro Marziano” on RaiTre, the film “La mafia uccide solo d’estate” and his work with “Le Iene” on ItaliaUno.
Discovering him as a writer was an extraordinary revelation. With a funny but never banal story, it led me to rethink some aspects of my life that I have put aside for too long, forgetting them or pretending they never existed.
“… Dio perdona a tutti” is the story of Arturo, an estate agent whose life is similar to many others but with a great passion: sweets and candies. He has no particular vices apart from stopping in front of the shop windows of pastry shops and trying to start speeches (mostly monologues) on the techniques to make “sciù” and pastries with “ricotta” in the most correct way.
His life seems to run smoothly at least until he meets Flora, a beautiful pastry chef, with whom he falls madly in love and for whom he decides to take the big step, even if only for three weeks … No, no. I’m not talking about that big step but about another one: living as a true Catholic. You will see some good ones but I don’t want to add more than necessary.
The language flows quickly, the images follow one another in an alternation between sweets, soccer games, apartments and sprightly elderly. What emerges is the depth of a thought that highlights a double moral that belongs to all of us, some more and some less.
But I don’t want to add anything else. If you want, read it and let me know what you think.
Pif è stato una bellissima e piacevole scoperta. Di Pif conoscevo il suo “Caro Marziano” su RaiTre, il film “La mafia uccide solo d’estate” ed il suo lavoro con “Le Iene” su ItaliaUno.
Scoprirlo però come scrittore è stata una vera e propria rivelazione. Con una storia divertente ma mai banale e ricca di spunti di riflessione mi ha indotto a ripensare ad alcuni aspetti della mia vita che per troppo tempo ho messo da parte dimenticandoli o facendo finta che non fossero mai esistiti.
“… che Dio perdona a tutti” è la storia di Arturo, agente immobiliare dalla vita simile a tante altre ma con una grande passione: i dolci.
Non ha particolari vizi a parte quello di fermarsi davanti alle vetrine delle pasticcerie e tentare di intavolare discorsi (più che altro monologhi) sulle tecniche per realizzare nel modo più corretto gli “sciù” ed i pasticcini con la ricotta.
La sua vita sembra scorrere tranquilla almeno fino a quando incontra Flora, pasticcera bellissima, di cui si innamora perdutamente e per la quale decide di compiere, se pur per sole tre settimane, il grande passo… No, no. Non parlo di quel grande passo ma di un altro: vivere da vero cattolico. Ne vedrete delle belle ma non voglio aggiungere altro.
Il linguaggio scorre velocemente, le immagini si susseguono in un alternarsi tra dolci, partite di calcetto, appartamenti e anziani arzilli. Ciò che emerge è la profondità di un pensiero che evidenzia una doppia morale di cui spesso tutti, chi più e chi meno, siamo portatori.
Non voglio aggiungere altro. Se vi va, leggetelo e fatemi sapere cosa ne pensate.
Tra giallo, arancione e rosso siamo giunti ad aprile. Ben lungi dal voler parlare di virus o altro, tuttavia alla redazione filosofico-astrologica preme ricordare una cosa importante: tutto dipende da noi. Il modo in cui viviamo e ci approcciamo al prossimo, la cura che riserviamo a chi ci circonda e anche la premura nell’osservare comportamenti che tengano conto del prossimo devono prescindere da qualsiasi preconcetto, modo di pensare ma soprattutto da qualsiasi previsione astrologica. Ecco perché non sarà un oroscopo a poter determinare il nostro futuro: il suo compito è solo quello di suggerire con discrezione ed invitare a riflettere. Pensiamo quindi a ciò che facciamo e a ciò che ne potrebbe derivare.
Ariete:
fonte: pixabay.com
Guardatevi dentro: nascondete un universo immenso e straordinario che aspetta solo di essere esplorato e conosciuto. Nuove conoscenze in vista.
Toro:
fonte: pixabay.com
La scoperta dell’altro non può prescindere dalla vostra crescita ed evoluzione personale. Presto un mistero verrà svelato. Attenti alle apparenze.
Gemelli:
fonte: pixabay.com
Ad un passo da voi c’è quello che da sempre aspettate. Volgete lo sguardo verso i vostri sogni ed inseguiteli. Parole nuove vi aspettano.
Cancro:
fonte: pixabay.com
Tutto accade per una ragione e lo scoprirete proprio in questi giorni. Vi sentirete più forti e pronti ad affrontare eventuali imprevisti sul lavoro.
Leone:
fonte: pixabay.com
Date modo alla vostra personalità di manifestarsi appieno ed in tutte le sue sfaccettature. Ascoltatevi di più: le sorprese non mancheranno.
Vergine:
fonte: pixabay.com
Non si può tornare indietro. Tuttavia è sempre possibile imparare dagli errori e migliorare giorno dopo giorno. Aspettatevi l’inaspettato.
Sagittario:
fonte: pixabay.com
Anche se le cose sono difficili, voi non demordete mai ed andate avanti. Questo vostro modo di essere vi aiuterà a raggiungere gli obiettivi prefissati proprio quando meno ve lo aspettate.
Bilancia:
fonte: pixabay.com
Le opinioni di chi vi circonda sono importanti ma ricordate che sono opinioni. Prestate attenzione soltanto a ciò che è dentro di voi e seguitelo. Novità sul lavoro.
Scorpione:
fonte: pixabay.com
Non abbiate paura a mostrare il vostro lato fragile. La fragilità fa parte del nostro “essere umani”. Quindi perché nascondere questo lato? Chi vi circonda lo apprezzerà.
Capricorno:
fonte: pixabay.com
Panorami inesplorati e nuovi si prospettano dinanzi a voi. La sfera lavorativa e amorosa subiranno dei cambiamenti dei quali non potrete non tenere conto. Affrontateli.
Acquario:
fonte: pixabay.com
Detestate i giudizi ed i pregiudizi. Sapete quanto possano ferire e per questo ritenete giusto non fermarsi a ciò che sembra perché non sempre ciò che appare corrisponde a ciò che è. Novità in amore.
Pesci:
fonte: pixabay.com
Non affannatevi troppo: il vostro destino non è oscuro. Aguzzate la vista e respirate: seguite la direzione indicata dal vostro naso. Vi porterà ai vostri sogni.
Welcome back little philosophers to our monthly space. Today we will start with two words that will guide our lesson: are you ready to start? The terms in question will be Philia and Neikos. The first word corresponds to Friendship while the second to Enmity. Empedocle used them in his scientific and philosophical researches. Lived in the 5th century BC he was a philosopher, a doctor and a poet but above all he was an extremely curious man. Consider him a detective. Actually every philosopher should be considered this way.
According to Empedocle, Philia and Neikos are the reasons of the union or the disjunction of the four roots of our world, namely air, earth, water and fire. Even birth and death would be closely linked to those two causes.
But let us try to understand better. What happens when you argue? Everyone tries to prevail over the other. So, this is what happens to our two principles: when Philia prevails, the roots of our world come together creating the reality in which we live while when Neikos prevails the roots move away and the creative process ends.
However, just as we fight, we are looking for a balance, an agreement that is good for all parties so friendship and enmity also seek a balance that satisfies both of them. Because if one succumbs the other succumbs too, because they are closely linked to each other.
Bentornati piccoli filosofi allo spazio mensile dedicato a voi. Oggi partiremo da due parole che fungeranno da guida proprio per la nostra lezione: siete pronti?
I termini in questione saranno Philia e Neikos. La prima parola corrisponde ad Amicizia mentre la seconda ad Inimicizia. Ad averle usate nelle proprie indagini scientifiche fu Empedocle. Vissuto nel V secolo a. C. egli fu filosofo, medico e poeta ma soprattutto fu un uomo estremamente curioso. Consideratelo un detective. Anzi, in realtà tutti i filosofi andrebbero considerati tali.
Secondo Empedocle, Philia e Neikos sarebbero i principi alla base dell’unione o della disgiunzione delle quattro radici o archai del nostro mondo, cioè aria, terra, acqua e fuoco. Persino la nascita e la morte sarebbero strettamente legate a quelle due cause.
Ma cerchiamo di comprendere meglio questo aspetto. Cosa succede quando si litiga? Si tende a far prevalere le proprie ragioni prevaricando sull’altro. Ecco, questo è quello che succede ai nostri due principi: quando prevale Philia, le radici del nostro mondo si uniscono creando la realtà nella quale viviamo mentre invece quando prevale Neikos le radici si allontanano ed il processo creativo ha fine.
Tuttavia, esattamente come quando si litiga, si cerca un punto di equilibrio, un accordo che vada bene per tutte le parti così anche Amicizia ed Inimicizia cercano un equilibrio che le soddisfi entrambe. Perché se soccombe una soccombe l’altra, essendo strettamente legate l’una all’altra.
“Astonished fixes himself and without being able to detach his eyes it remains as unethy as a marble-carved statue of Paro. Lying on the ground, he contemplates those two stars that are his eyes, bacchus-worthy hair, worthy even of Apollo, and smooth cheeks, ivory neck, beauty of the mouth, the soft pink on the white niveo, and all he admires is what makes him wonderful” (from vv. 418- 424, Metamorfosi di Ovidio)
Taken from the Metamorphosis, these extraordinary verses tell about the hunter Narcissus who, after rejecting the love of the nymph Eco, was condemned to love himself to the death. Aware of his beauty, in love with himself, he isn’t able to have the object of his love and condemns himself to desperation even in the underworld.
Why are we talking about him? We are talking about him because he represents the model of a dangerous type of person you have to avoid. Those who love themselves in a correct way are able to love the people around, respecting them in their individuality, feelings and characteristic beauty: therefore they are able to build healthy relationships based on respect for the others. But there are also those who love themselves in a way that is not only selfish or self-referential but can become extremely harmful: they are the narcissists.
In this person there aren’t those feelings of empathy and affinity that allow us to understand what the people feel. The narcissist in particular seems careless of those around him who indeed become mere instrument of the worship of his own person and his prerogatives.
But what could be the roots of this way of being? Surely at the base there is that feeling of insecurity and inner fragility as a result of which one is constantly looking for confirmation from outside. However, when the other becomes only an object thanks to which he can confirm only one’s individuality, then the prospects change.
The narcissist believes that he is a “unique” and incredible individual for beauty, talents or ability so much that he claims to be admired by others. In fact, he is convinced that he has such a value as to justify his centrality and importance in his circle of knowledge that thus become the way in which to allow his self-referentiality to be expressed.
Everyone and everything exist only because it must help his self-expression, without remorse toward feelings or expectations of the others. He doesn’t feel empathy: however, he is able to fake it by creating relationships of addiction of which he is director.
It is not easy to deal with an individual of this kind who is also prey to jealousies and envies, and it is not even easy, once one has become aware of one’s own way of being, to get out of this status.
“Narcissism has a share of charm from which it is difficult to get rid of it and therefore the first advice that can be given to those who suffer from it is to acknowledge that it is not a healthy self-love but a pathological distortion of relational reality. The narcissist establishes logorous relationships of addiction and often of hatred/love with others (and basically with the false image he wants to give of himself…) and can never show himself as he really is, with the fragile sides that everyone has. If you realize that you have unlimited success fantasies, if you often feel if not always the best, if you request admiration to the point of manipulating others to get it but can not identify with them, you probably already suffer from it. Getting help as soon as possible is a sign of intelligence as well as true self-love.” (taken from https://www.riza.it/psicologia/tu/4021/nella-gabbia-del-narcisismo.html)
“Attonito fissa se stesso e senza riuscire a staccarne gli occhi rimane impietrito come una statua scolpita in marmo di Paro. Disteso a terra, contempla quelle due stelle che sono i suoi occhi, i capelli degni di Bacco, degni persino di Apollo, e le guance lisce, il collo d’avorio, la bellezza della bocca, il rosa soffuso sul niveo candore, e tutto quanto ammira è ciò che rende lui meraviglioso” (vv. 418- 424, Metamorfosi di Ovidio)
Tratti dalle Metamorfosi, questi versi straordinari narrano del cacciatore Narciso che, dopo aver rifiutato l’amore della ninfa Eco, fu condannato ad amare se stesso fino alla morte. Consapevole della sua bellezza, la insegue senza poterla raggiungere; innamorato di se stesso, cerca di toccare se stesso attraverso quel riflesso d’acqua nel quale si specchia senza poterci riuscire però. Ed è questa la causa principale del suo tormento: desiderare se stesso senza potersi avere e condannandosi alla stessa pena anche nel mondo degli inferi.
Chi ama se stesso è anche in grado di amare chi lo circonda, rispettandolo nella sua individualità, nei suoi sentimenti e nella sua bellezza intrinseca e caratteristica: è in grado quindi di costruire relazioni sane basate sul rispetto del prossimo. Tuttavia c’è anche chi ama se stesso in un modo che non è solo egoistico o autoreferenziale ma può diventare estremamente dannoso: parliamo del narcisista.
In questa persona sembrano mancare quei sentimenti di empatia e di affinità che permettono di cogliere l’altro per quello che è, cioè come quell’insieme di emozioni e sentimenti importanti esattamente come i suoi. Il narcisista in particolare appare incurante di chi lo circonda che anzi diventa mero strumento del culto della propria persona e delle proprie prerogative.
Ma quali potrebbero essere le radici di questo modo di essere? Sicuramente alla base vi è quel sentimento di insicurezza e di fragilità interiore a causa del quale si è alla costante ricerca di conferme dall’esterno. L’altro diventa lo specchio nel quale ci si riflette e con cui si coglie quell’immagine a cui tendiamo e che vorremmo che fosse sempre di perfezione o almeno corrispondente al disegno che abbiamo costruito. Tuttavia quando l’altro diventa solo un oggetto grazie al quale poter affermare soltanto la propria individualità, allora le prospettive cambiano.
Il narcisista ritiene di essere un individuo “unico” ed incredibile per bellezza, talenti o capacità tanto da pretendere di essere ammirato dagli altri. Egli è convinto infatti di essere in possesso di un valore tale da giustificare la sua centralità ed importanza nella sua cerchia di conoscenze che diventano così il modo mediante il quale lasciar esprimere la propria autoreferenzialità.
Convinto che tutto debba essere finalizzato all’espressione di sé, usa consapevolmente e senza rimorso il prossimo, incurante dei suoi sentimenti o delle sue aspettative. Non prova empatia: è però in grado di fingerla creando dei rapporti di dipendenza dei quali egli è regista.
Non è facile avere a che fare con un individuo di questo tipo facile preda anche di gelosie ed invidie e non è neppure semplice, una volta presa consapevolezza del proprio modo di essere, uscire da questo status.
“Il narcisismo possiede una quota di fascino dalla quale è difficile liberarsi e quindi il primo consiglio che è possibile dare a chi ne soffre è quello di prendere atto che non si tratta di un sano amor proprio ma di una patologica distorsione della realtà relazionale. Il narcisista stabilisce rapporti logoranti di dipendenza e spesso di odio/amore con gli altri (e in fondo con l’immagine falsa che vuole dare di sé…) e non può mai mostrarsi com’è veramente, con i lati fragili che tutti hanno. Se ti accorgi che hai fantasie di successo illimitato, se ti senti spesso se non sempre il migliore, se richiedi ammirazione al punto da manipolare gli altri per ottenerla ma non riesci a immedesimarti in loro, probabilmente ne soffri già. Farti aiutare il prima possibile è segno di intelligenza oltre che di vero amor proprio”.(tratto da https://www.riza.it/psicologia/tu/4021/nella-gabbia-del-narcisismo.html )
Un tempo nota come Hydruntum, Otranto è una splendida città della penisola salentina. Ubicata in provincia di Lecce, diventata nel 2010 Patrimonio Culturale dell’UNESCO, essa è stata prima centro nevralgico di tradizione greco-messapica, quindi successivamente realtà romana, bizantina ed aragonese. La forza e la determinazione caratterizzano da sempre Otranto. Essa è stata infatti protagonista attiva della storia avendo subìto dominazioni, conquiste, devastazioni ma anche risalite.
Al centro di numerose vicende storiche, essa presenta numerose testimonianze architettoniche e storiche oltre che un’incredibile e meravigliosa bellezza del territorio.
Ma partiamo proprio da alcuni dei suoi luoghi più belli come la Cattedrale Normanna dedicata a Santa Maria Annunziata ed il Castello Aragonese.
Costruita tra il 1080 e 1088, essa presenta elementi tipici dell’arte bizantina, paleocristiana e romanica. Nel 1095 la cattedrale fu coinvolta nella “preparazione” della prima crociata. Ai piedi del suo altare infatti venne impartita la benedizione ai dodicimila crociati che, guidati dal principe Boemondo I d’Altavilla, sarebbero successivamente partiti in direzione del Santo Sepolcro.
Sempre la stessa Cattedrale di Otranto poi sarebbe tornata al centro degli eventi del tempo, divenendo custode dei resti dei Santi Martiri. Nel 1480 Otranto venne attaccata e devastata dai Turchi di Maometto II che catturarono, imprigionandoli, 800 uomini. Se si fossero convertiti all’Islam avrebbero avuto salva la vita. Invece rifiutarono non volendo rinnegare la propria fede cristiana e per questa ragione furono decapitati. Secondo la tradizione, dopo la decapitazione, il corpo del loro capo, Antonio Primaldo, rimase in piedi fino a quando l’ultimo dei suoi compagni non seguì il suo stesso destino. Nel 2013 sono stati tutti canonizzati.
Fonte di ispirazione del romanzo gotico Il castello di Otranto di Horace Walpole pubblicato nel 1764, il castello racchiude in sé bellezza, storia e mistero. Dotato di quattro torri, esso presenta anche un fossato ed un ponte levatoio che furono strumento di difesa delle mura cittadine. Danneggiato più volte a partire dalla seconda metà dell’XI secolo, della ricostruzione promossa nel 1228 da Federico II di Svevia rimangono […]tracce evidenti della torre del corpo mediano cilindrico, inglobata nel bastione a punta di lancia, e nella cortina muraria di nord-est. Un’analisi dei sotterranei lascia supporre che il Castello fosse impostato su una pianta con nucleo centrale quadrangolare, scandita agli angoli da torri cilindriche (cit. tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Otranto ).
Ma continuiamo il nostro viaggio tra le meraviglie di questa città, osservandone alcune delle località più belle e suggestive.
Poco fuori dalla città è possibile ammirare il bellissimo Laghetto di Bauxite . Ubicato in prossimità della baia delle Orte, si tratta di un lago artificiale nato a causa di una falda freatica. In questo luogo infatti, fino agli anni settanta veniva estratta la bauxite, un minerale da cui si ottiene l’alluminio.
Come non citare lo splendido e trasparente mare che è stato premiato più volte con la Bandiera Blu, e la Baia dei Turchi, bellissima spiaggia non lontana dal centro cittadino che deve il suo nome proprio ai Turchi che vi sbarcarono nel 1480 per assediare e distruggere la città.
Capo d’Otranto:
Foto di “Capo d’Otranto”, Di Esposito Luciano – original uploader was Gabbiano64 at it.wikipedia – Trasferito da it.wikipedia su Commons. Original text : privata, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27884646
Last but not least, nominiamo Punta Palascìa o Capo d’Otranto. Caratterizzato dall’importante faro, luogo in cui il mare Adriatico e lo Ionio si sfiorano, esso si costituisce come realtà di suggestione, di bellezza ma anche di riflessione silenziosa.
Ed è con quest’ultima immagine che vi invito a visitare, appena sarà possibile, questo meraviglioso gioiello d’Italia. Per saperne di più, cliccate sui link sottostanti:
“Io uccido” dell’attore, comico, cantautore e scrittore piemontese Giorgio Faletti, scomparso nel 2014, si è rivelato un’incredibile ed appassionante scoperta di cui non potevo non rendervi partecipi.
Thriller psicologico dal linguaggio veloce ma attento nella scelta dei particolari, questo romanzo si caratterizza per una trama complessa, se pur lineare, e soprattutto per una profonda capacità di indagare la psicologia dei personaggi.
Ambientata a Montecarlo, la storia si sviluppa a partire da un duplice omicidio che vede come prime vittime un pilota di formula uno ed una campionessa mondiale di scacchi; le prime ad essere oggetto di un macabro rituale che andrà a ripetersi negli omicidi successivi e che porterà i corpi ad essere orrendamente mutilati dopo la morte.
Chi è l’autore di questa barbarie ma soprattutto cosa c’è dietro quel gesto orrendo che va a spersonalizzare l’identità di queste persone? Chi è così folle?
Ciao. Chi sei? […]
Non ha importanza. Io sono uno e nessuno. […]
Credo di intuire che non ami la gente.
Tu la ami?
Non sempre. A volte cerco di capirla e quando non ci riesco cerco almeno di non giudicarla.
Anche in questo siamo uguali. L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai.
E allora tu cosa fai, di notte, per curare il tuo male?
Io uccido… (cit.)
Quanta oscura e tremenda forza ma soprattutto quanta follia mostrano tali parole.
“Nessuno“, nome che viene attribuito al serial killer dalla polizia monegasca e dall’agente Frank Ottobre, correda ogni suo atto criminale con della musica. Sarà proprio quest’ultima infine, ricercata e mai banale, a contribuire a svelare l’assassino.
Consiglio vivamente il thriller d’esordio di Faletti a chi ama conoscere o riconoscere le innumerevoli sfaccettature di cui un animo tormentato può caratterizzarsi (e non parlo solo di quello di un serial killer) ma anche a chi vuole approfondire la profondità e complessità della psiche umana in genere evidenziandone la luce ed il buio.
Bentornati a questo nuovo appuntamento con l’oroscopo filosofico di fuoritempofuoriluogo. Siamo giunti a marzo, per antonomasia mese della primavera. Finalmente tra pochi giorni questa bellissima stagione farà capolino per dare luce alle nostre giornate incupite dall’inverno e dalle restrizioni.
È proprio in questo contesto nuovo e vitale che si inseriscono le nostre riflessioni connesse all’astrologia. Pronti a scoprire cosa vi riserverà questo mese? Bene, iniziamo. Tuttavia prima di addentrarci nella lettura dei segni zodiacali non possiamo non ricordare la nostra solita raccomandazione: ricordate che il vostro destino dipende solo da voi e non dagli astri, per quanto suggestivi possano essere.
Ariete:
Consultatevi con chi ha più esperienza. Non si smette mai di imparare soprattutto dall’inatteso. Siate quindi pronti, soprattutto sul lavoro.
Toro:
Ascoltate e ascoltatevi, con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Esso è imprevedibile e proprio per questo bellissimo. Previste letture interessanti.
Gemelli:
La parola chiave di marzo è “apertura”. Parliamo di apertura del cuore e della mente. Seguite però soprattutto il cuore: saprà indicarvi la strada giusta. L’amore vi sorprenderà.
Cancro:
Sperimentate: fatelo sempre. Non abbiate paura delle novità e degli imprevisti. È anche grazie ad essi che si forgia il carattere. Provare per credere, soprattutto sul lavoro.
Leone:
Concedetevi tempo e spazio: tempo per dedicarvi alle vostre passioni e sogni e spazio da riempire con emozioni mai provate prima. Riscoprirete la passione per l’arte.
Vergine:
“Il cielo è sempre azzurro” indipendentemente dal fatto che sia coperto da nuvole. Tenete presente questa semplice verità ogni volta che vi sentite tristi o sconfitti. Novità in amore.
Sagittario:
“Mai fasciarsi la testa prima di romperla” ma soprattutto perché ve la dovreste rompere? L’importante è mantenere la calma e restare oggettivi nel rivolgere lo sguardo alle difficoltà. Sarà più facile risolverle.
Bilancia:
Sarà un marzo decisamente movimentato e non è detto che sarà un male. Ricordate infatti che la staticità può essere deleteria soprattutto per il proprio “Io”. Date spazio ad una nuova amicizia: vi accompagnerà per tutta la vita.
Scorpione:
Le difficoltà forgiano e cambiano inevitabilmente il modo di vedere le cose ma soprattutto la percezione che si ha della propria persona. Non ne abbiate timore: vi vedrete con nuovi occhi e vi piacerete molto.
Capricorno:
Talvolta il silenzio può parlare più di mille parole. Ascoltatelo perché potrà insegnarvi molto soprattutto su di voi e su ciò che alberga nel vostro cuore. Novità sul posto di lavoro.
Acquario:
Ci sono sogni il cui scopo è quello di ricordare che non bisogna arrendersi mai e che c’è sempre una possibilità. Se poi proprio quel sogno tanto desiderato non dovesse realizzarsi, ce ne sarà sicuramente un altro altrettanto bello da inseguire e a cui dare vita.
Pesci:
“Ogni cosa è parte di un tutto più grande”. Tenendo presente questo, sarà più facile comprendere il perché degli ostacoli e vederli come passaggi necessari nel percorso della vita.