Enigmistica e dintorni

Enigmistica e dintorni

Misteri, giochi di numeri e lettere, affinità, somiglianze e differenze, schemi e disegni: se siete appassionati di lettere, parole e giochi linguistici, sapete di cosa stiamo parlando e quindi il nostro articolo fa proprio per voi. Parleremo infatti di enigmistica, cruciverba e rebus ma soprattutto della passione verso questi giochi.

Il primo cruciverba moderno, così come lo intendiamo oggi, venne ideato da Arthur Wynne e fu pubblicato nel 1913 sul “New York World” con il nome di “word – cross puzzle” che poi sarebbe diventato “crossword”. Dalla forma romboidale, era però privo di caselle nere ma già presentava la sua bella dose di intrigo e curiosità intellettuale.

A partire dagli anni 20 apparvero però altri cruciverba dalla forma più simile a quella a cui siamo abituati. (vedi http://www.crucienigmi.it/storia_delle_parole_crociate.htm).

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Fonte pixabay.com

Tuttavia i primi enigmi affondano le proprie radici nel mito. Basti pensare infatti al mito di Edipo che sconfisse la sfinge che minacciava Tebe. Per salvare la città, l’eroe tebano dovette risolvere un oscuro indovinello posto dalla misteriosa e pericolosa creatura: ” τί ἐστι τὸ αὐτὸ δίπουν, τρίπουν, τετράπουν; “, cioè “Chi è allo stesso tempo bipede, tripede e quadrupede?” (versione di Diodoro Siculo, vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_della_sfinge ).

Ma perché ci piacciono così tanto questi giochi e perché siamo tanto intrigati dagli indovinelli, rebus, cruciverba e simili? La risposta potrebbe essere data dal fascino dell’ignoto e del mistero in tutte le sue forme, sia che si tratti di giochi numerici che di caselle da riempire con le definizioni.

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Fonte pixabay.com

D’altro canto il nostro cervello ha bisogno proprio di nutrimento e stimoli costanti per essere sempre attivo e perfettamente funzionante.

Secondo alcuni studiosi, tali tipi di giochi potrebbero persino essere intesi come un coadiuvante nella lotta contro l’invecchiamento cerebrale oltre che come un alleato per rilassarci al meglio.

Ecco perché leggere, capire, indagare ma anche giocare risultano fondamentali e decisamente stimolanti.

Dedicarsi a questo genere di attività ludica ma anche e soprattutto intellettuale stimola l’attività delle nostre sinapsi e dei neuroni portando dei benefici notevoli al cervello. Poi, cosa non da poco, ci aiuta a distrarci dai nostri problemi.

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Fonte pixabay.com

Insomma, via libera al Sudoku, ai cruciverba e alla settimana enigmistica (anche sotto forma di app sul telefono).

Quindi giochiamo!!! A proposito, conoscete la risposta al quesito della sfinge? Scrivetela nei commenti.

Link:

http://www.cruciverbaonline.it/

https://parolecrociate.net/

http://www.enigmistica.org/cruciverba-online-gratis.html

http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/07/news/cruciverba-9934998/


https://freewordsmagazine.wordpress.com/2018/01/26/passione-cruciverba/

P. S. In questo articolo troverete numerosi rimandi al mio “precedente” articolo pubblicato su freewordsmagazine.wordpress.com.

Maria Domenica Depalo

Innamoramento e amore: l’azione di Cupido.

Innamoramento e amore: l’azione di Cupido.

L’amore è una milizia: via di qui, o gente fiacca, ché le sue bandiere non impugni la mano di chi è vile! La notte, la tempesta, il lungo andare, il più crudo dolore, ogni fatica, attendono chi vuol questa battaglia!”, afferma Ovidio in L’arte d’amare, libro secondo, vv. 349 – 354.

Ben lungi dal voler riprendere il tono bellico di Ovidio, tuttavia non possiamo non leggere nelle sue parole e nei suoi versi lo sconquasso ed il terremoto emotivo al quale siamo sottoposti quando il dio Cupido colpisce con il suo dardo il nostro cuore.

A dire il vero, il primo organo ad essere colpito dal piccolo arciere dispettoso è il nostro cervello. Numerosi studi hanno evidenziato infatti un incremento del flusso sanguigno nelle aree cerebrali, la produzione della dopamina, cioè il neurotrasmettitore alla base del benessere, l’azione della noradrenalina, cioè l’ormone che fa battere il cuore e l’aumento dell’attività dell’ossitocina, altro neurotrasmettitore che però contribuisce allo sviluppo del senso del legame.

Sembrerebbe tutta una questione di chimica quindi? Forse. L’innamoramento fa bene al nostro cervello ma – per fortuna o per sfortuna – dura solo per alcuni mesi per poi trasformarsi in amore o dissolversi nel nulla.

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Tra amore e ironia : la trilogia di Federica Bosco

Tra amore e ironia : la trilogia di Federica Bosco

Siete pronti a tuffarvi in una trilogia divertente, vivace, moderna e imprevedibile?
Allora “Mi piaci da morire”, “L’amore non fa per me” e “L’amore mi perseguita” di Federica Bosco fanno per voi.
La protagonista è Monica, giovane trentenne italiana trasferitasi a New York con i suoi sogni di scrittrice. Vive con i suoi amici Mark e Sandra e lavora nel negozio di antiquariato delle “zie”.
Monica cerca il suo legittimo posto nel mondo come professionista, come amica, come figlia ma soprattutto come donna prima a New York, poi in Scozia e quindi di nuovo nella Grande Mela.

Photoby©MariaDomenicaDepalo

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Attraverso uno stile veloce e pieno di brio ma mai banale, avremo modo di conoscere la sua passione per il bellissimo ed egoista David e di vivere il suo intenso sentimento per Edgar, uomo maturo e colto ma pieno di demoni interiori.
Tuttavia non crediate che il racconto si limiti solo a quello che avete letto fino ad ora. Le sorprese vi travolgeranno con un ritmo e dei personaggi sempre più numerosi e variegati. Personalmente consiglio questa trilogia perché è la storia di una rinascita e della riscoperta di sé, delle proprie potenzialità ma soprattutto del proprio valore come essere umano che non deve accontentarsi delle briciole ma deve combattere per avere ciò a cui ha diritto.
Maria Domenica Depalo

Singletudine e dintorni

Singletudine e dintorni

Chi ha detto che essere single corrisponda ad essere soli? Chi ha detto che non vivere una relazione stabile nel tempo comporti tristezza e disperazione?

Partiamo da un punto fermo: tutti amiamo e desideriamo essere amati. Tuttavia non tutti riescono a realizzare il proprio “sogno d’amore”. Ma non è la fine, ricordiamolo. Essere soli non significa essere incompleti o non avere valore.

Fonte: facebook.com

Fonte: facebook.com

Una ricerca dell’agenzia londinese di analisi di mercato Mintel rivela che il 32% delle donne single tra i 45 e i 65 anni ha affermato di stare benissimo da sola, contro il 19% degli uomini appartenenti alla stessa fascia d’età. La singletudine rende felici? (cit. da https://d.repubblica.it/life/2017/12/14/news/single_a_40_e_felici_di_esserlo_single_piu_felici_lo_dice_la_scienza-3788616/ )

Per la maggior parte delle donne che scelgono di essere single o che dalla propria condizione cercano di trarre il meglio, il proprio status viene visto come un’occasione per valorizzare se stesse e le proprie potenzialità.

Ovviamente bisogna anche tener conto del contesto nel quale si è inseriti. Un ambiente culturalmente ed intellettuamente stimolante può essere terreno fertile per l’affermazione individuale da un punto di vista lavorativo e personale e per l’elaborazione di progetti che non necessariamente devono includere la presenza di un partner.

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Fuga dal museo

Fuga dal museo 

Cosa perdereste se improvvisamente, mentre curiosate tra le bancarelle del mercato, vedeste uno scooter sfrecciare velocemente?
Sicuramente questo vi indispettirebbe non poco. Ma se il passeggero dello scooter fosse Atlante? Sì, proprio il Titano che porta sulle spalle il globo terrestre in tutta la sua maestosità. Che fareste?

E se, mentre passeggiate tra le vie di Napoli, scorgeste Afrodite parlare con un cagnolino?

Ovviamente non avete le allucinazioni e non si tratta neppure dell’effetto della tavola d’oro del faraone Ahkmenrah che, nella trilogia “Una notte al Museo”, dà vita alle statue in marmo e agli scheletri dei dinosauri.

Si tratta invece del progetto fotografico “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla che, attraverso dei fotomontaggi “sui generis”, hanno deciso di introdurre nella realtà quotidiana partenopea le statue del Mann, il museo archeologico di Napoli.

I due fotografi lavorano su questo: dare un respiro nuovo ad opere “stanche” di essere solo ammirate nella loro fissità e quindi desiderose di vivere la vita di ognuno di noi, se pur solo al modo della pellicola fotografica. 

Lasciatevi sorprendere quindi da queste immagini così straordinarie nel loro realismo ma allo stesso tempo ancora così armoniosamente preziose nonostante la surrealità di alcune situazioni.

Non perdete l’occasione di visitare la mostra “Fuga dal museo”, a Napoli.
Avete tempo fino al 24 febbraio 2020.

Riferimenti:

“Open Museum. Statue in fuga al Mann di Napoli” di Sandra Gesualdi presente in “La Freccia. Per chi ama viaggiare” anno XII numero 1, gennaio 2020

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2019/11/le-statue-del-mann-a-spasso-per-la-citta-succede-nei-fotomontaggi-di-assisi-e-cipolla/

Maria Domenica Depalo

Un libro al mese

Un libro al mese

Iniziamo il 2020 con delle proposte di lettura che – spero – sapranno coinvolgervi ed appassionarvi, così com’è accaduto a me.
Ce n’è per tutti i gusti! Troverete gialli, polizieschi ma anche romanzi comici, d’amore e fantasy.
Tutti vi faranno emozionare e, allo stesso tempo, riflettere. Siete pronti a scoprire i titoli e a vivere ogni mese di questo nuovo anno lasciandovi travolgere dalla bellezza delle parole e delle trame? Allora iniziamo introducendo ogni libro con una piccola citazione tratta dalle sue pagine.

Books. Photoby© MariaDomenicaDepalo

Books. Photoby© MariaDomenicaDepalo

Gennaio:

“Se devi scegliere tra avere ragione ed essere gentile, scegli sempre di essere gentile”, afferma in uno dei suoi precetti il professore di Auggie, protagonista di “Wonder”. Ed è proprio con il romanzo di R. J. Palacio che introduciamo il nostro elenco. Adatto agli adolescenti ma anche ai grandi, questo libro affronta temi delicati e profondi, come – primo tra tutti – il rispetto per chi è diverso e l’amicizia. Assolutamente da non perdere: vi farà riflettere e commuovere.

Febbraio:

“Compra soltanto quello che ti serve e nient’altro. È questo il trucco dello shopping ragionato”.
La seconda proposta letteraria più leggera e divertente ma mai banale è “I love shopping a New York” di Sophie Kinsella. La protagonista è Rebecca Bloomberg, giornalista finanziaria esperta di economia ma, paradossalmente una shopping addicted con le mani bucate. Le sue vicende vi divertiranno.

Photoby©MariaDomenicaDepalo

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Marzo:

“Il nostro cuore non è fatto di pietra. La pietra ad un certo punto può andare in frantumi, sbriciolarsi, perdere ogni forma. Ma il cuore non può andare in frantumi”.
La terza proposta è la raccolta di racconti brevi del visionario Murakami Haruki “Tutti i figli di Dio danzano” che ci introduce in una realtà concreta e astratta, tangibile ed ineffabile, sicuramente unica.
Il terremoto di Kobe del 1995 funge da sfondo per le storie narrate che si susseguono veloci ed autentiche. Dopo “Kafka sulla spiaggia” dello stesso autore, se volete immergervi nella bellezza del reale e della fantasia, sicuramente non potete perdervi questo libro.
Da leggere!

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Buone vacanze a tutti!

Buone vacanze a tutti!

Fuoritempofuoriluogo va in vacanza. Ci vediamo a gennaio per nuovi e interessanti articoli.
Buon Natale e buon anno! Nel frattempo, godetevi i nostri “vecchi” articoli.
Fuoritempofuoriluogo is on holiday. Stay tuned! We will be back soon! In the meanwhile, read our old articles and Happy Christmas and happy new year.
#fuoritempofuoriluogo #destinazioneblogger #progettoblog #ilsalottodeiblogger #christmas #natale #weinachten #pausa #ferien #holiday

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Adozione a distanza: una scelta d’amore

Amici di fuoritempofuoriluogo,
oggi la nostra redazione propone questo delicato articolo della redazione “gemella” freewordsmagazine. Il tema è l’adozione a distanza. Buona lettura.

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Adozione a distanza: una scelta d’amore

È in giorni come questi che pensiamo maggiormente alle persone che amiamo e che ci circondano. Pensiamo al valore della famiglia, agli amici e al benessere del prossimo. Certo, non dovremmo pensarci solo ora visto che è compito di ognuno di noi impegnarsi perché ogni individuo possa essere salvaguardato sempre e comunque. Tuttavia spesso e volentieri facciamo finta di niente, come se non ci riguardasse. Bisogna però andare oltre: ce lo impone la nostra stessa natura umana.

Sono milioni i bambini che vivono in condizioni di povertà estrema, soprattutto nel sud del mondo. L’adozione a distanza può essere la risposta giusta per dar loro un aiuto concreto. Si tratta di un atto d’amore che garantisce ai minori e alle loro famiglie cibo, cure mediche ed istruzione.

Per quanto l’adozione a distanza non corrisponda ad un’adozione vera e propria, lo spirito alla sua base è…

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Che paura! Le dieci fobie più strane.

Che paura! Le dieci fobie più strane.

La paura fa parte di noi. Provare tale emozione può salvarci da situazioni pericolose ed inquietanti. Tuttavia un’esagerazione esasperata delle paure può sfociare in vere e proprie fobie.

Vivere sopraffatti dal carico emotivo determinato da timori spesso irrazionali ed illogici può incidere sulla qualità della vita peggiorandola notevolmente. Allora cosa si può fare?

Prima di tutto bisogna identificare bene la tipologia di fobia. Solo conoscendo il proprio “nemico” sarà possibile trovare gli strumenti più giusti per sconfiggerlo. Una volta identificato l’avversario, è possibile ricorrere all’intervento di uno specialista che potrà trovare la soluzione più idonea alla risoluzione del problema.

Molte fobie infatti hanno radici profonde riconducibili al passato o ad eventi traumatici di cui spesso non si è del tutto consapevoli.

Partendo dal presupposto che le fobie siano “solo” centinaia su centinaia, noi ne osserveremo però appena dieci, sufficienti per comprendere il loro effetto, anche devastante, sulla vita dell’individuo soprattutto da un punto di vista relazionale.

  1. Hipopotomonstrosesquipedaliofobia: derivante dalle parole hipopotos (enorme), monstrum (mostro), sesquipedalis (lunghissimo) e phobia (paura), nota anche come sesquipedaliofobia, essa rappresenta la paura per le parole lunghe;
  2. Automatonofobia: di origine greca (deriva da automaton, automatico ed immediato), tale termine indica la paura per tutto ciò che appare umano ma non lo è, come le bambole ed i monumenti ad esempi;
  3. Afefobia: le origini di questo termine ci permettono di comprendere immediatamente di cosa parliamo. Afefobia deriva dal verbo greco apto che significa toccare e ovviamente da fobia, paura: si tratta quindi della paura del contatto fisico;
  4. Cromatofobia: chi è afflitto da questa fobia teme i colori;
  5. Allodoxafobia: questa parola è composta dall’aggettivo greco allos (altrui) e dal sostantivo doxa (opinione). Parliamo quindi del timore delle opinioni altrui;
  6. Numerofobia: decisamente interessante, in base all’etimologia del termine, possiamo affermare che è la fobia per i numeri e per ciò che è astratto;
  7. Clinofobia: tale termine, ottenuto dal verbo greco klino (inclinarsi) e fobia (paura) essa rappresenta l’irrazionale paura di addormentarsi connessa probabilmente all’atavico legame tra ipnos e thanatos, cioè tra sonno e morte;
  8. Ergofobia: è una fobia purtroppo molto diffusa, soprattutto in questo momento storico. Si tratta della paura di lavorare, come suggerisce l’etimologia del termine (ergon, lavoro);
  9. Singenesofobia: in questo caso parliamo di una fobia in molti casi decisamente comprensibile e giustificabile. Come si evince dall’etimologia del termine (sin= con, genesis= origine, fobia= paura) trattasi della paura dei parenti;
  10. Eleuterofobia: derivante dal termine greco eleutheria (libertà), tale lemma designa un timore irrazionale verso qualcosa dal quale la nostra stessa esistenza non può prescindere: la libertà.

E voi, quali paure irrazionali provate?

Link:

https://www.corriere.it/salute/cards/18-fobie-piu-assurde-cui-soffre-gente/cromatofobia_principale.shtml 

Maria Domenica Depalo

Bookcrossing: come donare un libro

Bookcrossing: come donare un libro

Occhi che incrociano sguardi, occhi che si posano su lettere e parole, occhi che scoprono libri apparentemente “persi” su una panchina, negli interstizi di una parete o persino sul bancone di un bar. Apparentemente dimenticati per distrazione, in realtà essi occupano quegli spazi per un preciso atto di volontà del loro possessore.

Ma perché tali libri sono stati “abbandonati”?  La motivazione è semplice e nobile allo stesso tempo: farli ritrovare e quindi riscoprire da chiunque li incroci sulla propria strada. Perché possano essere letti e acquisire nuova linfa vitale donandone un po’ della propria originaria. Stiamo parlando del book-crossing che sembra diffondersi sempre più anche da noi. Finalmente, aggiungerei.

L’espressione book-crossing deriva dall’unione di due termini inglesi: book, libro e cross, incrociare. In effetti, una volta incrociata la copertina di un libro ed incuriositi dal suo titolo, superato l’“imbarazzo” iniziale di questo incontro lo si prende e se ne diventa depositari, scegliendo di tenerlo oppure di donarlo di nuovo, una volta terminata la lettura.

Spesso tali libri sono accompagnati da biglietti con i quali il precedente proprietario spiega le ragioni di questo dono e lo spirito di questo suo agire.

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